PIOSSASCO (To). Chiesa di S. Vito, affresco e tela con s. Antonio abate

Frazione Piazza, piazza S. Vito, altitudine m 304, prealpe di S. Giorgio (classificabile come collina).

Chiesa ex parrocchiale.
Su di una lesena della parete esterna orientale della chiesa è affrescato S. Antonio abate; il santo, in posizione frontale ed in atteggiamento benedicente, regge il bastone con la mano sinistra. L’autore dell’opera è ignoto.
L’immagine, sormontata da una cuspide a seguito di un restauro probabilmente ottocentesco, viene restaurata pesantemente nel 2000 e nel 2006.
L’immagine può essere confrontata con il Dio Padre della Confraternita di Sant’Elisabetta di Piossasco e con il medesimo soggetto raffigurato in mandorla nella chiesa dei Santi Vittore e Corona presso Rivalta di Torino.

Madonna con Bambino e santi Vittorio, Lucia e Antonio abate, tela sull’altare di Sant’Antonio abate.
Sul recto della tela vengono riportati la firma del pittore, Pietro Agostino Zamorra e la data 1702, mentre sul verso, oltre all’iscrizione Zamorra pinxit, 1702 viene specificato il nome del rettore della Compagnia di Sant’Antonio Abate, Giovanni Battista Pognano.
Nel 2010 la tela viene restaurata presso il Centro per la Conservazione e il Restauro della Venaria Reale che ha ovviato, per quanto possibile, al cattivo stato di conservazione del supporto e della materia pittorica, oltre ad aver rimosso quante più ridipinture dovute a restauri precedenti.
Il dipinto, di formato rettangolare, ornato da una cornice muraria a finto marmo, e con degli stucchi, per quanto riguarda la sommità, risalenti probabilmente al XVIII secolo, raffigura la Vergine Maria col Bambino che appare ai santi Vittorio, Antonio abate e Lucia.
La Vergine Maria, dal volto pieno e delicato, è incorniciata da una corona di luce e da una gloria di angeli, collocati in varie pose diverse, tutte finalizzate a far maggior risalto e sontuosità all’apparizione della Madonna.
Ai suoi piedi è collocato san Vittorio, incoronato da un putto con una corona di ulivo, che osserva contemplando l’apparizione miracolosa. E’ raffigurato come possente soldato, dotato di un’armatura scintillante, crociata sul petto, mentre la sua spada è tenuta dal putto ai suoi piedi in precario equilibrio.
Al suo fianco sant’Antonio abate, in atto di rivolgersi alla Vergine. E’ vestito con la tunica marrone scuro e con il simbolo del tau, e vicino a lui si trova il suo attributo: un bastone con appeso un campanello.
Alle spalle del santo è collocata Santa Lucia in preghiera, che regge nelle sue mani un’astina con i suoi occhi, simbolo del martirio subito. Rispetto ai due santi, Lucia è messa in secondo piano e nell’ombra creata dalla Madonna, mentre il suo simbolo è posto in luce.
I brani pittorici più alti sono costituito dai due santi Vittorio e Antonio abate, figure possenti, descritti analiticamente dal pittore.
In questa tela è quasi negata l’esistenza di uno spazio retrostante e di privilegiano i toni scuri con bagliori improvvisi. La luce ha quindi un ruolo fondamentale, facendo brillare realisticamente le superfici metalliche e scavando profondamente le figure mettendo in risalto gli incarnati, resi con un colore molto chiaro, pallido e metallico, con l’eccezione di sant’Antonio abate raffigurato con un colorito più realistico e sanguigno.
Tutti i personaggi del dipinto presentano una gran pacatezza espressiva, lasciando che siano i loro gesti veementi a sottolineare la drammaticità della scena.

Note storiche:
La figura di S. Antonio Abate è rappresentata, in edifici religiosi nel borgo di Piazza, in tre affreschi pressoché coevi; oltre che nella chiesa di S. Vito, anche nel corridoio dell’attigua canonica (tra altre figure di santi taumaturghi) vedi  scheda , e nella chiesa di S. Pietro all’interno del ricetto nella zona dei castelli vedi scheda. La rappresentazione del santo eremita è importante per individuare in Piossasco la presenza di un ricovero o ospedale per pellegrini, percorrenti percorsi alternativi alla Via Francigena, ospedale presumibilmente gestito dagli Antoniani di Vienne, oppure ricovero offerto dai conti di Piossasco. Della presenza di un ospedale attiguo alla chiesa, attivo nei secoli basso-medievali, rimane traccia nella testimonianza della visita pastorale del cardinale Della Rovere (avvenuta nel 1584), che segnala la sua completa rovina.

Fase cronologica:
La chiesa è stata costruita in tempi successivi, dal secolo X al XIX; l’affresco di S. Antonio è del XV secolo; le dimensioni attuali della chiesa risalgono alla fine del XVI secolo, l’arredo interno al secolo XVIII.

Bibliografia:
 – Gianfranco Martinatto – Francesco Mottura, San Vito a Piossasco, Effatà editrice, Cantalupa 2004.
– Simone Bonicatto, La_parrocchiale_di_San_Vito di Piossasco Estratto dal Bollettino della Società Storica Pinerolese, Anno XXXI, Pinerolo 2014.

Note:
Il restauro dell’affresco è stato eseguito nel 2005 dai restauratori Silvia Lupo e Massimiliano Galli.

Fruibilità:
L’affresco è sempre visibile, in quanto è posizionato sul lato destro esterno della chiesa.
La chiesa di S. Vito è aperta saltuariamente al culto e dipende dalla parrocchia dei Santi Apostoli, sita in via Pinerolo 161.

Rilevatore: Franco Dolza e Rosanna Fenoglio, Feliciano Della Mora


Provincia Torino
Regione Piemonte