SASSOFERRATO (AN). Abbazia di Santa Croce, affresco con s. Antonio abate

La prima chiesa romanica di Santa Croce, il cui monastero è menzionato nel 1105, fu completamente murata e inglobata all’interno di un complesso abbaziale del XVI secolo senza alcuna ragione di ordine statico, lasciando aperto un interrogativo sulle reali motivazioni che hanno indotto a realizzare tale opera. Secondo un’ipotesi – priva tuttora di riscontri archeologici – formulata nel 1853 dall’archeologo e professore Camillo Ramelli  Santa Croce sarebbe stata edificata sopra un tempio pagano costruito dagli abitanti della vicina antica città romana di Sentinum nel III sec. d.C. e dedicato al dio Mitra.

 

 

Sulla parete sinistra della chiesa si trova l’altare di Sant’Alberto con il catino absidale completamente affrescato; al centro in basso una Madonna con Bambino con, a destra, una Crocifissione e, a sinistra, le figure di Sant’Antonio abate e Sant’Apollonia. Nei quattro quadri superiori sono dipinte scene della vita di Sant’Apollonia.

 

 

Sant’Antonio abate, di cui è scomparsa la parte inferiore destra e parte del volto, veste un saio e tiene nella mano sinistra un libro.

 

 

Link:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/abbazia-di-santa-croce-sassoferrato-an/nggallery/page/2

SASSOFERRATO (AN). Chiesa di S. Maria del Piano, statua e dipinto di s. Antonio abate

 

La chiesa, detta anche di Santa Maria del Ponte del Piano perché si trova nelle vicinanze del ponte che sovrasta il fiume Marena), fu edificata nel XIV secolo dai frati Agostiniani nelle dimensioni di una vasta cappella, subì continue modifiche negli anni successivi, fino ai primi del Seicento. Di questa originaria cappella rimane solo la parte absidale, che, infatti, differisce nello stile dal resto della costruzione. Nel 1492 fu costruita la sacrestia e circa un secolo dopo il campanile. La maestosa facciata, di stile barocco, fu fatta edificare nel 1618 da Vittorio Merolli. Annesso alla chiesa il convento, abitato dagli Agostiniani fino alla soppressione del 1810. Nel 1822 l’occuparono i Silvestrini.

 

 

 

Conserva all’interno della prima cappella a sinistra una statua di sant’Antonio abate in legno dipinto, del XVII secolo, alta 169 cm, di autore ignoto di ambito marchigiano.
S. Antonio, con lunga barba e tau sul mantello, ha la mando destra nel gesto di benedizione e la sinistra poggia su un bastone a tau.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100147298


 

All’interno della chiesa vi è anche una tela dipinta a olio che misura 256 x 168 cm che raffigura: “Madonna addolorata con Sant’Antonio abate, Sant’Eligio, San Francesco di Paola”; opera di ignoto di ambito marchigiano della seconda metà del Settecento.
S. Antonio abate è a sinistra in secondo piano, guarda lo spettatore e indica la Vergine, con la mano sinistra tiene un bastone cui è appesa una campanella.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100147378

CALOGNA VENETA (VR). Santuario della Madonna di San Felice, affresco con s. Antonio abate

Costruita intorno al XII secolo, la chiesa nel 1445 fu concessa dal vescovo di Vicenza ai Padri Serviti che eressero un convento e restaurarono più volte l’edificio. Molti nobili colognesi vennero qui sepolti; nel 1769 il convento venne demolito a seguito della Bolla di Papa Clemente XIII.

Nel 1842 l’arciprete di Cologna acquistò la chiesa, detta Santuario della Madonna del mandamento o di San Felice, meta di numerosi pellegrinaggi. Oggi la Chiesa dipende direttamente dalla Parrocchia di Cologna Veneta.
Nei pressi sorge l’Eremo di San Felice dei Frati minori Conventuali (Cappuccini).

All’interno, nella parte alta una serie di medaglioni riportano busti di santi: a sinistra l’immagine di sant’Antonio abate con lunga barba bianca biforcata; a destra una campanella.

Segnalazione:
Albertino Martignon

MONTEU DA PO (TO). Chiesa parrocchiale di San Giovanni battista, dipinto con s. Antonio abate

In posizione elevata, domina il paese; è probabile che sorgesse già nel secolo XV quando avvenne l’unione delle due parrocchie d’Industria e Monteacuto. Fu incendiata nel 1625 dagli Spagnoli e ricostruita tra il 1631 e il 1636 con il materiale dell’antica casaforte, i cui ruderi sono ancora visibili, e che sorgeva a destra dell’attuale casa parrocchiale.
Sul fianco destro sono murati reperti archeologici provenienti dagli scavi di Industria, tra cui un supporto di erma in marmo grigio databile entro la prima metà del sec. II d.C. e la parte anteriore resecata di una base scorniciata di marmo rosa di Verona, di piena età augustea.

La chiesa è in stile barocco con tre navate: l’artistico altare maggiore è costruito in sette qualità di marmo di vari colori. Tra gli altari minori, quello dedicato alla Madonna di Lourdes e alla Madonna del Rosario copatrona di Monteu.

Nella navata destra, l’ultimo altare, intitolato al Suffragio, ha un’alzata lignea parzialmente dorata, con colonne tortili, timpano spezzato, angioletti scolpiti, e pala seicentesca raffigurante la Madonna venerata dai Ss. Antonio abate, Rocco, Antonio di Padova e Maurizio, con le anime purganti.

Sant’Antonio abate è raffigurato a sinistra in secondo piano, col volto rivolto verso la Madonna, le mani giunte. Il braccio destro regge un bastone a tau cui è appesa una campanella.

 

Rilevatore: Valter Bonello

Link:

https://www.comune.monteudapo.to.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/parrocchiale-di-san-giovanni-battista-xvii-secolo-6364-1-cfd8021e3e1ef959a89f085a6665840e

FIRENZE. Galleria degli Uffizi, “Allegoria sacra” di G. Bellini con s. Antonio abate

Di Giovanni Bellini (documentato dal 1459 al 1516) è questo olio su tavola di 79 x 119 cm che fu realizzato nel 1490- 1500.
Inventario numero 1890 n. 903

Opera fra le più enigmatiche e affascinanti del Rinascimento, nella quale nulla è casuale e ogni elemento della composizione contribuiva armonicamente a  spiegare un pensiero complesso che però rimane oggi per noi misterioso.
Il dipinto «mostra la Madonna in trono, a sinistra, e un gruppo di santi e putti sopra una grande terrazza affacciata su uno specchio d’acqua, davanti a un paesaggio roccioso. Fra i santi si riconoscono, dietro la balaustra, Giuseppe e, con la spada del martirio, Paolo, mentre i due santi seminudi a destra sono l’anacoreta Onofrio, dall’aspetto incolto e con la pelle bruciata dal sole, e il martire Sebastiano. Gesù, ricordato anche dalla raffigurazione della croce eretta nel paesaggio a destra, è forse il bambino seduto sul cuscino al centro della composizione, al quale gli angeli porgono i frutti dell’albero della vita e della conoscenza.

Anche il poetico paesaggio sullo sfondo è costellato di edifici, animali e santi, come sant’Antonio abate, ritratto a destra mentre scende le scale per andare incontro a un centauro che lo condurrà attraverso il deserto della Tebaide da Paolo eremita.»

L’incontro col centauro compare nelle agiografie del Santo, vedi https://www.santantonioabate.afom.it/biografie-di-s-antonio-abate/

 

 

Link:
https://www.uffizi.it/opere/allegoria-sacra