MAGIONE (PG) frazione Antria. Chiesa dei SS. Antonio abate e Rocco, con statua di S. Antonio abate

https://maps.app.goo.gl/zjKaSdhRafuQYvZS9

La chiesa, menzionata nel 1425, fu costruita sopra la seconda porta del paese a ridosso della torre castellare ridotta a campanile e le fondamenta posano in parte nelle mura castellane esterne; in seguito divenne parrocchiale. Nel corso del XVII secolo la struttura subì importanti modifiche che l’hanno portata ad assumere la forma attuale. Il tetto è stato restaurato nel 1944.

Il presbiterio è distinto da un gradino, l’altare maggiore è a stucco con un quadro di Simone Ciburri che rappresenta la Natività (prima decade del 1600) ed è affiancato da due nicchie dove a sinistra vi è la statua di Sant’Antonio abate e a destra una statua cinquecentesca di San Rocco.

Sant’Antonio abate, con saio e mitria, ha nella mano destra un bastone pastorale cui è appesa una campanella; nella sinistra tiene il fuoco, Un maiale scuro ai suoi piedi a destra.

 

Link e immagini:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/29002/Chiesa_dei_Santi_Antonio_e_Rocco_Antria,_Magione

https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-san-rocco-e-santantonio-abate-antia-di-magione-pg/

IMOLA (BO), frazione Spazzate Sassatelli. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Cardinalato, 7a, Spazzate Sassatelli è una località a circa km 22 da Imola
https://maps.app.goo.gl/xmwYpiKWHGsSHoVG9

 

Nel 1671 fu eretta dai marchesi Sassatelli nella loro tenuta una chiesa intitolata a Sant’Antonio abate.
Essendo di modeste dimensioni, nel 1787 fu costruito un edificio un altro più grande, con la facciata orientata verso sud-est e un portale contraddistinto dallo stemma della nobile famiglia scolpito in marmo bianco. Quando l’erede dei Sassatelli decise di rinunciare ai diritti e agli oneri relativi alla chiesa, fu dichiarata sede parrocchiale nel 1929 e nello stesso anno, su progetto dell’ingegnere lughese Montanari, viene rifatta la facciata e innalzato il campanile.
In seguito all’aumento del numero degli abitanti del luogo, nel 1957-59 si stabilì di edificare il tempio attuale, collocato in via Cardinala, su progetto di Fornoni e Sacchi di Bergamo.

La facciata è tinteggiata di un colore rosso mattone e il portale è racchiuso da una cornice in muratura la cui sagoma la forma della facciata. Al centro, nove finestre rettangolari allineate l’una accanto all’altra.

L’interno, a pianta rettangolare con una sola navata, è adornato con una statua dell’Immacolata e una di Sant’Antonio abate della scuola di Ortisei, inoltre da una vecchia statua di Sant’Antonio di Padova e una Via Crucis in ceramica di Giuseppina Calderoni.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/37772/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

TERNI, frazione Cesi. Resti dell’abside della chiesa di Sant’Antonio abate, XV secolo

I resti si trovano sotto la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, sita in centro paese in Via Angelo Cesi e risalente al XVI secolo.
https://maps.app.goo.gl/Uqk8hSjTGpGNupnq9

L’antica chiesa sorgeva presso la seconda cinta di mura, la prima notizia è data da una bolla di papa Bonifacio IX, datata 14 gennaio 1391, che riporta la donazione della chiesa ai Francescani con autorizzazione ad edificarvi un convento, che doveva essere di cospicue dimensioni, poiché alla metà del Seicento ospitò il capitolo provinciale dei Minori Conventuali.
Probabilmente chiesa e convento furono abbandonati fin dal tempo della prima occupazione francese, poi parzialmente demoliti e sopra vi fu edificata la casa parrocchiale.

Oggi ne resta solo l’abside, che era separata dalla navata tramite un grande arcone gotico murato.

La copertura è a crociera, nelle vele dovevano essere gli Evangelisti e altre figure, oggi rimangono solo un evangelista, san Matteo, sorreggente il cartiglio con la scritta: LIB / ER GE / NERA / TIONE e il buon ladrone Disma, il cui cartiglio riporta la scritta: …NUS DNO SEDE A DESTRIS.
Sulla parete di fondo è affrescata una grande e affollata Crocifissione, composta da ben settantacinque figure, unica opera conosciuta di un popolaresco pittore narnese, Giovanni di Giovannello di Paolello come testimoniato dalla scritta, oggi quasi completamente perduta, ma letta dal Contelori e, parzialmente, dal Guardabassi: HOC OPUS FECIT FIERI URSELLA PRO ANIMA AGNELELLE COLUCCIE ET SUORUM DEFUNCTORUM SUB ANNO DOMINI 1425 TEMPORE D . MARTINI PAPE QUINTI INDICTIONE QUINTA MENSE MADII DIE XXVI . IOANNES IUENELLI PAULELLI PICTORI DE NARNEA PINSIT HOC OP. . . . A.D. 1425.
Sulla bandiera di uno dei soldati a destra del Crocifisso si trova lo stemma della famiglia spoletina dei Mauri.

 

Info e immagini da:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santantonio-abate-cesi-tr/

SAMPEYRE (CN), frazione Rore. Pilone con s. Antonio abate

Nell’abitato di Rore sorgono diversi piloni/edicole; quello presso la fontana, sul lato a destra ha un’immagine di sant’Antonio abate con bastone a stampella cui è appesa una piccola campana. Purtroppo mutila della parte inferiore.

 

 

Fotografia di Donatella Olivero da Facebook.
https://www.facebook.com/photo/?fbid=1032630438306960&set=pcb.3155718414564912

 

Segnalazione:
Valter Bonello

SPINETOLI (AP), frazione Pagliare del Tronto. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Vittorio Emanuele, 3
https://maps.app.goo.gl/jCwgWJXqJXZjRQ3y7

La Santa Sede nel 1797 accordò l’erezione della nuova parrocchia di Pagliare con il preciso impegno da parte del popolo di costruire la chiesa e provvedere al suo mantenimento. Pur con generosi sforzi, i lavori di edificazione non riuscivano ad avanzare. Don Marco Guerrieri si interessò presso la Santa Sede perché alla nuova parrocchia si assegnasse un beneficio per uscire dalle difficoltà e per assicurare un sostegno economico ai futuri bisogni. I terreni, che attualmente sono della parrocchia, costituivano il beneficio di Sant’Antonio abate in Borgo Solestà, quartiere di Ascoli Piceno e li godeva mons. Marcucci, ascolano e vescovo di Montalto Marche. Alla morte del Vescovo, don Guerrieri, propose ed ottenne dalla Santa Sede che il beneficio di S. Antonio abate di Borgo Solestà fosse assegnato alla nuova parrocchia di Sant’Antonio abate di Pagliare. Solo vendendo parte del beneficio furono portati a termine i lavori della nuova chiesa terminata e inaugurata nel 1813.
Don Acciaccaferri fu il parroco che rimase più a lungo a Pagliare: dal 1856 al 1906. Egli fece decorare la chiesa parrocchiale del pittore Ferdinando Cicconi, artista di buona fama di Colli del Tronto. Di quel pittore rimane solo la tela al centro della volta, sulla navata centrale, in cui domina la figura di Dio Creatore. La decorazione del Cicconi fu in seguito ricoperta da quella fatta eseguire dal parroco don Riccardo Marucci.
Agli inizi del XX secolo si decise di rendere la chiesa più capiente, in quanto era troppo angusta per la crescente popolazione. Con progetto dell’ingegner Orlando Grifi, si affidò la costruzione delle due navate laterali e la pavimentazione di tutta la chiesa alla Ditta Morganti Ernesto. Nel 1925 la chiesa aveva già le attuali dimensioni. Nelle due nuove navate laterali furono posti due altari in legno prelevati dalla chiesa di San Francesco di Offida, demolita per essere adibita ad altri usi. Don Paolo Rossi acquistò dalla ditta Migliorini in Roma l’attuale organo. S i provvide in breve tempo all’arredamento della chiesa con banchi e sedie e si fece un primo rinnovo dei paramenti e di vasi sacri, un impianto di illuminazione adeguato.

La facciata presenta sopra i portali laterali due lunette a bassorilievo con immagini a mezzo busto di s. Antonio abate: a sinistra con libro e bastone; a destra circondato da animali.

 

Info da:
https://web.archive.org/web/20101003230330/http://lnx.pagliaredeltronto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=61&Itemid=63