TREVISO. Duomo con statua di Sant’Antonio abate nella cappella di Maria Ausiliatrice.

La Cattedrale di San Pietro Apostolo, conosciuta meglio come “il Duomo”, è il principale luogo di culto della città di Treviso e sede della diocesi omonima. Consacrata a San Pietro, si affaccia su piazza del Duomo.
Nella cappella di Maria Ausilatrice posta sul lato destro della cattedrale di San Pietro apostolo di Treviso, a destra della Madonna é situata una statua in marmo di Sant’Antonio abate di scuola veneta della fine del XVI secolo.

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

Info:
P.za del Duomo, 1, 31100 Treviso TV
tel. 0422 545720

COLLOCAZIONE IGNOTA. Tavola con s. Antonio abate dello “Pseudo maestro di Carmignano”

Tempera su tavola, cm 82×49,5.
Raffigura: “Madonna con il Bambino in trono e santi Giuliano e Antonio abate

Attribuita allo “pseudo maestro di Carmignano” attivo a Firenze tra la fine del XIV secolo e gli inizi del XV secolo

“Il centro della composizione di questa anconetta di devozione domestica è occupato dalla Madonna seduta in trono con il Bambino, a fianco della quale due santi, secondo un arcaico criterio gerarchico, sono raffigurati con dimensioni inferiori. A sinistra è San Giuliano, con spada e mantello, e a destra Sant’Antonio abate, osservato dal maiale accucciato ai suoi piedi; il Santo ha nella mano destra il bastone a tau e nella sinistra il consueto libro rosso.
Sullo sfondo una cortina rossa drappeggiata, arabescata con disegni floreali in oro.
Le figure esili dei santi, i panneggi a larghe falde dalle estremità puntute, rinviano con sicurezza al tardo gotico di cultura fiorentina, ormai al suo declinare. Tra i numerosi artisti noti di quest’epoca l’opera, come gentilmente suggerito da Angelo Tartuferi , sembra da ricondurre ad un pittore prossimo al Maestro di Carmignano, autore delineato in tempi piuttosto recenti da Federica Fiorillo.
In particolare, dal corpus creato in quell’occasione intorno ad alcuni frammentari affreschi tardo trecenteschi conservati presso la chiesa di San Michele nel paese toscano, è stato possibile per Everett Fahy e Andrea De Marchi enucleare una personalità distinta, a cui questa tavola si apparenta. Questo artista, che ha preso il nome di Pseudo Maestro di Carmignano, sebbene prossimo all’autore degli affreschi carmignanesi, formatosi verosimilmente su Agnolo Gaddi, differisce per tratti più rustici, mostrando tangenze con Cenni di Francesco di Ser Cenni.”

Opera in vendita dal 2019 dalla galleria Tornabuoni Arte – Arte Antica a Firenze.

Testo e immagine da:
https://antico.tornabuoniarte.it/it/collezioni/madonna-con-il-bambino-in-trono-e-santi-giuliano-e-antonio-abate/

CORLEONE (PA). Chiesa di Sant’Antonio abate e statua del 1604

La chiesa si trova nella zona adiacente alla villa comunale, un tempo area esterna e periferica alle mura di città . Risultava ubicata dunque in aperta campagna e nel quartiere denominato “dei fondaci “ sulla via che conduceva verso Palermo. Oggi su Corso dei Mille
https://goo.gl/maps/EXxrMvTd78VXTzs29

 

L’edificio religioso fu costruito alla fine del 1300, godeva di una certa importante e notorietà perché alla struttura sacra era annesso un piccolo ospedale, successivo alla più antica struttura ospedaliera ubicata nel quartiere di San Giuliano.
Alla chiesa in seguito fu accorpata un’antica confraternita votata a sant’Antonio abate, costituita nel XVI secolo.
La chiesa fu salvata dal crollo intorno al XVIII secolo e ristrutturata ancora nel 1910.
Dopo il terremoto del 1968 e inagibile e chiusa al culto, in attesa di un restauro conservativo.

La chiesa presenta un prospetto realizzato in pietra arenaria scolpita, ritoccato nel ‘700 ma ancora si evincono preesistenti elementi dalle nette caratteristiche tipiche dell’architettura chiaramontana, come i segni di un arco in rilievo. Inoltre vi si trovano scolpite due croci a tau, simbolo di sant’Antonio abate.

Lo spazio interno si presenta ad unica navata con abside semicircolare e con ricchi decori in stucco del ‘700.
La particolarità del monumento risiedeva nel fatto di esser stato costruito in un terreno in pendenza.

 

La preziosa statua lignea di sant’Antonio abate fu realizzata dallo scultore Nicola Milazzo nel 1604, per commissione di don Tommaso Scarpinato.
Il giorno della sua festa, il 17 gennaio, la statua era collocata sul sagrato della chiesa per la consueta benedizione degli animali, lì radunati.e, un tempo veniva trasportata processionalmente anche per la festa del SS. Sacramento

Attualmente la statua è custodita nella chiesa di Santa Maria di Gesù ed è stata restaurata recentemente.

 

Link e immagini:
https://www.visitcorleone.net/chiesa-di-santantonio-abate/

https://www.belindagiambra.it/sculture.html

FIRENZE. Gallerie dell’Accademia, due tavole con s. Antonio abate del “Maestro di Sant’Ivo”

1) Dipinto a tempera con laminazione aurea su tavola di 77 x 42 cm. Raffigura: “Madonna con Bambino e Sant’Antonio abate; San Francesco di Assisi e Sante vergini”, 1400-1415.
Attribuita al “Maestro di Sant’Ivo”, pittore attivo a Firenze tra la fine del secolo XIV e gli inizi del XV, formatosi probabilmente nella bottega di Agnolo Gaddi.
Inventario numero 8614. FOTOGRAFIA IN ALTO

Il Procacci identifica questo dipinto con quello attribuito dal Siren (1904) al “Maestro del Bambino Vispo”,già agli Uffizi (sala di S. Maria Nuova, n. 16). Purtroppo dalla descrizione del Siren tale collegamento sembrerebbe arbitrario, né gli elementi a disposizione consentono altre proposte

Sant’Antonio è raffigurato a sinistra con in mano un libro e un nodoso bastone a tau.

 

Link:
http://www.polomuseale.firenze.it/inv1890/scheda.asp

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900281930

 


2) Tempera su tavola di 57 x 43 cm. Raffigura : “Madonna in trono con Bambino; San Giovanni Battista, Sant’Agata, Santa Maria Maddalena e Sant’Antonio abate”, 1390-1410.
Attribuita al “Maestro Sant’Ivo”
Inventario numero 3151

La tavola pervenne alle Gallerie fiorentine nel 1900 dall’Arcispedale di Santa Maria Nuova. Collocata nel Museo di San Marco nel 1907, fu ricordata l’anno successivo dalla Cruttwell, che la vide nell’Ospizio del Convento, e assegnata genericamente a scuola fiorentina del XIV secolo. Boskovits (1975) ha inserito il dipinto nel gruppo di opere da lui riunite intorno al Maestro di Sant’Ivo, dal dipinto con “Sant’Ivo che raccoglie le suppliche dei poveri” (Inv. 1890, 4664); Boskovits proponeva per la tavola in oggetto una datazione tra il 1405 e il 1410, e identificava la Santa a sinistra con Sant’Apollonia; ma l’attributo della tenaglia fa pensare piuttosto a Sant’Agata, riferimento che potrebbe far supporre un collegamento con l’Ospedale di Sant’Agata.

Sant’Antonio abate è a destra e tiene in mano libro e bastone a tau.

 

Link:
http://www.polomuseale.firenze.it/inv1890/scheda.asp?position=1&ninv=3151

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900162730

PIMONTE (NA). Chiesa di San Michele con statua di sant’Antonio abate, ritrovata a gennaio 2023

Dopo il sisma del 1980 la chiesa è chiusa e le funzioni si svolgono in un container. Da allora si era persa traccia anche della statua lignea settecentesca del Santo.
Dopo oltre 40 anni è stata rintracciata sul web dal sindaco Francesco Somma e, dopo complesse trattative, acquistata dall’antiquario che aveva la statua.
La cerimonia per accogliere l’effigie del Santo nella chiesa si è tenuta nel giorno della sua festa il 17 gennaio 2023.

La statua raffigura a mezzo busto sant’Antonio, con la tau sul mantello e nella mano sinistra il libro col fuoco, nella destra è rimasto il manico del bastone a tau.

 

Link:
https://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/451452-pimonte-sant-antonio-abate-statua/

https://www.ilgiornaledisalerno.it/il-sindaco-di-pimonte-ritrova-sul-web-una-statua-scomparsa-40-anni-fa/