ORVIETO (Tr). Duomo di S. Maria Assunta, navata destra, seconda cappella, affresco Sant’Antonio abate

Duomo, al centro della città, mirabile edificio, trofeo di gloria della fede, che con un miracolo d’arte celebra il miracolo per il quale sorse.


Nella navata destra, nella seconda cappella, un affresco rappresenta i santi Antonio Abate e  Rocco.

L’affresco risale al 1399.

 

Fruibilità:
Sempre fruibile quando la chiesa è aperta al pubblico.

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 07/04/2007

BUTTIGLIERA ALTA/ROSTA (To): Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. Scheda 2 (Gli affreschi)

Per giungere alla Precettoria si segue la statale 25 del Moncenisio e, pochi chilometri dopo Rivoli Torinese, si imbocca sulla sinistra un viale alberato (indicazione Rosta).
La Precettoria è situata al centro di una zona agricola, tra i comuni di Buttigliera Alta e Rosta; il confine passa in corrispondenza del campanile.

La facciata della chiesa, decorata da motivi dipinti a punta di diamante e da due grandi tau, presenta tre portali a sesto acuto a cui si sovrappongono le ghimberghe, sormontate da un pinnacolo; ai lati della ghimberga centrale, la cui sommità copre parzialmente un rosone, si aprono due finestre monofore. Una ricca decorazione in terracotta orna le ghimberghe e gli altri elementi architettonici della facciata.
I portali danno accesso ad un portico, coperto da volte a crociera decorate con affreschi cinquecenteschi, che rappresentano il trasporto del corpo di S. Antonio Abate da Costantinopoli alle coste francesi.
Sul fianco sinistro della chiesa si innalza un campanile suddiviso in cinque piani, al culmine del quale una banderuola metallica rappresenta S. Antonio.
Al fianco meridionale della chiesa è addossato un piccolo chiostro, coperto con volte a crociera, che si apre sul giardino.

L’interno della chiesa presenta tre navate divise da pilastri che sostengono volte a crociera, un presbiterio ed un’abside poligonale. Sul lato sinistro del presbiterio si apre una porta che conduce alla cappella ora adibita a sacrestia.

GLI AFFRESCHI
Le pareti sono decorate con affreschi di diversi autori ed epoche, in cui sono numerose le immagini di S. Antonio abate. Un affresco quattrocentesco, con una iscrizione dedicatoria, si trova sulla parete sinistra della navata centrale, sopra l’arco d’ingresso della seconda cappella, rappresenta la Madonna con il Bambino, che ha alla sua destra S. Antonio e alla sua sinistra S. Bernardino da Siena.

 

Sulla parete sinistra del presbiterio S. Antonio è raffigurato sullo sguincio della finestra a sinistra dell’affresco con la Madonna in trono; sulla parete destra del presbiterio, per mano di Giacomo Jaquerio, autore di tutta la decorazione del presbiterio, sono illustrati episodi della vita di S. Antonio, nei quali hanno una parte rilevante le tentazioni subite dal Santo. (vedi immagine

 

Il polittico di Defendente Ferrari collocato sopra l’altare raffigura nello scomparto centrale la Natività, a destra S. Rocco e a sinistra S. Antonio, che regge con la mano sinistra un bastone e con la destra una campanella, mentre ai suoi piedi si vedono un maiale e una fiamma stilizzata; in alto si trovano a sinistra S. Sebastiano e a destra S. Bernardino da Siena. Nella predella del polittico sono illustrati sette episodi della vita di S. Antonio, che riprendono le scene analoghe presenti sulla parete destra del presbiterio. Sulle ante laterali, entro le quali il polittico può essere chiuso, sono rappresentate figure di santi, tra cui S. Antonio insieme a S. Paolo Eremita. Vedi scheda 1:
https://www.santantonioabate.afom.it/buttigliera-altarosta-to-precettoria-di-santantonio-di-ranverso-scheda-1/

Nel presbiterio è collocata una statua di S. Antonio, in legno dipinto di colore scuro

Materiale informativo ed illustrativo:
Davanti alla facciata dell’ospedale, nel portico della chiesa e all’interno sono collocati pannelli illustrativi realizzati a cura dell’associazione Amici della Fondazione Ordine Mauriziano (AFOM).

Note storiche:
La Precettoria venne fondata tra il 1180 ed il 1185 per volere del conte Umberto III di Savoia, che la fece costruire presso la Via Francigena e la affidò all’ordine francese dei canonici Antoniani, che a Ranverso erano guidati da un precettore. Essi derivavano il loro nome da S. Antonio Abate e si dedicavano alla cura delle malattie, in modo particolare dell’ergotismo o fuoco di S. Antonio. Gli Antoniani medicavano le ferite provocate da questa malattia con il grasso di maiale; ecco perché alla figura di S. Antonio è spesso associato un maialino. La natura particolare del male curato, cioè il “fuoco”, e la conseguente amputazione degli arti inferiori colpiti da cancrena, spiegano perché il Santo è spesso rappresentato con una fiamma stilizzata e con un caratteristico bastone a forma di una “tau”, la lettera greca, che, oltre ricordare la croce, rappresenta la stampella usata dagli ammalati a cui era stata amputata una gamba. Queste immagini, insieme alla campanella usata dagli Antoniani, compaiono frequentemente nella decorazione della Precettoria.

Fase cronologica:
L’aspetto odierno della chiesa è il risultato di numerosi ampliamenti, che, dopo la fondazione avvenuta alla fine del XII secolo, si sono succeduti a partire dal XIII secolo e che sono culminati nel XIV con la costruzione delle navate laterali, della cappella adibita a sacrestia e del portico, mentre l’abside poligonale risale alla fine del XV secolo. Gli interventi più significativi nella decorazione affrescata risalgono ai primi decenni del XV secolo grazie all’opera di Giacomo Jaquerio, chiamato a lavorare nella Precettoria dal duca Amedeo VIII di Savoia; egli è autore degli affreschi situati nel presbiterio, nella cappella adibita a sacrestia e in due cappelle delle navate laterali, con episodi della vita della Vergine ed il ciclo dedicato a S. Biagio. La statua di S. Antonio è stata eseguita tra la fine del XIV secolo e gli inizi del XV, probabilmente in Francia. Il polittico dell’altare è stato donato alla Precettoria dalla comunità di Moncalieri nel 1531.

Gli interventi sulla struttura della chiesa vanno dalla fine del XII secolo all’inizio del XVI; la facciata dell’ospedale risale al XV secolo, il fabbricato attuale del convento al XVIII. Gli affreschi che rappresentano S. Antonio Abate risalgono al XV secolo, la statua del Santo è databile tra il XIV e il XV secolo; il polittico dell’altare è del XVI secolo.

Cronologia: XII, XIII. XIV, XV, XVI, XVIII.

Bibliografia:
I. Ruffino, Le origini della precettoria antoniana di Ranverso (Torino), in BSBS, Torino anno L (1952), pagg. 25-51
I. Ruffino, Studi sulle precettorie antoniane piemontesi. S. Antonio di Ranverso nel XIII secolo, in BSBS, Torino anno LIV (1956), pagg. 1-38
A. Griseri, Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte, Torino 1965
E. Castelnuovo, Giacomo Jaquerio e l’arte nel ducato di Amedeo VIII, in E. Castelnuovo e G. Romano (a cura di), Giacomo Jaquerio e il gotico internazionale, Torino 1979, pagg. 34-42
G. Gritella (a cura di), Il colore del gotico, Savigliano 2001
E. Pagella – E. Rossetti Brezzi – E. Castelnuovo, Corti e città. Arte del Quattrocento nelle Alpi occidentali, Milano 2006, pag. 246, fig. 139

Link: http://www.afom.it
http://www.ordinemauriziano.it/precettoria-di-s-antonio-ranverso

Email: info@afom.it

Note:
La chiesa è stata sottoposta ad un restauro, attuato tra il 1999 e il 2001, che ha interessato parte delle strutture murarie, il tetto, la facciata, il lato nord, le formelle ed i cicli pittorici dedicati a S. Antonio Abate e a S. Biagio.

Fruibilità:
L’orario di visita della chiesa è il seguente: 9-12,30; 15-17,30; ultimo ingresso rispettivamente alle ore 12 e alle 17. Giorno di chiusura il lunedì.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

PRASCORSANO (To). Chiesa cimiteriale Madonna del Carmine, affresco con s. Antonio abate

Da Torino dista circa 40 Km; Superstrada Torino Caselle Uscita 2 SS460 per Cuorgnè; prima del ponte girare a sinistra e proseguire per Prascorsano.

Anticamente intitolata a Sant’Andrea, la piccola chiesa cimiteriale di Prascorsano mostra un’architettura che può essere datata al XII secolo, come testimoniano il campanile e i capitelli angolari visibili all’interno, nella navata laterale sinistra. Sicuramente rimaneggiata in tempi successivi, la chiesa si presenta con una forma inconsueta, con la presenza di due sole navate e un presbiterio privo di abside.
Sul muro esterno, visibile per chi sale alla chiesa, c’è un affresco raffigurante San Bernardo da Mentone, ma le sue condizioni sono piuttosto pessime.

All’interno conserva diversi affreschi, databili a epoche differenti. Il ciclo più importante è opera  quattrocentesca del cosiddetto “Maestro degli Apostoli di Prascorsano”, un artista probabilmente giunto in Canavese dalla Provenza, chiamato dai conti di Valperga, patroni di questa chiesa. Egli ha realizzato, sull’altar maggiore, una teoria di Apostoli con san Giovanni Battista, su cui è una Natività, databile tra 1505 e il 1516 del XVI secolo. Purtroppo gli affreschi non sono in ottime condizioni: alla fine del 1700 è stata aperta una nicchia al centro della parete che ha eliminato i due apostoli centrali e, negli anni ’80 del 1900, gli affreschi sono stati “rubati” da alcuni ladri che hanno letteralmente “strappato” la pellicola pittorica su cui erano gli apostoli, distruggendo in parte le pitture.

Allo stesso artista è attribuibile anche l’affresco con sant’Antonio abate, un santo vescovo e un devoto, sulla parete della navata centrale.
Tali affreschi sono riemersi solamente dopo i restauri effettuati negli anni ’50 del 1900 da Antonietta Beneyton, sotto la supervisione dell’allora sovrintendente Noemi Gabrielli. A tutt’oggi restano sconosciute le identità sia del committente che del santo vescovo. Dalle visite pastorali dei secoli scorsi si sa che al di sotto di questa raffigurazione esisteva un altare, dedicato a sant’Antonio, eliminato per ordine del vescovo Roero, dopo il 1752, per le sue cattive condizioni di conservazione.

Concludono la decorazione della chiesa gli affreschi della navata laterale sinistra, degli anni ’20 del XVI secolo.
Opera di Jacopino Longo, datato 1522, è l’affresco che rappresenta la Natività e santa Lucia.
Di due artisti sconosciuti, ma che ci hanno lasciato i loro nomi – Bernardino Rossignolo di Trino e Gabriele Petiti di Chieri – è la teoria di Santi sulla parete laterale e la Madonna di Misericordia posta sul secondo altare della chiesa. Un’ultima mano, ancora una volta sconosciuta, ha realizzato le grottesche che decorano la volta e gli archi di entrambe le cappelle della navata laterale. All’Ottocento, invece, risalgono i dipinti delle volte della navata centrale, realizzati nel momento della nuova dedicazione a chiesa cimiteriale.

Note:
La chiesa è generalmente chiusa. Viene aperta in occasioni di messe o di manifestazioni.
Vedi anche:
http://archeocarta.org/prascorsano-to-chiesa-madonna-carmine/

Rilevatore: Giulia Piovano

PIOSSASCO (To): canonica della chiesa di S. Vito, con affresco di s. Antonio abate.

Frazione Piazza, piazza S. Vito, altitudine m 304, prealpe di S. Giorgio (classificabile come collina).

 

Canonica attigua alla chiesa ex parrocchiale.

In un corridoio al secondo piano della canonica, sotto un pregevole affresco di scuola jaqueriana che rappresenta una Crocefissione (ultima immagine in basso), si trova un affresco raffigurante S. Antonio abate. Il Santo compare, primo da destra, accanto ai Santi Sebastiano, Vito e Cristoforo, ed è riconoscibile per la lettera tau sul mantello e per il caratteristico bastone.

 

Note storiche:
La figura di S. Antonio Abate è rappresentata, in edifici religiosi nel borgo di Piazza, in tre affreschi pressoché coevi; oltre che nella canonica di S. Vito, anche sulla parete esterna destra della chiesa di San Vito, vedi scheda , e nella chiesa di S. Pietro all’interno del ricetto nella zona dei castelli, vedi scheda.
La rappresentazione del Santo eremita è importante per individuare in Piossasco la presenza di un ricovero o ospedale per pellegrini, percorrenti percorsi alternativi alla Via Francigena, ospedale presumibilmente gestito dagli Antoniani di Vienne , oppure ricovero offerto dai conti di Piossasco. Della presenza di un ospedale attiguo alla chiesa, attivo nei secoli basso-medievali, rimane traccia nella testimonianza della visita pastorale del cardinale Della Rovere (avvenuta nel 1584), che segnala la sua completa rovina.

Fase cronologica:
L’affresco è stato eseguito nel 1461.

Bibliografia:
Gianfranco Martinatto – Francesco Mottura, San Vito a Piossasco, Effatà editrice, Cantalupa 2004.

Note:
L’affresco è stato restaurato nell’anno 2000 dalla restauratrice Barbara Rinetti.

Vedi anche:
http://archeocarta.org/piossasco-to-chiesa-san-vito/

Fruibilità:
La chiesa di S. Vito è aperta saltuariamente al culto e dipende dalla parrocchia dei Santi Apostoli, sita in via Pinerolo 161.

Rilevatore: Franco Dolza e Rosanna Fenoglio

PAESANA (Cn), borgata Santa Margherita. Pilone votivo con affresco di s. Antonio abate

Paesana (altitudine m 600) è raggiungibile imboccando la strada provinciale della Valle Po a Saluzzo, da cui dista circa 20 km; la borgata Santa Margherita si trova a circa un km da Paesana, sulla sponda opposta del Po. Zona: strada provinciale Paesana – Saluzzo (circonvallazione).


I soggetti all’interno della nicchia sono irriconoscibili; sui muri esterni sono rappresentati a destra S. Chiaffredo, sul retro la Croce, a sinistra S. Antonio Abate, rappresentato in atteggiamento benedicente, che indossa saio e mantello marroni e tiene nella mano sinistra il bastone.

 

Fase cronologica:
Il pilone reca la data 12 giugno 1949.

Bibliografia:
Gianni Aimar, Un segno lassù, I libri del Corriere, Saluzzo 2005, pag. 97.

Note:
Il pilone è semicoperto dagli arbusti e si trova in cattivo stato di conservazione

Rilevatore: Gianni Aimar