CASCIA (PG). Chiesa di Sant’Agostino con due immagini di s. Antonio abate, XV e XVII secolo

La chiesa, dedicato a S. Giovanni Battista, è documentata per la prima volta in una bolla di papa Nicolò II datata 1059, quando venne promossa la costruzione dell’annesso convento agostiniano.

 

Entrando, a sinistra del portale, sul pilastro, affreschi quattrocenteschi di due santi: in alto, S. Nicola da Tolentino e una Santa senza nome; in basso S. Antonio abate con la campanella.

Sulla parete sinistra, prima dell’ultimo altare, vi è il grande affresco della Madonna della Cintura, attribuito a Virgilio Nucci da Gubbio (1609): assisa sulle nubi, la Vergine incoronata dona la cintura a S. Agostino mentre il Bambino ne porge un’altra a S. Nicola da Tolentino.
Due angeli sovrastano la scena recando numerose cinture. In basso, da sinistra: S. Claudio patrono degli architetti, S. Antonio abate con barba bianca, tau sull’abito e bastone a forma di “L”, S. Monica (nella versione originaria, Maria dona a Monica la propria cintura), S. Petronilla col tirso fiorito.

Link e immagini:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santagostino-cascia/

https://archive.is/20131213060039/http://www.itinerari.regioneumbria.eu/?IDCont=200934

CAMPI BISENZIO (FI). Chiesa di San Cresci a Campi con immagine di s. Antonio abate

La chiesa è elencata in un documento del secolo XI secolo. All’inizio del XVI secolo, sul lato sinistro della chiesa fu costruito il locale della “Compagnia di S. Antonio abate”.
Quando tra il Seicento e il Settecento vennero trovati i resti di S. Cresci nel territorio del Mugello, la chiesa conobbe un breve periodo di floridezza.
L’attuale chiesa di San Cresci a Campi, consacrata il 17 Agosto 1911, fu costruita in sostituzione dell’antica chiesa divenuta pericolante e demolita nel 1905. Durante i lavori di costruzione rimase incompiuta la facciata, che fu terminata nel 1956. Il prospetto della nuova chiesa è rivolto verso il Bisenzio su di un piazzale che si estende fino all’argine sinistro. Della vecchia struttura rimangono, oggi, soltanto il muro verso il cimitero e la parte del muro tergale della sagrestia, utilizzati per la costruzione del nuovo edificio.

Degli antichi arredi sono stati salvati solo tre altari ed alcune opere pittoriche. Tra esse, sulla parete sinistra vi è l’altare del Tau, in pietra serena, databile alla prima metà del Seicento, che proviene dai locali dell’antica Compagnia di S. Antonio abate. E’ incorniciato nella parte centrale da due semicolonne, alle cui basi sono due stemmi dei frati minori del “TAU”, ordine a Lui devoto. Oggi questo altare, secondo a sinistra, è dedicato alla Madonna del Buon Consiglio, copatrona del Comune.
Entrando in chiesa, a destra, si trova un altro altare in pietra serena scolpita della seconda metà del XVII secolo. Esso ha un frontone spezzato con al centro l’ostia raggiata, simbolo eucaristico. La parte centrale è incorniciata da due semicolonne con capitello ionico. Nella parte inferiore centrale c’è una cornice con tre corolle di fiori. Sull’altare è collocato il dipinto a olio  di 250 x 180 cm, del secolo XIX che raffigura S. Antonio portato in gloria da due angeli e ai piedi del Santo è posto un maialino. Alla sinistra il pastorale è invece tenuto da un angioletto, mentre a destra un altro tiene la mitra.
Il dipinto, di autore ignoto, catalogato “Gloria di S. Antonio abate”, di pregevole fattura e in discreto stato di conservazione, è riconducibile allo stile pittorico di Francesco Curradi (1578-1650) o di Matteo Rosselli (1578-1650).

 

Link:
https://www.parrocchiasancresci.it/storia

https://www.beweb.chiesacattolica.it/gebaude/gebaude/61237/Campi+Bisenzio+%28FI%29+%7C+Chiesa+di+San+Cresci+a+Campi

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900075222 1/4 (dipinto)

ZERO BRANCO (Tv), fraz. Sant’Alberto, Chiesa di Sant’Alberto, con immagine di sant’Antonio abate.

In un altare laterale un grande dipinto con immagine di sant’Antonio abate, con i suoi segni identificativi.

Info:
Tel. 329 7694360
Email: s.alberto@diocesitv.it
Indirizzo: Piazza Papa Luciani 2, 31059 ZERO BRANCO TV

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

SPINEA (Ve). Oratorio di Santa Maria Assunta, con immagine di sant’Antonio abate.

L’oratorio racconta di guerre e devastazioni, di pestilenze, di devozione e speranza, di celebrazioni a cura del futuro S. Pio X, di un edificio di culto riconvertito in tomba di famiglia ed ora sede espositiva.

Nel X-XI sec. in questo luogo sorge un piccolo edificio, chiesa matrice del territorio di Spinea, danneggiato in seguito dal tempo e dalle battaglie, in particolare quella di Orgnani del 1320.
Nel 1382 l’edificio viene ricostruito completamente ma non torna all’originaria funzione di Pieve, divenendo chiesa campestre e centro di culto mariano.
Dopo lunghi periodi di incuria, la chiesetta viene restaurata negli anni 1767-85, come pure a metà dell’800.
Nel 1871 viene acquistato da tale Demetrio Pasqualetto che lo trasforma in tomba di famiglia e rimane tale fino al 1981, quando viene acquisito dal Comune.
Dopo un ulteriore restauro è stato destinato a sede espositiva.

L’oratorio è una semplice costruzione ad aula, con copertura falde, manto in coppi e travature a capriata.
La facciata principale è catatterizzata da lesene e coppie di archetti pensili, campanile a vela-
All’interno, un arco trionfale, la cui realizzazione ha determinato la distruzione degli affreschi della parete est, connette la navata con lo spazio absidale aggiunto nell’800.

Nell’aula interna, nella parete nord troviamo numerosi affreschi ben conservati eseguiti da più artisti tra la fine del trecento e gli inizi del quattrocento.
Si tratta di pittura devozionale, che riflette la funzione di chiesa campestre e centro di culto mariano che l’edificio ha assunto dal momento in cui è stato ricostruito.
La Madonna viene rappresentata più volte e in vari modi: Madonna della Rosa, Pietà, all’interno della Sacra Conversazione con S. Antonio da Padova e S. Antonio abate, Madonna dell’umiltà, Madonna con Bambino.
Gli affreschi presentano numerosi graffiti, opera dei pellegrini che in vari momenti hanno visitato questo splendido luogo per esprimere la loro devozione.
Sulle pareti est e sud somo sopravvissute solo tracce di affreschi e sinopie.

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

TRE VILLE (Tn), fraz. Irone. Chiesa di San Giacomo Maggiore, con immagine di sant’Antonio abate.

La cappella intitolata a San Giacomo nella località di Irone era inizialmente dedicata a San Filippo e a San Giacomo Minore ed era sussidiaria dalla pieve di Tione. Viene citata una prima volta nel 1537 in occasione di una visita del cardinale Bernardo Clesio ma è quasi sicuramente stata fondata in un periodo molto anteriore, cioè nel XIII secolo.
Il piccolo edificio sacro è in posizione distaccata rispetto all’antico nucleo storico di Irone.
La facciata è semplice a due spioventi con una parte del tetto che sporge in funzione di tettoia. Il portale è incorniciato e si raggiunge da una breve scala.
Nell’interno è presente una sola navata a pianta quasi quadrata. L’abside è leggermente elevata. Nel 1969 la piccola chiesa è stata danneggiata durante un furto, e sono state asportate le statue che ornavano l’altare.
L’altare è a portelle: in quella di destra è raffigurato sant’Antonio abate  che tiene nella mano sinistra un bastone cui è appesa una campanella e nella destra il fuoco; un piccolissimo maiale è ai suoi piedi.

 

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com