MILANO. Pinacoteca di Brera. stendardo con s. Antonio abate di Luca di Paolo

Stendardo processionale, tempera e oro su tavola, 89 x 50 x 2cm, raffigurante “Vergine assunta tra angeli oranti e cantori, (nella cuspide) Padre Eterno”; sul retro “San Sebastiano martire tra i santi Domenico e Antonio abate, (nella cuspide) san Giovanni Battista”.
Realizzato nel 1485-90 da Luca di Paolo (Matelica, tra il 1435 e il 1441 – Matelica, 1491). Attribuito anche a Francesco di Gentile (attivo nelle Marche tra il 1460 e il 1490).
L’opera giunse a Brera come parte del legato testamentario di Pietro Oggioni, ma non se ne conosce la provenienza originaria.
Inventario numero 742 – 750.  Non esposta.

Sant’Antonio, in abito monastico, tiene un libro chiuso nella mano sinistra e un alto bastone a tau nella destra.


Immagini da:

https://pinacotecabrera.org/collezione-online/opere/san-sebastiano-tra-i-santi-domenico-e-antonio-abate/

ANDRIA (BT). Chiesa rupestre e santuario della Madonna dell’Altomare con immagine di s. Antonio abate

Il Santuario sorge al disopra di una chiesa rupestre di cui si era persa la memoria fino a che, nel 1598, fu riscoperta. Le attuali strutture architettoniche, in stile neoclassico, furono progettate e realizzate da Federico Santacroce negli anni 1875-1877.

 

Nella cripta si sono conservati resti degli antichi affreschi, tra essi anche la figura di sant’Antonio abate riconoscibile per la presenza della campanella nella mano sinistra ed il bastone nella destra.
In molti punti del dipinto si notano i rimaneggiamenti operati nel tempo, come i lembi del saio presso i piedi.

 

Si può operare un confronto con un analogo affresco nella chiesa di Santa Croce ai Lagnoni, vedi scheda.

 

Link:
https://www.andriarte.it/Altomare/santonio_abate.html

CREMONA. Museo civico Ala Ponzone, dipinto con s. Antonio abate di T. Aleni, 1515

Dipinto a tempera su tavola trasportato su tela di 127,5 × 125,5 cm raffigurante “Madonna in adorazione del bambino con Sant’Antonio abate, San Giovanni Battista e angelo musicante”, del 1515, firmato dal pittore cremonese Tommaso Aleni detto Fadino (notizie 1505-1526). Iscrizione: “Thomas de Alenis Cremonensis / pinxit 1515”.
Inventario numero 159
Proviene dalla Chiesa cremonese di San Domenico.

 

Sant’Antonio è raffigurato a destra, inginocchiato, con saio violetto e mantello nero, si appoggia a un bastone a tau. Ai suoi piedi vi è un campanello e , a destra un piccolo maiale della cinta senese.

 

 

 

 

Il Museo trae origini dalle raccolte del Marchese Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone e fu aperto al pubblico nel 1888 in Palazzo Ala Ponzone ma solo nel 1928 si ebbe il trasferimento nella sede attuale di Palazzo Affaitati.
Una prima sezione è dedicata al Medio Evo e al Quattrocento, con sculture, affreschi strappati, tavolette da soffitto e una ampia selezione della produzione legata alle opere dei Bembo. Segue la pittura cremonese del Cinquecento.
La Sala di San Domenico ospita una serie di opere provenienti dalla demolita chiesa dei frati predicatori e mostra gli apporti milanesi nella cultura locale del Seicento (Cerano, Nuvolone, Procaccini).
Le sale successive sono dedicate alla natura morta cremonese e alle testimonianze della pittura dei secoli dal XVII al XIX. Le ultime sale accolgono una selezione di arti applicate (porcellane orientali, ceramiche e maioliche lombarde ed europee, avori, smalti); la sezione dedicata all’iconografia di Cremona e una panoramica della pittura lombarda e cremonese del secondo Ottocento e del Novecento.
via Ugolani Dati, 4

 

Immagine da Wikimedia

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/34118/Aleni%20Tommaso%2C%20Madonna%20in%20adorazione%20del%20Bambino%20con%20sant%27Antonio%20Abate%2C%20san%20Giovanni%20Battista%20e%20angelo

https://musei.comune.cremona.it/it/musei/museo-civico-ala-ponzone

VITERBO. Chiesa di Santa Maria della Verità con immagini di s. Antonio abate

Forse fondata nella seconda metà del XII secolo, con intitolazione originaria a san Macario; alcuni decenni dopo vi si insediarono i Servi di Maria, ai quali spetta la dedicazione della chiesa alla Madonna della Verità. Nella seconda metà del XV secolo fu dotata di un ricco apparato decorativo di cui sono rimaste parecchie importanti tracce.

Sul lato sinistro dell’interno della chiesa si trova l’altare dei muratori (già decorato dalla Deposizione dalla Croce di Costantino Zelli, ora nel Museo civico); la cappella cinquecentesca con nicchia affrescata con “Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Antonio abate (opera di almeno due mani di influenza peruginesca del XVI secolo), con un successivo inserto al centro che raffigura dei taglialegna al lavoro, datato 1661, a conferma dello stretto legame tra il complesso di S. Maria della Verità e le corporazioni cittadine.
Sant’Antonio a destra, ha le mani appoggiate sul bastone a tau, ma la parte inferiore della figura è abrasa. Vedi particolare nella foto in alto.


 

A fianco vi è la cappella dedicata a Sant’Antonio abate.
La maggior parte delle cappelle della chiesa fu tamponata durante la Controriforma e ridotta alla sola arcata o trasformata in  semplici altari addossati alle pareti laterali.

Il Santo è raffigurato in entrambi gli stipiti con i suoi tradizionali attributi.
Stipite destro: s. Antonio tiene con la mano sinistra la campanella e il libro su cui è il fuoco, ai suoi piedi spunta il muso di un maiale.


 

Sull’arcata della splendida cappella Mazzatosta (1469), vi è anche la figura di sant’Antonio abate con un libro nella mano destra e campanella nella sinistra, opera firmata di Lorenzo da Viterbo (attivo 1444 ca./ 1472 ?) e della sua bottega.
Il Santo è raffigurato in abito monastico turchino, libro nella mano destra e  – attributo eccezionale – incensiere nella sinistra.


Foto da
:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200095022-5


In controfacciata si trova un affresco, staccato e riportato su tela, attribuito a Lorenzo da Viterbo o più probabilmente a Francesco d’Antonio Zacchi detto “il Balletta” (attivo nel XV secolo), con l’Annunciazione (copia da quella nel Pantheon di Melozzo da Forlì) e sotto  i santi Antonio abate, Marta e Maddalena.
L’opera è molto rovinata.
Sant’Antonio, a destra, con folta barba bianca, tiene in mano un libro.

 

 

Info sulla Chiesa:
https://viterbo.artecitta.it/chiesa-di-santa-maria-della-verita/

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_della_Verit%C3%A0_(Viterbo)

TERAMO. ex ospedale psichiatrico e cappella di Sant’Antonio abate

Via A. Saliceti, 16
 https://maps.app.goo.gl/dDDLQgwnV1ixCQQR6

 

«Sub anno Domini millesimo trecentesimo vigesimo tertio, Pontificatus Sanctissimi Patri et Domini, Domini Ioannis, Pape XXII». Con queste parole inizia il documento, redatto presso il Palazzo Vescovile del tempo dal regio notaio Lorenzo di Nicola Angelo e datato 28 febbraio 1323, che segnò la nascita di quello che poi divenne il complesso ospedaliero di Sant’Antonio abate. Il documento recava, come attesta lo storico e canonico aprutino Nicola Palma, la bolla del Vescovo Niccolò degli Arcioni con la quale questi concesse al teramano Bartolomeo Zalfoni taluni privilegi per la sua meritoria opera di apertura di un luogo di ricovero e assistenza per i bisognosi della Città, a cui diede la denominazione di Ospizio di Sant’Antonio abate e per le finalità del quale mise a disposizione alcune sue case site nell’attuale zona di Porta Melatina. Il Vescovo indicò Bartolomeo Zalfoni quale «hospitalario» di Sant’Antonio abate e ricondusse alla «divina inspirante gratia» la lodevole iniziativa di realizzare un luogo di ricovero e assistenza per i malati e i poveri, «acciocché potessero al presente e in avvenire servire il Signore e pregarlo con maggiore devozione e tranquillità per i benefattori e per la redenzione dei loro peccati».
Una grande lapide in marmo, un tempo posta nell’atrio dell’ingresso principale del complesso ospedaliero e oggi trafugata, ricordava l’episodio.
Nei secoli la struttura fu ampliata e ristrutturata più volte.

Dopo l’Unità d’Italia, fu istituita in ogni Comune una Congregazione di carità, alla quale doveva essere affidata l’amministrazione di tutte quelle strutture sociali, ospedaliere ed assistenziali sino ad allora operanti nel territorio; quindi anche l’ospizio di Sant’Antonio abate passò sotto la cura di questo nuovo organismo.
Nel luglio 1881, su iniziativa dell’allora presidente della Congregazione di carità, Berardo Costantini, fu istituita in apposita sala al piano terra dell’edificio dell’Ospizio una sezione riservata ai pazienti affetti da disturbi di carattere psichico. Tale reparto col tempo si ampliò sempre più e, dopo la costruzione del nuovo ospedale teramano nel 1925, l’ospizio fu dedicato solo alle attività manicomiali e assunse formalmente la denominazione di «ospedale psichiatrico». Nel 1968 confluì nell’Unità Sanitaria Locale di Teramo che ne è tuttora amministratrice e proprietaria.
L’ospedale restò in funzione per un totale di 675 anni, di cui 117 come ospedale psichiatrico a partire dal 1881 sino alla chiusura nel 1998.

Il 22 Novembre 2022 la Regione Abruzzo annunciò un bando europeo destinato all’intero recupero della struttura la quale, nel suo 75%, ospiterà la Cittadella della Cultura gestita dall’Università, per il rimanente sarà abilitata ad auditorium, piazzali comunali ed ad uno speciale distretto ASL per terapie neurologiche sperimentali.

 

All’interno del complesso, fu edificata la chiesa dedicata a Sant’Antonio abate, tuttora legata alla tradizionale cerimonia di benedizione degli animali che si tiene il 17gennaio.
L’edificio fu decorato successivamente in stile barocco e fungeva da cappella interna dell’Ospedale. Accessibile sia dall’interno che dall’esterno, è collegato al resto delle strutture da una scala a chiocciola. Alla chiesa è annessa una sagrestia. Attualmente fronteggia Via delle Recluse. All’interno della chiesa vi sono statue e quadri di s. Antonio abate di varie epoche.
Una statua a sinistra del presbiterio presenta il Santo che tiene con la mano sinistra un libro su cui è il fuoco, la destra ha perso il bastone che reggeva.

 

Link:
https://www.ospedalepsichiatrico.it/la-storia/