VALDILANA (BI), frazione Bulliana – Vico. Oratorio di Sant’Antonio abate

Il comune fu creato il 1 gennaio 2019 dalla fusione dei comuni di Trivero, Soprana, Valle Mosso e Mosso. La frazione Bulliana – Vico apparteneva al comune di Trivero.
L’oratorio sorge in Frazione Sant’Antonio, 15
https://maps.app.goo.gl/3YBCRsPQndymGU3Y7

Uno degli oratori più antichi di Trivero che risale, per quanto riguarda le prime testimonianze scritte, al secolo XV. In tale epoca era già una clericatura e non è quindi improbabile che le sue origini debbano risalire a tempi più remoti.
Ricostruito nella seconda metà del Seicento. Al Settecento risale la costruzione del portico e del campanile.

Conserva e una grande tela settecentesca raffigurante la Madonna con S. Antonio (a sinistra in basso), S. Giovanni Battista, S. Bernardo, S. Carlo e S. Quirico.

 

 

 

Alle pareti si trovano dipinti murali raffiguranti Storie di Sant’Antonio abate.

 

 

 

 

 

Contiene anche una statua  moderna di sant’Antonio abate con bastone a croce cui è appesa una campanella, libro e maiale ai piedi.

 

 

 

Info e immagini dal sito cui si rimanda per approfondimenti:
https://associazionededalo.org/oratorio-di-s-antonio-abate/

CAREGGINE (LU), località Capricchia. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Capricchia
https://maps.app.goo.gl/dHeSVnQGuDMT5Cof9

La data 1608 è incisa su una formella in marmo posta sul fronte principale dell’attuale chiesa parrocchiale di Capricchia; essa è probabilmente relativa a un edificio di culto preesistente.
Nel 1810 fu edificata l’attuale chiesa. Nel 1823 la chiesa fu elevata al rango di parrocchia. Nel 1846 fu ampliato.
Nel 1947 il pittore Rubens Cavani da Castelnuovo Garfagnana dipinse le pareti del presbiterio. Nel 1948 fu realizzata la nuova pavimentazione in marmo; nel 1950 fu rifatta la copertura in lamiera zincata dopo che un uragano aveva scoperchiato la chiesa.

La chiesa presenta pianta rettangolare con abside semicircolare; adiacenti alla parete di estremità del presbiterio e in parte della parete laterale destra, si trovano due corpi di fabbrica rispettivamente adibiti a canonica e sacrestia.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/82786/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

MAGIONE (PG) frazione Antria. Chiesa dei SS. Antonio abate e Rocco, con statua di S. Antonio abate

https://maps.app.goo.gl/zjKaSdhRafuQYvZS9

La chiesa, menzionata nel 1425, fu costruita sopra la seconda porta del paese a ridosso della torre castellare ridotta a campanile e le fondamenta posano in parte nelle mura castellane esterne; in seguito divenne parrocchiale. Nel corso del XVII secolo la struttura subì importanti modifiche che l’hanno portata ad assumere la forma attuale. Il tetto è stato restaurato nel 1944.

Il presbiterio è distinto da un gradino, l’altare maggiore è a stucco con un quadro di Simone Ciburri che rappresenta la Natività (prima decade del 1600) ed è affiancato da due nicchie dove a sinistra vi è la statua di Sant’Antonio abate e a destra una statua cinquecentesca di San Rocco.

Sant’Antonio abate, con saio e mitria, ha nella mano destra un bastone pastorale cui è appesa una campanella; nella sinistra tiene il fuoco, Un maiale scuro ai suoi piedi a destra.

 

Link e immagini:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/29002/Chiesa_dei_Santi_Antonio_e_Rocco_Antria,_Magione

https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-san-rocco-e-santantonio-abate-antia-di-magione-pg/

IMOLA (BO), frazione Spazzate Sassatelli. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Cardinalato, 7a, Spazzate Sassatelli è una località a circa km 22 da Imola
https://maps.app.goo.gl/xmwYpiKWHGsSHoVG9

 

Nel 1671 fu eretta dai marchesi Sassatelli nella loro tenuta una chiesa intitolata a Sant’Antonio abate.
Essendo di modeste dimensioni, nel 1787 fu costruito un edificio un altro più grande, con la facciata orientata verso sud-est e un portale contraddistinto dallo stemma della nobile famiglia scolpito in marmo bianco. Quando l’erede dei Sassatelli decise di rinunciare ai diritti e agli oneri relativi alla chiesa, fu dichiarata sede parrocchiale nel 1929 e nello stesso anno, su progetto dell’ingegnere lughese Montanari, viene rifatta la facciata e innalzato il campanile.
In seguito all’aumento del numero degli abitanti del luogo, nel 1957-59 si stabilì di edificare il tempio attuale, collocato in via Cardinala, su progetto di Fornoni e Sacchi di Bergamo.

La facciata è tinteggiata di un colore rosso mattone e il portale è racchiuso da una cornice in muratura la cui sagoma la forma della facciata. Al centro, nove finestre rettangolari allineate l’una accanto all’altra.

L’interno, a pianta rettangolare con una sola navata, è adornato con una statua dell’Immacolata e una di Sant’Antonio abate della scuola di Ortisei, inoltre da una vecchia statua di Sant’Antonio di Padova e una Via Crucis in ceramica di Giuseppina Calderoni.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/37772/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

TERNI, frazione Cesi. Resti dell’abside della chiesa di Sant’Antonio abate, XV secolo

I resti si trovano sotto la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, sita in centro paese in Via Angelo Cesi e risalente al XVI secolo.
https://maps.app.goo.gl/Uqk8hSjTGpGNupnq9

L’antica chiesa sorgeva presso la seconda cinta di mura, la prima notizia è data da una bolla di papa Bonifacio IX, datata 14 gennaio 1391, che riporta la donazione della chiesa ai Francescani con autorizzazione ad edificarvi un convento, che doveva essere di cospicue dimensioni, poiché alla metà del Seicento ospitò il capitolo provinciale dei Minori Conventuali.
Probabilmente chiesa e convento furono abbandonati fin dal tempo della prima occupazione francese, poi parzialmente demoliti e sopra vi fu edificata la casa parrocchiale.

Oggi ne resta solo l’abside, che era separata dalla navata tramite un grande arcone gotico murato.

La copertura è a crociera, nelle vele dovevano essere gli Evangelisti e altre figure, oggi rimangono solo un evangelista, san Matteo, sorreggente il cartiglio con la scritta: LIB / ER GE / NERA / TIONE e il buon ladrone Disma, il cui cartiglio riporta la scritta: …NUS DNO SEDE A DESTRIS.
Sulla parete di fondo è affrescata una grande e affollata Crocifissione, composta da ben settantacinque figure, unica opera conosciuta di un popolaresco pittore narnese, Giovanni di Giovannello di Paolello come testimoniato dalla scritta, oggi quasi completamente perduta, ma letta dal Contelori e, parzialmente, dal Guardabassi: HOC OPUS FECIT FIERI URSELLA PRO ANIMA AGNELELLE COLUCCIE ET SUORUM DEFUNCTORUM SUB ANNO DOMINI 1425 TEMPORE D . MARTINI PAPE QUINTI INDICTIONE QUINTA MENSE MADII DIE XXVI . IOANNES IUENELLI PAULELLI PICTORI DE NARNEA PINSIT HOC OP. . . . A.D. 1425.
Sulla bandiera di uno dei soldati a destra del Crocifisso si trova lo stemma della famiglia spoletina dei Mauri.

 

Info e immagini da:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santantonio-abate-cesi-tr/