CHALLAND-SAINT-VICTOR (AO), frazione Viran. Cappella di San Massimo, affresco con s. Antonio abate, 1441

La cappella sarebbe stata la prima chiesa di Challand; menzionata nelle fonti documentarie già all’inizio del XIII secolo. Nel corso della prima metà del Quattrocento fu interamente ricostruita e nel 1713 un importante intervento di restauro modificò la facciata e in particolare la forma del portale d’ingresso, che in origine doveva seguire la modanatura ad arco del dipinto murale sovrastante.

L’affresco esterno sopra il portale presenta al centro la figura della Vergine con il Bambino con a sinistra san Michele, e un santo forse identificabile con san Bernardo d’Aosta; a destra sant’Antonio abate.
Una lacuna ha purtroppo cancellato l’iscrizione, posta sulla pedana del trono della Vergine, che tramandava il nome del committente.
Sant’Antonio abate, posto a destra, tiene con al mano sinistra un libro rosso ne con la destra un bastone dalla terminazione molto elaborata cui è appesa una campana.

 

 

All’interno della cappella, nel catino absidale, è raffigurato Cristo in mandorla circondato dal tetramorfo, costituito dai simboli dei quattro evangelisti (l’aquila, il bue, l’angelo e il leone). Sulla parete si susseguono invece le figure dei dodici Apostoli con i santi Massimo e Sigismondo.
La decorazione della cappella fu eseguita nel 1441, come testimoniato da un’iscrizione dipinta all’interno, a opera di Giacomino d’Ivrea (attivo tra il 1426 e il 1469).

Immagini da:
https://www.chieseromaniche.it/Schede/1422-Challand-Saint-Victor-San-Massimo.htm

MANDELLO DEL LARIO (LC). Chiesa di San Giorgio, affresco con s. Antonio abate

Sulla data di costruzione c’è ancora molta incertezza, anche se è probabile che si tratti di edificio altomedioevale: secondo la tradizione, la Chiesa fu fatta costruire nel XIII secolo, per volere di un crociato di ritorno dalla Terra Santa.

Particolarmente pregevole è l’apparato decorativo che copre gran parte delle pareti, l’arco trionfale e il fondo del presbiterio. Il ciclo decorativo si muove entro la matrice culturale dell’Osservanza promossa da San Bernardino e il tema centrale infatti è il ritorno di Cristo durante il Giudizio Universale con la risurrezione degli eletti, i quali, in teorie gerarchiche, entrano in un castello accolti da Maria, Pietro e Paolo; dalla parte opposta Minosse giudica le pene per i dannati che subiscono il contrappasso intorno alla figura di Lucifero. La via per il Paradiso è proposta tramite le opere di carità e misericordia; i vizi capitali, incatenati alla parete opposta, sono distinguibili dai cartigli.

Numerosi sono gli affreschi votivi databili tutti al XV secolo.
Sulla parete sinistra presso l’ingresso una serie di immagini devozionali, tra esse anche un riquadro con san Nicola da Tolentino e sant’Antonio abate che tiene un libro con la mano destra e con la sinistra un bastone cui è appesa una campanella.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giorgio_(Mandello_del_Lario)

Per approfondire: San-Giorgio-a4-text.pdf

PONTE NIZZA (PV), frazione Abbadia S. Alberto. Eremo di S. Alberto di Butrio, affreschi con s. Antonio abate, XV secolo

La potente abbazia benedettina risalente al 1030 sorge su di uno sperone roccioso. È costituita da un massiccio edificio quadrangolare in pietra, su cui svetta la cella campanaria, formato da tre strutture comunicanti: la prima, quadrangolare, è la chiesa di Sant’Antonio, la seconda è la chiesa di Santa Maria affiancata dalla chiesa di Sant’Alberto. Lateralmente si articolano gli ambienti conventuali.

Vari affreschi riportano l’immagine di s. Antonio abate.
Nella Chiesa di Sant’Antonio, risalente al 1300 circa, il primo ambiente è quasi interamente affrescata da dipinti risalenti al 1484. Sulla parete d’entrata una teoria di Santi elegantemente vestiti: si riconoscono da destra Santo Stefano e San Sigismondo; al centro Sant’Antonio abate; poi San Girolamo e San Contardo d’Este. S. Antonio ha la fiamma nella mano destra il cui braccio si appoggia  un bastone a tau cui è appesa una campanella; nella sinistra un libro.

Nella Chiesa di Santa Maria, si trova un ambiente più piccolo e meno affrescato, ma con dipinti più pregevoli rispetto ai precedenti, come la Madonna introno con Bambino affiancata dai Santi Alberto, Apollonia, Lucia e Antonio abate. La Madonna è seduta su un trono ligneo ed indossa un elegante manto bianco decorato a fiori rossi con risvolti interni verdi. Sulla cornice è riportata, con una scrittura gotica, la data del 23 settembre 1484. L’artista è un monaco anonimo dotato di una certa cultura figurativa. Sotto c’è lo stemma del marchese Bertramino della casata dei Malaspina, la cui piccola figura è inginocchiata a si nistra sul basamento del trono.
Vedi immagine in alto. Sant’Antonio ha una tau sul mantello, la campanella nella mano sinistra e nella destra il fuoco e appoggia il braccio su un bastone a tau.

 

Su un pilastro, a destra nella fotografia sotto, un’immagine, di qualità inferiore alle precedenti, di sant’Antonio abate con la mano destra nel gesto di benedizione e la fiamma sulle dita, la mano sinistra appoggiata a un bastone  tau cui è appesa una campanella.

 


Link e immagini:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A050-00207/

https://www.rtearth.com/2019/05/26/eremo-di-santalberto-di-butrio/

https://www.okarte.eu/index.php/185-artisti-ok-arte-homepage/30782-gli-affreschi-dell-eremo-di-s-alberto-di-butrio

BRIONA (NO). Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve o ad Nives, affreschi con s. Antonio abate, XV secolo

Al centro dell’abitato di Briona, in Piazza Solaroli, si trova la chiesa gotica, molto rimaneggiata. L’antico soffitto, grazie ai lavori di restauro, è stato ripristinato ed è formato da tavelle di cotto a vista.
L’edificio, ad aula unica, con sobria facciata tardo settecentesca, si caratterizza per la struttura architettonica dominata da vaste arcate a sesto acuto e da cappelle laterali. Solo alcuni dei numerosi affreschi dei secoli XV, XVI e forse anche del XIV, che decoravano le pareti interne sono tuttora visibili, recentemente restaurati. Molti sono di Tommaso Cagnola o della sua bottega.

La terzultima campata della navata nord, che termina verso l’abside, presenta affreschi quattrocenteschi: Sant’Antonio abate sul pilastro, la mano destra nel gesto di benedizione, la sinistra regge bastone e libro (immagine in alto).

Segue una “Teoria di Santi”, tra cui si riconosce, a sinistra,  un altro Sant’Antonio abate , col bastone a tau e le mani giunte che reggono un rosario, un santo vescovo e San Giovanni Battista (ultimo a destra). Al di sopra dei Santi emerge un affresco seicentesco, restaurato, che rappresenta un “Bambino Gesù in grembo a Maria”, in cielo, con due Santi sotto.

 

 

Immagini e link per approfondire:
https://www.comune.briona.no.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/chiesa-parrocchiale-madonna-della-neve-sec-xiii-17317-1-975c5c651328d5ff0a4e12b97b7b7f53

https://www.chieseromaniche.it/Schede/564-Briona-Santa-Maria-ad-Nives.htm

PIANEZZA (TO). Cappella di San Sebastiano, affresco con s. Antonio abate

La Cappella, dedicata alla Madonna delle Grazie e a San Sebastiano, era posta appena fuori dell’abitato del paese e fungeva da sentinella a difesa dai frequenti morbi endemici, in special modo a baluardo contro le epidemie. Non si può fissare l’anno esatto di costruzione nel corso del XV secolo e si pensa che sia stata edificata dopo la peste del 1428 o dopo il 1460 quando il morbo colpì le valli di Lanzo e anche Pianezza.

Negli anni 1931-32 la cappella fu trasferita tutta intera dal luogo più a monte, ove si trovava, fino al sito attuale, distante 140 metri. Opportunamente ingabbiata in una struttura di legno, fu fatta scorrere di pochi metri al giorno su rulli posti su rotaie. In quella occasione si eliminò la parete che chiudeva la facciata, sostituita poi da una cancellata di legno: soluzione più consona alla tipologia originaria.

La cappella è decorata internamente da AFFRESCHI eseguiti in tempi diversi. Il ciclo più sviluppato è quello della volta, che si snoda in sette campiture, sei uguali e uno di apertura maggiore, dedicato alla vita di San Sebastiano e realizzato dai pinerolesi Bartolomeo e Sebastiano Serra negli ultimi anni del XV secolo. Sulle pareti gli affreschi superstiti raffigurano i devoti sotto il manto della Vergine, a destra; san Sebastiano affiancato da san Rocco sulla parete di fondo e, a sinistra, le tentazioni di sant’Antonio abate o meglio le torture che subisce da parte dei diavoli. Gli artisti sono anonimi e si pensa a esponenti della scuola di Jaquerio.

Link:
https://archeocarta.org/pianezza-to-cappella-san-sebastiano/

https://www.cittaecattedrali.it/it/bces/659-cappella-di-san-sebastiano

https://www.chieseromaniche.it/Schede/171-Pianezza-San-Sebastiano.htm