CERTALDO (FI). Museo d’Arte Sacra: polittico di Puccio di Simone con s. Antonio abate, 1357; olio con Madonna, s. Antonio abate e s. Francesco, XVII secolo

Per notizie sul Museo, collocato nelll’antico Convento degli Agostiniani, vedi scheda https://www.santantonioabate.afom.it/certaldo-fi-museo-darte-sacra-madonna-in-trono-col-bambino-san-francesco-dassisi-e-santantonio-abate.

 

 

Il Museo, oltre all’opera sopra citata, conserva nella Prima Sala  un’altra immagine di sant’Antonio abate in una tavola a tempera su fondo oro di Puccio di Simone (attivo 1346 – 1358), un pentittico di Madonna e Santi. Datato al 1357 circa.
Il polittico proviene dalla chiesa di San Pietro a Petrognano, frazione del comune di Barberino Val d’Elsa. Prima di passare alla collezione permanente del Museo, l’opera era già stata ricoverata nella pieve di San Giovanni Battista in Jerusalem a San Donnino.

Sant’Antonio abate è raffigurato all’estrema sinistra, con barba bianca, saio e mantello: tiene la mano sinistra aperta e con la destra regge un bastone con terminazione a “Y”. Ai suoi piedi, a sinistra, spunta un piccolo maiale scuro.


Nella VI Sala, un olio su tela opera di ignoto Pittore fiorentino (forse della bottega di Matteo Rosselli), Madonna col Bambino tra i santi Antonio abate e Francesco, prima metà del XVII secolo, proveniente dalla chiesa di San Martino a Maiano, Compagnia di Sant’Antonio

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900189027
scheda priva di fotografia dell’opera.

https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_di_arte_sacra_(Certaldo)

Segnalazione di Valter Bonello

LONGARE (VI), frazione Costozza. Oratorio di Sant’Antonio abate

Via delle Grotte – Costozza, Longare (VI) . Edifici di proprietà privata. https://maps.app.goo.gl/ZnBQa99zexuVsyFfA

 

Costruito dai Frati minori di S. Lorenzo di Vicenza. Accanto c’è un piccolo convento che fu dismesso in epoca veneziana, presenta porte e finestre sagomate, in parte originali, ed è collegato al paese da una scalinata incavata nella roccia; oggi è abitazione privata.
.L’Oratorio è storicamente celebre perché il 13 giugno 1292, sul suo sagrato, fu approvato l’antico Statuto Comunale.

L’edificio è in stile romanico, la cui costruzione risale al XIII secolo, è stato ben conservato all’esterno che presenta il campanile a vela e testimonia, nell’asimmetria della facciata, le varie fasi costruttive.

All’interno si vedono i segni dei numerosi restauri, a cui è stato sottoposto nel corso del tempo. Ha un unico altare in pietra la cui pala, attribuita a Giovanni Speranza (Vicenza, 1470 circa – dopo il 1540), ha subito un pesante restauro e raffigura al centro la Vergine con Santi tra i quali è riconoscibile e a destra sant’Antonio abate.

 

 

Interessante l’affresco della sacrestia che risale probabilmente al 1400 e una vetrata proveniente da S. Giovanni in Monte a Bologna datata 1467.

 

 

 

Probabilmente appartiene al XVI secolo un altro affresco raffigurante S. Valentino venerato da una devota, cfr. immagine a destra.


Ogni anno, il lunedì successivo alla festa di Sant’Antonio abate (17 gennaio) si celebra la messa “degli scalpellini”, a ricordo dell’usanza di questi ultimi di raccomandarsi al Santo prima di iniziare il lavoro.

 

Immagini in parte da:
https://www.facebook.com/photo?fbid=27540763708861357&set=pcb.1276928561096978

Link:
https://colliberici.it/it/longare

Segnalazione di Valter Bonello

CASCIA (PG). Chiesa di San Francesco con immagine di s. Antonio abate, 1442

La prima chiesa in Cascia dedicata al Santo d’Assisi fu fondata nel 1247, ventuno anni dopo la sua morte.
Nel 1291, Papa Nicolò IV concesse indulgenze alla primitiva Chiesa romanica di S. Francesco, della quale restano solo laceri di mura, un’elegante bifora e il portale.
La chiesa attuale fu costruita da Antonio Elemosina di Cascia, francescano, vescovo di Nebia in Corsica. I lavori, iniziati nel 1339, terminarono nei 1424.
Il violento terremoto del 1703 distrusse il timpano. Nel 1738, Papa Clemente XII provvide a restaurare il tempio e restituirlo al culto.

Sulla facciata, opera di maestri comacini, spicca il bel rosone, scandito da 18 archetti trilobati e 18 colonnine che s’irraggiano dal quadrilobo centrale, in cui appare Maria in gloria col Bambino.
All’interno conserva pregevoli dipinti del Quattrocento e Cinquecento.

 

A destra dell’entrata, tre affreschi del 1442 raffiguranti (da sinistra): S. Antonio da Padova; al centro S. Antonio abate; a destra S. Caterina d’Alessandria con la ruota dentata. Sul pavimento, la lapide tombale del vescovo Elemosina.
Sant’Antonio abate mostra un ‘espressione severa, ha barba biforcata, saio e mantello con la tau. Tiene con la mano destra un libro rosso e con la sinistra un nodoso bastone. Ai suoi piedi, a destra, un piccolissimo maiale.

 

Info e immagini:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-san-francesco-cascia/

Segnalazione di Valter Bonello

PRIVERNO (LT). Chiesa di S. Benedetto con immagine di s. Antonio abate

La chiesa di San Benedetto risale al IX-X secolo, il modellino presentato da S. Bernardo alla Vergine nell’affresco dell’abside dà un’idea abbastanza precisa della forma originale dell’edificio.
Del XIII secolo rimangono alcuni pregevoli affreschi.

L’abside fu ridipinta nel XVI secolo da Pomponio Palombo (Castro Santo Stefano, 1549 – Priverno, 1592).

Nel cilindro absidale, a sinistra della Vergine, compare la figura di sant’Antonio abate con lunga barba bianca, saio e bastone.

 

Link:
https://www.privernocittadarte.it/benedetto.html

BAGNOLO PIEMONTE (CN). Collocazione ignota, dipinto con s. Antonio abate

Il Catalogo dei Beni Culturali indica a Bagnolo, ma senza specificare la chiesa, la presenza di un  dipinto a olio su tela di 194 x 155 cm, raffigurante “Madonna con il Bambino, (a sinistra) santa Lucia, più in basso ai lati sono santa Barbara, sant’Antonio abate e un angelo“.

«Il dipinto seicentesco, di modesta fattura, ornava presumibilmente l’antico altare della cappella di Sant’Antonio abate. L’altare fu demolito e ricostruito durante i lavori di ristrutturazione della chiesa (?) negli anni 1921-24 e nuovamente demolito nel corso dei restauri del 1987-89 progettati dall’architetto Aimaro Isola.»

Sant’Antonio, a destra, stante, indossa saio e mantello; tiene la mano sinistra aperta e la destra sul cuore: il braccio destro regge un bastone a tau cui è appesa una campanella. Un maiale scuro e ai suoi piedi a destra.

 

Link:
https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100108015