ARRONE (TR). Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta con varie immagini di s. Antonio abate

La chiesa risale al XV secolo, edificata nel quartiere di Arrone denominato Santa Maria, situato al di fuori del castello.
La facciata è a quattro spioventi con campanile a vela e tre portali; quello centrale datato 1493.

L’interno è a tre navate divise da grandi arcate su pilastri, terminanti in tre absidi.
Nella prima nicchia della navata di sinistra è posto il fonte battesimale in pietra, realizzato nel XVI secolo. Di seguito, un affresco molto danneggiato di sant’Antonio abate, è posto dietro una statua di san Giovanni Battista. Di s. Antonio è rimasto solo il lato destro.

 

 

Nella seconda cappella di destra si trovano affreschi raffiguranti Madonna col Bambino e i Santi Martino vescovo, Rocco, Felice, Lucia e, più in basso, Antonio abate del quale  è scomparsa la parte inferiore. Il Santo tiene in mano un libro chiuso e un bastone a tau.

Nel timpano è raffigurato il Padre Eterno. Si leggono le scritte con i nomi dei santi, la data: ADI 5 DE MARZU 1518 e la dedica dei committenti: QUESTA CAPPELLA LANDO F. FARE.LINFRASCRITTI CIOE IULIU DE CONFORZO ED MICANTIO DMORICONE ET ANTONIO DE IOVANI ET ANGELILLU DE PIERDONATO ET CAMILLU DECONFORZU PER LORO DEVOTIONE.

 

Pregevoli sculture in terracotta invetriata del XVI secolo, opera di Giacomo e Raffaele di Montereale adornano l’abside di sinistra e raffigurano san Giovanni Battista, la Madonna del Latte, posta al centro entro una nicchia, e sant’Antonio abate a destra.
La statua che  raffigura s. Antonio è mutila nelle mani.

 

 

 

 


Prima della porta della sagrestia si trova il Trittico del “Maestro di Arrone”, identificato ora in Bernardino Campilio, già conservato in San Giovanni, datato 1487.
Il trittico raffigura la Madonna col Bambino, san Giovanni Battista e, a destra, sant’Antonio abate. Nella predella sono raffigurati, l’Angelo annunciante, Cristo in pietà e l’Annunciata.
La parte superiore dell’opera, che fu trafugata nel 1970 ed era rimasta in loco solo la predella,  è stata recuperata e ricollocata in chiesa nel marzo 2024. Vedi fotografia in alto.
S. Antonio a mezzo busto, ha le mani giunte e col braccio sinistro tiene un bastone a tau.

 

Link:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santa-maria-assunta-arrone-tr/

https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/quadro-rubato-dm7x008e

CALVI DELL’UMBRIA (TR). Chiesa di S. Antonio abate

Piazza Mazzini, 7
https://maps.app.goo.gl/e4DT8djZjgxTEjP18

La chiesa di Sant’Antonio affaccia sulla piazza principale del paese. Non si conosce con precisione la data di costruzione della chiesa. Dai documenti se ne ha notizia già dal XV secolo, quando apparteneva alla Confraternita dell’Ospedale di S. Antonio e S. Giacomo Maggiore.
Nel 1541 fu commissionato il monumentale presepe in stucco opera dei fratelli Giacomo e Raffaele da Montereale. La realizzazione richiese diversi anni e non era ancora del tutto completa nel 1592.
Con i lavori di costruzione del vicino monastero delle Orsoline si paventò la necessità di demolire la chiesa. Nel 1739 si arrivò ad un compromesso tra le monache e la Confraternita che previde la mutilazione della chiesa, accorciandola per consentire la realizzazione del coro per le religiose. Il presepe fu smontato e rimontato nella nuova abside della chiesa.
La chiesa, fin dalla sua origine era affiancata all’antica chiesa di S. Paolo con cui condivideva le murature e la facciata. L’attuale edificio fu realizzato, fra il 1739 ed il 1743, su progetto dell’architetto papale Ferdinando Fuga nell’ambito dell’ambizioso progetto di ampliamento del Monastero delle Orsoline e sorge dove era la chiesa dedicata a Sant’Antonio abate e San Giacomo, accanto alla vecchia chiesa di San Paolo, ora Santa Brigida.
Delle antiche chiese furono mantenute dal Fuga le preesistenti mura perimetrali, in entrambi gli edifici sono ancora visibili i rosoni tamponati in facciata. Per nascondere la differenza di altezza delle due chiese creatasi con la ricostruzione di Santa Brigida, l’architetto realizzò un unico grande prospetto su Piazza Mazzini, comune ad entrambe, articolato con paraste di ordine gigante e coronato da un fastigio con timpano curvilineo spezzato dalla forma elegante e dinamica visibile anche da lontano.

Per ricollocare il presepio fu costruita nella nuova chiesa di S. Antonio abate una nuova abside, alta 8 metri e larga 4, con all’esterno un fascione continuo decorato a girali d’acanto, in cui fu dipinto un nuovo fondale.
Durante lo spostamento le statue furono anche in parte danneggiate, poi restaurate e ridipinte.
Tra il 1953 ed il 1955 il presepe fu restaurato. Un nuovo restauro al presepe monumentale fu eseguito nel 2006.


I lavori, oltre alle statue, hanno interessato le decorazioni pittoriche e le strutture e hanno permesso di recuperare le pitture sul fondo del catino nella parte bassa e sono stati riportati alla luce due affreschi della fine del XVI secolo sulla parete destra, raffiguranti uno S. Agata e S. Biagio e sito in prossimità dell’ingresso;  l’altro S. Antonio abate e S. Lucia, nei pressi dell’abside, appartenenti all’originale decorazione pittorica della Chiesa.
S. Antonio, con saio, mantello e barba biforcata, tiene in mano libro e bastone cui è appesa una campanella.

Oggi la chiesa fa parte del percorso di visita del Museo del Monastero delle Orsoline.
L’interno della chiesa di S. Antonio è semplice e spoglio, caratterizzato dalla presenza dell’artistico e monumentale presepe in gesso policromo. Formato da oltre 30 statue realizzate in diverse proporzioni per creare un effetto di prospettiva, con in altro la cavalcata dei Magi ed in basso la scena della Natività, oltre agli angeli che sono appesi in cima al soffitto della chiesa.
Ai lati del catino, in due nicchie, sono collocate le statue di S. Antonio abate, a destra e di S. Rocco, a sinistra, patroni della Confraternita stessa e invocati anticamente contro la peste.
La statua presenta s. Antonio, che indossa saio chiaro e mantello e scapolare scuri, e tiene nella mano destra un libro aperto e nella sinistra un bastone con una terminazione serpeggiante cui è appesa una campanella.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/houses/house/16620/Calvi+dell%27Umbria+%28TR%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santantonio-abate-calvi-dellumbria-tr/

BORGOROSE (RI), frazione Torano. Affresco con s. Antonio abate staccato dalla chiesa di S. Martino

La chiesa, costruita su un antico terrazzamento romano, è dedicata a San Martino di Tours ed è citata per la prima volta nel 1182, in una bolla di papa Lucio III, nella quale è indicata come Pieve (“Plebs Sancti Martini de Torano“). L’edificio è probabilmente antecedente al XII secolo, forse opera dei monaci di Farfa; subì varie modifiche nel corso dei secoli. San Martino compare, in seguito, su una lista del 1398, tra le chiese principali della diocesi reatina con le cappelle da essa dipendenti. Dal resoconto di una visita pastorale del Vescovo di Rieti Osio, del 1561, conosciamo la presenza di un abate e dell’esistenza nelle vicinanze di un ospedale che risulta non più in uso a partire dal 1651.
La chiesa di San Martino, gravemente rovinata, a causa dell’abbandono sin dal 1897, e dei gravi danni subiti dal terremoto di Avezzano del 1915, fu depredata delle sue opere d’arte negli anni Cinquanta del Novecento.
Per fortuna 12 affreschi medioevali, tra cui quello raffigurante s. Antonio abate, furono sequestrati dalle forze dell’ordine e, restaurati, furono riconsegnati alla parrocchia di Torano solo negli anni Novanta quando iniziò la ricostruzione della chiesa. Oggi i lavori alla chiesa sono molto avanzati, in corso il restauro del portale, e si è in attesa della ricollocazione delle antiche pitture.
Alcuni affreschi, come quelli raffiguranti san Pietro e santa Caterina di Alessandria, provenienti da San Martino e risalenti al XIV secolo, sono esposti nella Sala Parrocchiale di San Sebastiano e due “Madonne col Bambino“, una trecentesca intagliata in legno e dipinta; l’altra, in terracotta policromata, di scultore abruzzese del tardo Quattrocento si trovano presso il Museo Civico di Rieti.

Affresco staccato dalla sua sede negli anni Sessanta del Novecento e recuperato dalle forze dell’ordine. Restaurato presso i laboratori di palazzo Venezia a Roma. Di autore ignoto del XIV secolo. La figura di S. Antonio abate è a destra, riconoscibile per la barba bianca e una campanella appesa al polso sinistro. Probabilmente rappresenta l’incontro del Santo con s. Paolo eremita.

Link:
https://www.chiesadirieti.it/wd-annuario-enti/zona-pastorale-del-salto-cicolano-28876/san-martino-di-tours-in-torano-di-borgorose-17252/

http://www.prolocoborgorose.eu/Tutto%20Paesi/Tutto%20Borgo/Le%20chiese.htm

Segnalazione e fotografie di: Marino Nicolai

Vedi anche: Indagini_archeologiche_presso_la_chiesa

VALLO DI NERA (PG). Chiesa di Santa Maria, affreschi con tre figure di s. Antonio abate, XV secolo

La chiesa è citata in un documento del 1176. Agli inizi del Trecento, passò ai Minori Conventuali e accanto fu costruito il convento di cui si ha notizia fin dal 1336. I Francescani ingrandirono la chiesa originaria dedicandola a S. Francesco e trasformarono in campanile una delle torri di difesa del Castello, all’interno delle cui mura era sorta la chiesa.
Nel 1652, sotto il pontificato d’Innocenzo X, con la soppressione del convento francescano, la chiesa fu dedicata di nuovo a Maria Assunta e affidata alle cure di un cappellano.
La chiesa, prima della demolizione delle strutture barocche, che ha riportato alla luce la straordinaria decorazione pittorica, aveva sette altari, il pulpito, il coro e, in un soppalco sopra quest’ultimo, trovava collocazione l’organo.
Danneggiata dal terremoto del 2016 è stata restaurata e riaperta nel 2019.

La nuda muratura della facciata, in pietre conce, è movimentata in basso dal portale ogivale a strombo con colonnine che si concludono in capitelli fogliati e dal rosone scandito da dodici archetti; termina al centro con una cuspide, forse tarda sistemazione dell’originale a ripidi spioventi.

All’interno si conservano pregevoli affreschi opera di artisti di scuola giottesca (XIV-XV secolo): Giovanni Boccati; Girolamo di Giovanni; la dinastia di Pietro, del figlio Cola e dei discendenti Arcangelo di Cola e Giacomo di Cola.
L’abside fu affrescata nel 1383 da Cola di Pietro da Camerino insieme a Francesco di Antonio.

 

Sull’arco santo, a sinistra in alto San Leonardo, in basso Sant’Antonio abate, purtroppo picchiettato nella parte inferiore, figura a sinistra.

 

Sulle pareti moltissimi affreschi devozionali si affollano e talora si sovrappongono.
Sulla parete di destra sono affrescati undici santi tra i quali un altro sant’Antonio abate con a destra san Leonardo; dipinto della fine del XIV secolo attribuito a Cola di Pietro da Camerino. Figura  in basso a destra.
Sotto, dello stesso pittore, è un grande affresco del 14015 raffigurante la Processione dei Bianchi che è una delle fonti su questo movimento penitenziario che attraversò l’Italia nel 1399.

Sempre nella stessa parete destra,  ma a destra della seconda finestra, vi è un terzo s. Antonio abate con accanto sant’Urbano V (o s. Gregorio Magno), coronato col triregno, che mostra un dipinto con i Santi Pietro e Paolo. Figura in basso a sinistra.

 

 

 

 

A sinistra di s. Antonio, sotto la finestra, vi è un riquadro con quattro maialini della cinta senese, probabile attributo del Santo. Figura in alto sopra il titolo.

Una statua di sant’Antonio abate viene esposta in chiesa in occasione della festa del santo nel mese di gennaio.

 

 

Info e immagini da:
https://www.finestresullarte.info/opere-e-artisti/vallo-di-nera-santa-maria-tra-affreschi-francescani-e-movimenti-di-antica-devozione-popolare

https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santa-maria-vallo-di-nera/nggallery/page/1

 

Rilevatore: Valter Bonello

ROMANS D’ISONZO (GO). Ancona votiva dedicata a sant’Antonio abate

Si trova in via Redipuglia all’angolo con via dell’Ancona e via Latina.
https://maps.app.goo.gl/qyPeTDiQBoL1Ug6R6

 

Ogni anno, presso l’ancona, si celebra la Benedizione degli animali il 17 gennaio con la Santa Messa (ore 15,00) e con la benedizione del pane di sant’Antonio.

Vedi locandina allegata: Ancona di Cormons