BARBANIA (TO). Cappella di Sant’Antonio abate

La cappella è sita sulla piazzetta prospiciente la torre medievale del ricetto di Barbania. Vicolo Sant’Antonio, 2
https://goo.gl/maps/fjJtUpRfsScywdTv6

Non si conosce la data esatta in cui venne edificata la cappella, ma la sua origine viene fatta risalire alla prima metà del XV secolo. Nel corso del XVII e del XVIII secolo il territorio del Canavese ha attraversato un’ondata edificatoria di nuovi edifici religiosi e rielaborazione di quelli esistenti, completandoli e arricchendoli secondo linee dal gusto barocco con l’ausilio di maestranze locali.
Vista l’origine antica del sacello intitolato a Sant’Antonio e analizzate la caratteristiche costruttive ed architettoniche attuali dell’edificio, è plausibile ipotizzare che esso sia stato oggetto di una riplasmazione in un periodo ascrivibile alla fine del Seicento e la prima metà del Settecento.
L’edificio presenta costruzione libera sui quattro lati, con muro di recinzione addossato sul prospetto meridionale. La facciata è rivolta verso est, ovvero verso il nucleo storico del paese. Ha pianta rettangolare, ad aula unica, suddivisa in due campate.
La struttura portante è in muratura mista in pietra e laterizio intonacata, sia sul lato interno che quello esterno. L’aula è coperta nella prima campata con volta a vela con unghie, e nella seconda con volta a botte. La copertura, a doppia falda, presenta orditura in legno e manto in coppi, con pantalera frontale a protezione della facciata. Lungo l’inclinazione dello sporto è presente “labris” in legno. Sulla falda meridionale della copertura, in corrispondenza della facciata, si eleva il campanile in muratura intonacata.

La facciata a capanna presenta superficie intonacata e interamente decorata con affreschi raffiguranti le immagini dei santi Antonio abate (a sinistra) e di Padova (a destra), con cornici e decori a motivi geometrico – floreali e neoclassici.

All’interno, ai lati dell’altare sono collocate le statue dell’Assunta, a sinistra, e di San Giuseppe, a destra. Sulla parete di fondo è presente un’edicola, con al centro una nicchia in cui è collocata la statua di Sant’Antonio abate. Nella parte sommitale è presente un dipinto della Vergine con Bambino.

 

Immagini e info da:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/49307/Cappella+di+Sant%27Antonio+Abate

Data compilazione scheda: 20 – 12 – 2021

Rilevatore: AC

 

SESTRIERE (TO), frazione Champlas du Col. Cappella di Sant’Antonio abate

La frazione è a circa km 4 a sud ovest dell’abitato di Sestriere, in valle di Susa. La chiesa sorge in Via Principale, 10
https://goo.gl/maps/C7g5XqyYY45kqswn7

 

L’attuale parrocchiale di Champlas du Col fu edificata nel 1672. In quell’epoca era una cappellania della parrocchia di San Restituto di Cesana, dalla quale si rese autonoma solo nel 1839. Nel corso del XVIII secolo furono eseguiti lavori di manutenzione e restauro all’edificio. In occasione dell’istituzione della parrocchia, nel 1839, vennero eseguiti altri lavori di restauro.

Presenta una semplice facciata a capanna, sormontata dal piccolo campanile a vela, nella quale si apre un portale lapideo con arco a tutto sesto. Sopra il portale nicchia con statua del Santo e al di sopra un orologio.

L’interno è a navata unica coperta da una volta a botte lunettata e conclusa da un’abside semicircolare voltata a catino; all’interno dell’abside si può ammirare il bel retablo ligneo con colonne scanalate e sovrastato da un timpano spezzato al cui interno si inserisce un’edicola. In controfacciata è presente una cantoria lignea. Le murature interne, intonacate e tinteggiate, presentano una decorazione ottocentesca semplice e ripetitiva


Info:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/8497/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

Data compilazione scheda: 20 – 12 – 2021
Rilevatore: AC

CANTU’ (CO). Chiesa di Sant’Antonio con hospitale

03 CANTU' SANT'ANTONIO - VISTA LATERALE

 Via Francesco Daverio 21
https://maps.app.goo.gl/b3Z6wncgv1a3Gvcw6

La chiesa romanico-gotica dedicata a Sant’Antonio abate prospetta su un sagrato a forma rettangolare con pavimentazione in ciottoli costeggiato sul lato lungo da via Daverio. Davanti al portone principale è presente un tondo semiraggiato pure in acciottolato policromo, con un monogramma recante al centro il Tau caratteristico dell’iconografia di Sant’Antonio e dell’antico ordine ospedaliero che al Santo faceva riferimento.
Già citata nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero, S. Antonio sorgeva al di fuori delle mura, lungo il tracciato dell’antica Via Canturina, attualmente via Daverio, che proveniva da Como. Nelle vicinanze scorre la roggia detta di Sant’Antonio o Mairola, oggi in parte interrata.
06 CANTU' SANT'ANTONIO - ABSIDELa primitiva struttura dell’edificio sacro è riconducibile alla seconda metà del XII secolo; verosimilmente nel XIV secolo sarebbe stata poi aggiunta l’abside (che esternamente presenta un coronamento di arcatelle a sesto acuto in mattoni) e fatti interventi sulla facciata; notevoli sono stati anche i rimaneggiamenti barocchi.
La facciata a capanna asimmetrica, perché addossata ad un edificio sul lato destro, è aperta da un portale gotico in cotto delimitato superiormente da un arco a tutto sesto e da un altro più grande a sesto acuto, sovrapposti. Sopra il portale si apre un rosone pure gotico con bordo in cotto e, più in alto ancora, una finestrella cruciforme. Il campanile, posto nella parte posteriore destra della chiesa, viene fatto risalire al secolo XVIII.
05 CANTU' SANT'ANTONIO - LUNETTA PORTALE LATERALESul lato costeggiato dalla strada si apre un ingresso laterale sormontato da una lunetta con resti di un affresco scarsamente leggibile.
Sul lato opposto alla chiesa era annesso un hospitale con funzioni assistenziali di pellegrini e ammalati. Attualmente ben poco è rimasto dell’ospedale gestito da monache agostiniane: è noto che ospitò gli appestati della grande pestilenza del 1631 e trasformato poi in cascina a corte quale si presenta oggi. Gestito inizialmente dalla monache agostiniane e passato nel XV secolo ai canonici di Sant’Antonio di Vienne, di origine francese. Nel XVII secolo divenne una dipendenza del monastero di S. Maria e vi furono traslate le ossa delle monache, come testimonia una lapide conservata in chiesa (1689).
Gli antichi edifici che chiudono la corte hanno subito nel tempo variazioni d’uso. Vi fu ospitata per un periodo la fonderia artistica dei fratelli Carlo e Luigi Rigola, milanesi di nascita, ma canturini di adozione, gli stessi che in sodalizio con lo scultore Ludovico Pogliaghi realizzarono il portale bronzeo centrale e l’altare maggiore del Duomo di Milano, nonché le statue marmoree ai lati dell’ingresso al Tempio Voltiano di Como. Ora è stato frazionato in abitazioni private.
All’inizio del XXI secolo la dedicazione a Sant’Antonio abate è stata estesa all’attuale ospedale della città.
09 sant-antonio-madonna-con-gesu-bambino - sanvincenzocantu.itL’interno, ad aula unica, è ad un livello più basso rispetto al piano della strada. Le pareti interne un tempo erano affrescate, ma pochi sono gli affreschi rimasti che si possono far risalire a periodi diversi, tra la fine del XIII e gli inizi del XV con apporti che vanno dal mondo bizantino alla pittura trecentesca lombarda.
In controfacciata, sulla destra, si trova una Madonna del latte, affresco devozionale di modesta fattura e di datazione incerta. Sulla parete destra si può notare, dal fondo, lacerti di affreschi raffiguranti una Madonna in trono con Bambino con una Santa e un’Offerente; al di sopra, in una nicchia, è conservata una grande statua in arenaria di Sant’Antonio, in origine collocata in facciata, fatta risalire al secolo XIV, di mano dei maestri campionesi.
10 sant-antonio-madonna-del-latte-520x390 - sanvincenzocantu.itIn una seconda nicchia una statua policroma di San Rocco, si possono vedere a destra due Santi e a sinistra un’altra figura con piaghe, da alcuni identificata con San Lazzaro, patrono di malati infettivi e dei mendicanti.
A metà della parete sinistra l’ingresso laterale è sovrastato da una lunetta decorata con un’Annunciazione. A sinistra e destra sono presenti lacerti di affreschi.
Il presbiterio è introdotto da un arco ogivale, al cui centro è appeso un Crocifisso ligneo; l’abside, di forma poligonale, è coperta da una volta gotica con costoloni in cotto. L’altare maggiore in pietra è sovrastato da una statua policroma tardo-gotica in legno di fico del Sant’Antonio abate.

Il culto di sant’Antonio abate, la cui festa cade il 17 gennaio, è legato alla protezione di uomini e di animali dalle malattie e, per estensione moderna, ai mezzi di trasporto, che sfilano il pomeriggio di quel giorno per ricevere la “benedizione di Sant’Antonio”.

 

http://www.camminacitta.it/cantu-punti-di-interesse/cantu-percorso-1-punti-di-interesse/
https://sanvincenzocantu.it/museobeni-artistici/beni-artistici-san-teodoro/
http://www.camminosanpietro.it/?pag=8&cakeurl=/items/lightView/10

Info:
La chiesa è aperta solo in occasione delle celebrazioni liturgiche.
Fa parte della Parrocchia di S. Teodoro – Segreteria, Piazza S. Teodoro 3 Cantù; Tel. 031.714570; E-mail segreteria.santeodoro@sanvincenzocantu.it; Sito internet http://sanvincenzocantu.it/comunita-pastorale/parrocchie/san-teodoro/

Data di rilevazione: 6 giugno 2021

Nome del rilevatore: Marina Celegon

Foto esterni: Marina Celegon

Foto interni: dal sito https://sanvincenzocantu.it/museobeni-artistici/beni-artistici-san-teodoro/

GRAVEDONA ED UNITI (Co). Oratorio di S. Michele, con statua di sant’Antonio abate

L’Oratorio sorge sul lato meridionale del complesso architettonico della chiesa parrocchiale di S. Vincenzo; vi si accede lateralmente da un portale lapideo posto sotto l’ala sud del portico antistante la chiesa; è stato costruito 1627 e si sviluppa con planimetria rettangolare suddivisa in tre ambienti: l’aula per le celebrazioni, un vano adibito un tempo a sacrestia e un ulteriore vano rettangolare al quale si accede solo dall’esterno, probabilmente, costruito successivamente.

L’oratorio è la sede della Confraternita del Santissimo Sacramento.
La statua lignea di Sant’Antonio, alta 170 cm, è di epoca seicentesca ed è stata restaurata nel 2019 da Aldo Broggi.
Il santo tiene nel palmo della mano destra il fuoco e nella mano sinistra il bastone episcopale.
Il fuoco ricorda l’attacco che il Santo subì da parte del diavolo, tanto che i suoi discepoli lo ritrovarono quasi morente, ricoperto da dolorose ustioni su tutto il corpo

Questo fu il motivo per il quale il Santo divenne protettore taumaturgico delle malattie esantematiche della cute, caratterizzate da manifestazioni molto dolorose, paragonabili al fuoco che brucia, tanto da essere etichettate “Fuoco di Sant’Antonio”.
Il maialino, che accompagnava la statua, è stato rubato.

 

Fruibilità: L’Oratorio è chiuso. Per visitarlo chiedere al Parroco.
Materiale illustrativo: per la foto si ringrazia Aldo Broggi e Pieralda Albonico.
Link: http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO250-00402/
Bibliografia:
– Pescarmona, D./ Rossi, M./ Rovetta, A., Alto Lario Occidentale, Como 1992
– Fecchio, L., Notizie storico-religiose di Gravedona, Como 1893
– Zecchinelli, M., Le tre Pievi: Gravedona Dongo Sorico, Menaggio 1995
– Albonico Comalini, P./ Conca Muschialli, G., Gravedona. Paese d’arte, Gravedona 2006
– Belloni, L. M., Il San Vincenzo di Gravedona, Como 1980
– Broggi Aldo, Il restauro della statua lignea di S. Antonio nell’oratorio di S. Michele di Gravedona, Altolariana N 10, anno 2020, pag 415

Data compilazione scheda: settembre 2021

Nome del rilevatore: Giorgio M Baratelli – gmbaratelli@yahoo.it

SUSA (To), Museo Diocesano di Arte Sacra, statua lignea di Sant’Antonio abate

Susa – Via Giuseppe Mazzini n.1  – Telefono 0122.622640 – Fax 0122.622640
Statua lignea raffigurante Sant’Antonio abate che si trova nel deposito delle opere in attesa di “adozione” e cioè che sono in attesa che arrivino donazioni per il restauro.

Fruibilità:
Dal 1 luglio al 18 settembre: da martedì a domenica 9.30/12.00 – 15.30/19.00;
ad agosto aperto anche il lunedì
da ottobre a giugno: sabato e domenica 14.30/18.00 – chiuso il 24 dicembre –
Intero 3,00 euro – ridotto 2,00 euro per minoro di 18 anni, maggiori di 65, gruppi minimo 10 persone; cumulativo 8,00 euro con 5 sedi del sistema Museale Diocesano.

Materiale informativo ed illustrativo: in loco e su internet

Internet: http://www.centroculturalediocesano.it/

E-mail: museo@controculturalediocesano.it

Data compilazione scheda: 27/7/2021

Nome del rilevatore: Valter Bonello