GERMANIA – DRESDA. Gemäldegalerie Alte Meister, “Altare di Dresda” con s. Antonio abate di A. Dürer, 1496-1504 circa

l’Altare di Dresda è un dipinto a tempera su tela (pannello centrale 117 x 96,5 cm, pannelli laterali 114 x 45 cm ciascuno), databile al 1496-1497 e forse ripreso nel 1503-1504.
L’opera fu commissionata ad Albrecht Dürer (Norimberga, 1471 – 1528) dall’elettore di Sassonia Federico III il Saggio ed era destinata alla cappella del castello di Wittenberg; inizialmente consisteva nella sola pala centrale raffigurante la Vergine col Bambino. La scelta del supporto della tela dovette essere dettata dall’esigenza di facilitare il trasporto, mentre i colori a tempera, inusuali in un’area dove era già diffusa la pittura a olio, sono legati probabilmente alla necessità di velocizzare l’esecuzione del dipinto.
Negli anni 1503-1504, forse in seguito a una pestilenza, furono aggiunti i due pannelli laterali, con i protettori dalle malattie, i santi Sebastiano e Antonio abate.
L’altare rimase nella Cappella fino al 1687, anno in cui venne trasferita alla Gemäldegalerie di Dresda.

Il pannello di sinistra raffigura sant’Antonio abate, con barba nera, che tiene un libro dritto e aperto; sullo sfondo una miariade di angioletti.
La critica ha ipotizzato nei pannelli laterali l’opera di allievi della bottega.

 

Immagine da Wikimedia

TALEGGIO (BG). Chiesa di San Giacomo a Peghera, polittico con s. Antonio abate di Palma il Vecchio, 1515

Il coro è ornato dal polittico detto “pala di San Giacomo”, opera realizzata nel 1515 da Jacopo Negretti, più noto come Palma il Vecchio (Serina, Bergamo, 1480 ca.- Venezia 1528), illustre pittore di scuola veneziana, allievo di Giovanni Bellini.

In una cornice del XXX secolo, il polittico, olio su legno, è formato da sette tavole e si sviluppa su due ordini con una cimasa lunettata raffigurante Dio Padre.
L’ordine superiore presenta al centro Cristo morto sorretto da un angelo e a sinistra l’immagine di sant’Ambrogio e a destra sant’Antonio abate, raffigurati a mezzo busto.
Nell’ordine inferiore vi sono a sinistra san Sebastiano, al centro san Giacomo maggiore e a destra san Rocco dipinti a figura intera.

Il polittico è stato restaurato tra 2001 e 2009.

 

 

La chiesa fu ricostruita dal 1868 al 1871.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Pala_di_San_Giacomo

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giacomo_Maggiore_(Taleggio)

VILLAFRANCA (Vr). Duomo di san Pietro e Paolo, con statua dedicata a sant’Antonio abate e pala d’altare con sant’Antonio abate.

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo, conosciuta anche come Duomo di Villafranca, iniziata nel 1786 e conclusa nel 1882, si trova in mezzo al corso Vittorio Emanuele II e costituisce, dopo il castello, il più importante monumento del paese.
L’edificio è pressoché identico alla basilica del Santissimo Redentore alla Giudecca di Venezia.

 

L’interno conserva, fra l’altro, una pala d’altare con Sant’Antonio abate tra i santi Bovo e Martino da Tours di Felice Brusasorzi (XVI secolo).

Inoltre vi è una statua dedicata a sant’Antonio abate.

 

 

 

 

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

 

 

MILANO. Pinacoteca di Brera, tela con s. Antonio abate di A. Bonvicino detto il Moretto, 1543

Olio su tela di 255 x 185 cm, databile al 1543 circa da Alessandro Bonvicino detto il Moretto (Brescia, 1492 / 1495 – 1554).
La grande pala fu eseguita per la chiesa di Santa Maria degli Angeli a Gardone Val Trompia. Con le requisizioni napoleoniche del 1808 pervenne a Brera.

In alto la Vergine col Bambino tre nuvole e cherubini; in basso, davanti a un parapetto su cui è steso un tappeto, sono i santi Girolamo, Francesco d’Assisi e Antonio abate: Girolamo è in ginocchio, e impugna la pietra con cui soleva battersi il petto in segno di penitenza; Francesco in piedi e centrale, ha il saio francescano e le stimmate; Antonio abate, con saio rossastro e scapolare nero, è in ginocchio e si appoggia al bastone e tiene la campanella.

 

Link e immagine:
https://it.wikipedia.org/wiki/Madonna_col_Bambino_in_gloria_con_i_santi_Girolamo,_Francesco_d%27Assisi_e_Antonio_Abate

Per un’ampia biografia e bibliografia, vedere:
http://www.treccani.it/enciclopedia/bonvicino-alessandro-detto-il-moretto-da-brescia_%28Dizionario-Biografico%29/

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Moretto

PERUGIA. Monastero di Sant’Agnese, affresco con s. Antonio abate del Perugino, 1522

Madonna delle Grazie tra i santi Antonio abate e Antonio di Padova” è un affresco di Pietro di Cristoforo Vannucci, noto come il Perugino (Città della Pieve PG, 1448 circa – Perugia fraz. Fontignano, 1523).
L’opera fu realizzata nel 1522, un anno prima della morte dell’artista, su commissione delle suore del convento Eufrasia e Teodora.

Su ciascun lato dell’affresco centrale si trovano i santi Antonio abate (a sinistra)Antonio di Padova (a destra).Sant’Antonio  è raffigurato con saio scuro e mantello bianco con la tau; nella mano destra il bastone e nella sinistra un libro chiuso e la campanella.

 

Il Monastero fu fondato a Boneggio, presso Perugia, nel secolo XIII e si trasferì entro le mura del­la città nel 1331.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Madonna_delle_Grazie_tra_i_santi_Antonio_abate_e_Antonio_da_Padova

https://insantaunita.org/perugia-monastero-s-agnese/