PIOMBINO DESE (Pd). Chiesa arcipretale di san Biagio vescovo e martire, con immagine di sant’Antonio abate in una pala di altare laterale.

Primo cenno alla regola di Piombino, da annoverarsi tra le pertinenze della pieve di Trebaseleghe, istituita presumibilmente intorno al V-VI secolo, è da considerarsi la bolla di Papa Eugenio III indirizzata al vescovo di Treviso, Bonifacio, in data 3 maggio 1152.
Nel 1222 è istituita in duomo la prebenda della SS. Trinità di Piombino spettante all’Arcidiacono.
Nel 1297, Piombino è cappella, titolata a S. Biagio in data che non si conosce, di Trebaseleghe e “presbiter Desideratus” non paga la decima.
L’attuale edificio risale al periodo fra le due guerre.

Info:
Tel.: 049 9365185
Email: piombino@diocesitv.it
Sito web: www.parrocchiapiombinodese.it

VENEZIA. Gallerie dell’Accademia, “Trittico degli eremiti” e “Trittico di santa Liberata” con s. Antonio abate, di J. Bosch

Olio su tavola di 86,5 x 60 cm il pannello centrale, 86,5 x 30 ciascun pannello laterale.
Realizzato nel 1493 circa da di Hieronymus Bosch e firmato nel pannello centrale, in basso a destra.

Nella collezione di Domenico Grimani, quindi a Venezia nel 1500, il trittico è menzionato a Palazzo Ducale per la prima volta nel 1771 dallo Zanetti (Della pittura veneziana), in particolare nella Stanza dell’Eccelso Tribunale. Nel 1838 fu requisito dal governo austro-ungarico e portato nella Kaiserliche Galerie di Vienna, dalla quale fu passato al Kunsthistorisches Museumnel 1893; tornò a Venezia nel 1919 con i risarcimenti della prima guerra mondiale.

L’opera fu gravemente danneggiata forse durante un incendio, e la parte centrale fu pesantemente ridipinta, soprattutto nel paesaggio e nel cielo, nonché nella testa di Girolamo. La datazione si basa sulle analisi dendrocronologiche e conferma le ipotesi di Larsen, che lo considerava opera del 1490-1495.

I tre scomparti del trittico sono dedicati ad altrettante figure di anacoreti. Al centro si trova san Girolamo, rappresentato in ginocchio nel deserto in un paesaggio dominato da toni freddi e cupi, con una vegetazione sinistra e inospitale
Lo scomparto di destra mostra sant’Egidio che prega in una grotta dove si trova un rotolo che, secondo la Legenda Aurea, contiene tutti i nomi di coloro che saranno salvati per sua intercessione. In alto si distende un paesaggio luminoso, il più sereno dei tre pannelli, dominato da una rupe aguzza.

Il pannello di sinistra mostra sant’Antonio abate in un paesaggio notturno, con un villaggio in fiamme visibile in controluce, per effetto dei fuochi. Si tratta forse di un’allusione al “fuoco di Sant’Antonio”, o al suo potere di proteggere dagli incendi. Il Santo è rappresentato nei pressi di uno stagno, mentre attinge acqua con una brocca. Intorno a lui presenze demoniache tormentano le sue meditazioni ascetiche, come le due fanciulle svestite visibili oltre un tendaggio appoggiato a un ramo, allusive alle celebri “tentazioni” cui il santo è chiamato a resistere. Altre immagini tipiche di Bosch, come un diavolo-pesce sta versando vino da una brocca e qua e là si trovano altri demoni-grilli in pose grottesche e talora umoristiche: uno legge un messale, uno ha un becco lunghissimo e coda da pavone, uno è composto dalla sola testa di una suora con i piedi, che porta a spasso sulla testa una civetta col suo nido.


Link:

https://www.gallerieaccademia.it/trittico-degli-eremiti
https://it.wikipedia.org/wiki/Trittico_degli_eremiti


Sant’Antonio abate, pannello del “Trittico di santa Liberata
Olio su tavola di 104 x 119 cm. Databile al 1497 circa.
Trittico della martire crocifissa o Trittico di santa Liberata” , in passato ritenuta santa Giulia di Corsica. L’opera è firmata nello scomparto centrale in basso a sinistra “Jheronimus Bosch”.

Il trittico apparteneva alle raccolte di Domenico Grimani e fu lasciato in eredità alla Repubblica; già è citato in fonti manoscritte a Palazzo Ducale venne pubblicato per la prima volta a stampa nel 1771, nel trattato Della pittura veneziana dello Zanetti, come presente nella sala dell’Eccelso Tribunale. Nel 1838 fu requisito e trasportato a Vienna, dove rimase fino al 1919, quando fu restituito a Venezia.
Un incendio ha danneggiato l’opera, rendendone difficile la lettura, tuttavia l’autografia non è mai stata messa in dubbio. Le analisi riflettografiche hanno rivelato due donatori nei pannelli laterali, coperti a sinistra da una torre e a destra da una roccia.

Il pannello di sinistra raffigura s. Antonio abate, identificabile per le campanelle che ha in mano, con un mantello scuro, appoggiato a un parapetto. Sullo sfondo una visione infernale con le figure demoniache tipiche del pittore.

 

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://www.gallerieaccademia.it/trittico-di-santa-liberata#&gid=1&pid=5

USA – SAN DIEGO. Timken Art Gallery, dipinto del “Tormento di s. Antonio abate” di G.G. Savoldo, 1521-5

 

Olio su tavola di 70,53 x 119,38 cm, databile al 1521-1525 circa, di Giovanni Gerolamo Savoldo (Brescia, 1480 circa – post 1548).
Nella collezione del dr. William Dean, England, venduto da Sotheby’s, London, 27 aprile, 1960, lotto 91; acquistato da the Putnam Foundation, 1965.

Il dipinto, destinato originariamente a uno studiolo privato, è un evidente omaggio agli “stregozzi” di Hieronymus Bosch, del quale si conoscevano alcuni esempi a Venezia nelle collezioni del cardinal Grimani. Savoldo in particolare dovette ispirarsi al Trittico degli eremiti, dal quale riprese il motivo del tormento del santo che rifugge pregando verso sinistra, mentre a destra incombono una roccia popolata di demoni e una rappresentazione infernale con un incendio e con un labirinto con tanto di gironi. L’opera è un’importante testimonianza del gusto nell’area veneta nei primi decenni del Cinquecento, aperto agli stimoli più diversi e originali.
Nel dipinto spicca soprattutto il contrasto tra le due metà, quella destra dominata dal placido paesaggio pastorale, quella sinistra, dalla visione notturna e d’incubo. Mentre fugge, il Santo con le mani giunte indica un monastero.


Link:

https://www.timkenmuseum.org/collection/torment-of-st-anthony/#info-1

https://it.wikipedia.org/wiki/Tormento_di_sant%27Antonio_(Savoldo)

FRANCIA – AIX-EN-PROVENCE. Cattedrale, “trittico del roveto ardente” con immagine di s. Antonio abate di N. Froment, 1475-6

L’opera fu dipinta su una tela di lino ricoperta da una preparazione a gesso e incollata su assi di pioppo; misura in totale 305 x 410 cm.
Realizzato circa nel 1475-1476 da Nicolas Froment (Uzès, Francia, 1435 – Avignone, 1486)

Il grande trittico ad ante mobili fu commissionato nel 1476 dal re Renato d’Angiò (1409-1480) per la sua cappella funeraria nella chiesa dei Grands-Carmes ad Aix-en-Provence. Durante la Rivoluzione fu trasportato nel deposito degli Andrettes e dei Bénédictines, quindi installato, in virtù di una decisione prefettizia, nella grande navata della cattedrale di Saint-Sauveur (San Salvatore) il 21 settembre 1803.
Dopo un restauro fu reinstallato nella cappella Saint-Lazare della cattedrale alla fine di gennaio 2011.

Un trompe-l’oeil in grisaille sui pannelli (trittico chiuso) mostra l‘Annunciazione.

Aperto, il pannello di sinistra raffigura il re Renato con i suoi stemmi (Ungheria, Sicilia, Angiò e Aragona), inginocchiato, indossa l’abito dei canonici dell’Abbazia di San Vittore a Marsiglia. Intorno a lui sono i suoi santi patroni Maria Maddalena, Antonio abate, Maurizio.
Sul pannello di destra c’è sua moglie Jeanne de Laval inginocchiata davanti al libro di preghiere e circondata dai santi Giovanni Evangelista, Caterina d’Alessandria e Nicola di Myra/da Bari.
Il pannello centrale presenta la Madonna col Bambino sul roveto ardente dal Libro dell’Esodo con Mosè in primo piano a destra che guarda la visione. La città sullo sfondo a destra evoca Avignone, mentre il castello sulla sinistra può essere il castello di Saumur. La scena è ricca di simboli (le pecore, la vegetazione, i gesti, lo specchio, i vestiti, il sol levante, il fiume, le bestie e i colori, insieme alla roccia da cui spuntano dodici rami di fico. Il medaglione sul petto dell’angelo mostra Adamo ed Eva.

 

La figura di sant’Antonio abate  è in secondo piano, quindi visibile solo nella parte superiore, presenta barba bianca e saio con cappuccio. Il Santo tiene con la mano sinistra un bastone con terminazione a “L”, con la destra compie un gesto di protezione verso il Re.

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Trittico_del_roveto_ardente

https://www.cineclubdecaen.com/peinture/peintres/froment/triptyquedubuissonardent.htm

GRAN BRETAGNA – LONDRA. National Gallery, “Tramonto” con s. Antonio abate (?) di Giorgione

Olio su tela di 73,3 x 91,5 cm, databile al 1505-1508 circa

Opera di Giorgione, pseudonimo di Giorgio da Castelfranco (Castelfranco Veneto, 1478 circa – Venezia, 1510).

L’opera, che è nel museo londinese dal 1961, mostra un ampio paesaggio in cui sono inserite alcune piccole figure. Si tratta di san Giorgio su un cavallo impennato, che uccide il drago; di san Rocco e del suo assistente Gottardo, che si prende cura dell’ulcera sulla coscia del Santo. La presenza del santo protettore delle pestilenze (Rocco), farebbe pensare a un dipinto eseguito come ringraziamento per la fine della peste del 1504 in Veneto.

All’estrema destra si intravede poi sant’Antonio abate (?) in una caverna. La parte destra è comunque in larga parte dovuta ad un restauro della metà del XX secolo; agli anni trenta risale anche il poetico titolo con cui l’opera è conosciuta.
Solo le due figure in primo piano sono autentiche, san Rocco e san Gottardo; come sembra esserlo anche la sinistra creatura dal becco che emerge dall’acqua in primo piano a destra, sebbene il suo significato non sia chiaro.
Dopo la sua riscoperta negli anni ’30 del XX secolo, il dipinto ha subito diverse fasi di restauro. San Giorgio e il drago furono aggiunti per coprire una vasta area di danni, così come il mostro nel lago, e l'”eremita” nella grotta sulla destra fu ampiamente ridipinto. Tuttavia, il paesaggio lontano con la sua dissoluzione atmosferica della luce è la prova del lavoro di Giorgione.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Tramonto_(Giorgione)

https://www.nationalgallery.org.uk/paintings/giorgione-il-tramonto-the-sunset