IGLESIAS (CI). Chiesa di Sant’Antonio abate

L’edificio sorge oltre l’antica cinta fortificata della città. Via Sant’Antonio, 38
https://goo.gl/maps/pB8zH4ZyL8X1pLzK6

 

L’edificazione potrebbe risalire al X-XI secolo; è fra gli edifici di culto precedenti l’erezione della città stessa e quindi a un periodo antecedente al 1258. Sorta sull’altura, in prossimità della valle del Cixerri, doveva costituire il fulcro di un piccolo villaggio.
Nel corso del XVI e poi del XVIII secolo l’edificio sarebbe stato sottoposto a restauri o rifacimenti.
Restaurata negli anni 1923-29.
Nel 1996 l’edificio è stato sottoposto ad un intervento di ripristino strutturale. Nel medesimo frangente è stato condotto uno scavo nell’area della navata che ha consentito il rinvenimento di sepolture (riconducibili ai secoli XVIII e XIX) e reperti ceramici di vario genere nonché di monete.

La facciata a capanna, altrettanto semplice, è contraddistinta dalla presenza di un’apertura semicircolare al di sopra del portone d’ingresso e, sul lato destro, una antica finestra con cornice di mattoni, oggi tamponata.

L’originario assetto dell’edificio, realizzato con forme artistiche e religiose bizantine, prevedeva tre navate suddivise tra loro da arcate e ciascuna dotata di abside semicircolare. Per motivi non noti, nel corso del tempo esso ha subito numerose modifiche, consistenti principalmente nella scomparsa totale della sua porzione sinistra (di cui tuttavia sono leggibili evidenti tracce) e parziale di quella destra, della quale rimane solo la parte terminale.
L’aula centrale quadrangolare è oggi suddivisa in quattro campate da archi trasversali a tutto sesto e realizzati in mattoni. Il soffitto originario, voltato a botte, è stato sostituito da una copertura di travi lignee.
La navata è conclusa da un’abside di dimensioni contenute. Si rileva la presenza di due pilastri per lato i quali, addossati alle pareti perimetrali e sormontati da archi a tutto sesto disposti trasversalmente rispetto all’asse longitudinale della pianta, ne scandiscono lo spazio. A destra della zona presbiteriale è collocato l’ingresso alla sacrestia, un piccolo vano absidato che è quel che sopravvive dell’antica navata destra della chiesa.
La copertura è a due falde, con struttura interna costituita da travicelli in legno poggianti sugli archi e sovrastante tavolato. Il manto esterno di copertura è costituito da tegole coppi allettate con malta.

 

Anche a Iglesias veniva celebrata la festa di sant’Antonio il 16 e 17 gennaio, con l’accensione del falò alla sera. Il 17: celebrazioni liturgiche, benedizione degli animali, offerta del pane benedetto e processione.


Link:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/90921/Iglesias+%28CA%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

 

MONASTIR (CA). Chiesa di Sant’Antonio abate e statua

Via Sant’Antonio
https://goo.gl/maps/5PVt7mirtqsxK4xU8

 

La chiesa, che risale al quattordicesimo secolo, in stile gotico, oggi non conserva molto del suo aspetto originario. Edificata sul colle omonimo, abitato ininterrottamente dal periodo nuragico, è menzionata nelle Respuestas del 1777. Dal 1445 al 1839 fu chiesa baronale.
L’edificio è stato riutilizzato per diverse funzioni nel corso del tempo: agli inizi del Novecento venne adattato come ospedale, per poi diventare l’alloggio di una famiglia senza tetto nel corso della Seconda guerra mondiale. Durante gli anni Cinquanta del Novecento fu sfruttato come aula della scuola elementare. Oggi la chiesa viene officiata in occasione della festa del Santo.

La facciata è piana, con coronamento a capanna, spezzato in sommità dall’impostazione del campanile a vela a unico fornice. Sul tettuccio del campanile è presente una croce in pietra. In asse con il campanile si trovano il piccolo rosone e il portale d’ingresso realizzato con pietre squadrate e lavorate e sormontato da un arco di scarico a sesto acuto, che si imposta su capitelli modanati, mentre l’apertura rimane rettangolare.

La pianta è a navata unica, con l’area presbiteriale sopraelevata di tre gradini, illuminata dal piccolo rosone e da alcune finestre laterali. All’esterno, sul fianco destro, si segnala unicamente una piccola nicchia in rilievo, obliterata e forse destinata a contenere una statuetta.

 

Un tempo la chiesa accoglieva le statue di sant’Antonio abate e di sant’Atanasio, oggi conservate nella parrocchiale di San Pietro Apostolo.

 

 

Festa. Durante la festa di Sant’Antonio, il 17 gennaio o il sabato più vicino, dopo la processione con la statua del Santo, si innalzano gigantesche cataste di legna, offerte generosamente dai fedeli, che all’alba si riuniscono per la raccolta della legna. Dopo i riti liturgici del sabato e la benedizione del fuoco, la gente si trattiene a lungo presso il falò, parlando e degustando i prodotti sardi realizzati per l’occasione. Il falò “su fogadoi” arde benefico e purificatore, per tutta la notte.

 

Link:
https://monumentiaperti.com/it/monumenti/chiesa-san-antonio-abate/

https://www.ichnusa.org/italia/sud-sardegna/monastir/sant-5C-antonio-abate/

TORRALBA (SS). Chiesa campestre di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge presso la SS 131 bis, su un ciglione a circa due chilometri dall’abitato.
https://goo.gl/maps/ExZX49ERSxzoMhfL9

 

Costruita nel XVII secolo utilizzando conci irregolari di piccola pezzatura a vista, è un edifico di ampie dimensioni e presenta una facciata con ampio portale sovrastato da timpano, con copertura a doppio spiovente si cui svetta un campaniletto a vela.
Sul lato destro si evidenziano i grandi contrafforti, con il portale laterale, e vi sono le cumbessias (alloggi destinati ai fedeli durante il periodo di pellegrinaggio).

L’aula interna ha pianta a croce latina.
La chiesa conserva un altare ligneo intagliato e dorato del diciottesimo secolo.

 

A pochi metri dall’edificio, verso est, si trova un’altra chiesa, anch’essa dedicata a sant’Antonio abate, risalente al Medioevo e ridotta allo stato di rudere.
Rimangono parte delle pareti e l’abside.

 

La festa di Sant’Antonio. Il 16 gennaio, i Vespri seguiti dalla celebrazione della Messa. Alla fine nell’ampio piazzale antistante la Chiesa, la benedizione e l’accensione del grande falò. Per finire, la favata offerta ai partecipanti. Il giorno 17 si celebra la Messa.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Torralba)

SCANNO (AQ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Strada Ciorla, 15
https://goo.gl/maps/1ndCfaQjSsUp83A9A

 

Un’ipotesi sulla fondazione cinquecentesca della chiesa è data da un’epigrafe sita sulla facciata che dice che il barone Ettore Ciorla la fece erigere (fieri fiat) nel 1569; questa ipotesi, tuttavia viene contraddetta dalla collazione del vescovo Cadichio di Sulmona già in data 15 febbraio 1515 investe la chiesa di sant’Antonio – che evidentemente era già esistente – all’arciprete Pasquale di Pietro. Quindi l’intervento del Ciorla del 1569 verosimilmente allude ad un restauro o un’aggiunta all’edificio; altra targa col testo quasi identico è affissa in prossimità, ma con data 1589.
Secondo la tradizione la chiesa sarebbe sorta sul sito di un’antica abbazia benedettina.

 

Una targa sulla controfacciata informa che nel 2000 è stato completato un restauro condotto dalla Parrocchia della chiesa di Santa Maria della Valle coadiuvato dalla regione Abruzzo e dalla famiglia di Giovanni Maiorano. Questo restauro ha rimosso il primitivo intonaco esterno lasciandolo spoglio (con mattoni a vista).

La facciata è rettangolare, ai lati del portale vi sono le due targhe con le date del 1569 e 1589. Sopra il portale una finestra ad arco acuto.
L’interno è ad aula a pianta rettangolare suddiviso in due cellule ricoperte da volte a botte ad arco ribassato e lunettate. Due paraste laterali che si aprono dietro l’altare sostengono altrettanti archivolti. Gli archi interni, che sorreggono la struttura della chiesa, sono emersi durante un restauro di inizio secolo. Il fondo della chiesa è scandito da un archivolto a sesto ribassato.
L’aula è molto luminosa, grazie alle due finestre ovali alle spalle dell’altare. Quest’ultimo è scostato dal muro e, nel muro retrostante, è presente una nicchia con la statua di sant’Antonio abate. Il Santo tiene nella mano destra il bastone a tau su cui è appesa una campanella; con la sinistra regge un libro chiuso su cui è una fiamma. Un maialino è ai suoi piedi.

 

Il 16 gennaio, vigilia della festa di sant’Antonio abate, viene acceso un falò davanti alla Chiesa e viene fatta la Sagra della Porchetta.
Il 17 gennaio davanti alla chiesa viene festeggiato Sant’Antonio abate, dopo la Messa vengono benedette le Sagne con la ricotta, un pasto che un tempo veniva distribuito ai poveri del Paese e se la festa capitava di venerdì, al posto della ricotta, si mettevano i fagioli.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Scanno)

PIGNOLA (PZ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Garibaldi, 12
https://goo.gl/maps/XMi3qHk2xqEsnNK28

 

La chiesa fu eretta nel XV secolo e dell’edificio originale oggi restano solo le strutture murarie ed il monumentale portale in pietra, mentre l’interno è il risultato di varie aggiunte e modifiche. Originariamente era formata da una sola navata in stile barocco e l’edificio terminava con un arco in cui trovava posto un altare in legno su cui si ergeva una nicchia che racchiudeva la statua di sant’Antonio abate.
Nel 1892, in seguito alla demolizione dell’adiacente chiesa dell’Annunziata, furono inglobate nella struttura della chiesa originale di S. Antonio sia l’attuale zona presbiteriale che le cappelle attigue.
Nel 1999 la chiesa è stata impreziosita, su commissione della Pro Loco, con una porta in bronzo, opera dello scultore Antonio Masini. La Porta del Giubileo: nell’anta centrale, che scandisce tutto lo spazio verticale, sono rappresentati in grandezza naturale, un uomo e una donna che sollevano verso l’alto un bambino; l’immagine rappresenta il confronto tra due generazioni, ma il rimando implicito e simbolico è al secolo vecchio che sta lasciando il posto al nuovo. Le due ante laterali raffigurano invece momenti biblici quali il passaggio del Mar Rosso e la liberazione del popolo eletto ed alcuni pellegrinaggi a Gerusalemme, a Roma, a Santiago de Compostela.

La chiesa si presenta all’esterno con una facciata lineare caratterizzata dalla presenza di un portale databile al XVIII secolo di notevole pregio, probabilmente scolpito da chi lavorò i due portali della Chiesa Madre, che presenta una cornice sagomata con ovoli e volute, e sormontato da una trabeazione molto aggettante su cui è un timpano spezzato con volute al cui interno si trova un ovale, decorato anch’esso con volute, contenente l’immagine a rilievo di sant’Antonio abate.

 

Al suo interno un’unica navata, con tre arcate cieche per lato, conclusa da un arco che si innesta nel presbiterio che a sua volta si espande, mediante arcate parallele, in due cappelloni laterali. Sul presbiterio, leggermente rialzato rispetto al piano di calpestio, sono collocati la mensa e l’ambone in travertino. Sulla parete di fondo interamente dipinta in Street-art si apre un finestra rettangolare con vetrata istoriata raffigurante il Crocefisso, ai cui lati sono poste quattro statue collocate su mensola. Sotto la finestra c’è una piccolo abside al cui centro è il ciborio.

 

Nel presbiterio sono presenti due sculture in legno policromato raffiguranti l’Addolorata e Sant’Antonio abate entrambe del XVII secolo. Quest’ultimo reca il bastone terminate col Tau e un libro.
Nella cappella laterale sinistra è presente una nicchia nella parete con la statua del Sacro Cuore, mentre nella cappella destra si trovano l’organo a canne e una croce astile del XVIII secolo.

 

 

A gennaio, Pignola rinnova il suo secolare rito legato a sant’Antonio abate. La sera del 16 viene acceso un grande falò, la “fanoia”, vicino la chiesa del Santo. Intorno al fuoco benedetto dal parroco arde la legna vegliata per tutta la notte dai devoti. Il 17 si tiene la corsa di cavalli, muli e asini ed è il culmine di un rito a cui i pignolesi sono molto legati. Gli animali si raccolgono in piazza per ricevere la benedizione e quando il sacerdote la impartisce ha inizio la corsa spericolata e spettacolare che si consuma per le strette vie del centro e attorno la chiesa dove i corridori compiono tre giri in segno di devozione.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/20062/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

http://www.comune.pignola.pz.it/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idservizio/20012/idtesto/55

Rilevatore: AC