BRENNERO (BZ), frazione Fleres di Dentro/Pflerschtal. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge nella frazione più occidentale e a nord di Brennero, accanto al cimitero.
https://goo.gl/maps/ohE5tYQzSy96t7Bi7

 

Nel 1180 il luogo viene menzionato nei documenti per la prima volta come “Phlers”. L’abitato sorge nella Val di Fleres (che inizia a Colle Isarco come valle laterale), in passato chiamata anche “Valle dell’argento” a causa dell’industria mineraria, che è oggi uno dei luoghi più incontaminati dell’Alto Adige.

La chiesa di Sant’Antonio Abate (in tedesco: Kirche des Heiligen Antonius Abtei), appartiene al decanato di Vipiteno della diocesi di Bolzano-Bressanone e risale al XV secolo.
Citata in un documento del 1416, la sua storia è legata, come in altri casi nelle aree vicine, alle attività estrattive delle miniere di argento e alla devozione manifestata dai minatori. Furono questi ultimi infatti a fare offerte per la sua ristrutturazione del 1482.
Nel 1881, divenuta ormai non più adeguata alle necessità della popolazione, fu quasi completamente ricostruita in stile neoromanico. Divenne chiesa curaziale nel 1737 e parrocchiale nel 1891.

Presenta una facciata a capanna con due spioventi. Attorno alla struttura c’è uno zoccolo leggermente sporgente che la circonda completamente e che si interrompe in corrispondenza del portale di accesso architravato e con lunetta a tutto sesto affrescata con l’immagine di sant’Antonio. Ai lati due piccole finestre e, in alto, il grande rosone che porta luce alla sala.

La navata è unica e all’interno, oltre all’altare maggiore, ai suoi lati, vi sono due altari laterali.
Sull’altar maggiore, ancona con statue, tra esse quella di s. Antonio.

La torre campanaria si alza nella parte posteriore della struttura, in posizione absidale, sulla destra. Le celle campanarie sono due sovrapposte. Quella inferiore si apre con quattro ampie finestre a monofora e quella superiore con altre quattro finestre a bifora di minori dimensioni. La copertura apicale è a forma di piramide acuta ottagonale.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Brennero)

Data compilazione scheda: 12-2-222
Rilevatore: AC

CADREZZATE CON OSMATE (VA), frazione Cadrezzate. Cappella di Sant’Antonio abate

Il comune nacque nel 2019 dalla fusione dei due precedenti comuni.
Via Vallerini (la strada per Barza)
https://goo.gl/maps/Tcpc7mTDnWseesFw5

 

Dedicata a Sant’Antonio abate, i cadrezzatesi però festeggiano anche la festa di Sant’Antonio da Padova. Il 17 gennaio vi è la benedizione degli animali ed il falò alla sera.
Ricostruita interamente nel 1926 e restaurata nel 1997.

Al suo interno è contenuta una statua di Sant’Antonio di Padova e due graffiti che rappresentano la nascita di Gesù e i Magi in adorazione del Bambino. Ai lati della nicchia, dove è posta la statua di Sant’Antonio, sono raffigurati (con la tecnica del graffito) due angeli: quello a sinistra sorregge un libro su cui è coricato un agnello con una bandiera bianca triangolare; invece quello di destra tiene un libro con sigilli su cui è appoggiata la coppia delle tavole dei Comandamenti.

 

Info da testo reperibile nel sito: https://www.superiorisesto.edu.it/web/index.php/it/
CADREZZATE-cappella-S-Antonio.pdf

Data compilazione scheda: 12-2-2022
Rilevatore: AC

ABBIATEGRASSO (VA), frazione Castelletto Mendosio. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Don Giovanni Croci, 24 , sulla punta dell’incile che divide il Naviglio Grande dal Naviglio di Bereguardo.
https://goo.gl/maps/knYFqcWXvJHrBr746

 

Menzionata in documenti del XV secolo.
Tra 1604 e 1609 la chiesa assunse l’aspetto attuale, dopo che una visita pastorale del cardinale Federico Borromeo diede l’autorizzazione ad abbattere la precaria struttura medievale (forse del XII secolo, contemporanea all’escavazione del naviglio) per riedificare la parrocchia con i materiali di riciclo. Il portico antistante la facciata ed il campanile con i quattro orologi sono invece frutto di rimaneggiamenti successivi.

Edificio a navata unica con pronao, due cappelle laterali, presbiterio, sacrestia e campanile (inglobato in parte nella chiesa e sacrestia). I muri perimetrali sono in muratura a corsi regolari in laterizio a mattoni pieni, mentre il pronao è sorretto da quattro colonne in granito. Il corpo principale è coperto da volte a botte e a crociera in muratura, il pronao da volta a schifo a pianta rettangolare e la sacrestia da volta a schifo lunettata.

All’interno della chiesa è custodita una pregevole statua in marmo risalente al XIV secolo raffigurante la Beata vergine col Bambino che originariamente si trovava presso l’oratorio di Santa Maria. Sulle volte e nelle lunette sono dipinte immagini di Santi e Martiri.

Addossata al fianco sinistro della chiesa, in un vano accessibile dall’aula, si trova la cappella del fonte battesimale. Sulle pareti esterne di quest’ultima sono ancora riconoscibili i resti di una antica “Danza Macabra“, mentre all’interno si conservano due affreschi del XVI e XVII secolo (recentemente restaurati), raffiguranti rispettivamente la “Madonna del Purgatorio” (XVI secolo) ed il “Battesimo di Cristo” (XVII secolo).

La chiesa conserva statue e dipinti raffiguranti s. Antonio abate.

 

Il 17 gennaio, il Santo patrono, come da tradizione, viene festeggiato con la benedizione degli animali, le frittelle e il falò.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI230-00004/

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=13188


Data compilazione scheda:
12-2-2022
Rilevatore: AC

CADEGLIANO VICONAGO (VA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Secondo lo statuto comunale, il territorio comprende le “comunità naturali” di Arbizzo, Cadegliano e Viconago.
La Chiesa è sita in Viconago – Via della Madonna, 4
https://goo.gl/maps/QeGYZB6vcCmKTywT7

 

L’edificio, originariamente dedicato a Santa Maria, risale al X secolo, era di ridotte dimensioni, a navata unica con abside rettangolare rivolta ad oriente e facciata a capanna con porta al centro sovrastata da una finestrella cruciforme, ancora visibile.
Fu ricostruito una prima volta più ampio, in stile romanico, orientato a nord, e successivamente, nel XV secolo fu nuovamente ingrandito, costruendo una nuova navata separata da una parete costituita da un robusto pilastro reggente due ampie arcate, con copertura costituita da volte a crociera. Il modello di chiesa doppia, per aggiunta di una seconda navata, ricorda San Pietro a Gemonio.
Fu la chiesa parrocchiale di Viconago finché non fu sostituita dalla parrocchia di San Giovanni Battista alla fine del Cinquecento.
Dichiarata Monumento Nazionale oltre un secolo fa.
Sopra il portale, un affresco con la figura di s. Antonio abate.

La chiesa dista circa una mezz’ora di cammino dal tracciato della Via Francisca del Lucomagno, un’antica via romana-longobarda, lunga 510 km, di cui 135 in Italia, che da Costanza, attraverso la Svizzera, porta a Pavia dove prosegue verso Roma con la Via Francigena. La Via può essere percorsa tutto l’anno, a piedi o in bicicletta, grazie al fatto che il passo del Lucomagno in Svizzera, con i suoi 1915 m s l m è il più basso dell’area alpina e difficilmente presenta condizioni avverse ai camminatori.

Inserito armonicamente nel cuore del borgo, l’edificio sacro  si presenta come un’aula quadrangolare coronata da due absidi a pianta quadrata, coperta da volte a crociera.
I restauri hanno portato alla luce affreschi interni collocabili tra il XII e XIX secolo. I cicli pittorici di maggior valore si concentrano nelle absidi: quella di sinistra sulla parete frontale presenta una Crocifissione che rivela una grande ricchezza di particolari. Lungo la parete laterale una teoria di Santi e una Natività nella lunetta sopra la finestrella. La volta a crociera racchiude l’effige di Cristo Pantocratore attorniato dai simboli dei quattro Evangelisti. L’intero ciclo è attribuito a Guglielmo Iotti detto da Montegrino [Montegrino Valtravaglia (VA), seconda metà del XV secolo – 1527].
L’abside destra fu decorata per mano di Bartolomeo da Ponte Tresa (Confederaz. Elvetica, 1495 circa – 1557 circa), allievo di Bernardino Luini, che intorno al 1531 dipinse nella fascia centrale una teoria di Santi ed una bellissima Adorazione dei Magi nella lunetta sovrastante. La volta a crociera è affrescata con i Padri della Chiesa.
Recenti restauri hanno permesso la scoperta, sulla parete nord all’interno della chiesa, di una Trinità di pregevole fattura e con la rara peculiarità di rappresentare con la stessa immagine le tre figure.

Tra i Santi effigiati, anche la figura di s. Antonio abate; in particolare all’interno sopra l’altare della navata sinistra. Nella navata destra una statua del Santo.

 

A Viconago continua la tradizione della Sagra di sant’Antonio abate (nel 202o, fu la 287esima edizione).

 

Bibliografia:
Bianchi Alessia, La chiesa di Sant’Antonio Abate a Viconago, Francesco Nastro editore, Luino 2014

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Viconago)

https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-con-affreschi-della-scuola-del-luini

https://www.luinonotizie.it/2020/01/13/a-cadegliano-viconago-torna-la-sagra-di-santantonio-fuochi-falo-e-tradizione/264843

AVEGNO (GE), frazione Salto. Chiesa di Sant’Antonio abate

Salto – Via Don Ansaldo (angolo Via Rossini)
https://goo.gl/maps/nouMCkW7K8ER9zY99

 

La chiesa fu edificata nel 1464; due anni dopo fu edificato l’attiguo campanile.
Soggetta alle dipendenze dell’antica pieve di Sant’Ambrogio di Uscio, venne eletta al titolo di parrocchia con decreto dell’arcivescovo di Genova, cardinal Stefano Durazzo, datato al 22 dicembre del 1638. La consacrazione, come si è potuto apprendere dagli archivi parrocchiali, avvenne nel 1641.
In facciata, sopra il portale, in una nicchia, una statua di s. Antonio con porcellino ai piedi.

Internamente è ad aula conclusa da un’abside semicircolare, con cappelle laterali ricavate nello spessore della muratura.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=28102