SAN LORENZO DORSINO (TN), fraz. Dolaso. Chiesa di Sant’Antonio abate

Il comune sparso è stato istituito nel 2015 per fusione dei territori di San Lorenzo in Banale (ora sede municipale) e Dorsino.
La chiesa sorge in Via di Sant’Antonio, all’estremità occidentale della frazione Dolaso che apparteneva all’ex comune di San Lorenzo in Banale.
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La prima chiesa venne eretta nel 1466. Il portale maggiore reca la data del 1513; forse l’opera coincise con un ampliamento dell’edificio.
Dal 1599 al 1613 vi fu la ricostruzione intero bene. Consacrata nel 1616.
La data del 1622, tracciata sull’intonaco della cella campanaria, indica probabilmente il completamento della torre che fu ristrutturata nel 1874.
Nel corso del XX secolo furono realizzati alcuni dipinti murali a tempera sulla volta del presbiterio, sull’arco santo e sulla lunetta del portale maggiore

La facciata a capanna è elevata su di un terrapieno, delimitato da un muretto, che colma il dislivello del terreno tra il lato sinistro e quello destro. Due finestre rettangolari asimmetriche serrano il portale maggiore cinquecentesco in pietra, con lunetta figurata, sormontato da un oculo strombato. Il fianco sinistro è cieco e vi si addossa il campanile; su quello destro, illuminato da due monofore archiacute, si apre l’accesso laterale.

L’interno è a navata unica, divisa in tre campate, coperte da volte a crociera costolonate poggianti su semicapitelli pensili. Il presbiterio, elevato di tre gradini, è introdotto da un’arcata a tutto sesto in pietra a vista e concluso da abside poligonale. Da essa si accede alla sacrestia, aggiunta probabilmente in un momento successivo.

La chiesa, orientata ad est, è officiata una volta all’anno, ma è aperta durante il giorno nel periodo estivo.

Sull’altare maggiore un’ancona lignea scolpita da ignoto scultore lombardo nel 1515 con al centro s. Antonio abate benedicente, seduto in trono in abito vescovile, con  ai lati  i santi Sebastiano e Rocco; in alto  Madonna col Bambino e due angeli.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=25689

Data compilazione scheda: 11-2-2022
Rilevatore: AC

CASTELLETTO SOPRA TICINO (NO). Chiesa di Sant’Antonio abate, con affreschi

Piazza Giacomo Matteotti / Vico Garibaldi
https://goo.gl/maps/adsVWgbxwfj4cEsN7

 

L’attuale Chiesa sorge su un precedente luogo di culto dedicato allo stesso Santo eretto alla fine del XV secolo e che, nel tempo, era diventato insufficiente a contenere tutta la popolazione. Dopo molti contrattempi, si giunse alla progettazione e alla realizzazione del nuovo edificio, come cita un documento del 1778: “Tempio Comparrocchiale dedicato a S.o Anto[ni]o Abbate sito […] in capo alla piazza del Borgo egli è fabbricato nuovo incominciato nell’anno 1765 posta solennemente la prima pietra nel giorno 18 d’Agosto […] e terminato nel Dicembre dell’anno 1775 nel sito stesso del Tempio vecchio già dedicato al mede[si]mo Santo, il quale s’andava distruggendo di mano in mano, che si fabbricava il nuovo.”
La parrocchiale è chiesa prepositurale perché il 21 maggio 1713, il parroco di Castelletto diventò prevosto. Un titolo che un tempo veniva concesso a certe chiese particolarmente insigni che potevano estendere la loro giurisdizione territoriale anche su altri edifici di culto. La consacrazione dell’edifico avvenne il 5 gennaio del 1800, per opera dell’arcivescovo di Acqui, Giacinto della Torre, come riporta la lapide marmorea ubicata sulla parete sinistra del presbiterio.

Nel 1875 l’architetto galliatese don Ercole Marietti, ricevette l’incarico di rinnovare sia la facciata che l’interno della chiesa.

La facciata del 1875 presenta statue di angeli e santi, elementi decorativi e una balaustra. Tutte queste componenti sono in terracotta. Molti dei Santi, riprodotti nelle statue, hanno un forte legame con la storia religiosa castellettese. Oltre al patrono di Castelletto, s. Antonio abate, vi è s. Gaudenzio, patrono della diocesi di Novara.

 

L’interno barocco della chiesa è a tre navate e si presenta maestoso nel suo insieme. Una studiata disposizione delle colonne, più avvicinate alle estremità e più allontanate nel mezzo, dà origine a dei padiglioni, che sono sormontati da una cupola centrale.
L‘altare maggiore, dedicato a S. Antonio abate, ed è in marmo arabescato, di notevoli dimensioni, che sostiene un ciborio sempre in marmo con statuette d’angeli. Dietro l’altare domina l’ancona che raffigura il Transito di S. Antonio abate che è raffigurato con i suoi attributi tradizionali: il maiale e il bastone con il campanello. Lo sguardo è rivolto al cielo, dove Cristo con le braccia aperte è in atto di accoglierlo circondato da angeli. Opera di ignoto del XVIII secolo.

Dei sette altari della chiesa, il primo della navata di destra è dedicata all’Ecce Homo; la successiva a S. Giuseppe e risale al 1927. L’altare seguente o è dedicato alla Madonna del Rosario, che è la compatrona della parrocchiale. Questo altare proviene dalla chiesa di S. Maria della Scala di Milano, demolita nel 1776 per la costruzione dell’omonimo teatro. Nella nicchia è posta la statua della Madonna con in braccio il Bambino. Il simulacro in legno è di pregevole fattura. Sulle pareti sono presenti quindici pitture che rappresentano i misteri del Rosario.
L’ultimo altare della navata destra è dedicato ai Santi Rocco e Sebastiano, anche se comunemente viene detto del Crocifisso.
Il primo altare della navata di sinistra è dedicato al Sacro Cuore di Gesù, è tutto in legno finemente intagliato; l’altare successivo è dedicato a S. Serafino da Montegranaro, anche se un tempo era erroneamente detto di S. Francesco. In questa cappella, durante gli ultimi restauri, sono riaffiorati degli affreschi che nei precedenti interventi di rinnovamento erano stati ricoperti. Al centro troneggia una grande tela raffigurante la Madonna con il Bambino in braccio, insieme a s. Antonio di Padova e s. Serafino.
L’ultimo altare di sinistra è dedicato all’Addolorata. Anche questa cappella, come quella del Crocefisso, è stata perfezionata negli anni Venti del Novecento. Il fonte battesimale è posto nella prima cappella di sinistra.

Nel presbiterio, sulle pareti laterali, sono presenti due grandi affreschi, contornati da una cornice in stucco; quello di sinistra rappresenta S. Antonio abate e la morte dell’eremita Paolo nel deserto; in quello di destra, sono rappresentati i  SS. Antonio abate e Paolo mentre un corvo porta loro del pane.

Le pitture interne, eseguite nel 1878 dai pittori Paolo Maggi e Mosè Turri, rappresentano, oltre la Gloria di S. Antonio abate nella cupola centrale, molti altri soggetti anche se quelli più ricorrenti sono angeli e arcangeli.

 

Notizie da:
https://www.parrocchiacastellettoticino.com/santantonio-abate.html


Data compilazione scheda:
11-2-2022
Rilevatore: AC

VICOVARO (RM). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via della Stazione, 9
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Vicovaro è a circa 45 km da Roma; la Chiesa sorge a sud del centro abitato, tra la Via Tiburtina Valeria ed il fiume Aniene,

 

La storia della Chiesa è strettamente correlata a quella della “Confraternita della SS. Croce e di Sant’Antonio abate”, istituita nei primi decenni del XIV secolo e che fondò l’edificio sulle antiche sostruzioni della via Tiburtina Valeria in opera quadrata.
La prima fase della chiesa è nota da fonti relative alle visite pastorali intercorse tra il 1574 e il 1581.
Nel 1772 la Confraternita deliberò la completa ricostruzione della chiesa con un consistente ampliamento, ad opera dell’architetto Pietro Torelli, eseguita tra il 1743 e il 1755.
Nella terza fase vi fu il completamento delle parti concernenti la Sagrestia e l’Oratorio.

L’ingresso è preceduto dal portico rinascimentale adornato da quattro colonne in breccia, sormontate da capitelli di marmo bianco di ordine dorico romano di epoca flavia (I secolo d. C.) che, secondo la tradizione, proverrebbero dai resti di un antico edificio romano posto nel territorio “Quarto del Piano”.
Sulla parete esterna, sotto il portico, un affresco con la figura di sant’Antonio (immagine in basso).

La chiesa presenta una pianta rettangolare con un altare centrale e tre cappelle laterali congiunte da un unico corridoio, che termina con l’ingresso alla Sagrestia. Il nuovo assetto ha portato alla chiusura del passaggio originario posto a lato dell’altare maggiore. Il progetto settecentesco previde una volta a botte a tutto sesto, con grandi lunette in corrispondenza delle aperture laterali, impostata su piedritti che corrispondono ai lati lunghi dell’aula. Il piedritto verso l’Aniene poggia sulle sostruzioni romane.
All’interno si conserva un crocifisso ligneo del XVI sec. Degna di nota è anche la statua,  del XVI secolo, in terracotta policroma che raffigura s. Antonio abate seduto in trono, con la mano destra nel gesto di benedizione, con la sinistra regge un libro.

 

Di fronte alla chiesa vi era l’antico Ospedale (gli edifici oggi conservatisi risalgono al XVI sec.), adibito ora a casa privata, nel quale venivano accolti i poveri e curati gli ammalati di herpes zoster (fuoco di s. Antonio).

 

Il 17 Gennaio, in occasione della festa patronale di S. Antonio abate, vengono celebrati i Vespri e si svolge una processione che parte dalla Chiesa e che si snoda lungo le vie del paese. Data l’importanza del Santo per Vicovaro, i festeggiamenti durano una settimana; questi vedono, oltre allo svolgimento di pratiche e celebrazioni religiose, numerose ricorrenze laiche, tra cui la più famosa e sentita è la benedizione degli animali.
Inoltre nella chiesa di San Pietro Apostolo viene distribuito alla popolazione un rinfresco consistente in una ciambella all’anice e nella tipica “pastarella” di S. Antonio.

 

Bibliografia:
Pomponi G., Sant’Antonio abate patrono di Vicovaro : storia, tradizione, folclore, Radionda 1 edizioni, Vicovaro 1986

Link:
https://www.vicovaroturismo.it/localita-chiesa-di-sant-antonio-abate

http://www.italiavirtualtour.it/dettaglio.php?id=96787

Data compilazione scheda:
11-2-2022
Rilevatore: AC

BENE VAGIENNA (CN), frazione Isola. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Il nome Isola probabilmente deriva dal fatto che la frazione nel 1600 era collegata a Bene Vagienna solo per mezzo di una passerella che superava il torrente Mondalavia; durante le alluvioni gli abitanti rimanevano isolati e i morti venivano tenuti in casa per giorni. Perciò nel 1691 fu istituita la parrocchia e concesso il cimitero. Prima di assumere questo nome, la frazione si chiamava “borgata di Sant’Antonio”.

La Chiesa di Sant’Antonio sorge in Frazione Isola, 110
https://goo.gl/maps/MCJLFvKRGNuMCp149

 

La memoria più antica che si ha di una chiesa rurale con un prete residente risale a inizio Seicento (1616); quella chiesa corrispondeva all’attuale presbiterio che fu costruito alla fine del Cinquecento. La chiesa fu ingrandita nel corso del XVII secolo.
Il campanile è più recente; costruito intorno al 1800 tutto in mattoni.
Anche la facciata è più recente dell’interno e in particolar modo del presbiterio.
Sono stati eseguiti lavori nel 2007 per contrastare la risalita di umidità
Inizialmente il cimitero era situato intorno alla chiesa ma fu spostato quando Napoleone impose di costruire i camposanti fuori dall’abitato.

Nel presbiterio vi sono degli affreschi che rappresentano la Raccolta della manna nel deserto, e l’Ultima Cena e sulla volta la scritta: Io sono la Via la Verità e la Vita.
In fondo al presbiterio  è posta una tela del 1860 raffigurante Sant’Antonio abate con San Paolo della Croce [ovadese, 1694 – 1775, fondatore della Congregazione della Passione di Gesù] e un altare ligneo proveniente dalla chiesa dei Francescani di Carrù con la tela di San Carlo Borromeo.
Nelle navate vi sono statue in legno scolpite di Antonio Roasio di Bardineto (1809-1886): San Giuseppe e Madonna del Rosario, mentre le statue di Sant’Elisabetta regina di Ungheria e di Sant’Antonio abate sono in gesso.

Si racconta che in passato il 17 gennaio veniva portata in processione una statua di Sant’Antonio abate, ma i bambini erano molto legati alla statua del porcellino che accompagna il Santo e lo carezzavano; allora il curato, per porre fine a tale devozione, segò via la statua dell’animale.


Info da:

https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_(Bene_Vagienna)


Data compilazione scheda:
9-2-2022
Rilevatore:
AC

BUSTO ARSIZIO (VA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Santa Maria; situata sul lato orientale del campanile che condivide con il Santuario di Santa Maria di Piazza.
https://goo.gl/maps/GEynTrnvnmgHoLAh8

 

La posa della prima pietra avvenne nel 1363 per volere di Cristoforo de Medicis e venne intitolata a Sant’Antonio abate, al quale gli abitanti del borgo di Busto Arsizio erano devoti, perché protettore contro gli incendi.

A partire dal 1572, vi si insediarono i confratelli del santissimo Sacramento che ampliarono e modificarono l’edificio seguendo le direttive del cardinale Carlo Borromeo: la ricchezza dell’interno (metafora dell’anima) si contrappone con la povertà dell’esterno (metafora del corpo). La resero più alta e ben illuminata da finestre rettangolari; la dotarono di sagrestia e di una scala esterna per poter accedere alla balconata interna, addossata alla controfacciata e sorretta da due colonne.
Tra il 1669 e il 1672 si effettuò un nuovo intervento di ampliamento dell’edificio accostando la facciata al campanile di Santa Maria. Si rifecero la balconata ed il soffitto a botte, unghiata in corrispondenza delle finestre.

Nel 1889 il portico antistante l’ingresso della chiesa fu rimosso per liberare l’adiacente campanile e la facciata fu rinnovata da Carlo Maciachini, che la divise con quattro lesene e pose sopra il portale un timpano; aprì una bifora affiancata da nicchie e un occhio nel frontone. La decorazione della facciata fu rimossa nel 1939, riducendola a nudo intonaco; nel 1975 venne eliminata la balconata interna e sopra la porta della facciata fu posta una statua di sant’Antonio.

Dall’inizio del XVII secolo sopra all’altare si trova una tela raffigurante la Madonna, sant’Antonio e san Carlo Borromeo, opera di Giovanni Pietro Gnocchi (circa 1550 – ante 1610). In precedenza lo spazio sopra all’altare era occupato da un’altra opera, la Deposizione, conservata oggi nella sagrestia.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Busto_Arsizio)

https://www.informazioneonline.it/2021/06/25/leggi-notizia/argomenti/busto-1/articolo/santantonio-il-tesoro-sotto-gli-occhi-di-busto.html

Data compilazione scheda: 9-2-2022
Rilevatore: AC