BAGNOLO PIEMONTE (CN), frazione Villaretto. Chiesa di San Giovanni evangelista con dipinto di s. Antonio abate di G. Borgna, XIX secolo

Chiesa di antica origine, più volte ristrutturata. Conserva all’interno numerosi dipinti del pittore Giovanni “Netu” Borgna (Martiniana Po, 1854 – 1902) che ha affrescato praticamente tutta la volta con la Gloria di S. Giovanni Evangelista, le pareti laterali con momenti della vita di Gesù, tra i quali l’Ultima Cena.
Borgna fu coadiuvato dal quadraturista e ornatista Pietro Marchino negli anni 1885-1886. Il registro con le “Spese per la nuova chiesa” (edificata a partire dal 1874) riporta i pagamenti ai due pittori per gli anni 1885 (da maggio a dicembre) e 1886 (da febbraio a giugno).-1902).

La chiesa conserva anche, sempre del Borgna, un dipinto a olio su tela di 250 x 148 cm raffigurante sant’Antonio abate.
Il Santo indossa il saio, è inginocchiato in una grotta davanti a un altare roccioso. Lo sguardo è rivolto al cielo, dove sono due angioletti. In basso il bastone da pellegrino con la campanella. Cornice modanata in legno dorato

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100108058

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/58710/Bagnolo+Piemonte+%28CN%29+%7C+Chiesa+di+San+Giovanni+Evangelista

VALPERGA CANAVESE (TO). Chiesa di San Giorgio con immagine di S. Antonio abate

Per la storia e l’arte dell’importante chiesa romanica, si rimanda a:
https://archeocarta.org/valperga-canavese-to-chiesa-san-giorgio/

 

Tra i moltissimi Santi ritratti, vi è anche la figura di sant’Antonio abate nella navata destra, terza cappella. Opera quattrocentesca.

Il Santo  indossa mantello con cappuccio; tiene con la mano sinistra un libro rosso e con la destra una campanella rivolta verso l’alto

 

Immagine da:
https://www.chieseromaniche.it/Schede/370-Valperga-San-Giorgio.htm

Segnalazione di Valter Bonello

MILANO. Pinacoteca Ambrosiana, “S. Antonio abate” di Giovanni di F. di G. del Cervelleria, metà XV secolo

Tempera su tavola di 40 x 117 cm. Scomparto di polittico raffigurante Sant’Antonio abate.

Opera di Giovanni di Francesco di Giovanni del Cervelleria (notizie 1439 post-1459), databile al 1455-59 circa.

Sant’Antonio, stante, con la mano sinistra regge il bordo del mantello e tiene con la destra un bastone a tau.

 

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/L0050-00001/

https://www.ambrosiana.it/ambrosiana-info/pinacoteca/

GALATINA (LE). Basilica di Santa Caterina, affresco di s. Antonio abate, 1435

Secondo la tradizione, tra il 1369 e il 1391 fu costruita su una preesistente chiesa bizantina del IX-X secolo a due navate, per volontà di Raimondello Orsini del Balzo che aveva portato a Galatina una reliquia di santa Caterina d’Alessandria. Dopo la sua morte, la moglie Maria d’Enghien affidò a maestranze provenienti da diverse scuole italiane la realizzazione del vasto ciclo di affreschi che ancora oggi ricopre pareti, archi e volte della chiesa con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, episodi della vita e passione di Cristo, dell’Apocalisse e figure di Santi. Le opere furono realizzate tra la prima metà del Trecento fino agli anni Quaranta del Quattrocento.

Tra questi, l’unico affresco recante la firma “Franciscus De Arecio” è ubicato nell’ambulacro destro e riporta un’immagine di sant’Antonio abate con donatore, forse Raimondello Orsini. Col nome dell’artista viene riportata la data ‘MCDXXXV’ (1435).
Sant’Antonio, stante, con barba bianca biforcata, indossa saio, scapolare e mantello. Tiene con la mano sinistra un libro chiuso e una campanella; la destra è appoggiata a un corto bastone a tau. In basso a sinistra, sotto la piccola figura del committente inginocchiato, spunta il muso di un maiale scuro.

 

 

LA BASILICA è in stile romanico-gotico; la facciata presenta tre cuspidi e un grande rosone finemente decorato. Il portale maggiore ha il protiro sorretto da due colonne poggianti su leoni stilofori, mentre sull’architrave reca un bassorilievo raffigurante Cristo tra i dodici apostoli.
L’interno è articolato in tre navate principali affiancate da due navatelle laterali. In fondo al coro si erge la tribuna ottagonale realizzata dal principe di Taranto Giovanni Antonio Del Balzo Orsini entro il 1459. Nella terza campata Scene della vita di Cristo con Ultima Cena

Accanto alla basilica si sviluppa il convento dei frati minori francescani, ricostruito tra XVI e XVII secolo. Il chiostro quadrangolare è decorato da un ciclo di affreschi del 1696 realizzato da fra’ Giuseppe da Gravina, dedicato alla storia dell’ordine.

Il Tesoro della Basilica è visitabile solo in occasioni particolari, conserva preziosi reliquiari e oggetti liturgici. Tra i pezzi più importanti spiccano il reliquiario del dito di Santa Caterina, quello della mammella di Sant’Agata e un raro mosaico portatile bizantino del XII secolo, composto da minuscole tessere di circa un millimetro.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Caterina_d%27Alessandria

Immagine da:
https://www.galatina.it/franciscus-de-arecio-tra-galatina-e-soleto

CODEVIGO (Pd). La Chiesa parrocchiale di san Zaccaria, con immagine di sant’Antonio abate.

La prima citazione di una chiesa a Codevigo risale al 1173 e si sa che era filiale della pieve di Piove di Sacco.
Dalla relazione della visita pastorale del 1489 del vescovo Pietro Barozzi si apprende che la chiesa era a tre navate ed aveva cinque altari; qualche anno più tardi nel 1506 lo stesso vescovo da inizio alla ricostruzione della chiesa e, alla fine del secolo, vennero completati i due porticati laterali.
I lavori della nuova struttura furono lavori che diedero l’aspetto ancora attuale.

Le opere più significative contenute all’interno della parrocchiale di Codevigo sono una pala, posta sull’altare di Sant’Antonio, raffigurante lo Spirito Santo assieme ad i Santi Antonio abate, Antonio di Padova, Carlo Borromeo e Lorenzo e dipinta da Pietro Damini nel XVII secolo, una scultura lignea, databile tra il 1650 e il 1674, il cui soggetto è la Vergine ed un’altra pala d’altare, collocata nella prima cappella della parete sinistra, con la Crocifissione, opera del 1864 di Cecilio Rizzardini.

 

Info:
Telefono: 049-7483175 – Email: upcodevigo@gmail.com
Indirizzo: Via Vittorio Emanuele III 14, 35020 CODEVIGO PD

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com