SOVRAMONTE (BL), località Servo. Chiesa di Santa Maria Assunta, dipinto con s. Antonio abate di F. Frigimelica, XVII secolo

Nella parete destra della navata, sull’altare di Sant’Antonio abate vi è un olio su tela di 205 x 125 cm, raffigurante “Sant’Antonio abate, San Gottardo e San Valentino”, della prima metà del XVII secolo.
Attribuito a Francesco Frigimelica (1570 circa – post 1649).
Opera ignorata dalla Bragalenti cui si deve una prima sistemazione organica del catalogo del Frigimelica cui spetta comunque per stringenti ragioni di natura stilistica. Il confronto è infatti stringente con opere certe quali la Trasfigurazione di Travagola o la Madonna del Carmine della Cattedrale di Feltre, ecc. Il Biasuz ha riconosciuto l’alta qualita’ pittorica ed espressiva del Sant’Antonio abate, memore dell’omonimo soggetto dipinto da Lorenzo Luzzo nella sacrestia dell’ex chiesa di Ognissanti a Feltre, vedi scheda.

Sant’Antonio, al centro, con saio bianco e scapolare e mantello scuro, tiene nella mano destra il fuoco e nella sinistra un libro chiuso e un corto bastone cui è appesa una campanella.

 

La chiesa fu fondata in periodo altomedievale ed è documentata a partire dal 1085. Inizialmente intitolata a Santa Maria Maggiore, nel XIX Secolo assunse l’attuale denominazione. È la Chiesa Madre (Pieve) delle comunità di Aune, Faller, Sorriva e Zorzoi.
Secondo alcuni studiosi, in origine era triabsidata (oggi sopravvive solo, utilizzata come battistero, l’absidiola di sinistra) e rivolta ad oriente, ma con i lavori di ampliamento cinquecenteschi assunse la forma attuale. Intorno al 1514 l’intera navata venne affrescata inserendo le varie scene religiose in un aereo loggiato, di gusto ancora quattrocentesco, aperto su paesaggi montani. L’altare maggiore risale al 1681, mentre la sistemazione oggi visibile risale alla fine del Settecento, epoca in cui l’Arciprete Don Vito Marsiai trasformò ed ingrandì la vecchia chiesa gotica, ribassando anche il soffitto interno. La chiesa fu quindi riconsacrata dal Vescovo Carenzoni nel 1804.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500323453
https://www.sovramonte.it/territorio-e-tradizioni/edifici-sacri/chiesa-di-s-maria-assunta.html

PERUGIA. Oratorio della Confraternita di Sant’Antonio abate

Corso Bersaglieri, 92
https://maps.app.goo.gl/io1vhGNNmW71vcYm7

La Confraternita di Sant’Antonio abate fu una delle prime istituite a Perugia,nel secolo XIII e fu fondata probabilmente da una compagnia di Disciplinati. Era detta dei «Civici» perché vi facevano parte soltanto i cittadini di Perugia; come le altre, ebbe una costituzione e regolamenti precisi riguardanti, fra l’altro, la partecipazione alle processioni, cui interveniva insieme a quelle di S. Benedetto e di SS. Simone e Fiorenzo.
Nel catasto del 1361 si trovano notizie dei terreni spettanti al suo ospedale, menzionato fin dal 1340 col nome di “hospitale disciplinatorum sancti Antonii”. Questo venne soppresso nel secolo XVII e la compagnia di donne collegata ad esso, detta delle «sorelle spedalieri», venne abolita nel 1697 su richiesta dei monaci Olivetani della chiesa di Sant’Antonio abate vedi scheda. Nel 1737 tutti i beni di questo ospedale furono donati all’Ospedale Maggiore di S. Maria Maggiore.

L’oratorio della Confraternita ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli ma si presume che la struttura originaria risalga al periodo compreso tra il XIII e XIV secolo e assunse la forma attuale all’inizio del secolo XVI. Utilizzato sino al XX secolo, dopo aver subito il cambio di destinazione d’uso (adibito a deposito di legname) è stato chiuso al pubblico per più di trent’anni. Attualmente è di proprietà dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero che l’ha concesso in locazione all’Associazione di promozione Sociale Borgo Sant’Antonio Porta Pesa, costituita prevalentemente da residenti, che si è adoperata per il recupero dell’oratorio, riaperto al pubblico nel 2018.

L’interno è uno spazio a sala di forma rettangolare irregolare di circa 7 x 12 m, coperto da una volta a botte ribassata semiellittica con otto lunette e unghiature. L’imposta della volta è evidenziata da una cornice a rilievo che corre su tre lati mentre sulla parete di fondo è semplicemente dipinta. In questa stessa parete, inoltre, è visibile l’impronta lasciata dallo smontaggio del vecchio altare cinque-seicentesco che verso la fine del XVIII secolo venne spostato nella chiesa di sant’Antonio abate. Le due porte di legno dipinto poste in prossimità della parete di fondo sono settecentesche, quella sul lato lungo accede ad una piccola sacrestia attualmente non praticabile per un dissesto della volta di copertura; l’altra porta è murata. La pavimentazione, rialzata rispetto al piano stradale, è interamente costituita da pianelle in cotto, di forma rettangolare fatte a mano, posate su strato incoerente di terra e detriti e poste a spina di pesce in diagonale, per tutto lo spazio centrale, tranne due fasce laterali di circa 1 metro con pianelle disposte a correre lungo i lati lunghi.
L’ambiente è interamente decorato.  Sulla controfacciata è possibile ammirare un’interessante Crocefissione cinquecentesca, dipinta a fresco, della scuola del Perugino. Ai lati del Cristo in croce si distinguono i santi Bernardino da Siena e Girolamo.

L’oratorio subì un importante ristrutturazione nel 1735. Agli anni successivi risalgono tutte le altre decorazioni delle pareti e della volta. Sulla volta, le interessanti quadrature prospettiche, opera del perugino Pietro Carattoli (1703-1766), producono una mirabile illusione architettonica che sfonda le pareti della volta moltiplicando illusionisticamente lo spazio per dare massimo risalto all’ascesa in cielo di sant’Antonio abate in mezzo ad un tripudio colorato di angeli festanti. Alcuni angeli afferrano e trasportano i suoi simboli iconografici: il bastone, la campanella, il libro e il fuoco. Le pregevoli figure sono opera del pittore perugino di origini marchigiane Francesco Appiani (1704-1792).

 

Le 8 lunette della volta ornate da volute, ricci floreali e vegetali con frutta che, in modo alternato, decorano finti paramenti architettonici con scudi e vasi rocaille su pseudo basamenti con teste di angeli. Tali decorazioni, come le quadrature delle pareti laterali, i riquadri e le varie decorazioni d’arredo, sono opera del pittore perugino Nicola Giuli (1722-1780).
I 4 riquadri ovali, verso i lati più corti dell’oratorio, dipinti in chiaroscuro sono scene allegoriche che simboleggiano la Fortezza cristiana e la Religione (verso la controfacciata) la Penitenza e la Carità (parete di fondo). Le due scene, sempre in chiaroscuro, al centro delle pareti laterali, racchiuse tra ricche cornici ornamentali, rappresentano scene della vita di sant’Antonio abate e in particolare la “morte del Santo tra le braccia di due discepoli” a destra e il “miracolo della fonte d’acqua che compare dalle rocce del deserto”, tutte opere di Francesco Appiani

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Il ciclo pittorico settecenteso presente sui lati lunghi dell’oratorio e sulla parete di fondo, dipinto con tecnica a secco, tempera su intonaco, ha subito nel tempo danni di varia natura, meccanica, naturale e deperimento fisiologico dei materiali. Il dipinto cinquecentesco con tecnica a fresco sulla controfacciata, invece ha figure ancora ben distinte e visibili sotto la patina dell’ossidazione del tempo e della polvere, è però evidente un diffuso rigonfiamento dovuto al distacco dell’intonaco dalla parete. La volta è complessivamente in buono stato.

Un camino cinquecentesco in pietra serena scolpito con lo stemma della Confraternita si trova nel deposito della Galleria Nazionale dell’Umbria, dove è custodito anche lo stendardo della Confraternita dipinto su tela, datato e firmato da Sinibaldo Ibi nel 1512. Esso raffigura Sant’Antonio abate con due fedeli che indossano la cappa della confraternita, vedi scheda.

 

Link:
https://www.palazzospinelli.org/ita/channel-view.asp?id=news&idn=885

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_della_Confraternita_di_Sant%27Antonio_Abate

PACIANO (PG). Confraternita del SS. Sacramento – Museo parrocchiale, con immagine di s. Antonio abate di Bernardino di Mariotto, fine XV secolo

Il Museo, sorto nel 1994, ospita varie opere del territorio e anche una tavola di forma sagomata,  di 83 x 95 cm, che raffigura la Vergine col Bambino, in piedi sulla soglia, nell’atto di benedizione, e (a sinistra) i santi Sebastiano, Mustiola (patrona di Chiusi, recante un flagello, la palma del martirio e l’anello della Vergine appeso ad un nastro, anello ora custodito nella Cattedrale di Perugia); (a destra), Antonio abate e Rocco, ritratti sullo sfondo di una campagna alquanto idealizzata dove si vedono colline, alberi e specchi d’acqua.
Sotto la pedana dell’altarino si legge l’invocazione “Ave Maria gracia“.
La tavola è stata probabilmente resecata nella parte superiore, come indica la parziale scomparsa della parte terminale del capitello. All’esterno è uno spessore in legno non dipinto, circa 6 mm; la cornice ha sei borchie tonde, dorate.

Questa composizione è anche nota come “Madonna del davanzale” poiché derivante da un prototipo realizzato dal fiorentino Andrea del Verrocchio, maestro presso cui si formò Pietro Perugino e, sicuramente, anche Fiorenzo di Lorenzo, dove la Vergine è ritratta accanto al Bambino ritto in piedi su una sorta i mensola o davanzale.
Il dipinto, della fine del Quattrocento, è da tempo messo in correlazione con la maniera del perugino Bernardino di Mariotto (1475 – 1566), pittore longevo e assai mutevole nelle sue fonti d’ispirazione, qui seguace della maniera di Fiorenzo di Lorenzo.

La tavola proviene dalla chiesa di San Sebastiano.


Sant’Antonio
, a destra, con barba bianca biforcata, in saio bianco e scapolare e mantello scuri, tien con al mano destra un libro rosso chiuso e con al sinistra un bastone cui è appesa una campanella.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5489169/Bernardino+di+Mariotto+fine+sec.+XV,+Madonna+con+Bambino+e+Santi

https://www.iluoghidelsilenzio.it/confraternita-del-ss-sacramento-paciano-pg/

MONTEVARCHI (AR). Museo di Arte Sacra della Collegiata di San Lorenzo, terracotta con s. Antonio abate di L. Della Robbia

Terracotta invetriata policroma raffigurante sant’Antonio abate, opera di Luca Della Robbia “il Giovane” (1475 – 1548).
Proveniente dalla sede di Via Marzia dell’ex Compagnia di Sant’Antonio abate. Quando il granduca Pietro Leopoldo nel 1783 mandò via la Compagnia, la statua fu acquistata da un privato e posta in una nicchia sulla facciata di una casa su Piazza della Dogana. Nel 2008 la statua fu donata al Museo e restaurata, ma manca della mano destra.

Sant’Antonio è raffigurato seduto in trono, con saio, scapolare e mantello, barba biforcata; la mano destra mancante era probabilmente nel gesto di benedizione come altre opere della bottega, vedi https://www.santantonioabate.afom.it/firenze-collocazione-ignota e https://www.santantonioabate.afom.it/castiglion-fiorentino-ar-collegiata-di-san-giuliano-terracotta; la sinistra tiene un libro chiuso. Ai suoi piedi, a destra, un maialino.

 

Link:
https://www.facebook.com/watch/?v=565123527302403

https://www.collegiatasanlorenzo.it/index.php/arte-cultura/museo-d-arte-sacra

CASTIGLION FIORENTINO (AR). Collegiata di San Giuliano, terracotta con s. Antonio abate di bottega robbiana

Nel primo altare a destra entrando, una terracotta policroma di bottega robbiana che raffigura Sant’Antonio abate benedicente del 1525. Opera della bottega di Andrea Della Robbia.

Proviene dall’Oratorio dei SS. Sebastiano e Rocco, dove c’era l’altare di S. Antonio. L’edificio sacro era sito sull’attuale Piazza del Municipio, fu poi sconsacrato e venduto nel 1876 ad un falegname; oggi è un bar.

Sant’Antonio, seduto in trono, con saio e mantello scuro, barba biforcata grigia, ha la mano destra nel gesto di benedizione, la sinistra tiene un libro chiuso. Ai suoi piedi, a destra, un maialino. In alto due angeli lo incoronano.

 

L’edificio della Collegiata fu costruito a partire dal 1840, su progetto dell’architetto castiglionese Pietro Mancini, in sostituzione dell’antica pieve, rovinata a causa di un fulmine nel 1836, che era disposta trasversalmente all’attuale.


Link e immagini:

http://www.prolococastiglionfiorentino.it/index.php?cID=441&id=910

https://turismo.comune.castiglionfiorentino.ar.it/contenuti/323549/chiesa-san-giuliano