REVINE LAGO (TV). Chiesa di San Matteo, dipinto con s. Antonio abate di E. Dall’Oglio, 1725-35

La chiesa attuale è il risultato di un ampliamento del 1945-51, che però non ha distrutto le principali strutture di quella vecchia, costruita alla fine del secolo XVI, consacrata la prima volta dal Vescovo Sebastiano Pisani il 19 maggio 1644 e riconsacrata dal Vescovo Lorenzo Da Ponte il 21 settembre 1745.

All’interno sono conservati molti pregevoli dipinti di pittori locali, tra questi la pala del cisonese Egidio Dall’Oglio (1705 – 1784), con Madonna col Bambino in gloria tra i Santi Matteo e Mattia e l’olio su tela di 164 x 98 cm, raffiguranteSan Giuseppe col Bambino; Sant’Antonio abate e San Floriano”.
L’opera non è citata né dal Federici e dal Crico né nel catalogo del Donzelli. Essa appartiene probabilmente al primo periodo dell’attività del pittore, seguace del Piazzetta e poi influenzato da Mathias Gremsel.

 

Sant’Antonio abate è raffigurato a sinistra, scalzo, con saio e barba bianca; tiene nella mano sinistra il fuoco e nella destra un corto bastone a tau cui è appesa una campanella

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500036932

VENEZIA. Chiesa di San Giuliano/San Zulian, dipinto con s. Antonio abate di Palma il Giovane, 1593-1604

La Cappella a destra dell’altare maggiore, conserva un olio su tela di 220 x 90 cm, dipinto da Jacopo Negretti detto Palma Il Giovane (1544 – 1628).
Per la datazione: “La visita pastorale del Patriarca Priuli avvenuta il 21 febbraio 1593, ci permette di definire un termine post quem per la datazione poiché l’intera cappella non era costruita in modo idoneo. Il termine ante quem invece ci è fornito dalla guida dello Stringa (1604) che per primo lo descrive. L’Arslan (1932) ed il Ciampi (1960), riferendosi appunto a tale testo giudicano il dipinto anteriore al 1604, e anche la Mason Rinaldi (1984) ritiene che sia databile prima del 1603, avvicinandolo stilisticamente ai “Dottori della chiesa” sul soffitto dell’Ateneo Veneto (eseguiti dal Palma nel 1600)”.

Sulla diagonale creata dalla scalinata di una costruzione architettonica siedono, alla sommità san Giovanni Evangelista raffigurato con l’aquila alle spalle mentre sta scrivendo; in basso a sinistra san Giuseppe regge il tradizionale bastone fiorito e a destra sant’Antonio abate tiene con le due mani bastone cui è appesa una campanella.

 

La chiesa, di antica origine, fu ricostruita nel XVI secolo. Conserva numerose importanti opere d’arte.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500137314

https://books.openedition.org/efr/37707

 

Info sulla chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Zulian

VENEZIA. Chiesa di San Paolo apostolo, detta San Polo, due dipinti con s. Antonio abate di Palma il giovane e statua, fine XVI-inizi XVII secolo

La chiesa, di antica origine (IX secolo), fu rimaneggiata nel Tre-Quattrocento, poi ancora nel Cinquecento e nell’Ottocento. Restaurata nel 1930.
Conserva molte pregevolissime opere d’arte.

 

 

Nel presbiterio, sull’altare sono due sculture in bronzo di Alessandro Vittoria (1525 – 1608) raffiguranti San Paolo e Sant’Antonio abate.
La statua del Santo, alta 150 cm, tiene il fuoco con la mano destra e con la sinistra un bastone cui è appesa una campanella.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500220308


Sulla parete di fondo e sui lati del presbiterio sono poste le tele di Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (Venezia 1548 circa – 1628): la pala della Conversione di San Paolo (1595-1600), sulla parete a sinistra San Pietro invia San Marco a predicare il Vangelo ad Aquileia (1625) e La consegna delle chiavi a San Pietro (1625); sulla parete a destra, La liberazione di Sant’Antonio abate (1600 circa) e La tentazione di Sant’Antonio abate (1600 circa).

 

1) Dipinto di Pama il Giovane del 1600 circa: “La liberazione”, o “Sant’Antonio in gloria e gli angeli che scacciano i demoni”, olio su tela di 345 x 250 cm che raffigura il Santo in alto, sorretto da alcuni angeli, mentre altri stanno cacciando i demoni posti nella parte inferiore del dipinto.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500220300


2) Dipinto di Palma il Giovane del 1590-1610 circa: “La tentazione di sant’Antonio abate” , olio su tela di 345 x 250 cm che raffigura in basso sant’Antonio, seminudo, mentre viene battuto e torturato da alcuni diavoli. In alto, Gesù accorre in aiuto del Santo.

 

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500220301

 

 

 

 

 

 

 

Info sulla Chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Polo_(Venezia)

VENEZIA. Chiesa di S. Maria Formosa, polittico con s. Antonio abate di Palma il Vecchio

La Chiesa della Purificazione di Maria, detta anche di Santa Maria Formosa, secondo la tradizione, fu eretta nel VII secolo da San Magno, vescovo di Oderzo, al quale sarebbe apparsa Maria nell’aspetto di una bellissima (formosa) matrona.
Ricostruita nelle forme attuali da Mauro Coducci (1492), prospetta sul campo con una bassa facciata ornata da lesene e statue del principio del XVII sec.

 

Cappella della Scuola dei Bombardieri, nel transetto.
Un grande altare barocco, a sostituzione dell’originario, contiene il grande polittico a olio su tavole di Jacopo Negretti detto Palma il Vecchio (1480 circa – 1528), forse l’opera sua più famosa (inizio XVI secolo, 1510-15 circa). Al centro la figura di Santa Barbara con in evidenza due cannoni, le bombarde, riferimento alla scuola che commissionò l’opera; a destra in basso, Sant’Antonio abate e, in alto, San Vincenzo Ferreri; a sinistra in basso, San Sebastiano e, in alto, San Giovanni Battista; nella cimasa è raffigurata una Pietà.
Originariamente (cfr. Lorenzetti) era sistemato entro una cornice lignea scolpita e dorata, datata intorno al 1509. Per la datazione qui riportata, cfr. Spadari M., La chiesa di Santa Maria Formosa, tesi di laurea, Univ. di Venezia, 1986-87, prof. P. Rossi

 

 

La tavola di 138 x 45 cm, raffigura sant’Antonio abate, con barba scura, saio e mantello, ha la mano destra appoggiata su un bastone a tau e la sinistra tiene il fuoco. Un maialino nero è ai suoi piedi a destra.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500245823A-1

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500245823A-3

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_Formosa#:~:text=La%20chiesa%20della%20Purificazione%20di,Si%20affaccia%20sul%20campo%20omonimo.

VENEZIA. Case d’abitazione: due bassorilievi con s. Antonio abate e con il maialino

Un bassorilievo si trova sulla parete esterna di una casa in Campiello del Librer, Sestiere di San Polo.
L ‘iconografia è inconsueta: a sinistra la Madonna consegna il tau a una devota inginocchiata; a destra s. Antonio abate si appoggia al bastone mentre viene minacciato da un diavolo.

 

 

Immagini e notizie:
https://www.conoscerevenezia.it/?p=107876#


Un bassorilievo sulla parete esterna di una casa in Rio Terà Garibaldi, raffigura un maialino con la campanella al collo, tipico attributo di sant’Antonio abate.

 

 

Immagine e notizie da:
https://www.conoscerevenezia.it/?p=107918