PIOSSASCO (To). Canonica della chiesa di S. Vito, con affresco raffigurante s. Antonio abate.
Frazione Piazza, piazza S. Vito, altitudine m 304, prealpe di S. Giorgio (classificabile come collina).
Canonica attigua alla chiesa ex parrocchiale.
In un corridoio al secondo piano della canonica, sotto un pregevole affresco di scuola jaqueriana che rappresenta una Crocefissione (ultima immagine in basso), si trova un affresco con raffigurato S. Antonio abate. Il Santo compare, primo da destra, accanto ai Santi Sebastiano, Vito e Cristoforo, ed è riconoscibile per la lettera tau sul mantello e per il caratteristico bastone.
L’affresco della canonica rappresenta nella parte alta la Crocifissione di Cristo, con a lato i due ladroni. Ai lati delle tre croci sono collocate le Marie e gli astanti, più una santa all’estrema sinistra che la caduta del colore non permette di identificare. La scena si staglia su uno sfondo collinare ove si scorge una città fortificata.
Purtroppo la caduta di buona parte del colore originario non permette una perfetta lettura dell’affresco.
L’affresco presenta un linguaggio prossimo al pittore torinese Giacomo Jaquerio, ma mostra di risentire anche di altri stimoli provenienti da opere del quarto e quinto decennio del secolo di artisti come Jean Bapteur e Guglielmetto Fantini, pur risultando più vicino al primo Jaquerio e lontano dalla drammaticità corale della Salita al Calvario della sacrestia della Precettoria di Ranverso.
Ciò che rende l’affresco importante per l’arte piemontese di questi decenni è la precoce apertura verso le novità dell’arte fiamminga, conseguenza di uno studio su opere transalpine quali il trittico attribuito a Rogier van der Weyden, datato 1438-40.
Una forte vicinanza, stilistica e fisiognomica, è stata rilevata con la serie di quattro santi affrescati nell’atrio della chiesa di San Giovanni ad Avigliana, tanto da ipotizzare che si possa trattare dello stesso frescante di Piossasco. L’affresco aviglianese è fatto risalire al periodo in cui viene realizzato l’atrio, ossia al 1446-1447.
Nonostante il dipinto della canonica si mostri ancorato ad esempi figurativi degli anni Trenta e Quaranta, non può comunque essere fatto risalire prima del 1452, data la presenza dello stemma di Gabriele De Buris, divenuto priore di San Vito proprio in quell’anno.
Comunque la vicinanza con lo stile di Giacomo Jaquerio non è messa in discussione da nessuna delle fonti che si sono soffermate sull’affresco.
Note storiche:
La figura di S. Antonio Abate è rappresentata, in edifici religiosi nel borgo di Piazza, in tre affreschi pressoché coevi; oltre che nella canonica di S. Vito, anche sulla parete esterna destra della chiesa di San Vito, vedi scheda , e nella chiesa di S. Pietro all’interno del ricetto nella zona dei castelli, vedi scheda.
La rappresentazione del Santo eremita è importante per individuare in Piossasco la presenza di un ricovero o ospedale per pellegrini, percorrenti percorsi alternativi alla Via Francigena, ospedale presumibilmente gestito dagli Antoniani di Vienne , oppure ricovero offerto dai conti di Piossasco. Della presenza di un ospedale attiguo alla chiesa, attivo nei secoli basso-medievali, rimane traccia nella testimonianza della visita pastorale del cardinale Della Rovere (avvenuta nel 1584), che segnala la sua completa rovina.
Fase cronologica:
L’affresco è stato eseguito nel 1461.
Bibliografia:
– Gianfranco Martinatto – Francesco Mottura, San Vito a Piossasco, Effatà editrice, Cantalupa 2004.
– Simone Bonicatto, La_parrocchiale_di_San_Vito di Piossasco Estratto dal Bollettino della Società Storica Pinerolese, Anno XXXI, Pinerolo 2014.
Note:
L’affresco è stato restaurato nell’anno 2000 dalla restauratrice Barbara Rinetti.
Vedi anche:
http://archeocarta.org/piossasco-to-chiesa-san-vito/
Fruibilità:
La chiesa di S. Vito è aperta saltuariamente al culto e dipende dalla parrocchia dei Santi Apostoli, sita in via Pinerolo 161.
Rilevatore: Franco Dolza e Rosanna Fenoglio, Feliciano Della Mora





