MONTEU DA PO (TO). Chiesa parrocchiale di San Giovanni battista, dipinto con s. Antonio abate

In posizione elevata, domina il paese; è probabile che sorgesse già nel secolo XV quando avvenne l’unione delle due parrocchie d’Industria e Monteacuto. Fu incendiata nel 1625 dagli Spagnoli e ricostruita tra il 1631 e il 1636 con il materiale dell’antica casaforte, i cui ruderi sono ancora visibili, e che sorgeva a destra dell’attuale casa parrocchiale.
Sul fianco destro sono murati reperti archeologici provenienti dagli scavi di Industria, tra cui un supporto di erma in marmo grigio databile entro la prima metà del sec. II d.C. e la parte anteriore resecata di una base scorniciata di marmo rosa di Verona, di piena età augustea.

La chiesa è in stile barocco con tre navate: l’artistico altare maggiore è costruito in sette qualità di marmo di vari colori. Tra gli altari minori, quello dedicato alla Madonna di Lourdes e alla Madonna del Rosario copatrona di Monteu.

Nella navata destra, l’ultimo altare, intitolato al Suffragio, ha un’alzata lignea parzialmente dorata, con colonne tortili, timpano spezzato, angioletti scolpiti, e pala seicentesca raffigurante la Madonna venerata dai Ss. Antonio abate, Rocco, Antonio di Padova e Maurizio, con le anime purganti.

Sant’Antonio abate è raffigurato a sinistra in secondo piano, col volto rivolto verso la Madonna, le mani giunte. Il braccio destro regge un bastone a tau cui è appesa una campanella.

 

Rilevatore: Valter Bonello

Link:

https://www.comune.monteudapo.to.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/parrocchiale-di-san-giovanni-battista-xvii-secolo-6364-1-cfd8021e3e1ef959a89f085a6665840e

FIRENZE. Galleria degli Uffizi, “Allegoria sacra” di G. Bellini con s. Antonio abate

Di Giovanni Bellini (documentato dal 1459 al 1516) è questo olio su tavola di 79 x 119 cm che fu realizzato nel 1490- 1500.
Inventario numero 1890 n. 903

Opera fra le più enigmatiche e affascinanti del Rinascimento, nella quale nulla è casuale e ogni elemento della composizione contribuiva armonicamente a  spiegare un pensiero complesso che però rimane oggi per noi misterioso.
Il dipinto «mostra la Madonna in trono, a sinistra, e un gruppo di santi e putti sopra una grande terrazza affacciata su uno specchio d’acqua, davanti a un paesaggio roccioso. Fra i santi si riconoscono, dietro la balaustra, Giuseppe e, con la spada del martirio, Paolo, mentre i due santi seminudi a destra sono l’anacoreta Onofrio, dall’aspetto incolto e con la pelle bruciata dal sole, e il martire Sebastiano. Gesù, ricordato anche dalla raffigurazione della croce eretta nel paesaggio a destra, è forse il bambino seduto sul cuscino al centro della composizione, al quale gli angeli porgono i frutti dell’albero della vita e della conoscenza.

Anche il poetico paesaggio sullo sfondo è costellato di edifici, animali e santi, come sant’Antonio abate, ritratto a destra mentre scende le scale per andare incontro a un centauro che lo condurrà attraverso il deserto della Tebaide da Paolo eremita.»

L’incontro col centauro compare nelle agiografie del Santo, vedi https://www.santantonioabate.afom.it/biografie-di-s-antonio-abate/

 

 

Link:
https://www.uffizi.it/opere/allegoria-sacra

INCISA SCAPACCINO (At). Chiesa della Beata Vergine delle Grazie o Santa Maria del Carmine, con immagine di sant’Antonio abate.

La chiesa di santa Maria del Carmine (situata nel Borgo Madonna), fu iniziata nel 1716 e portata a termine nel 1735, sostituendo con l’andar del tempo l’antica pieve.
Di forme barocche, è stata eretta a chiesa parrocchiale da monsignor Ignazio Marucchi, vescovo di Acqui, con decreto del 7 settembre 1750.
L’attuale chiesa è indicata nei documenti anche come Chiesa della Beata Maria Vergine Assunta e più spesso come Beata Vergine delle Grazie.

All’interno registriamo dipinti del cosiddetto Maestro di Incisa Scapaccino (Andrea de Aste ?): Santi Corona, Pietro (Registro principale), Domenico, Antonio abate (cuspidi).

 

VIETRI SUL MARE (SA). Duomo, Cappella SS. Annunziata, statua di s. Antonio abate, seconda metà XVIII secolo

Collocata nella cappella dedicata alla SS. Annunziata fu curata, fino ad alcuni anni fa, dai confratelli della Congregazione attigua.

La piccola statua realizzata in legno e alta 80 cm, è opera di bottega campana della seconda metà del Settecento anche se l’abito è stato aggiunto in epoca recente. La statua, che poggia su una deteriorata base in legno dorato, avrebbe bisogno di un restauro, per i danni causati dai tarli.

Raffigura Sant’Antonio abate con tratti veristici: il volto è scavato, la fronte rugosa come le dita delle mani Capelli e barba sono lunghi, ricci e lumeggiati. Il Santo è vestito con un saio dell’ordine dei Francescani.

 

 

Link:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500060616

REGGIO CALABRIA (RC). Fondazione Piccolo Museo San Paolo, statua di s. Antonio abate, XV secolo

Scultura lignea di 60 x 18 x 18 cm.
Opera del XV secolo di bottega dell’Italia meridionale. Proviene da una chiesa basiliana calabrese. Di proprietà privata.

Sant’Antonio tiene con la mano destra un bastone, la sinistra è distesa aperta. Un piccolo maiale è a destra ai piedi del Santo.

 

 

Il Museo, fondato negli anni ’70 del Novecento, ospita oltre 180 icone di varie epoche provenienti dai paesi balcanici, dalla Grecia, dalla Russia e dalla Calabria e inoltre argenti e avori. Alcune icone molto rare sono testimonianza dei secoli di presenza ortodossa nel Sud Italia.

 

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1800107259

https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_San_Paolo