CALVI DELL’UMBRIA (TR). Chiesa di S. Antonio abate

Piazza Mazzini, 7
https://maps.app.goo.gl/e4DT8djZjgxTEjP18

La chiesa di Sant’Antonio affaccia sulla piazza principale del paese. Non si conosce con precisione la data di costruzione della chiesa. Dai documenti se ne ha notizia già dal XV secolo, quando apparteneva alla Confraternita dell’Ospedale di S. Antonio e S. Giacomo Maggiore.
Nel 1541 fu commissionato il monumentale presepe in stucco opera dei fratelli Giacomo e Raffaele da Montereale. La realizzazione richiese diversi anni e non era ancora del tutto completa nel 1592.
Con i lavori di costruzione del vicino monastero delle Orsoline si paventò la necessità di demolire la chiesa. Nel 1739 si arrivò ad un compromesso tra le monache e la Confraternita che previde la mutilazione della chiesa, accorciandola per consentire la realizzazione del coro per le religiose. Il presepe fu smontato e rimontato nella nuova abside della chiesa.
La chiesa, fin dalla sua origine era affiancata all’antica chiesa di S. Paolo con cui condivideva le murature e la facciata. L’attuale edificio fu realizzato, fra il 1739 ed il 1743, su progetto dell’architetto papale Ferdinando Fuga nell’ambito dell’ambizioso progetto di ampliamento del Monastero delle Orsoline e sorge dove era la chiesa dedicata a Sant’Antonio abate e San Giacomo, accanto alla vecchia chiesa di San Paolo, ora Santa Brigida.
Delle antiche chiese furono mantenute dal Fuga le preesistenti mura perimetrali, in entrambi gli edifici sono ancora visibili i rosoni tamponati in facciata. Per nascondere la differenza di altezza delle due chiese creatasi con la ricostruzione di Santa Brigida, l’architetto realizzò un unico grande prospetto su Piazza Mazzini, comune ad entrambe, articolato con paraste di ordine gigante e coronato da un fastigio con timpano curvilineo spezzato dalla forma elegante e dinamica visibile anche da lontano.

Per ricollocare il presepio fu costruita nella nuova chiesa di S. Antonio abate una nuova abside, alta 8 metri e larga 4, con all’esterno un fascione continuo decorato a girali d’acanto, in cui fu dipinto un nuovo fondale.
Durante lo spostamento le statue furono anche in parte danneggiate, poi restaurate e ridipinte.
Tra il 1953 ed il 1955 il presepe fu restaurato. Un nuovo restauro al presepe monumentale fu eseguito nel 2006.


I lavori, oltre alle statue, hanno interessato le decorazioni pittoriche e le strutture e hanno permesso di recuperare le pitture sul fondo del catino nella parte bassa e sono stati riportati alla luce due affreschi della fine del XVI secolo sulla parete destra, raffiguranti uno S. Agata e S. Biagio e sito in prossimità dell’ingresso;  l’altro S. Antonio abate e S. Lucia, nei pressi dell’abside, appartenenti all’originale decorazione pittorica della Chiesa.
S. Antonio, con saio, mantello e barba biforcata, tiene in mano libro e bastone cui è appesa una campanella.

Oggi la chiesa fa parte del percorso di visita del Museo del Monastero delle Orsoline.
L’interno della chiesa di S. Antonio è semplice e spoglio, caratterizzato dalla presenza dell’artistico e monumentale presepe in gesso policromo. Formato da oltre 30 statue realizzate in diverse proporzioni per creare un effetto di prospettiva, con in altro la cavalcata dei Magi ed in basso la scena della Natività, oltre agli angeli che sono appesi in cima al soffitto della chiesa.
Ai lati del catino, in due nicchie, sono collocate le statue di S. Antonio abate, a destra e di S. Rocco, a sinistra, patroni della Confraternita stessa e invocati anticamente contro la peste.
La statua presenta s. Antonio, che indossa saio chiaro e mantello e scapolare scuri, e tiene nella mano destra un libro aperto e nella sinistra un bastone con una terminazione serpeggiante cui è appesa una campanella.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/houses/house/16620/Calvi+dell%27Umbria+%28TR%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santantonio-abate-calvi-dellumbria-tr/

ROMANS D’ISONZO (GO). Ancona votiva dedicata a sant’Antonio abate

Si trova in via Redipuglia all’angolo con via dell’Ancona e via Latina.
https://maps.app.goo.gl/qyPeTDiQBoL1Ug6R6

 

Ogni anno, presso l’ancona, si celebra la Benedizione degli animali il 17 gennaio con la Santa Messa (ore 15,00) e con la benedizione del pane di sant’Antonio.

Vedi locandina allegata: Ancona di Cormons

 

LASTRA A SIGNA (FI). L’Antico Spedale di Sant’Antonio

Via Dante Alighieri, 34
https://maps.app.goo.gl/DfGByNNvrJfxCFGx8

L’Antico Spedale di Sant’Antonio a Lastra a Signa è un edificio di straordinario valore storico ed architettonico, che rappresenta una tappa fondamentale nel percorso artistico del Rinascimento fiorentino. Realizzato tra il 1416 e il 1421 su volontà dei Consoli dell’Arte della Seta, questo edificio aveva la funzione di ospizio per pellegrini e viandanti che percorrevano la Via Pisana.
L’Antico Spedale di Sant’Antonio di Lastra a Signa è dedicato a Sant’Antonio abate.
La scelta di dedicare l’ospedale a Sant’Antonio abate è legata alla sua figura di protettore dei poveri e degli ammalati. Essendo un eremita, era associato anche ai luoghi solitari e ai viaggi, come potevano essere quelli dei pellegrini che si recavano all’ospedale. Inoltre, la sua festa, il 17 gennaio, cadeva in un periodo dell’anno in cui le necessità dei più deboli erano maggiori.

Una delle caratteristiche più distintive dello Spedale di Sant’Antonio è il suo loggiato a sette arcate, un elemento architettonico che ricorda quello dell’Istituto degli Innocenti a Firenze. Questa somiglianza ha portato gli studiosi ad ipotizzare un possibile coinvolgimento di Filippo Brunelleschi nella progettazione dell’edificio.
Il loggiato, con i suoi portali in legno che conducono ai saloni interni, crea un’atmosfera di accoglienza e serenità, tipica degli ospizi dell’epoca. L’architettura sobria e razionale, unita alla maestria nella lavorazione della pietra, rendono questo edificio un esempio di perfezione formale e funzionale.

L’Antico Spedale di Sant’Antonio è molto più di un semplice edificio religioso. Nel corso dei secoli, ha svolto diverse funzioni, ospitando poveri e ammalati, oltre che pellegrini.

L’importanza storica ed artistica dell’Antico Spedale di Sant’Antonio è stata riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Nel 2022, l’edificio è stato trasferito al Comune di Lastra a Signa, grazie ad un’operazione di federalismo culturale promossa dall’Agenzia del Demanio.
Questo passaggio di proprietà rappresenta un’opportunità unica per valorizzare ulteriormente questo bene culturale e renderlo accessibile a un pubblico sempre più ampio.

Come riporta un articolo pubblicato sul sito del quotidiano toscano «La Nazione», a firma di Lisa Ciardi, sono iniziati, a Lastra a Signa, i lavori di restauro dell’Antico Spedale di Sant’Antonio.
Nei mesi scorsi si erano svolti alcuni interventi per testare la sicurezza dell’immobile anche dal punto di vista sismico.
All’interno della struttura erano stati effettuati alcuni sopralluoghi dalla ditta aggiudicataria dei lavori e dai restauratori che avranno il compito di riportare alla luce le testimonianze artistiche e pittoriche presenti nelle sale, soprattutto del primo piano. Qui sono stati già individuati affreschi e disegni murari risalenti a varie epoche storiche, dal Quattrocento all’Ottocento, che verranno restaurati e conservati all’interno delle stanze, seguendo le indicazioni e sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato.
Con la ristrutturazione, nell’edificio nasceranno locali per co-working, convegni, esposizioni e promozione turistica.

Info:
Comune di Lastra a Signa (Fi)

 

 

 

 

 

VIETRI SUL MARE (SA). Cappella di Sant’Antonio abate

Via Enrico de Marinis, 15
https://maps.app.goo.gl/c9c2oa74s4swhBTw7

Della cappella si hanno pochissime notizie. La sua epoca di costruzione può essere fissata tra XVIII e XIX secolo, quando fu eretto il palazzo Ragone, di cui essa fa architettonicamente parte.
Nel 1907 la cappella è stata sottoposta a generali lavori di restauro, curati da Francesco Ragone. A questa data risale anche la costruzione del nuovo altare marmoreo.
Durante l’alluvione del 1954, che causò la perdita della chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve, la cappella rimase indenne perché situata nella zona alta del borgo. Svolse funzioni parrocchiali fino al 1964, quando fu aperta la nuova chiesa.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/72772/Cappella+di+Sant%27Antonio+Abate

https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500060616


 

 

 

Il 17 gennaio si festeggia Sant’Antonio abate, protettore degli animali ma anche dei ceramisti e di quanti operano con il fuoco. Come di consueto a Vietri sul Mare, città di antica tradizione ceramica, si svolge la benedizione della “vampa”, la cottura dei pezzi di ceramica con il fuoco santo, la degustazione di piatti tipici e momenti di spettacolo e musica popolare.
Vedi anche https://www.santantonioabate.afom.it/le-targhe-ceramiche-devozionali-con-santantonio-abate/

SANTA LUCIA DEL MELA (ME). Chiesa di Sant’Antonio abate

All’interno dell’abitato.

La chiesa è stata edificata nel XVI secolo e in passato era definita “Teutonica”, perché legata all’omonimo Ordine religioso. La chiesa era utilizzata dal magistrato di Santa Lucia e veniva amministrata dai canonici della Cattedrale di Santa Lucia (S. Maria Assunta).
Nel 1843 i due canonici, don Giuseppe Puleio e don Felice Pagano, redigono per ordine del Prelato di Santa Lucia, l’inventario della chiesa. In base è noto che la chiesa possedeva diversi arredi preziosi e tre altari: “l’altare maggiore tutto di fabbrica con la statua di sant’Antonio di legno, l’altare dell’Immacolata Concezione con quadro in tela e altare di fabrica, l’altare del Santissimo Crocifisso tutto di fabrica”.
Come risulta dalla descrizione del sacerdote Fortunato Trifirò nel 1921, la chiesa aveva tre altari: Sant’Antonio abate, La Vergine Immacolata e Santa Lucia Vergine e Martire. Inoltre «Non esiste pulpito, né organo e vi sono due confessionali in discrete condizioni. Vi si celebra il settenario, la festa di Sant’Antonio abate e il novenario del santo Natale. La statua di Sant’Antonio si processiona il 3 febbraio insieme al patrono San Biagio. Si celebra la messa tutte le domeniche. Esiste una confraternita sotto il nome di Sant’Antonio abate con statuto proprio e debitamente approvato dall’Ordinario diocesano. La chiesa ha una rendita fissa di £ 25 annue in canoni, con l’obolo dei fedeli supplisce alle spese di culto, alla manutenzione delle fabbriche ed arredi sacri».
Mons. Ballo, nell’ambito della visita pastorale del 1931, dispose delle migliorie alla chiesa: sistemazione del dipinto e del sepolcreto dell’altare maggiore; decorazione di nicchia e altare di Sant’Antonio.

All’esterno, la facciata è a capanna; il campanile è a vela. La facciata principale presenta un unico portale con finestra soprastante. Il fronte della facciata è coronato da una serie di pinnacoli cilindrici.

La chiesa ha pianta a unica navata con abside a pianta rettangolare coperta da volta a botte, nella quale sono presenti due lunette che accolgono una finestra ovale, ciascuna. Un arco a tutto sesto, con dei putti posti alla base e poggianti su capitelli, separa la zona absidale dall’aula.

A sinistra dell’altare maggiore vi è una statua di s. Antonio abate.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/35575/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate