ORTOVERO (SV), frazione Pogli. Oratorio di Sant’Antonio Abate

Vico dell’Oratorio, 16,
https://goo.gl/maps/w7ZopeSJ5NPn6vRA6

 

L’Oratorio si trova all’interno delle mura fortificate di Pogli, incassato tra altre abitazioni con cui condivide una piccola corte su cui si apre la facciata principale.

La struttura, anteriore al 1585, presenta un caratteristico campanile a vela e una facciata arricchita da una nicchia contenente la statuetta del Santo, un rosone e una meridiana dipinta.

L’Oratorio è sede della locale Confraternita che festeggia il 17 gennaio sant’Antonio abate

 

Data compilazione scheda: 17-2-2022
Rilevatore: AC

DOLCECQUA (IM). Chiesa di Sant’Antonio abate

Parrocchia di S. ANTONIO ABATE
P.zza Giovanni Mauro, 1 , 18035 Dolceacqua
Tel.: 0184/206155
https://goo.gl/maps/h4XUSgvvQ1BYpSYX7

Forse già presente in epoca ben più antica, la parrocchiale di Dolceacqua venne completamente ricostruita nel corso del 1471 nella sottostante e grande piazza del borgo antico.
Subì un ampliamento tra il 1860 e il 1865 che portò la struttura a tre navate e nelle attuali forme architettoniche barocche e classiche.
Sopra il portale, statua di sant’Antonio abate.

Al suo interno, riccamente ornato da stucchi in oro d’epoca barocca, custodisce importanti opere d’arte:
– il polittico a tempera su legno raffigurante Santa Devota (commissionata da Francesca Grimaldi, moglie di Stefano Doria, recentemente restaurato ed esposto a Monaco di cui la Santa è patrona), formato da dodici scomparti, realizzata dal pittore nizzardo Ludovico Brea nel 1515;
– due formelle laterali dei Misteri del Rosario, nella cappella in fondo alla navata sinistra, realizzate nel 1582 dal genovese Bernardo Castello;
– un Crocefisso XIV – XV secolo.

La tela sopra l’altare maggiore ritrae Sant’Antonio abate, databile all’inizio del XVII secolo, opera del pittore Giuseppe Vermiglio (1587 circa – 1635 circa).

L’attiguo campanile è stato realizzato nel 1621 sopraelevando una due delle torri dell’antica cinta muraria.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Dolceacqua)

https://www.rivieratime.news/santantonio-abate-dolceacqua-la-storia-incontra-larte/

Data compilazione scheda: 14-2-2022
Rilevatore: AC

BORGOMARO (IM).Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazza Felipe Cascione
https://goo.gl/maps/yhReP1jJWDo8KF456

 

Già sede di un edificio religioso del XIV-XV secolo (di cui rimangono tracce solo nel campanile) ubicato nella piazza principale della città, l’attuale struttura fu edificata nel XVII secolo su un progetto degli architetti locali Marvaldi; l’inizio dei lavori è datato al 1674.
Solo nel 1842 la chiesa di Borgomaro ereditò il titolo di parrocchiale della comunità dalla pieve dei Santi Nazario e Celso (prima chiesa matrice di Borgomaro, fondata nell’VIII-IX secolo), come da decreto vescovile di monsignor Raffaele Biale della diocesi di Albenga.

L’attuale struttura si presenta in stile architettonico barocco, ad unica navata e con due cappelle laterali dedicate alla Madonna delle Grazie e alla Madonna del Suffragio; la facciata esterna, invece, dopo il rifacimento nel 1847 ad opera dell’architetto Giuseppe Lalley è in stile neoclassico.
Gli affreschi della volta raffigurano la Fede e le quattro virtù cardinali, mentre ai lati della stessa vi sono i quattro Evangelisti: Matteo,  Marco, Luca e Giovanni.
L’altar maggiore, in marmo, è decorato da un crocifisso ligneo e sulla parete di fondo dell’abside una tela rappresenta la Gloria di Sant’Antonio abate.

Tra le opere di pregio artistico e architettonico si conservano: il dipinto settecentesco della Madonna con Bambino e i santi Giuseppe, Antonio di Padova, Carlo Borromeo e Francesco Saverio; il polittico dei Santi Nazario e Celso del pittore Pietro Guidi da Ranzo nella parete a destra dell’altare maggiore (XVI secolo); il polittico di Raffaele e Giulio De Rossi raffigurante L’incontro di Gesù con la Veronica; il quadro della Trasfigurazione nell’archivolto (XVI secolo); un ostensorio attribuito ad Anton Maria Maragliano (XVII secolo).

Le statue lignee di San Rocco e di Sant’Antonio abate sono opera dello scultore Giambattista Drago del XIX secolo.


Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Borgomaro)


Data compilazione scheda:
14-2-2022
Rilevatore: AC

VILLA FARALDI (IM), frazione Tovo Faraldi. Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazza Sant’Antonio
https://goo.gl/maps/Hygb2VdQHcvwkiax7

 

La Chiesa fu ampliata negli ultimi anni del XVI secolo, quando l’edificio sacro fu elevato a parrocchia, grazie anche al contributo degli abitanti del luogo che si autotassarono per portare a termine i lavori di costruzione.
Sul finire del Seicento questa fu decorata e rifinita all’interno e, nel 1709, rimaneggiata e restaurata all’esterno, come attestato nell’iscrizione presente sopra il portale di ingresso.
La facciata a capanna, semplicemente intonacata, presenta una finestra a  serliana, principale fonte di illuminazione dell’interno a navata unica che sorprende per la ricchezza della decorazione: affreschi, stucchi policromi, pale d’altare e sculture lignee, testimoniano le ambizioni e il forte sentimento religioso della piccola comunità rurale.
Nella catino dell’abside è raffigurata ad affresco la Santissima Trinità con gli Evangelisti e nella volta absidale è rappresentata, sempre ad affresco, Sant’Antonio abate portato in cielo dagli angeli.
All’interno sono conservate pregevoli opere d’arte:
– diverse statue in legno policromo, tra esse l’Angelo custode (Tobiolo e l’Angelo?) della bottega genovese di Anton Maria Maragliano (prima metà del XVII secolo e la Madonna del Carmine della sua scuola. Una statua di santa Caterina proviene invece da un vicino oratorio.
– Crocifisso ligneo (prima metà XVII sec.) di Anton Maria Maragliano;
– due fonti battesimali, il primo, ottagonale in pietra su colonna, è del 1200, mentre il secondo in marmo di secolo posteriore, forse pertinenti ad altri edifici di culto del territorio;
– un polittico raffigurante la Vergine tra sant’Antonio abate e san Giovanni Evangelista, opera di Raffaello e Giulio De Rossi datata al 1560-1562;
– una statua di sant’Antonio abate è opera del 1817 di Giovan Battista Garaventa.

 

Link:
https://daciatracieloemare.it/tovo-faraldi/

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Villa_Faraldi)

https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g2213691-d21257916-Reviews-Chiesa_di_Sant_Antonio_abate-Villa_Faraldi_Province_of_Imperia_Liguria.html

Data compilazione scheda:
14-2-2022
Rilevatore: AC

BRENNERO (BZ), frazione Fleres di Dentro/Pflerschtal. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge nella frazione più occidentale e a nord di Brennero, accanto al cimitero.
https://goo.gl/maps/ohE5tYQzSy96t7Bi7

 

Nel 1180 il luogo viene menzionato nei documenti per la prima volta come “Phlers”. L’abitato sorge nella Val di Fleres (che inizia a Colle Isarco come valle laterale), in passato chiamata anche “Valle dell’argento” a causa dell’industria mineraria, che è oggi uno dei luoghi più incontaminati dell’Alto Adige.

La chiesa di Sant’Antonio Abate (in tedesco: Kirche des Heiligen Antonius Abtei), appartiene al decanato di Vipiteno della diocesi di Bolzano-Bressanone e risale al XV secolo.
Citata in un documento del 1416, la sua storia è legata, come in altri casi nelle aree vicine, alle attività estrattive delle miniere di argento e alla devozione manifestata dai minatori. Furono questi ultimi infatti a fare offerte per la sua ristrutturazione del 1482.
Nel 1881, divenuta ormai non più adeguata alle necessità della popolazione, fu quasi completamente ricostruita in stile neoromanico. Divenne chiesa curaziale nel 1737 e parrocchiale nel 1891.

Presenta una facciata a capanna con due spioventi. Attorno alla struttura c’è uno zoccolo leggermente sporgente che la circonda completamente e che si interrompe in corrispondenza del portale di accesso architravato e con lunetta a tutto sesto affrescata con l’immagine di sant’Antonio. Ai lati due piccole finestre e, in alto, il grande rosone che porta luce alla sala.

La navata è unica e all’interno, oltre all’altare maggiore, ai suoi lati, vi sono due altari laterali.
Sull’altar maggiore, ancona con statue, tra esse quella di s. Antonio.

La torre campanaria si alza nella parte posteriore della struttura, in posizione absidale, sulla destra. Le celle campanarie sono due sovrapposte. Quella inferiore si apre con quattro ampie finestre a monofora e quella superiore con altre quattro finestre a bifora di minori dimensioni. La copertura apicale è a forma di piramide acuta ottagonale.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Brennero)

Data compilazione scheda: 12-2-222
Rilevatore: AC