FASANO (BR). Chiesa di Sant’Antonio abate

Corso Vittorio Emanuele, 72
https://maps.app.goo.gl/bLeY4fxz41L6RYGX6

La Chiesa di S. Antonio abate faceva parte del Convento dei Frati Minori Osservanti costruito nel Seicento con pubblica sottoscrizione. Successivamente al convento, nel 1679, fu edificato il chiostro decorato da affreschi con episodi della vita di san Francesco, attualmente di proprietà comunale, restaurato nel 2015 e aperto al pubblico solo in occasione di manifestazioni culturali.
Fu edificata anche una nuova ala, adibita a scuola elementare e scuola per la preparazione agli studi superiori, e una foresteria. Nel 1753 fu ultimato l’ampliamento della chiesa che fu consacrata.
Alla fine dell’Ottocento la chiesa subì un crollo; il convento aveva cessato la propria attività, in seguito alle soppressioni degli ordini religiosi e gli edifici furono riutilizzati come scuola elementare, fino alla completamento della scuola Collodi nel 1927.
La chiesa divenne proprietà della Confraternita dell’Immacolata.
Il 25 marzo del 1924 la chiesa divenne parrocchiale.
Nel 2008 la chiesa è stata interessata da un ampio lavoro di restauro caratterizzato dal ridimensionamento interno, ricolorazione e risanamento dei muri perimetrali riportando allo splendore l’edificio e le opere d’arte in esso presenti.

Oggi il complesso si presenta con una cupola che poggia su un tamburo di forma circolare, al suo fianco sorge il campanile cuspidato “a cipolla”.

All’interno l’altare maggiore è dedicato all’Immacolata, mentre gli altari laterali di sinistra sono dedicati a Santa Lucia e a Maria Santissima del Rosario e quelli di destra a Sant’Antonio di Padova e una cappelletta dedicata alla Divina Passione.


Un affresco di 180 x 220, una lunetta del chiostro, secondo il Catalogo dei Beni Culturali, raffigura sant’Antonio abate, ma la fotografia è poco leggibile.
Chi avesse informazioni, o fotografie dopo il restauro, per favore le invii a: info@afom.it . Grazie.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Fasano)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600044505A-15

UDINE. Ex chiesa di Sant’Antonio abate, con statua del Santo

La Chiesa si trova nella Piazza Patriarcato di fianco al Palazzo Arcivescovile ed è stata fondata nel 1354.
https://maps.app.goo.gl/gZbeZJze1X7npXV57

Faceva parte di un ampio complesso comprendente un ospedale ed un cimitero. Della struttura originaria conserva resti della costruzione gotica nella parte esterna dell’abside.
Venne assunta al grado di chiesa patriarcale nel secolo XVI, quando i patriarchi dovettero abbandonare il castello al luogotenente veneto e recarsi ad abitare nell’ospizio degli spedalieri di Sant’Antonio di Vienna, che era unito a questa chiesa.
Venne ridotta nella forma attuale dal patriarca Barbaro e trasformata nel 1731 per volontà del patriarca Dionisio Dolfin. La facciata, fatta costruire dal patriarca Daniele Delfino, è di Giorgio Massari (1733): il prospetto è caratterizzato da quattro possenti colonne con capitello composito ed alto basamento sormontate da un timpano di gusto classicheggiante.

L’interno, a navata unica, conserva a destra i mausolei dei patriarchi Francesco ed Ermolao Barbaro, oltre a quelli di Daniele e Dionisio Dolfin, come pure numerosi frammenti di affreschi trecenteschi.

All’altar maggiore, la statua di S. Antonio abate, di Giovanni Maria Morlaiter (1737). 

Fruibilità:
Attualmente la chiesa, sconsacrata, viene utilizzata per mostre temporanee e quindi soltanto in quelle circostanze è visitabile.

Vedi anche: SANT’ANTONIO ABATE riapre dopo il restauro

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 15/11/2008 – 26/04/2025

MONTALDEO (AL). Chiesa di San Michele, affresco con s. Antonio abate, XV secolo

La data di fondazione dell’oratorio non è supportata da documentazione. Al XII secolo, secondo alcune fonti, potrebbe risalire la data di ampliamento di un preesistente edificio di culto del X secolo. Fu la prima parrocchiale.
Nel XV secolo furono realizzati gli affreschi sulla parete di sinistra; nei secoli successivi vi fu la sopraelevazione dei muri perimetrali della fabbrica con inserimento di nuove aperture e modifica di alcune esistenti
Nel 1960-70 furono restaurati gli affreschi.

Nella facciata a capanna sono visibili alcuni elementi architettonici attestanti i lavori di ampliamento realizzati sull’edificio originario. Un porta di ingresso con serramento in legno massiccio e due piccole finestre rettangolari sono le aperture inferiori. Superiormente, nella zona di ampliamento, è collocata una trifora riconducibile allo schema a serliana. Sempre sulla facciata è collocata, nella porzione di sinistra, una piccola campana.

All’interno, caratterizzato da una unica navata a pianta rettangolare, sono riconoscibili alcuni elementi architettonici realizzati nel corso degli ampliamenti. La pavimentazione è in laterizio, con un gradino di separazione della zona del presbiterio. La copertura, a vista dall’interno, è realizzata con coppi posati su tavelle su orditura in legno.
L’altare, di forme barocche, è posto contro la parete piana dell’abside ed è sormontato da un affresco trompe-l’oeil, raffigurante, fra due colonne, una pala con al centro l’Arcangelo Michele, che calpesta il demonio, e i santi Rita da Cascia, Antonio di Padova e Vincenzo Ferreri.

Sulla parete sinistra della navata si conservano i resti di due riquadri ad affresco: una Madonna con Bambino, san Lorenzo, una figurina su di un carro trascinato da due cavalli, un frammento di figura a cavallo (probabilmente s. Martino); il secondo riquadro raffigura Sant’Antonio abate e Madonna in trono con il Bambino in piedi. Le figure sono abrase e non facilmente leggibili; nel complesso tutta la composizione pare eseguita nello stesso periodo, che può risalire alla fine del XV secolo.

Sant’Antonio ha una lunga barba bianca, tiene con la mano sinistra una campanella e con la destra un lungo bastone alla cui sommità sembra essere una fiamma: iconografia inconsueta perché in genere l’attributo del fuoco è raffigurato o ai piedi o sul libro che tiene in mano.

 

Immagine tratta dalla guida edita dall’Accademia Urbense di Ovada www.accademiaurbense.it e reperibile su: https://www.archiviostorico.net/guide/pdf/Montaldeo.pdf

Info sulla chiesa oratorio:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/72112/Oratorio+di+San+Michele

AROLA (VCO). Edicola votiva con s. Antonio abate

Il territorio di Arola è ricchissimo di edicole votive e una di esse, sita in Via Sant’Antonio, presenta la Madonna del “Sacro Monte di Varallo” con, a sinistra, l’immagine di sant’Antonio abate, con saio e scapolare, accompagnato dal maiale. Ai suoi piedi il bastone cui è appesa la campanella.

Link:
https://www.arola-villaggio.it/histoire/histoire_religieuse/chapelle_votive/plan_des_chapelles_de_arola_it.html

Segnalazione di Valter Bonello

BELLUNO, frazione Visome. Chiesa della Beata Vergine di Caravaggio, dipinto con s. Antonio abate.

L’abitato di Visome faceva parte del territorio dell’antica Pieve di Castion e nella frazione sorgeva infatti, solo una piccola ed antica chiesa dove viene affissa nel 1820 una immagine della Beata Vergine di Caravaggio.
Il culto si radica rapidamente a Visome tanto che la festività mariana del 26 maggio viene dichiarata nel 1824 “festa cittadina” e pochi anni dopo, nel 1828, viene posata la prima pietra della costruzione di una nuova chiesa.
Nel 1830 l’involucro è già stato completato e la chiesa viene aperta al culto, le opere di finitura proseguono invece molto più lentamente ed il pavimento ed il cornicione interno vengono realizzati rispettivamente, solo alla metà ed alla fine dell’ottocento.
In seguito ad un terremoto nel 1938 vengono ricostruiti il timpano della facciata principale e la cella campanaria della torre laterale di sinistra mentre quella di destra viene solo restaurata.
Nel 1950 le due sacrestie, ai lati dell’abside, vengono trasformate, aprendo dei varchi di comunicazione nei muri laterali dell’altar maggiore, in due piccoli cori direttamente accessibili dalla navata.
Per mano dell’architetto Alberto Alpago Novello viene ridefinito tutto lo spazio del coro con la demolizione del’altare ottocentesco, sostituito da un edicola in stile neoclassico con tre statue in legno della crocifissione, e il trasferimento della statua della Beata Vergine di Caravaggio nella cappella laterale.
L’interno è articolato in una navata (ml. 7,52 x 13,66) scandita da un ordine ionico su paraste con trabeazione e soprastante volta a botte non strutturale sostenuta da una orditura in legno intonacata. Tra gli intercolunni delle pareti laterali si aprono, in posizione centrale, due cappelle. La controfacciata interna è invece occupata da una cantoria con struttura in legno intonacato sostenuta da colonne in pietra.
L’esterno della chiesa è caratterizzato dalle singolari torrette angolari e dall’ordine gigante ionico con timpano soprastante della facciata.

Nella cappella laterale di sinistra è collocata l’opera più importante, la Madonna con Bambino ed i santi Andrea, Pietro, Antonio abate e Daniele (?) di Antonio Cesa, datata 1500 e firmata, una pregevole tempera su tavola di 139 x 198 cm, che si ispira alle sacre conversazioni della pittura veneziana del tardo Quattrocento. Proviene dalla chiesa demolita di Sant’Andrea che sorgeva di fronte all’attuale parrocchiale di Visome. Opera di Antonio Cesa (notizie fine secolo XV – inizio XVI), figlio e allievo del pittore Matteo, noto per quest’unica opera firmata e datata; “Opus Antoni Decesa MCCCCC”.
Sant’Antonio è raffigurato a destra in alto, mentre legge un libro che tiene tra le mani.
La figura a destra, di incerta identificazione, tiene un cartiglio con le parole: “Quu venerit sancta sanctorum cessabit/ nunctio vestra”.

L’opera è stata restaurata nel 2004 a cura della Fondazione CR di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona.

 

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

Fonti:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/47570/Chiesa+della+Beata+Vergine+di+Caravaggio

https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/27729/Cesa

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500176083