ROCCHETTA LIGURE (AL). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza della Chiesa, 3
https://maps.app.goo.gl/dtdCSy8EPKP2ktYf6

L’originaria cappella di Sant’Antonio abate sorse, presumibilmente, verso il XIII secolo; la prima citazione dell’ecclesia S. Antonii de la Rocheta unita cum dicta plebe risale però al 1523 ed è inserita in un elenco di chiese della diocesi di Tortona, mentre da documenti di qualche decennio posteriori si sa che essa dipendeva dalla pieve di San Giovanni Battista di Albera Ligure.
Nel 1655 la comunità rocchettina fu costituita in parrocchia autonoma, indipendente dalla matrice d’Albera; la prima pietra della nuova chiesa fu posta nel 1663 e l’anno successivo l’edificio era già terminato per volontà di Napoleone IV Spinola.
Si provvide a posare il pavimento nel 1881, anno in cui la parrocchiale fu elevata alla dignità prepositurale; l’anno successivo fu consacrata.
Nel 1938 furono realizzati gli affreschi nella navata a cura di Clemente Salsa, che proseguì i più antichi affreschi del catino absidale.

La facciata a capanna della chiesa è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri, entrambi tripartiti da lesene; quello inferiore presenta due nicchie contenenti le statue dei santi Pietro e Paolo; centralmente è il portale d’ingresso. Il registro superiore superiore è caratterizzato da una serliana e coronata dal timpano di forma triangolare al centro del quale spicca un cartiglio con stucchi raffiguranti i simboli attribuiti a sant’Antonio abate: la mitra, il libro e il bastone con il campanello.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a pianta quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora affiancata da lesene corinzie ed è coronata dalla cupoletta poggiante sul tamburo

L’interno dell’edificio si compone di un’unica navata, sulla quale si affacciano le cappelle laterali introdotte da archi a tutto sesto e le cui pareti sono scandite da paraste sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante sopra la quale si imposta la volta a botte; al termine dell’aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini, delimitato da balaustre e chiuso dall’abside semicircolare.

Al centro della parete di fondo, sopra gli stalli lignei del coro del XVII secolo, è collocata la grande tela datata 1780, con la Gloria di S. Antonio abate, che sembra raffigurare anche, sullo sfondo, la primitiva chiesa dedicata a S. Antonio, eretta sulla sponda sinistra del Sisola, e poi abbandonata perché in rovina.

Gran parte degli arredi come le acquasantiere marmoree all’ingresso, i dipinti degli altari laterali, il bellissimo organo con una cassa ad ante dipinte con strumenti musicali collocata su una cantoria in legno dipinto, sono donazioni della seconda metà del ‘700 della popolazione e del marchese Giovanni Battista Spinola.

Sulla parete destra un altare ha una pala raffigurante s. Antonio abate.

 

Nel presbiterio, sulla parete sinistra, in una nicchia è conservata una statua di s. Antonio abate.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/43282/

https://www.comune.rocchettaligure.al.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/parrocchiale-di-sant-antonio-abate-6081-1-1467c5661289b0ab0f3807d747e1ef47

MONTEVARCHI (AR). Ex chiesa di sant’Antonio abate ora auditorium

Via Marzia, 94
https://maps.app.goo.gl/hQZXSzqXnYfQDxLg9

La chiesa di Sant’Antonio Abate a Montevarchi era un antico edificio religioso che fu sede della Compagnia di Sant’Antonio per quasi due secoli.
L’antico Oratorio di Sant’Antonio era sito in via Cennano non lontano dalla Chiesa di Sant’Andrea a Cennano, e proprio la strategicità di questa posizione, allo scoppio della faida paesana tra Cennanini e i Laurenziani nel 1557, ne segnò l’inesorabile fine.
Non si hanno notizie della fondazione della Compagnia di s. Antonio, ma solo di quella della sua soppressione nel 1549. Una nuova Compagnia fu creata e spostata dalla sede di via Cennano a quella di Via Marzia che fu ristrutturata, ma i lavori andarono a rilento se solo nel 1581 la compagnia ottenne la licenza di togliere la statua di S. Antonio dalla Compagnia di Via Cennano e portarla nella nuova Compagnia di Via Marzia.

La chiesa passò poi ad altre confraternite e, quando nel 1783, per decreto del granduca Pietro Leopoldo, furono sciolte tutte le confraternite e gli ordini religiosi contemplativi, la chiesa di Sant’Antonio, che apparteneva allora alla Fraternita del Latte, fu sconsacrata e venduta all’asta.
Lo smantellamento della struttura provocò la sparizione di un quadro di Vestrucci del 1600; invece la statua in terracotta invetriata di Sant’Antonio, opera dei Della Robbia, fu nuovamente spostata e murata sulla facciata esterna di una casa e, nella ricollocazione, perse una mano. La statua diventò poi proprietà di privati che nel 2008 la donarono al Museo d’arte sacra, vedi scheda.

Nel corso del tempo, la ex chiesa fu utilizzata come stalla, magazzino e officina meccanica, oltre che come casa popolare. Alla fine degli anni ottanta del Novecento, l’edificio fu acquistato dal Comune di Montevarchi e trasformato in quello che è oggi l’auditorium comunale.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Montevarchi)

Montevarchi, retro della ex chiesa di Sant’Antonio abate

Montevarchi, facciata ex chiesa, ora Auditorium, ingressi con pensilina

 

 

NOVARA DI SICILIA (ME). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Ada Negri
https://maps.app.goo.gl/ahpXN1wGNk6Bym1Y6

I lavori della chiesa furono iniziati intorno al 1538 e ultimati solo nel XVIII secolo. Scolpite nell’iscrizione posta sul lato destro della facciata, le date di inizio costruzione dell’edificio attuale e fine lavori di perfezionamento, il periodo tra il 1609 e il 1669.
Il portale centrale ad arco acuto di stile normanno reca scolpite sugli stipiti le figure di Sant’Antonio abate col bastone e un porcellino a sinistra, e San Paolo apostolo con la spada e un serpente a destra. Entrambi i soggetti sono affiancati da un angelo.

I piccoli portali laterali presentano un arco a tutto sesto in conci squadrati.

La facciata è rivolta a sud e ripartita da due paraste in conci. Varchi d’accesso sovrastati da finestre, quella centrale incorniciata da timpano triangolare spezzato. Il secondo ordine centrale è raccordato al primo da vele, chiudono la prospettiva due vasotti e un pinnacolo con croce apicale in ferro battuto al centro.
Campanile composto da tre ordini, cella dotata di quattro monofore, cuspide centrale ottagonale di stile normanno rivestita di mattoni colorati, quattro pinnacoli ai vertici e decori intermedi. La sua costruzione, iniziata in epoca remota, è stata ultimata nel 1732, come indica un cartiglio.

Interno a impianto basilicale ripartito in tre navate per mezzo di 10 colonne in pietra arenaria locali. I capitelli corinzi uguali a coppie, gli archi, i decori interni ed esterni, i fregi, sono opera degli scalpellini locali. La volta della navata centrale in muratura nasconde il tetto a capriate in legno ove sono presenti mensole raffiguranti maschere e personaggi
La navata destra ha quattro campate: la prima con la cappella dell’Odigitria; la seconda con la cappella di Santa Caterina e la statua del XVI secolo raffigurante la Santa e proveniente dalla demolita chiesa a lei dedicata; terza con la cappella di San Bartolomeo e un dipinto di Gaetano Bonsignore del 1834; nella quarta campata vi è il varco per la sacrestia.
Navata sinistra: prima campata; seconda con la cappella di Gesù alla Colonna con la statua in cartapesta; terza con la cappella della Pentecoste; segue la quarta campata.
Absidiola destra: cappella di San Francesco di Paola con la statua lignea del Santo scolpita dal Cardella ad Agrigento nel 1872. Nel braccio destro del transetto sorge la cantoria dotata di un organo a canne del 1848.

Absidiola sinistra: cappella di Sant’Antonio abate. L’altare custodisce la statua lignea raffigurante Sant’Antonio abate ascrivibile al 1600 ma recante la data 1738, anno di un primo restauro.

Nel braccio sinistro del transetto trovano posto un grande crocifisso ligneo; la statua lignea di San Marco evangelista del 1500; la statua in cartapesta di San Giorgio martire, provenienti dalla chiesa omonima nel 1986 quando i locali furono adibiti ad auditorium.

 

 

 

 

 

Sull’altare centrale campeggia il seicentesco dipinto a olio su tela  raffigurante Sant’Antonio abate con san Paolo di Tebe.


Festa di Sant’Antonio il 17 gennaio. Celebrata con processioni e riti religiosi. Û du uri: funzione religiosa celebrata due ore prima del crepuscolo; benedizione degli animali.
Û fogu: fuoco acceso la sera della vigilia al piano terra con la legna che i fedeli portano in dono compiendo û viaggiu, che è la visita devozionale al santo compiuta per chiedere la grazia e debellare l’herpes zoster (o fuoco di Sant’Antonio). Il fuoco con le sue fiamme nei secoli ha annerito e consumato i gradini della rudimentale scala in pietra che porta in cima al campanile.

 

Immagini da Wikimedia
Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Novara_di_Sicilia)

CONFEDRAZIONE ELVETICA – LAVIZZARA, frazione Peccia. Chiesa di Sant’Antonio abate

Nucleo 6695
https://maps.app.goo.gl/NANYDAXNf6byeJ9v6

 

Vi era già nel Medioevo un luogo di culto nell’area oggi occupata dalla chiesa, ma l’edificio attuale risale al XVI secolo, quando fu radicalmente modificato.

Nel XVII secolo la chiesa divenne sede parrocchiale, ottenendo l’indipendenza da quella di Sornico nel 1613, e fu ampliata con la costruzione di una cappella (1659) dedicata al Rosario e di un coro poligonale.

Nel 1767 fu edificato il campanile.
Nel 1837 fu realizzata la volta a botte lunettata della navata.

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Lavizzara)

MALLES VENOSTA (BZ), frazione Slingia. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Frazione Slingia (Schlinig), 14
https://maps.app.goo.gl/YfwtzSfnSFgJkeee8

 

Risale al XV secolo.
Sulla facciata è il campanile con cupola a cipolla e base ottagonale aggiunta nel 1775, quando la chiesa fu ristrutturata dopo un incendio.

All’interno il coro poligonale ha la volta a reticolo, la navata ha volta a botte e nervature d’intonaco. Le finestre sono ogivali.

L’altare tardo barocco è del 1763.
L’acquasantiera, realizzata in marmo bianco, risale al XVI secolo.