ITRI (LT). Castello, affresco con s. Antonio abate.

Il Castello fu realizzato in più fasi, a partire dal 882 quando fu costruita la torre pentagonale – commissionata da Docibile I, ipato bizantino del ducato di Gaeta. Nel 950 Marino I, nipote di Docibile, rafforzò ulteriormente il luogo facendo erigere una seconda torre più alta ed imponente, di forma quadrata e denominata “maschio”.
La rocca fece parte del ducato di Gaeta fino al 1072 e poi passò intorno al 1140 ai Dell’Aquila, signori del contado di Fondi. Dal 1234 al 1503, per quasi tre secoli, appartenne alla famiglia Caetani.

Al secondo piano, dove forse era la cappella privata della famiglia Caetani, si possono ancora vedere i resti di quello che era un camino ed un affresco assai deperito e, almeno in fotografia poco leggibile, e del quale non è indicata la datazione, raffigurante, secondo il sito ufficiale*, “Sant’Antonio abate e Madonna con Bambino”.

Segnaliamo che si notano due dipinti sovrapposti (evidente la cornice e parte di un abito in basso a destra); il Santo a sinistra è irriconoscibile; a destra della Madonna vi è la figura di quello che sembra essere indicato come s. Antonio abate, ma che – a parere nostro, suffragato dalle oltre 2000 schede di questo sito (www.https://www.santantonioabate.afom.it/),  presenta alcune caratteristiche iconografiche anomale.

La figura di Itri del Santo benedicente che tiene un libro nella mano sinistra ed indossa paramenti vescovili, è difficile da identificare. Anche nei rari casi in cui s. Antonio abate è raffigurato non con il consueto saio monastico, ma con paramenti vescovili, solitamente presenta alcuni degli attributi che sono specifici dell’iconografia del Santo, vedi https://www.santantonioabate.afom.it/liconografia-della-figura-di-santantonio-abate/.
La presenza del bastone è poco leggibile, non sembra avere la lunga barba, né la campanella, né il maiale, né il fuoco, né il simbolo del tau.

Inoltre il culto di S. Antonio abate, che è attestato come protettore contro le malattie (“fuoco di s. Antonio”, peste ecc.) e soprattutto in ambito agricolo, sembrerebbe poco consono ai guerrieri e papi della famiglia Caetani.

* https://www.ilcastellodiitri.it/punti-di-interesse/ambienti-abitativi-secondo-piano/

AC

CAVRIGLIA (AR). Museo di arte sacra della Pieve di San Giovanni Battista, dipinto con s. Antonio abate, XVIII secolo

Il piccolo museo, in via G. di Vittorio, 7,  è allestito dentro a quella che era la cappella della compagnia dedicata al Nome di Gesù. La cappella sorge addossata alla navata sinistra della Pieve e vi si accede, oltre che dall’originario ingresso aperto sulla facciata, anche dalla navata laterale della chiesa.
Il Museo è stato costituito al fine di conservare e rendere fruibile al pubblico un patrimonio artistico che è testimonianza storica della vita e della fede di una comunità ecclesiale. Gli oggetti esposti provengono dal tesoro della pieve, e dalle chiese di Monastero e Montaio.

 

Nella Cappella-museo, sopra l’altare vi è una cornice a stucco settecentesca che racchiude, in alto, un dipinto della Circoncisione di Benedetto Veli e, in basso, ai lati di una nicchia ora vuota, due dipinti ovali settecenteschi.
Quello a destra è un dipinto a olio su tela di 47 x 34 cm, raffigurante il volto di s. Antonio abate.
Di modesta fattura quasi certamente locale, l’opera ha il suo pendant nell’altro ovale raffigurante santa Maddalena de’ Pazzi.
Sembra da identificare con l’ovale che era situato al centro del cornicione dell’altare di S. Francesco nella pieve (Inventario Berti, 1837, p. 7)

L’identificazione del Santo, con lunga barba, è consentita dalla presenza della lettera tau; la cocolla, qui rossa, non è invece usuale nella sua iconografia.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900223072

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900223065

SASSOFERRATO (AN). Abbazia di Santa Croce, affresco con s. Antonio abate

La prima chiesa romanica di Santa Croce, il cui monastero è menzionato nel 1105, fu completamente murata e inglobata all’interno di un complesso abbaziale del XVI secolo senza alcuna ragione di ordine statico, lasciando aperto un interrogativo sulle reali motivazioni che hanno indotto a realizzare tale opera. Secondo un’ipotesi – priva tuttora di riscontri archeologici – formulata nel 1853 dall’archeologo e professore Camillo Ramelli  Santa Croce sarebbe stata edificata sopra un tempio pagano costruito dagli abitanti della vicina antica città romana di Sentinum nel III sec. d.C. e dedicato al dio Mitra.

 

 

Sulla parete sinistra della chiesa si trova l’altare di Sant’Alberto con il catino absidale completamente affrescato; al centro in basso una Madonna con Bambino con, a destra, una Crocifissione e, a sinistra, le figure di Sant’Antonio abate e Sant’Apollonia. Nei quattro quadri superiori sono dipinte scene della vita di Sant’Apollonia.

 

 

Sant’Antonio abate, di cui è scomparsa la parte inferiore destra e parte del volto, veste un saio e tiene nella mano sinistra un libro.

 

 

Link:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/abbazia-di-santa-croce-sassoferrato-an/nggallery/page/2

SASSOFERRATO (AN). Chiesa di S. Maria del Piano, statua e dipinto di s. Antonio abate

 

La chiesa, detta anche di Santa Maria del Ponte del Piano perché si trova nelle vicinanze del ponte che sovrasta il fiume Marena), fu edificata nel XIV secolo dai frati Agostiniani nelle dimensioni di una vasta cappella, subì continue modifiche negli anni successivi, fino ai primi del Seicento. Di questa originaria cappella rimane solo la parte absidale, che, infatti, differisce nello stile dal resto della costruzione. Nel 1492 fu costruita la sacrestia e circa un secolo dopo il campanile. La maestosa facciata, di stile barocco, fu fatta edificare nel 1618 da Vittorio Merolli. Annesso alla chiesa il convento, abitato dagli Agostiniani fino alla soppressione del 1810. Nel 1822 l’occuparono i Silvestrini.

 

 

 

Conserva all’interno della prima cappella a sinistra una statua di sant’Antonio abate in legno dipinto, del XVII secolo, alta 169 cm, di autore ignoto di ambito marchigiano.
S. Antonio, con lunga barba e tau sul mantello, ha la mando destra nel gesto di benedizione e la sinistra poggia su un bastone a tau.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100147298


 

All’interno della chiesa vi è anche una tela dipinta a olio che misura 256 x 168 cm che raffigura: “Madonna addolorata con Sant’Antonio abate, Sant’Eligio, San Francesco di Paola”; opera di ignoto di ambito marchigiano della seconda metà del Settecento.
S. Antonio abate è a sinistra in secondo piano, guarda lo spettatore e indica la Vergine, con la mano sinistra tiene un bastone cui è appesa una campanella.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100147378

CALOGNA VENETA (VR). Santuario della Madonna di San Felice, affresco con s. Antonio abate

Costruita intorno al XII secolo, la chiesa nel 1445 fu concessa dal vescovo di Vicenza ai Padri Serviti che eressero un convento e restaurarono più volte l’edificio. Molti nobili colognesi vennero qui sepolti; nel 1769 il convento venne demolito a seguito della Bolla di Papa Clemente XIII.

Nel 1842 l’arciprete di Cologna acquistò la chiesa, detta Santuario della Madonna del mandamento o di San Felice, meta di numerosi pellegrinaggi. Oggi la Chiesa dipende direttamente dalla Parrocchia di Cologna Veneta.
Nei pressi sorge l’Eremo di San Felice dei Frati minori Conventuali (Cappuccini).

All’interno, nella parte alta una serie di medaglioni riportano busti di santi: a sinistra l’immagine di sant’Antonio abate con lunga barba bianca biforcata; a destra una campanella.

Segnalazione:
Albertino Martignon