PERGINE VALSUGANA (TN), frazione Viarago – Monte Tenrabi. Chiesetta di Sant’Antonio abate

Nota anche come “Eremo di Sant’Antonio abate”. Sorge in località Tenrabi, un luogo sopra l’abitato di Viarago a 956 m s.l.m., Via Maso Tarràbi
https://goo.gl/maps/JPGshjduLJAgfio86

 

Fu eretta nel 1759 ed è dedicata a Sant’Antonio abate, protettore degli animali. Il maso e l’annessa chiesetta sono frutto della devozione delle popolazioni contadine del luogo, l’edificio religioso era un tempo più piccolo ed era la dimora di eremiti.

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiese_della_Comunit%C3%A0_Alta_Valsugana_e_Bersntol#cite_note-chiesadidio270-101

NOTA:
A Pergine Valsugana esistono altre due chiese intitolate a Sant’Antonio abate, nella frazione Masetti di Pergine, vedi scheda e nell’abitato,  vedi scheda.
Altre due  Cappelle sono invece dedicate a Sant’Antonio di Padova, eretta nel 1922, si trova in via Cimirlo in località Fornaci, lungo la strada per arrivare alla frazione di Roncogno;  un’altra nella frazione  Valcanover, presso il lago di Caldonazzo, che ricorda più una chiesetta di piccole dimensioni, che una cappella.

Rilevatore: AC

PERGINE VALSUGANA (TN). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Fabio Filzi, 4 / P.zza Santa Maria
https://goo.gl/maps/DvdxofXEfB9ZXKkr8

 

Secondo la tradizione locale accanto al camposanto di Pergine era presente una piccola cappella sin dal 1089, e sarebbe stata dedicata  a Sant’Antonio abate oppure alle anime dei defunti.
Nel 1490 questa prima cappella venne quasi completamente sepolta da un’alluvione e si decise di erigere una nuova chiesa sullo stesso sito, completata nel 1497, sovrapponendo all’antica costruzione quella moderna e generando, in tal modo, una certa difficoltà nel definire le rispettive dedicazioni; così la prima chiesa venne generalmente chiamata delle Anime mentre la nuova chiesa di Sant’Antonio fu talvolta definita anche di San Valentino.
L’antica cappella restò in uso sino al XVIII secolo nel 1744 venne ceduta ad una confraternita del Santissimo Sacramento. La nuova chiesa, trascorsi oltre due secoli, venne giudicata non più sufficiente per le esigenze dei fedeli e nel 1746 il nuovo edificio era già stato costruito e decorato negli interni con stucchi.
Con la chiusura del vicino cimitero, le ossa dei defunti esumate vennero deposte nella cappella sotterranea, l’antica chiesa, che dopo tale operazione, nel 1797, fu murata.
Con l’inizio del XX secolo la facciata dell’edificio e la sua parete a ovest vennero protette per salvare gli antichi affreschi presenti, che tuttavia sono andati ugualmente perduti a parte piccoli frammenti dell’immagine di san Cristoforo.
Durante il secondo conflitto mondiale i militari tedeschi requisirono la chiesa e la utilizzarono come deposito quindi durante il dopoguerra fu necessaria una sistemazione e al posto della pala dell’altare maggiore, fu realizzata un’imitazione della grotta di Lourdes.
A partire dal 1960 circa iniziò un ciclo di restauri che toccò molte parti della struttura come la copertura, fu rimossa la grotta di Lourdes, fu sostituito il pavimento della sala e furono rivisti gli impianti. Nuovi interventi hanno protetto le fondazioni dall’umidità, si è provveduto alla tinteggiatura generale ed è stato restaurata la parte residua dell’affresco di san Cristoforo.

L’interno è a navata unica suddivisa in due campate da due arcate trasversali a tutto sesto delimitanti uno stretto settore intermedio sul quale si apre il portale laterale; le pareti perimetrali sono scandite da pareste dotate di capitelli compositi modellati in stucco, sopra i quali corre un cornicione aggettante; in corrispondenza della prima campata arcate cieche a pieno sesto, in corrispondenza della seconda arcate inquadranti strette nicchie. Arco santo a tutto sesto che precede il presbiterio sopraelevato su un gradino, lungo le cui pareti prosegue la teoria di paraste. Sei finestre lunettate illuminano l’interno dell’edificio. Dal portale posto sul presbiterio, sovrastato da un’apertura quadrata dotata di balaustra (una sorta di loggetta), si accede attraverso un corridoio alla sacrestia, che è posta alle spalle del presbiterio.

 

NOTA:
A Pergine Valsugana esistono altre due chiese intitolate a Sant’Antonio abate, nella frazione Masetti di Pergine, vedi scheda e nella frazione Viarago,  vedi scheda.
Altre due  Cappelle sono invece dedicate a Sant’Antonio di Padova, eretta nel 1922, si trova in via Cimirlo in località Fornaci, lungo la strada per arrivare alla frazione di Roncogno;  un’altra nella frazione  Valcanover, presso il lago di Caldonazzo, che ricorda più una chiesetta di piccole dimensioni, che una cappella.

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=6160

Rilevatore: AC

PERGINE VALSUGANA (TN), frazione Masetti di Pergine. Chiesa di Sant’Antonio (abate)

Via Padova, 4
https://goo.gl/maps/HgKtwLfJEDUyCdPWA

 

La chiesa di Sant’Antonio è la parrocchiale di Masetti di Pergine, frazione di Pergine Valsugana.
Nei primi anni del XX secolo il lascito testamentario di Francesco Fruet, che viveva a Masetti, diede il via alle iniziative per la costruzione del primo luogo di culto nella frazione. Venne istituito un comitato che si interessò sia al reperimento dei fondi sia all’ottenimento dei permessi necessari. Il progetto fu affidato, nel 1911, all’architetto di Pergine Eduino Maoro e nell’estate del 1913 iniziarono i lavori.
Il 2 agosto 1914, con lo scoppio della guerra e malgrado Italia e Austria ancora non fossero in conflitto, i lavori vennero interrotti. Durante la guerra l’edificio venne utilizzato dagli austriaci a scopi militari e nelle sue vicinanze fu attivo un ospedale militare. Con la fine delle ostilità, e quando ormai il territorio era entrato a far parte del Regno d’Italia, dall’agosto del 1920 il cantiere venne riaperto. Entro i dieci anni successivi, con lentezza, furono finalmente ultimati gli interventi necessari. La solenne consacrazione venne celebrata nel 1929 e la chiesa fu aperta al culto. Negli anni sessanta del Novecento fu oggetto di restauri conservativi e, il 15 luglio 1967, venne elevata a dignità di chiesa parrocchiale autonoma.
Altri lavori furono realizzati entro il 1973 e in quel momento l’edificio fu dotato di un nuovo impianto per il riscaldamento e la parte presbiteriale venne adeguata alle nuove esigenze liturgiche.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=6188

NOTA:
A Pergine Valsugana esistono altre due chiese intitolate a Sant’Antonio abate, nell’abitato, vedi scheda e nella frazione Viarago, vedi scheda.
Altre due  Cappelle sono invece dedicate a Sant’Antonio di Padova, eretta nel 1922, si trova in via Cimirlo in località Fornaci, lungo la strada per arrivare alla frazione di Roncogno;  un’altra nella frazione  Valcanover, presso il lago di Caldonazzo, che ricorda più una chiesetta di piccole dimensioni, che una cappella.

 

Rilevatore: AC

RUFFRE’ MENDOLA (TN). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Fino al 2005 Il comune si chiamava solo Ruffré. La Chiesa sorge in località Maso Costa.
https://goo.gl/maps/dywxFLHs6UhtXKpd8

 

La chiesa ha probabilmente origine tardo-romanica, come testimoniano alcuni bassorilievi alla base del campanile. La prima menzione che attesta l’esistenza dell’edificio risale all’atto di consacrazione, avvenuta nel 1403. Circa cinquant’anni più tardi fu eretto il campanile ad opera del capomastro Stefan Murer di Termeno. Ampliata a metà XVIII, la chiesa subì corposi interventi nell’ultimo quarto del XIX secolo, quando la navata fu completamente ricostruita, acquisendo le forme odierne.
La facciata, a spioventi, è delimitata da lesene raccordate ad una cornice che profila le falde di copertura. Al centro è situato il portale lapideo d’ingresso, a tutto sesto e dotato di piedritti modanati. Al di sopra di questo, è presente un oculo strombato dotato di cornice. L’incontro delle falde di copertura è coronato da una croce apicale; un’iscrizione campeggia nel timpano e ricorda l’ultima ristrutturazione del 1880.
Una zoccolatura in lastre squadrate di materiale lapideo percorre il prospetto frontale, così come le fiancate; queste sono profilate da lesene e presentano un accesso laterale e tre finestre a tutto sesto a livello della navata. La fiancata sinistra presenta l’emergenza del volume della sacrestia a pianta quadrangolare tra la navata ed il presbiterio, seguito dal corpo della torre campanaria, aderente alla sacrestia e al presbiterio. Il prospetto posteriore è caratterizzato da lesene angolari e da finestre a tutto tondo aperte presso i lati obliqui dell’abside; le finiture sono ad intonaco tinteggiato. Il campanile presenta un fusto quadrangolare dotato di accesso indipendente ed elevato presso il prospetto orientale.

L’interno presenta una navata unica, scandita in tre campate da quattro coppie di pilastri semi addossati alle pareti laterali, a sostegno delle arcate a sesto acuto longitudinali e delle vele della volta a botte unghiata che copre l’ambiente. In controfacciata si impone il volume della cantoria, sostenuta da due colonne poligonali in materiale lapideo. La prima e la terza campata della navata presentano nicchie centinate a sesto ribassato lungo le pareti laterali; la seconda campata ospita gli ingressi laterali. L’arco santo, a sesto acuto, immette nell’ambiente, elevato da tre scalini, del presbiterio, dotato di accesso ai locali di sacrestia sul lato sinistro. Le pareti del presbiterio sono ornate da un rivestimento ligneo e sono ritmate da semicolonne aderenti alle pareti, le quali sostengono le nervature lapidee della volta reticolare che copre l’ambiente, dotata di serraglie ornate a bassorilievo. Le finiture sono ad intonaco tinteggiato ed elementi lapidei a vista. Le pareti e la volta della navata recano un impianto decorativo pittorico avente carattere ornamentale e figurativo; la volta del presbiterio presenta decorazioni pittoriche e a bassorilievo, aventi carattere ornamentale.

Gli affreschi interni della volta e del presbiterio furono realizzati nel 1938 dal pittore trentino Matteo Tevini (1869-1946). A sinistra dell’altare maggiore vi è la raffigurazione dell’Ultima Cena.

Il rosone in facciata è una vetrata policroma che raffigura sant’Antonio abate.

La pala della parete di fondo, seicentesca, raffigura la Madonna e i santi Antonio e Lorenzo. La Via Crucis è di Mattia Lampi (metà ‘700).

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Ruffré-Mendola)

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=25678

Data compilazione scheda: 6-3-2022

Rilevatore: AC

AVIO (TN), frazione Sabbionara. Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa è situata lungo la strada che conduce al Castello di Sabbionara d’Avio
Sabbionara, Località Sant’Antonio, 6
https://goo.gl/maps/ZheLjvmBEs3Q4mAL8

 

La chiesa fu costruita su commissione della famiglia Castelbarco tra il 1319 ed il 1322 (data che compare sull’edificio); in origine era orientata nord/sud e aveva una piccola abside.
Il presbiterio fu decorato nel terzo-quarto decennio del Trecento da un pittore di ambito veronese.
La chiesa, nominata nel testamento di Azzone Francesco Castelbarco del 7 luglio 1410 (sepolto presumibilmente nell’arca funeraria addossata al lato destro della navata), risulta officiata dai benedettini dimoranti nell’annesso convento.
Tra il 1775 e il 1823 l’edificio fu modificato in modo sostanziale: fu invertito l’orientamento con conseguente demolizione dell’abside per collocarvi la nuova facciata con il portale di accesso.
Durante la prima guerra mondiale la chiesa fu usata come dormitorio e parzialmente danneggiata. Dopo il 1918 fu restaurata e rimessa in uso.
Nel 2003 avvenne il restauro complessivo dell’edificio.

 

Sulla parete esterna est un concio con data 1322; sulla parete sud rimangono tracce della facciata originaria: i segni dell’innesto dell’arca funebre di Guglielmo III Castelbarco (ora non più in loco perché rimossa agi inizi dell’Ottocento e trasportata presso la residenza degli eredi) e una lunetta ad affresco, visibili nella soffitta dell’edificio adiacente.
La navata rettangolare è caratterizzata da pareti lisce e da un soffitto a capriate lignee. Rimane una fascia di affreschi trecenteschi raffiguranti i dodici Apostoli in controfacciata – in origine erano sulla parete di fondo del presbiterio.

L’altare ligneo seicentesco ha una grande pala che raffigura Cristo Re e sant’Antonio abate.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=5799

Data compilazione scheda: 2-3-2022
Rilevatore: AC