CELLIO con BREIA (Vc), fraz. Baltegora. Oratorio di Sant’Antonio abate.

La frazione si trova a 730 m s.l.m. (12 abitanti) a Nord del comune di Cellio, dal quale dista circa un chilometro. Località Baltegora, 25
https://goo.gl/maps/KfYPQv68e2pc3aaL8

La sua costruzione risale al secolo XVII.
Rispecchia la tipica chiesetta del primo ‘600 ampliata su una cappella più antica. Il suo nome deriverebbe da “gora” (grande roggia), corrente d’acqua per alimentare le ruote dei mulini. I suoi abitanti sono soprannominati “scimiёti” (scimmia), probabilmente perché scimmiottavano la gente che non era del posto!
È raggiungibile da Cellio percorrendo la SP 103 ed un breve tratto di strada comunale.
Chi giunge a piedi a Baltegora, può abbandonare la strada carrozzabile per percorrere, sulla sinistra, la vecchia mulattiera, ancora in buono stato, e trovarsi di fronte al lavatoio, risalente al 1896, tuttora funzionante, alimentato dalla sorgente sita ai piedi di Cadarafagno, detta “acqua della Beata” (la beata Panacea, il cui padre era nativo di  quel borgo).
Proseguendo a sinistra per la via in salita, si giunge sul piazzale della chiesa dedicata a S. Antonio Abate, celebrato il 17 gennaio con la Santa Messa e il tradizionale incanto delle offerte, il cui ricavato viene destinato al mantenimento dell’oratorio.
In questa occasione viene esposta la statua lignea raffigurante il Santo, protettore degli animali domestici, il quale regge un bastone alla cui sommità vi è una campanella e con accanto un maiale.
La chiesa è aperta solitamente il terzo giovedì del mese, in occasione della celebrazione della stazione mensile della Santa Messa.

Rilevazione: Angela Crosta

POLCENIGO (Pn), fraz. Mezzomonte. Chiesa di Sant’Antonio abate.

Via Marchesini, 9   https://goo.gl/maps/Gzp1eGvDkshmDkDXA

La chiesa di Sant’Antonio abate di Mezzomonte viene ricordata espressamente per la prima volta nel 1458.
L’aspetto attuale dell’edificio sacro e l’erezione del campanile (il terzo, dopo quelli di sole tavole e a tre capriate), sono dovuti ai lavori degli anni Cinquanta del secolo scorso.

All’interno, la pala d’altare raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Antonio abate e Antonio di Padova, realizzata nel 1788 dal pittore tricesimano Giovanni Battista Tosolini, è stata inserita nel XIX secolo in un’elegante struttura tardo-cinquecentesca, assegnabile ad uno scultore sansovinesco vicino all’operare artistico di Tommaso da Lugano e proveniente da una chiesa veneziana soppressa.
Spetta al pordenonese Pietro Feltrin la piccola tela settecentesca avente per soggetto la Madonna del Rosario con il Bambino e i Santi Floriano e Pietro Martire attorniati dai quindici misteri gaudiosi; è databile invece alla seconda metà dell’Ottocento l’altare della Madonna, in marmo e gesso dipinto, nella cui nicchia è conservata la statua della Madonna di Fatima, mentre risale al 1899 il crocifisso ligneo, opera dello scultore Francesco Guerrini di Ceneda.
La terribile ferita inflitta al paese a poche settimane dalla conclusione del secondo conflitto mondiale – il 7 marzo 1945 Mezzomonte fu dato alle fiamme dai nazifascisti – è rievocata nelle tre tele per il soffitto della chiesa, opera del pittore trevigiano Giuseppe Modolo, realizzate intorno al 1949-1950.

 

 

La chiesa presenta anche un altare laterale dedicato a Sant’Antonio abate, con relativa statua.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/65637/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

L’AQUILA. Museo Nazionale d’Abruzzo. Terracotta con Sant’Antonio abate, 1512 ca.

Terracotta policroma, proveniente dalla Chiesa di Santa Maria del Ponte, Tione degli Abruzzi (AQ); opera dell’artista aquilano Saturnino Gatti (1463 circa – 1518 circa).

Giudicata “irrecuperabile” nel maggio 2009, all’indomani della raccolta degli oltre 800 frammenti dalle macerie del Castello dell’Aquila, la pregevole scultura è stata inserita in un progetto di recupero delle opere danneggiate dal sisma finanziato dal MIBACT.
Per iniziativa dell’allora competente Soprintendenza BSAE è stata effettuata in via preliminare la catalogazione dei frammenti; si è dato corso al restauro vero e proprio solo dopo aver accertato l’effettiva possibilità di ricomposizione. L’appassionante e certosina opera di assemblaggio, prima in blocchi più piccoli, poi di dimensioni maggiori, è approdata ad un più che soddisfacente livello di leggibilità del manufatto.

Info:
ora si trova al MUNDA_Museo Nazionale D’Abruzzo_L’Aquila, dal 2015 in Largo Tornimparte, 1.
https://www.musei.abruzzo.beniculturali.it/musei?mid=63&nome=munda-museo-nazionale-dabruzzo

Immagini:
https://www.musei.abruzzo.beniculturali.it/notizie/notifiche/vive-larte-a-l-aquila-il-patrimonio-artistico-restaurato-vi-incontro-al-munda-s-antonio-abate-rivive-il-recupero-di-unopera-perduta
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TOLMEZZO (Ud). Chiesetta ospedaliera di Sant’Antonio abate

Piazza Domenico da Tolmezzo, 2
https://goo.gl/maps/NGdsgsC9VNkCrXPB7

La chiesetta dell’Ospedale di Tolmezzo è dedicata a Sant’Antonio abate.
All’interno una statua rappresenta il santo.

 

 

 

 

BARGA (Lu). Chiesa e convento di San Francesco, terrecotte robbiane, Sant’Antonio abate

Sant’Antonio abate, statua in terracotta attribuita alla Bottega dei Della Robbia, cm. 45x 160 – 1490-95.

Fonte: Silvio Baldisseri, Pensieri di contemplazione. Le meraviglie della terracotta invetriata. Barga e la Valle del Serchio. Centro Studi Francescani 2009, Edizioni L’Ora di Barga.

Vedi allegato: Barga, S Antonio abate