IMOLA (BO). Targa ceramica devozionale di sant’Antonio abate

Terracotta ingobbiata e invetriata. Realizzata nella seconda metà del XVIII secolo. Di proprietà privata:Presenta due fori per l’affissione. Formella rettangolare con cornice modanata.

Dipinta in giallo, arancio-rossastro, verde, blu-grigiastro e bruno
Bottega romagnola. Realizzata da stampo in terracotta.

Il Santo è rappresentato a figura intera, in abito vescovile, con la mano destra sul petto e con i consueti attributi: il porco e la fiammella. Sulla spalla destra la lettera Tau.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800063982

GROSSETO, provincia, località diverse. Targhe devozionali ceramiche con sant’Antonio abate

1) CAPALBIO
Formella di terracotta con tracce di pittura, secolo XIX – XX. Di proprietà privata.
Targa centinata a bassorilievo, raffigurante Sant’Antonio abate benedicente circondato da due bovini, un cavallo e un suino, a destra in basso arde della legna come riferimento al “fuoco di Sant’Antonio”.


2) CASTELL’AZZARA, via provinciale per Santa Fiora, cappellina detta “della Spagnuola”
Terracotta dipinta e invetriata di 35 x 25 cm, risalente ai secoli XVIII – XIX.
Targa centinata a bassorilievo, raffigurante Sant’Antonio abate benedicente circondato da un bovino, un cavallo, un suino e un gallo, ai suoi piedi arde della legna come riferimento al “fuoco di Sant’Antonio”.

Bibliografia: Paolo Bartolacci, La devozione popolare nelle targhe votive amiatine, C&PAdver, Arcidosso 2001, p. 59, n. 7


3) ROCCASTRADA, Borgo di Caminino
Terracotta dipinta e invetriata di 37 x 26 cm, del secolo XVIII. Di proprietà privata.
Iscrizione: “S[ANTONIO] AB(ATE]”
Targa a bassorilievo, raffigurante Sant’Antonio abate mentre schiaccia col piede destro una vipera (iconografia inconsueta), al lato un suino del tipo della cinta senese.


4) ROCCASTRADA, Borgo di Caminino
Terracotta dipinta e invetriata di 46 x 31 cm, risalente ai secoli XVIII – XIX.
Targa a bassorilievo, raffigurante Sant’Antonio abate, ai suoi piedi un ispido suino e un piccolo falò.



5) GROSSETO, Collezione d’Arte delle Clarisse, Raccolta Ferretti

Terracotta policromata, incompleta, risalente ai secoli XIX – XX. Di proprietà del Comune di Grosseto.
Targa a bassorilievo raffigurante Sant’Antonio abate in campagna e in compagnia del maialino.
Iscrizione incisa: “S. Antonio”.


Link:
http://www.sabap-siena.beniculturali.it/index.php?it/215/immagini-popolari-immaginette-santini-campanelli

FUSIGNANO (RA). Museo civico San Rocco, targhe ceramiche devozionali con s. Antonio abate, XVIII – XIX secolo

Inaugurato nel 2001 all’interno di un edificio del XVI secolo costruito come Hospitale dè Pellegrini; ha una sezione dedicata alle targhe devozionali della Collezione Amelia e Vincenzo Baroni: una ricca raccolta di oltre 150 reperti in ceramica, espressioni figurative non solo della zona ma anche di altre regioni italiane.
L’arco cronologico del corpus va dal XVI secolo a tutto il XX e numerosa è la presenza di manifatture toscane.
L’iconografia presenta in maggioranza raffigurazioni legale alla pietà mariana; ma vi sono anche targhe raffiguranti Santi invocati come protettori e ausiliari, tra essi sant’Antonio abate, del quale seguono alcuni esempi.


1 Terracotta modellata di 32,5 x 45,3 x 4,7 cm, risalente al secolo XVIII.

Cat 050
Targa plasticata da stampo di forma ellittica, con cimasa a forma di cherubino e cornice con modanature svasate verso l’interno e decorazioni a volute. Recto e verso privi di rivestimento. Impasto poroso, di colore rosato. La targa raffigura il Santo, in piedi e vestito di un mantello che presenta all’altezza del petto la lettera “Tau”; con il braccio destro regge il bastone. Ai suoi piedi, a sinistra è rappresentato un campanello, a destra un maiale.

Link:
https://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=53907


2 Terracotta maiolicata e dipinta di 23 x 35,5 x 5,5cm, risalente al secolo XIX
Manifattura Ginori di Sesto Fiorentino. Cat 056

Targa plasticata da stampo di forma rettangolare centinata, con fori per l’affissione eseguiti dopo la cottura. Recto interamente smaltato, verso con tracce di smalto. Impasto poroso, di colore rosato. La targa raffigura il Santo in piedi che nella mano sinistra tiene il bastone con la campanella, nella mano destra un libro. Ai suoi piedi vi sono un fuoco a sinistra e un maiale a destra. I colori predominanti sono il bruno, l’arancio e il verde su fondo biancastro.

Link:
https://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=53913



3 Terracotta maiolicata e dipinta di 27,7 x 39,3 x 6,5 cm, risalente al secolo XVIII .

Manifattura senese. Cat 080

Targa plasticata da stampo di forma rettangolare, con cornice leggermente aggettante e finto cartiglio inserito alla base. Recto interamente smaltato, verso con colature di smalto. Impasto poroso, di colore paglierino chiaro.
Raffigura Sant’Antonio in piedi con il bastone e la campanella nella mano destra, un libro nella sinistra. Sul saio, all’altezza della spalla sinistra, compare la lettera “Tau”; ai suoi piedi c’è un maiale. I colori predominanti sono il bruno, il giallo e il verde su fondo biancastro.
La didascalia che accompagna il pezzo in esposizione propone come luogo di produzione della targa Siena o San Quirico d’Orcia.

Link:

https://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=53937

 


4  Terracotta maiolicata e dipinta di 28,2 x 40 x 6,5 cm, risalente al secolo XVIII.
Manifattura senese. Cat 081

Targa plasticata da stampo di forma rettangolare, con cornice leggermente aggettante e finto cartiglio inserito alla base. Fori per l’affissione eseguiti dopo la cottura. Recto interamente smaltato, verso con colature di smalto. Impasto poroso, di colore paglierino chiaro.
Raffigura sant’Antonio in piedi con il bastone e la campanella nella mano destra, un libro nella sinistra. Sul saio, all’altezza della spalla sinistra, compare la lettera “Tau”; ai suoi piedi c’è un maiale. I colori predominanti sono il bruno, il giallo e il verde su fondo biancastro.
La didascalia che accompagna il pezzo in esposizione propone come luogo di produzione della targa Siena o San Quirico d’Orcia.

Link:
https://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=53938


5 Terracotta ingobbiata e dipinta sotto vetrina di 22 x 36 x 3 cm, risalente al XIX secolo. Manifattura romagnola. Cat 044

Targa plasticata da stampo di forma rettangolare cuspidata, con cornice a sottili modanature svasate verso l’esterno e cimasa con valva di conchiglia. Fori per l’affissione praticati prima della cottura.
Recto interamente rivestito di ingobbio e vetrina, verso interamente ingobbiato con colature di vetrina. Impasto poroso, di colore paglierino chiaro.
La targa raffigura il Santo frontalmente e in piedi, con mantello, mitra e pastorale nella mano sinistra e mano destra al petto. Ai suoi piedi, a sinistra, è rappresentato un maiale, a destra una fiamma. I colori predominanti sono il bruno, il bruno-rosso, il giallo, il blu, il verde, su fondo biancastro; le campiture e i tocchi sono variamente diluiti.
Il modello plastico, il disegno della cornice e le caratteristiche del decoro permettono di attribuire la targa alla produzione imolese della seconda metà del XIX secolo. La ditta produttrice potrebbe essere la fabbrica Bucci, trasformatasi nel 1874 in Cooperativa Ceramica d’Imola. Nel catalogo stampato nel 1925 della Cooperativa Ceramica sono identificabili con precisione i modelli di questa e di altre targhe presenti nel Museo.

Link:
https://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=53900
 

Il Museo è sito in Via V. Monti, 5

Link:
https://www.comune.fusignano.ra.it/Citta-e-territorio/Cultura/Musei/MUSEO-CIVICO-SAN-ROCCO-Via-V.-Monti-n.5

FIORANO MODENESE (MO). Castello di Spezzano – Museo delle ceramiche, collezione di targhe con s. Antonio abate

Nel 2012 è stata inaugurata una nuova sezione permanente del Museo, interamente dedicata alle targhe devozionali. Ottanta targhe dedicate a Sant’Antonio abate, originali per tema, peculiarità e valore, compongono la nuova sezione, esposta in due ambienti del Castello adiacenti alla cinquecentesca “Sala delle Vedute”. La possibilità del nuovo allestimento è dovuta alla generosità di due fioranesi che hanno donato al museo la loro raccolta privata.
Le targhe ceramiche devozionali sono testimonianza di una radicata fede popolare; collocate sui muri, a esse era affidato un ruolo miracoloso. A Fiorano e dintorni si incontrano applicate sulle porte, negli angoli degli edifici; in campagna stanno all’ingresso delle case, nelle stalle, nei fienili e nei pilastrini o maestà, collocati ai crocicchi, lungo gli itinerari più battuti, a volte poste tra i rami degli alberi, nei cosiddetti “tabernacoli arborei”.

Il 17 gennaio, festa di sant’Antonio ricordata e celebrata dalla tradizione contadina con antiche ritualità: l’uccisione del maiale e la benedizione di stalle e fienili. Il Santo è considerato protettore dei suini, degli animali da stalla e dei contadini, mentre, per il suo speciale rapporto con il fuoco, è riconosciuto patrono di pompieri e in particolare dei ceramisti, che attraverso la produzione di targhe votive esprimevano la loro sentita devozione.

Le targhe esposte presentano Antonio come un vegliardo dalla barba bianca, avvolto nel saio da eremita oppure in abito vescovile con pastorale e mitria, accompagnato dai suoi tipici attributi: il bastone a forma di tau, il campanello, il fuoco, il libro e il caratteristico maiale; talvolta è raffigurato in posizione benedicente, inginocchiato in preghiera, posto di fronte o in movimento. Le produzioni in ceramica sono precedute da raffigurazioni devozionali su carta, i cosiddetti santini, che contribuiscono a diffondere la devozione e l’immagine tradizionale del santo.

Le targhe sono realizzate in terracotta a rilievo, ingobbiate, invetriate e policrome; il procedimento tecnico prevede generalmente la pressatura dell’impasto in stampi e la successiva produzione in monocottura o bicottura. Prodotte nelle fornaci dedicate alla modellazione di ceramica di uso comune, erano probabilmente realizzate durante un momento di evasione creativa del “fornaciaro”.

La collezione accoglie targhe dal XVII secolo a oggi e presenta ceramiche ingobbiate, terrecotte smaltate e maioliche. La sezione “Olivieri” presenta, in sei vetrine, targhe di produzione emiliano-romagnola realizzate tra XVII e XIX secolo, mentre qualche esemplare è di manifattura toscana e umbra. La manifattura Rubbiani, attiva a Sassuolo (Modena) dalla seconda metà dell’Ottocento, propone targhe ceramiche modellate con compostezza neoclassica, dove la figura del Santo benedicente, posto in piedi e rivolto a sinistra, è vestita di un ampio grembiule bianco che rimanda alle opere curative dell’ordine degli Antoniani.
Le singolari cornici dipinte a macchiettature o spugnature in bicromia verde e giallo o in blu e bruno, ricordano la decorazione di bacili e brocche da acqua, comuni nelle antiche cucine di campagna.
Le botteghe romagnole, tra cui spicca la manifattura imolese dei Bucci, giocano sulla vivace policromia e su una ricca interpretazione della cornice, a compensare la ricorrente frontalità dell’immagine del Santo presentato nella veste di vescovo con mitria e bastone pastorale.
Alcune targhe di minor pregio, ma particolarmente singolari, arricchiscono la collezione e colpiscono l’attenzione del visitatore. Le targhe pubblicitarie in gesso colato, in plastica e terracotta, commissionate dalle aziende produttrici di mangimi, accanto all’immagine tradizionale del Santo e al marchio di fabbrica, propongono inusuali benedizioni delle stalle: “Usate mangime perfetto che alla MAIS ho benedetto”.
Vicino al tema delle targhe in ceramica, la sezione presenta un telo stampato a mano con l’immagine del santo; utilizzato per ornare i bovini in occasione delle sagre, è di tradizione e produzione romagnola. La “benedizione delle stalle”, nella versione povera su litografia in carta che rimanda ai tradizionali santini, trova nel XX secolo una nuova espressione nelle piastrelle di ceramica di formati diversi, dipinte a mano o a decalcomania. La collezione riporta così l’attenzione alle produzioni contemporanee di piastrelle di ceramica già esposte nella sezione attuale del museo.


Il Museo nel 2012 organizzò una mostra dal titolo: “Ceramica e devozione. Antonio il santo delle stalle”. 50 opere esposte tra targhe e statuette: oltre al Museo Civico d’Arte di Modena, la Raccolta Carlo Contini del Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po, il Museo Civico San Rocco di Fusignano (RA), il Museo di Palazzo dei Pio di Carpi, l’Associazione Provinciale Allevatori di Modena, Giorgio e Raffaella Olivieri, Ruggero Ricchi e Vittorio Torreggiani. È stato realizzato anche il catalogo scientifico della mostra:
Lorenzo Lorenzini e Michela Orsini, Ceramica e devozione. Antonio il santo delle stalle, Comune di Fiorano Modenese, Collezione quaderni 3, 2010

Il Museo è sito in Via del Castello, 12

 

Testi e immagini da:
https://www.sassuoloonline.it/2010/05/17/fiorano-le-ceramiche-devozionali-di-s-antonio-abate/

https://www.youtube.com/watch?v=UVdCOW4ANd4&ab_channel=FioranoTurismo

http://rivista.ibc.regione.emilia-romagna.it/xw-201302/xw-201302-a0018/#null

CARPI (MO). Museo di Palazzo dei Pio, cinque targhe ceramiche devozionali con s. Antonio abate

1) Terracotta a rilievo, dipinta e invetriata di 19 x 34 cm, prima metà XIX secolo.
Inventario numero n. B/42
(foto in alto)

Targa a rilievo, di forma rettangolare con lato superiore centinato e leggermente appuntito sulla sommità; accanto sono visibili due fori. Pellicola di colore e vetrina. Sant’Antonio abate, a figura intera e ritratto frontalmente, è in atto di benedire gli animali. Ai suoi piedi, sulla sinistra, si scorge il maiale. La scena è inquadrata entro cornice a edicola, con due colonnine tortili che reggono l’arco.
La targa, recuperata nel 1977 da una casa rurale di via Pile Correggio, è un esempio di devozione popolare per il santo protettore degli animali e delle campagne. Nella produzione di simili esemplari durante tutto il XIX secolo e anche oltre, fu particolarmente attiva la manifattura di Sassuolo, a cui va ascritto anche l’oggetto in esame.

Link:
https://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=68542

 


2) Terracotta a rilievo, dipinta e smaltata ci 25.5 x 35.5 cm sec. XIX (1800 – 1899).
Inventario numero B/137

Targa a rilievo di forma rettangolare. Pellicola di colore e smalto. Cornice “a marmorizzatura”. Sant’Antonio abate, a figura intera, è rivolto verso sinistra in atto di benedizione. Nella sinistra regge il bastone con la campanella, e a sinistra è accompagnato dal maiale.
Si tratta di una delle numerose targhe devozionali raffiguranti il santo protettore delle campagne, di produzione sassuolese del XIX secolo.

Link:
https://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=68775

 


3) Terracotta ingobbiata, dipinta e invetriata di 26 x 36cm realizzata nel secolo XX.
Inventario numero B/863

Targa a rilievo di forma rettangolare; cornice con modanature svasate verso l’interno. Ingobbiata con policromia sotto vetrina.
Sant’Antonio abate, in abiti monacali e a figura intera, regge con la sinistra il bastone con la campanella e con la destra è in atteggiamento di benedizione. A sinistra in basso, il maiale. Effetto di marmorizzazione sulla cornice.
Questa targa devozionale è caratteristica della produzione del primo novecento di Sassuolo, noto centro ceramico del modenese.
Secondo quanto riportato sul retro, la targa proviene da una casa colonica a Carpi, in via della Croce, 1.

Link:
https://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=68808

 


4)  Terracotta a rilievo, dipinta e smaltata di 22 x 35 cm, realizzata nel XIX secolo
Inventario numero B/2071

Targa a rilievo di forma rettangolare leggermente centinata nella parte superiore, dove sono visibile anche due fori. Pellicola di colore e smalto.
Sant’Antonio abate a figura intera, è rivolto verso sinistra in atto di benedizione. Ai suoi fianchi, gli attributi del maiale e del fuoco.
Si tratta di una delle numerose targhe devozionali raffiguranti il santo protettore delle campagne, di produzione sassuolese del XIX secolo.

Link:

https://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=68866

 


5) Terracotta di 30 x 21 cm, realizzata nella seconda metà del XIX secolo.
Inventario numero B/1021

Rotta in tre parti, poi rigiunte. La superficie è dipinta a calce.
Targa murale in terracotta resa a bassorilievo, di forma rettangolare, la cornice rilavata a gola liscia con risvolto all’interno.
affigura Sant’Antonio abate in preghiera davanti al crocifisso ed ai suoi piedi un bue, un galletto. Nel fondo paesaggio.
Esemplare di serie da stampo con caratteri neoclassici secondo la tipologia manifatturiera delle fornaci romagnole.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800235201


Il Museo è sito in Piazza dei Martiri, 68.
Il Palazzo dei Pio, comunemente detto Castello, oggi è visivamente unitario benché composto da edifici disomogenei per datazione e caratteristiche, è una struttura che si estende da est a ovest tra le due piazze principali della città. L’apparente uniformità è data dalla facciata principale di ponente che è costituita, oltre che dalla parte centrale rinascimentale, dalla aggiunta estense degli anni Ottanta del Cinquecento a nord e dalle cosiddette “Stanze del Vescovo” a sud, a congiungere la parte centrale rispettivamente con la torre del Passerino a nord e col Torrione di Galasso o degli Spagnoli a sud.