GRAN BRETAGNA – LONDRA. Johnny van Haeften Gallery, “S. Antonio abate” di M. Coxcie, XVI secolo

Olio su tavola di 38 x 28,5 cm. Raffigura sant’Antonio abate
Opera d del pittore fiammingo Michiel Coxie or Coxcie (1499-1592).
Firmato in basso a destra: “Michael coxi[…..] fecit”.

Venduto da Christie’s (New York City) 12 gennaio 1994 nr. 161 e poi attualmente esposto nella galleria d’arte Johnny van Haeften Gallery, Londra.

 

Raffigura sant’Antonio inginocchiato a sinistra di fronte a un Crocifisso, Identificato dalla tau sul mantello. Sul tavolo davanti a lui un libro aperto e un teschio.

 

 

Link:
https://rkd.nl/explore/images/43840

https://www.mediastorehouse.com/fine-art-finder/artists/michiel-i-coxie-coxcie/st-anthony-abbot-panel-12818015.html

RUSSIA – MOSCA. Museo statale di Belle Arti A.S. Pushkin, dipinto di s. Antonio abate di J. de Ribera, 1647

Olio su tela di 76 x 64 cm.
Opera del 1647 di Jusepe de Ribera detto Spagnoletto (Xàtiva – Spagna, 1591 – Napoli, 1652) o della sua scuola.

Esposto sala Zh – 111
Al museo nel 1924 dalla ex proprietaria Alexandra Mikhailovna Apraksina

 

Sant’Antonio abate è raffigurato a mezzo busto con una grande tau sul mantello, a destra.
Tiene con la mano destra un bastone a tau.

 

 

Link:
https://collection.pushkinmuseum.art/entity/OBJECT/77581?page=26&fund=13&index=1286

GERMANIA – ULM. Duomo luterano, vetrata con s. Antonio abate, 1480

Il duomo, costruito a partire dal 1377, oggi è la più grande chiesa protestante della Germania. La torre alta 161,53 m, fu completata nel 1890 ed è il campanile più alto del mondo.

La chiesa ha moltissime vetrate, per lo più semplici e realizzate nel XIX secolo, ma conserva anche un prezioso ciclo realizzato fra il XIV e il XV secolo che adorna i finestroni del poligono decagonale del coro. Misurano 15 metri d’altezza e da sinistra a destra sono: 1 (n III) Vetrata dei “due Giovanni” del 1385;  (n II) Kramerfenster, donata dalla gilda dei mercanti del 1480;
3 (I) Ratsfenster, la Vetrata del “Consiglio”venne donata dal Comune di Ulma e si trova nell’asse centrale del coro. Dedicata a Cristo mostra, dal basso verso l’alto, l’Aquila imperiale con gli stemmi di Ulma fra i Santi Antonio abate e Vincenzo a sinistra, e San Martino e il mendicante a destra. Sopra è la Tentazione di Gesù, Guarigione della figlia della Cananea, Guarigione dello storpio. Sopra i baldacchini è l‘Entrata di Gesù a Gerusalemme, la Lapidazione e la Moltiplicazione dei pani e dei pesci. Tutta la parte superiore della vetrata è occupata dalla Risurrezione e Ascensione di Gesù. Anche questa vetrata, opera del 1480 della bottega di Peter Hemmel von Andlau da Strasburgo, probabilmente sostituisce una più antica di Jacob Acker;
4 (s II) Vetrata di “Anna e Maria” del 1385; 5 (s III) Vetrata delle “Cinque Gioie di Maria” eseguita intorno al 1400; 6 (s IV) Medaillonfenster eseguita da Jacob Acker fra il 1404 e il 1408, si trova nella parete adiacente destra, fuori del poligono absidale

 

Sant’Antonio abate è raffigurato in basso a sinistra, seduto, abito rosso, mantello bianco con la tau e un copricapo simile a un berretto; tiene nella mano sinistra un alto bastone che termina con un tau metallico (?) cui sono appese due campanelle e la destra regge sulle ginocchia un libro chiuso. Ai suoi piedi, a sinistra un maialino.

 

Link:
https://corpusvitrearum.de/glasmalerei-im-kontext.html?

https://corpusvitrearum.de/id/F15663

FRANCIA – CHARTRES. Cattedrale, vetrata con storie di s. Antonio abate, XIII secolo

L’edificio costruito dal vescovo Fulberto nel secolo XI, fu distrutto nel 1194 da un incendio e immediatamente cominciarono i lavori di ricostruzione che durarono circa 60 anni. L’aggiunta più importante è la torre a nordest, il Clocher Neuf, conclusa nel 1513. La cattedrale di Chartres possiede ad oggi le vetrate più importanti risalenti al XIII secolo, che presentano un colore blu particolare e inimitabile tale che è noto anche come “blu di Chartres”. Comprese le rosette, le 176 vetrate coprono una superficie di 2600 m². Raffigurano principalmente santi e personaggi biblici. Alcune vetrate del XII secolo sono ancora presenti nell’edificio, essendosi salvate dall’incendio del 1194 e sono tra le più antiche vetrate del mondo. Tutte le altre risalgono al 1215-20.
Le vetrate furono restaurate nel 1906 da Gaudin, poi dalla bottega Petit nel 1989-90.

 

Storie di Sant’Antonio abate è la vetrata di destra nella prima campata del deambulatorio sud della cattedrale di Notre-Dame de Chartres, numerata 030 nel Corpus vitrearum.

La campata vera e propria, in stile primo gotico, è costituita da due archi a sesto acuto, sormontati da un oculo a rete. La vetrata di 7,40 × 2,42 m si trova nella monofora destra, mentre quella sinistra è occupata da “Notre-Dame de la Belle Verrière”.
La vetrata è composta principalmente da tre grandi cerchi divisi simmetricamente da quattro fusini recanti un motivo floreale su fondo rosso, bordato in blu e bianco, che disegnano una croce delimitando quattro riquadri periferici su fondo blu; la croce reca al centro una tavoletta quadrilobata, su fondo azzurro, bordata di rosso e bianco. I grandi cerchi sono delimitati all’interno della montatura da un’ampia fascia blu cosparsa di perle rosse e verdi, a sua volta delimitata da due fili, bianco e rosso all’interno, rosso e bianco all’esterno. Al bordo sono attaccati, in alternanza ai cerchi grandi, dei semi-quadrilobi laterali. Portano la loro scena su sfondo blu, il quadrifoglio è delimitato internamente da tre linee di rosso, blu e bianco. Tra questi elementi, lo sfondo è ricoperto da un mosaico obliquo a maglie rosse con intersezioni caricate da una perla bianca, che separano grandi tessere blu caricate da un disco rosso. Il confine è spartito a livello delle attaccature dei semi-quadrilobi e dei punti di tangenza dei cerchi.

La vetrata viene letta dal basso verso l’alto e da sinistra a destra e i primi sei medaglioni illustrano abbastanza fedelmente il racconto di Atanasio, che comprende anche un numero impressionante di resoconti di miracoli. I successivi quattro pannelli seguono Antonio attraverso il racconto della vita di san Paolo di Tebe raccontata da san Girolamo.

La vetrata fu offerta dalla società dei pescivendoli, raffigurata nei DUE QUARTI QUADRILOBATI INFERIORI della vetrata: a sinistra, arrivo della marea e a destra una coppia di pescivendoli vende una razza a una donna con bambino.


PRIMO ROSONE (dal basso)
1 in basso a sinistra, Antonio ascolta la messa, dietro di lui è la sorella
2 in basso a destra, distribuisce i suoi averi ai poveri
3 al centro, la sorella senza velo è con delle vergini velate
4 alto a sinistra, Dio guida Antonio a un eremita
5 alto a destra, Antonio lavora la terra e ha l’aureola

SEMIQUADRILOBI tra 1° e 2° rosone
a sinistra  6,  tentazione della ricchezza; a destra 7, tentazione  della lussuria.


SECONDO ROSONE
8 in basso a sinistra, Antonio nel suo eremo insegna a un amico
9 in basso a destra, i diavoli stanno per incendiate e distruggere il suo eremo
10 al centro, due amici arrivano e lo trovano tramortito dalle vessazioni diaboliche
11 alto a sinistra, due demoni continuano a tormentare Antonio e lo frustano quasi a morte
12 alto a destra, i due amici, pensandolo morto (ha gli occhi chiusi) lo trasportano nel villaggio per la veglia funebre, ma nella notte Antonio si risveglia e chiede di essere riportato nell’eremo e lo si vede (con gli occhi aperti) sulla schiena di un amico.

SEMIQUADRILOBI tra 2° e 3° rosone
a sinistra, 13 Antonio è andato da san Paolo e ricevono il pane dal corvo;
a  destra 14, Antonio sta studiando nella sua cella.


TERZO ROSONE
15 in basso a sinistra, Antonio ritorna da Paolo e lo trova morto
16 in basso a destra, gli angeli portano in cielo l’anima di Paolo
17 al centro, Antonio  (curiosamente ci si è dimenticati dell’aureola), seppellisce Paolo aiutato da due leoni
18 alto a sinistra, Antonio sta per morire e dona il suo mantello a un discepolo
19 alto a destra, Antonio è morto e due angeli portano in cielo la sua anima

 

Immagini da Wikimedia

Rilevatore: Angela Crosta

GERMANIA – KEMPEN – TONISBERG. Chiesa cattolica di Sant’Antonio abate

Tönisberg è un quartiere della città di Kempen, sulla sinistra del Basso Reno, nella parte occidentale della Renania settentrionale-Vestfalia.
La chiesa è sita in Dr.-Laakmann-Gasse, 1
https://maps.app.goo.gl/VN2jdYQNPjM9J1dx7

 

Il nome Tönisberg deriva da Sant’Antonio abate (Sanct Antonis) e monte (Berg); lo stemma (a sinistra) dell’ex comunità autonoma è in uso solo dal 1955 e raffigura sant’Antonio – patrono contro le epidemie umane e animali – con i consueti bastone a tau, libro e maialino ai piedi; in alto a sinistra c’è un fiore di nespolo o rosa di Geldern, che indica la sua antica appartenenza al baliato di Geldern (il fiore deriva da una leggenda che narra che, intorno all’anno 878, i fratelli Wichard e Lupold von Pont combatterono contro un drago sputafuoco che viveva sotto un nespolo e lo uccisero; il drago prima di morire disse tre volte “Gelre!”, da cui il nome di un castello e poi della città di Geldern, oggi Gheldria, a circa 20 km da Tonisberg).

Già all’inizio del XIV secolo esisteva una cappella con altari in onore di Sant’Antonio e San Cornelio a Tönisberg presso Ryckendael o Ryckendoir nei pressi della odierna chiesa. C’era anche una donazione documentata di sessanta acri di terreno nel 1439 da parte del duca Arnoldo di Geldern per sostenere un sacerdote. Questa cappella fu utilizzata come camera mortuaria nel XIX secolo finché non fu distrutta da un incendio nel 1888.
Dopo la fondazione della parrocchia, nel 1537 iniziò la costruzione della chiesa, che era lunga 30 metri e larga 7. No n è chiaro quando fu completata. Nel 1662 l’arredo arricchito da un altare maggiore barocco con il tema dell’Ascensione di Cristo e s. Antonio nella struttura superiore, e da due altari laterali. Con la crescita della comunità alla fine del XIX secolo, il pastore Heinrich Laakmann, nominato nel 1891, iniziò un nuovo edificio, per il quale la vecchia chiesa fu in gran parte demolita nel 1893 sotto i capomastri Bernhard e Johann Laakmann. Solo la torre continuò ad essere utilizzata come torre occidentale di fronte, aumentata a 47 metri e adattata alla nuova costruzione della navata. Nell’aprile 1894 fu posta la prima pietra nell’area del coro nell’area del precedente cimitero, e in dicembre la chiesa a croce neogotica con un’estremità a cinque ottavi al coro era pronta per la messa solenne. Le nuove dimensioni raggiunsero una lunghezza di 31,5 m e un’altezza interna di 11,5 metri; le larghezze erano nella nella navata centrale 12,1 m; nel transetto 18,1 m e nel coro 9,5 m. Il vecchio organo e i banchi della chiesa continuarono temporaneamente ad essere utilizzati. Il 17 luglio 1898 la chiesa fu consacrata dal vescovo Hermann Jakob Dingelstad dopo che l’altare fu completato.
L’ arredo della chiesa fu ridisegnato dal pastore Wiegels dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Il nuovo altare in bronzo con scene della storia pasquale è stato realizzato da Karl Franke insieme all’ambone e al tabernacolo e posto di fronte ai fedeli. Il retablo dell’altare maggiore è stato posto sulla parete di fondo del coro, l’altare maggiore è stato nuovamente ristrutturato nel 2005 ed è incorniciato dagli stalli del coro. Il vecchio pulpito è stato rimosso. Il dipinto dell’interno della chiesa fu eseguito dal pittore della chiesa di Tönisberg Karl Heil nel 1919.
Dopo essere stata imbiancata nel 1960, gran parte è stata riportata alla luce durante i restauri dal 1982 al 1991.

Le tre finestre della chiesa in testa al coro hanno vetrate  disposte in due fasce che raffigurano sei episodi della vita di S. Antonio abate. Sono state create nel 1898/99 su progetto di Friedrich Stummel nel laboratorio di vetrate di Wilhelm Derix. Le due finestre laterali del coro dell’atelier di Peter van Treek hanno invece disegni astratti rossi e blu.

 

Link:
https://de.wikipedia.org/wiki/T%C3%B6nisberg

https://de.wikipedia.org/wiki/St._Antonius_(T%C3%B6nisberg)