SIENA. Archivio Storico, Statua raffigurante busto di Sant’Antonio abate

Opera di Francesco di Giorgio Martini, Sant’Antonio abate, 1490-1500. Siena, Archivio Storico, inv. 381819 facente parte delle Collezioni del Monte dei Paschi di Siena ora esposta nella mostra dal titolo “Arte senese: dal tardo Medioevo al Novecento nelle Collezioni del Monte dei Paschi di Siena” presso il Complesso di Santa Maria della Scala a Siena, fino al 8 gennaio 2023.

L’autore Francesco di Giorgio Martini (Siena, settembre 1439 – Siena, 29 novembre 1501) è stato un architetto, teorico dell’architettura, pittore, ingegnere, scultore e medaglista italiano.
Vedi biografia in: https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_di_Giorgio_Martini

CASTEL VISCARDO (TR), frazione Monterubiaglio. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza dello Statuto, 13
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L’impianto preesistente, a pianta rettangolare così come l’abside, fatto costruire dai Monaldeschi dopo il 1264 e prima del 1290, era edificato a sua volta su un primitivo edificio di culto dedicato a San Lorenzo e aveva in comune con il precedente solo le fondamenta, prolungate di quasi quattro metri per collocare il presbiterio.  Questa seconda chiesa, come rilevabile dal catasto del contado di Orvieto del 1292, era dedicata a San Bartolomeo.
Nel corso dei secoli subì varie ristrutturazioni e mutamenti nella dedica, prima a San Giovanni Battista e Sant’Antonio abate, poi a San Giovanni Evangelista e Sant’Antonio abate e, infine, al solo Sant’Antonio abate.
La costruzione di un nuovo campanile, non più a vela come il precedente rimosso nel 1606 per ragioni di sicurezza, ma edificato dalle fondamenta all’angolo nord-est della chiesa, venne avviata alla metà del XVIII secolo, ma a causa del periodo napoleonico, fu terminata solo nel 1834.

Tra il 1873 ed il 1895 venne costruita per la terza volta la chiesa parrocchiale, più grande delle due precedenti, i cui pilastri gravano in parte sulle solite fondamenta. La nuova chiesa, dedicata a Sant’Antonio abate, era ancora a navata unica, soffitto a volta, in stile neogotico, con l’asse deviato di 15° da quello originario perché nel frattempo la piazza sulla quale si affacciava si era riempita di abitazioni che in parte la nascondevano alla vista.
Nel 1934 per opera del parroco, don Marzio Miscetti, vennero sfondate le nicchie degli altari laterali per trasformare la chiesa nell’attuale impianto a croce greca a tre navate; nella stessa occasione venne eseguita, inoltre, l’elevazione di sei metri del campanile per dare migliore visibilità alla chiesa.
Nel 2004, nel corso dei lavori di rifacimento della pavimentazione e del tetto ancora pericolante, sono emersi, a due metri di profondità dall’attuale pavimento, i contorni murali delle antiche chiese di San Lorenzo e di San Bartolomeo, con lacerti di affreschi del XIII secolo nell’abside.

Il prospetto principale, rivestito in cotto, rielabora in forma stilizzata i motivi cari allo stile gotico; il portale ogivale, incorniciato da elementi modulari e con lunetta scolpita con una Deposizione, il rosone finemente decorato, le mensole a sbalzo di coronamento ed il cornicione, quindi tutti gli elementi decorativi, sono anch’essi realizzati in laterizio.

Internamente l’impianto si presenta a croce greca, con tre navate e presbiterio sollevato di due gradini. Il partito decorativo composito corona e sottolinea il susseguirsi delle campate, definite da ampie arcate, a sesto acuto come quelle di passaggio tra le navate, con bifore luminose sopra la cornice, crociere costolonate e decorate come l’intero catino absidale. Le pareti laterali, semplicemente intonacate, racchiudono lo spazio.
La finestra centrale posta sull’abside è dominata dall’immagine dell’Agnus Dei che protegge un ponte decorato, scoperto dopo il restauro compiuto a seguito del terremoto che danneggiò la chiesa nel 1695.

Sull’altare principale vi è la pala con Madonna col Bambino, Sant’Antonio abate e Santa Barbara, opera di Annibale Ubertis, firmata e datata 1891.

La navata centrale presenta copertura impostata su tre crociere quadripartite costolonate; le navate laterali sono coperte con tetto a falda, l’abside con cupola poligonale a cinque spicchi; la sovrastante struttura è in travi e limette lignee. Il manto di copertura è in coppi e sottocoppi.
Tre confessionali a muro, ricavati in nicchie delle navate laterali, in cotto decorato.
Cantoria in stile neogotico soprastante la bussola d’ingresso.

 

La pavimentazione è realizzata in cotto fatto a mano con decorazioni floreali. Alcune porzioni di pavimento sono realizzate con vetro strutturale antisfondamento per rendere visibili e proteggere i sottostanti reperti delle fondazioni delle primitive chiese.

 


Link e immagini:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/87191/Castel+Viscardo+%28TR%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-monterubiaglio-castel-viscardo-tr/

http://www.morettigianiarchitetto.it/chiesa-di-santantonio-abate-monterubiaglio-tr/

PALAZZOLO ACREIDE (SR). Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazza Sant’Antonio, 14
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La chiesa di Sant’Antonio, consacrata anche alla Madonna Addolorata, è uno degli edifici sacri ricostruiti nel XVIII secolo dopo il terremoto del gennaio 1693 e rimasto incompiuto all’epoca a causa della mancanza di fondi sufficienti.
La chiesa fu dichiarata sacramentale il 12 dicembre 1757 “da papa Benedetto XIV, con le solite solennità”. Nel 1634 era già istituita la Confraternita di Sant’Antonio con le proprie costituzioni. Una delle costituzioni imponeva ai consociati di celebrare “la festa con le solite processioni”, già in uso fin dal 1624 quando, il vescovo Antinoro, dava licenza al procuratore della chiesa di Sant’Antonio di “portare in pubblica processione l’antica statua del Santo” che oggi è malridotta e perciò non la si sposta.

Sulla semplice facciata, il portale barocco è sovrastato da un mensolone adornato da fini bassorilievi; la struttura è retta da due colonne con pregevoli capitelli in stile ionico. Al centro della facciata vi è un finestrone arcuato con una vetrata di recente realizzazione con dipinta la lettera “M” stilizzata, che è l’iniziale della Madonna.
La torre campanaria che si erge sul lato destro della chiesa ha una forma di parallelepipedo. Essa presenta quattro nicchie sovrastate da archi a tutto tondo realizzate in pietra iblea. Nel progetto settecentesco era prevista un’altra torre campanaria gemella, rimasta incompiuta.

La particolarità della chiesa di Sant’Antonio è dovuta alla suddivisione interna in due navate. In origine dovevano essere tre, ma il progetto fu interrotto prima di ultimarle. La navata sinistra, che doveva essere quella centrale, dispone di tre altari laterali. Il primo è dedicato alla Madonna della Consolazione ed è adornato dal quadro della Vergine. Il secondo è invece consacrato a Sant’Isidoro Agricola, patrono di Testa dell’Acqua, frazione di Noto e conserva un dipinto di Antonino Spagnoli raffigurante il santo e una statua dello stesso. Il terzo altare laterale è quello di Santa Lucia martire, che è rappresentata nella pala, opera di un pittore romano, e nella statua in legno del 1852 scolpita dal palazzolese Giuseppe Giuliano.
L’altare maggiore, posto alla fine della navata, è opera di maestri locali, che realizzarono gli splendidi bassorilievi raffiguranti le Storie della Bibbia e il Crocifisso in legno posto sopra il tabernacolo.
Anche nella navata di destra, interamente adornata da teste di angeli, realizzate da Giuliano, vi sono tre altari laterali: il primo è quello della Madonna di Lourdes, in cui è stata riprodotta la Grotta; gli altri due sono consacrati al Sacro Cuore e a Sant’Antonio di Padova e recano i dipinti della Deposizione della Croce e della Pietà.
Alla Madonna Addolorata è dedicata la cappella situata alla fine della navata. Al suo interno è collocata una magnifica Pietà, che completa l’iconografia della Vergine che piange suo figlio Gesù.

 

Link:
https://palazzoloacreide.italiani.it/chiesa-di-santantonio/

https://palazzoloacreide.italiani.it/santantonio-abate-e-la-benedizione-degli-animali/

CATTOLICA ERACLEA (AG). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio abate
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La chiesa, costruita nel 1608 ad opera di immigrati da Raffadali (AG), dedicata inizialmente alla Madonna del Carmelo, è stata la prima matrice di Cattolica Eraclea (poi la Chiesa madre fu quella dello Spirito Santo, chiusa dal 2003 quando crollò la cupola).
Nel 1997 furono eseguiti lavori di manutenzione straordinaria su prospetto principale e torre campanaria, e sulla casa canonica.

L’asse principale è disposto lungo l’orientamento est-ovest e il prospetto principale, che si affaccia su uno spazio che funge da sagrato e da bel vedere, è minimalista con tetto a capanna e con un portale in pietra calcarea decorato con arco a sesto ribassato e, posto un po’ più in alto, un rosone a completamento della facciata.

L’interno della chiesa è ben proporzionato ed è costituito da quattro arcate a tutto sesto, sorretti da paraste che sporgono dalla muratura perimetrale, che scandiscono il ritmo dello spazio architettonico. Solo l’arcata che separa l’aula liturgica dal presbiterio è decorata con foglie e tondi di varie grandezze e nel mezzo è posto il medaglione dedicato a sant’Antonio abate.
Sulla parte alta dell’altare centrale risalta uno stucco rivestito in oro con lo stemma dei Carmelitani che nel 1626 vennero a Cattolica Eraclea fondando il loro convento con la generosità della principessa donna Giovanna De Bosco e Corillas; però la loro presenza durò poco.
A pianta rettangolare ad unica navata, l’aula e il presbiterio, sollevato di due gradini, sono coperti da una volta a botte e l’attacco con la muratura è evidenziato con un semplice cornicione marcapiano.
Le pareti perimetrali della chiesa sono caratterizzate da nicchie che si aprono nella muratura per dare posto alle statue che arredano l’ambiente liturgico, mentre la zona presbiterale è caratterizzata dalla macchina d’altare a tempietto in marmo con doppie colonne e timpano circolare aperto, con nicchia centrale che ospita la statua della Madonna col Bambino.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/21729/Cattolica+Eraclea+%28AG%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

CASTROFILIPPO (AG). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Palermo / Piazza Sant’Antonio abate
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La costruzione della Chiesa ebbe inizio intorno al 1608.
Fu ristrutturata nel 1934.  A causa degli eventi bellici, dal 1915 al 1918 l’antica chiesa andò in rovina, e intorno al 1923 fu ricostruita. Le opere terminarono nel 1934 e nel 1938 fu elevata a parrocchia. Diventò Santuario nel 1971.

La chiesa di Sant’Antonio abate è sita all’interno del centro abitato del paese; ha dimensioni di circa 18 x 7 m.
La facciata, in stile goticizzante e ornata da una bifora, è costituita da tre archi a tutto sesto da dove si accede ad un portico e al portone principale d’ingresso.
Ai lati della facciata vi sono due imponenti torri di cui una (lato destro) ospita l’orologio, mentre l’altra (lato sinistro) ospita le campane. Su entrambe vi sono nicchie con statue.
Il portone è in legno, del 1928 con 28 formelle decorative.

L’interno è di stile classico rinascimentale e fu arricchito di stucchi ornamentali, in oro zecchino, nel 1950 e poi nel 1974 (dai fratelli Emma di San Cataldo).
La volta è ornata da tre pitture su tela che raffigurano episodi della vita del Santo.

 

Sei affreschi, tre per lato,  con storie della vita del Santo fanno da cornice all’altare maggiore nella cui nicchia è una antica statua lignea che raffigura sant’Antonio abate che tiene nella mano sinistra un bastone d’argento e nella destra un libro.

Le sei nicchie laterali contengono le statue di: San Giovanni Bosco (1932), Sacro Cuore di Gesù (1937), Maria SS. Ausiliatrice (1937), San Francesco d’Assisi (1937), Madonna di Fatima (1940), SS. Crocifisso (1943). Tutte le statue sono state scolpite in legno da Obletter di Ortisei (Bolzano).

 

La festa di Sant’Antonio Abate ha origine nel XVI secolo. Le celebrazioni si svolgono in due momenti: il primo è la solennità liturgica del 17 gennaio, quando si svolge la “Fiera di Sant’Antonio abate”, viene celebrata la messa solenne e poi sul sagrato vengono benedetti gli animali, i frutti della terra e il “pane ex voto”, confezionato in modo da riprodurre le “parti del corpo” in qualche modo guarite per l’intervento del Santo.
In un secondo momento, la penultima domenica di giugno, si celebra la festa esterna, in cui si rinnova la tradizione della Benedizione del pane, degli animali, del sale e dei frutti della terra. Nel pomeriggio ha luogo la Processione del Santo Patrono durante il quale i fedeli intonano canti religiosi e fanno offerte in denaro che viene spillato in apposito nastri appesi al braccio della Statua. Partecipano alla processione anche cavalli bardati a festa.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/21718/Castrofilippo+%28AG%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.vivasicilia.com/santuario-sant-antonio-castrofilippo/

https://www.foodtoursicily.it/festa-di-sant-antonio-abate-a-castrofilippo/