ROMANS D’ISONZO (GO). Ancona votiva dedicata a sant’Antonio abate

Si trova in via Redipuglia all’angolo con via dell’Ancona e via Latina.
https://maps.app.goo.gl/qyPeTDiQBoL1Ug6R6

 

Ogni anno, presso l’ancona, si celebra la Benedizione degli animali il 17 gennaio con la Santa Messa (ore 15,00) e con la benedizione del pane di sant’Antonio.

Vedi locandina allegata: Ancona di Cormons

 

LASTRA A SIGNA (FI). L’Antico Spedale di Sant’Antonio

Via Dante Alighieri, 34
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L’Antico Spedale di Sant’Antonio a Lastra a Signa è un edificio di straordinario valore storico ed architettonico, che rappresenta una tappa fondamentale nel percorso artistico del Rinascimento fiorentino. Realizzato tra il 1416 e il 1421 su volontà dei Consoli dell’Arte della Seta, questo edificio aveva la funzione di ospizio per pellegrini e viandanti che percorrevano la Via Pisana.
L’Antico Spedale di Sant’Antonio di Lastra a Signa è dedicato a Sant’Antonio abate.
La scelta di dedicare l’ospedale a Sant’Antonio abate è legata alla sua figura di protettore dei poveri e degli ammalati. Essendo un eremita, era associato anche ai luoghi solitari e ai viaggi, come potevano essere quelli dei pellegrini che si recavano all’ospedale. Inoltre, la sua festa, il 17 gennaio, cadeva in un periodo dell’anno in cui le necessità dei più deboli erano maggiori.

Una delle caratteristiche più distintive dello Spedale di Sant’Antonio è il suo loggiato a sette arcate, un elemento architettonico che ricorda quello dell’Istituto degli Innocenti a Firenze. Questa somiglianza ha portato gli studiosi ad ipotizzare un possibile coinvolgimento di Filippo Brunelleschi nella progettazione dell’edificio.
Il loggiato, con i suoi portali in legno che conducono ai saloni interni, crea un’atmosfera di accoglienza e serenità, tipica degli ospizi dell’epoca. L’architettura sobria e razionale, unita alla maestria nella lavorazione della pietra, rendono questo edificio un esempio di perfezione formale e funzionale.

L’Antico Spedale di Sant’Antonio è molto più di un semplice edificio religioso. Nel corso dei secoli, ha svolto diverse funzioni, ospitando poveri e ammalati, oltre che pellegrini.

L’importanza storica ed artistica dell’Antico Spedale di Sant’Antonio è stata riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Nel 2022, l’edificio è stato trasferito al Comune di Lastra a Signa, grazie ad un’operazione di federalismo culturale promossa dall’Agenzia del Demanio.
Questo passaggio di proprietà rappresenta un’opportunità unica per valorizzare ulteriormente questo bene culturale e renderlo accessibile a un pubblico sempre più ampio.

Come riporta un articolo pubblicato sul sito del quotidiano toscano «La Nazione», a firma di Lisa Ciardi, sono iniziati, a Lastra a Signa, i lavori di restauro dell’Antico Spedale di Sant’Antonio.
Nei mesi scorsi si erano svolti alcuni interventi per testare la sicurezza dell’immobile anche dal punto di vista sismico.
All’interno della struttura erano stati effettuati alcuni sopralluoghi dalla ditta aggiudicataria dei lavori e dai restauratori che avranno il compito di riportare alla luce le testimonianze artistiche e pittoriche presenti nelle sale, soprattutto del primo piano. Qui sono stati già individuati affreschi e disegni murari risalenti a varie epoche storiche, dal Quattrocento all’Ottocento, che verranno restaurati e conservati all’interno delle stanze, seguendo le indicazioni e sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato.
Con la ristrutturazione, nell’edificio nasceranno locali per co-working, convegni, esposizioni e promozione turistica.

Info:
Comune di Lastra a Signa (Fi)

 

 

 

 

 

VIETRI SUL MARE (SA). Cappella di Sant’Antonio abate

Via Enrico de Marinis, 15
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Della cappella si hanno pochissime notizie. La sua epoca di costruzione può essere fissata tra XVIII e XIX secolo, quando fu eretto il palazzo Ragone, di cui essa fa architettonicamente parte.
Nel 1907 la cappella è stata sottoposta a generali lavori di restauro, curati da Francesco Ragone. A questa data risale anche la costruzione del nuovo altare marmoreo.
Durante l’alluvione del 1954, che causò la perdita della chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve, la cappella rimase indenne perché situata nella zona alta del borgo. Svolse funzioni parrocchiali fino al 1964, quando fu aperta la nuova chiesa.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/72772/Cappella+di+Sant%27Antonio+Abate

https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500060616


 

 

 

Il 17 gennaio si festeggia Sant’Antonio abate, protettore degli animali ma anche dei ceramisti e di quanti operano con il fuoco. Come di consueto a Vietri sul Mare, città di antica tradizione ceramica, si svolge la benedizione della “vampa”, la cottura dei pezzi di ceramica con il fuoco santo, la degustazione di piatti tipici e momenti di spettacolo e musica popolare.
Vedi anche https://www.santantonioabate.afom.it/le-targhe-ceramiche-devozionali-con-santantonio-abate/

SANTA LUCIA DEL MELA (ME). Chiesa di Sant’Antonio abate

All’interno dell’abitato.

La chiesa è stata edificata nel XVI secolo e in passato era definita “Teutonica”, perché legata all’omonimo Ordine religioso. La chiesa era utilizzata dal magistrato di Santa Lucia e veniva amministrata dai canonici della Cattedrale di Santa Lucia (S. Maria Assunta).
Nel 1843 i due canonici, don Giuseppe Puleio e don Felice Pagano, redigono per ordine del Prelato di Santa Lucia, l’inventario della chiesa. In base è noto che la chiesa possedeva diversi arredi preziosi e tre altari: “l’altare maggiore tutto di fabbrica con la statua di sant’Antonio di legno, l’altare dell’Immacolata Concezione con quadro in tela e altare di fabrica, l’altare del Santissimo Crocifisso tutto di fabrica”.
Come risulta dalla descrizione del sacerdote Fortunato Trifirò nel 1921, la chiesa aveva tre altari: Sant’Antonio abate, La Vergine Immacolata e Santa Lucia Vergine e Martire. Inoltre «Non esiste pulpito, né organo e vi sono due confessionali in discrete condizioni. Vi si celebra il settenario, la festa di Sant’Antonio abate e il novenario del santo Natale. La statua di Sant’Antonio si processiona il 3 febbraio insieme al patrono San Biagio. Si celebra la messa tutte le domeniche. Esiste una confraternita sotto il nome di Sant’Antonio abate con statuto proprio e debitamente approvato dall’Ordinario diocesano. La chiesa ha una rendita fissa di £ 25 annue in canoni, con l’obolo dei fedeli supplisce alle spese di culto, alla manutenzione delle fabbriche ed arredi sacri».
Mons. Ballo, nell’ambito della visita pastorale del 1931, dispose delle migliorie alla chiesa: sistemazione del dipinto e del sepolcreto dell’altare maggiore; decorazione di nicchia e altare di Sant’Antonio.

All’esterno, la facciata è a capanna; il campanile è a vela. La facciata principale presenta un unico portale con finestra soprastante. Il fronte della facciata è coronato da una serie di pinnacoli cilindrici.

La chiesa ha pianta a unica navata con abside a pianta rettangolare coperta da volta a botte, nella quale sono presenti due lunette che accolgono una finestra ovale, ciascuna. Un arco a tutto sesto, con dei putti posti alla base e poggianti su capitelli, separa la zona absidale dall’aula.

A sinistra dell’altare maggiore vi è una statua di s. Antonio abate.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/35575/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

POLINO (TR). Eremo dei Santi Antonio abate e Antonio di Padova

L’Eremo sorge in luogo isolato, di fronte all’abitato di Polino, dalla parte opposta della valle del Tescino, nella parete rocciosa del Colle della Croce.
https://maps.app.goo.gl/HfC3CKkShVdi4bXy8

 

L’Eremo risale al XII secolo, scavato nella roccia e dedicato in origine a sant’Antonio abate e successivamente anche a sant’Antonio di Padova.
La facciata invece risale al XVI secolo, sormontata da un campaniletto a vela, chiude l’ingresso rupestre.

 

L’interno è costituito da due vani, uno interamente scavato nella roccia e l’altro in muratura. Nella piccola nicchia ipogea, il santuario più antico, si venera un’immagine di Antonio abate del 1681, che si aggiunge a più antiche immagini in affresco sulla parete di roccia: una Madonna con Bambino e un barbuto sant’Antonio abate, di incerta datazione, sicuramente antecedente al XV secolo. Il Santo tiene nella mano sinistra un libro chiuso e nella destra un bastone a tau.

Altri affreschi, probabilmente un Cristo benedicente, sono poco leggibili.

Nella chiesuola antistante, voltata a botte, è stata aggiunta, più recentemente, anche la statua di S. Antonio di Padova, in una nicchia della parete sormontata dallo stemma del Comune.

 

All’Eremo si celebrano le feste dei due sant’Antonio: il 17 gennaio e il 13 giugno, con processioni che partono dall’abitato del Comune.
La tradizione vuole che ci si bagni con l’acqua che stilla dalla volta di roccia e si raccoglie in alcune nicchie della parete e che è considerata terapeutica.

 

Link e immagini:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/eremo-di-santantonio-polino/