CAMPOTOSTO (AQ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Sita nella parte alta e più antica del borgo, Via Castello, 230
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La Chiesa fu edificata nel corso del 1359; fu ristrutturato più volte nel corso dei secoli.
L’impianto originale, più piccolo dell’attuale e limitato al nucleo centrale, risale presumibilmente al 1697 come riporta un’iscrizione incisa sull’architrave dell’ingresso tamponato posto sulla parete di sinistra.
Nel 1834 la chiesa fu interamente ristrutturata: furono demolite in parte le originarie pareti longitudinali per consentire l’ampliamento da entrambi i lati con conseguente cambio di orientamento. Negli anni ’20 del 900 la chiesa ha subito un nuovo restauro; a tale periodo risale la ricostruzione del campanile a torre posto a destra della facciata principale.
A seguito del sisma del 2009 la chiesa ha riportato lesioni di lieve entità vicino alle teste delle travi lignee e in corrispondenza dell’attaccatura della facciata alle pareti laterali.

Campotosto. Chiesa S. Antonio abate, post sisma

La chiesa era stata molto danneggiata dal terremoto del 2017; sono stati posti travi di sostegno anche in facciata e i lavori di riparazione sono stati approvati nel 2023.

 

La facciata rettangolare, a coronamento orizzontale in conci di pietra, è interrotta da un portale a stipiti lisci con soprastante finestrone circolare. Alla sua destra il tozzo campanile in pietra.

La pianta è rettangolare ad aula unica, con presbiterio quadrangolare, in posizione absidale, rialzato di un gradino dal piano dell’aula, separato da un arco santo in conci lapidei con sottostante balaustra in legno.

L’altare preconciliare in legno, riccamente decorato, risale al 1942-44 per opera di Settimio e Amerigo Vertelli in sostituzione dell’antico altare seicentesco, di cui alcuni frammenti si trovano in sagrestia.
Nell’altare è custodita la statua di sant’Antonio abate, mentre ai lati si trovano quelle di sant’Antonio di Padova e di santa Lucia. Nella navata si trova la statua della Vergine.

 

 

 

 

Link:
www.italiavirtualtour.it/dettaglio.php?id=94623

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edifices/edifice/1115/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

BUCCHIANICO (CH). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Urbano, 11 angolo Via S. Antonio
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La facciata presenta un prostilo con, a sinistra, una colonna di mattoni scolpiti.

 

L’interno è ad aula rettangolare di dimensioni interne 5,10 x 16,25 m.

Nel 2023 è stato approvato un progetto per il restauro e l’utilizzo della chiesa come aula conferenze.


Link e immagini:

https://www.prolocobucchianico.it/altre-architetture.html

SAN VALENTINO IN ABRUZZO CITERIORE (PE). Chiesa di Sant’Antonio abate

La Chiesa sorge lungo il perimetro dell’originario nucleo, quasi di fronte al duomo dei SS. Valentino e Damiano, in un vicolo strettissimo, Strada S. Antonio, 6
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La chiesa fu edificata nel 1715 e presenta una bella facciata barocca a due ordini, timpano curvilineo e campaniletto a vela. Il portale è riccamente decorato con rilievi in pietra locale. Sull’architrave si può notare l’iscrizione latina della dedica a s. Antonio abate e la data: “MDCCXV”.

L’interno, con pianta a croce greca, è ricco di capitelli ionici, rosette, stucchi e riquadri tipicamente barocchi. Sulla sommità si trova una cupola molto bassa con una croce in stucco e delle stelle.
Il pavimento lapideo è originale, la copertura è a botte.
Sull’altare maggiore è posto un tabernacolo ligneo opera di artigiani detti “maestri marangoni”, cioè falegnami ebanisti, di origine veneta, che tra il Sei-Settecento costituirono quasi una scuola d’arte non solo in Abruzzo ma in quasi tutte le regioni d’Italia.
Un piccolo organo a canne di scuola napoletana (secolo XVIII) è posto sulla cantoria in controfacciata.

Tra i dipinti sono conservati: “Vergine Immacolata tra i santi Nicola di Bari e Antonio di Padova” di Marino Franchi, 1848 circa; “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori” di Enrico Marchiani, 1849; “Transito di San Giuseppe” di Tito Orlando, 1849.

Una statua di sant’Antonio abate è portata in processione durante la sua festa a gennaio.

Attualmente, la chiesa è chiusa per i gravi danni strutturali riportati a causa del sisma del 2009.

 

Link:
http://www.chiesasanvalentinoac.it/la-chiesa-di-santantonio-abate/

TEMU (BS), frazione Lecanù. Chiesa di Sant’Antonio abate e dei Santi Martiri

Via Lecanù, 12
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La chiesa della frazione di Lecanù nell’Alta Valle Camonica, risale al XVII secolo. Il fabbricato è orientato seguendo l’asse sud est – nord ovest, con il prospetto avente l’ingresso principale rivolto verso quest’ultimo.
La facciata, con registro unico e frontone triangolare, presenta in mezzeria portale lapideo e soprastante serliana decorata da mosaico raffigurante l’Annunciazione. Completa il prospetto una finestra quadrata, probabilmente di origine pre-conciliare, posta al lato dell’ingresso in aula. Il campanile è collocato sul fianco est dell’edificio.

Lo spazio interno è scandito da lesene stilizzate e da cornicione, leggermente aggettante, che segna il punto di innesto delle volte di copertura, a botte lunettate e ritmate da membrature, nella navata, a botte semplice, nella zona presbiterale.

L’interno, che presenta superfici ornate a rilievo e pitture murali, è a navata unica culminante nel presbiterio a pianta rettangolare. Contiene opere della bottega dell’intagliatore Gian Domenico Ramus, come l’elaborato altare maggiore, del 1685-90.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/59708/Chiesa_di_Sant’Antonio_e_Santi_Martiri_Lecan%C3%B9,_Tem%C3%B9

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300082138

BEREGUARDO (PV). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio, 1
https://maps.app.goo.gl/AgckTw7U2tp1GR6MA

 

La prima struttura fu una cappella fondata nel 1425 da Filippo Maria Visconti, duca di Milano e conte di Pavia, sotto il titolo di Sant’Antonio abate. Il primo officiante un frate Agostino del Convento degli Eremitani di S. Agostino, ossia del convento di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia. Alcuni studiosi, come il Cerri, affermano che, “benché piccola, era a tre navi”. Le notizie riguardanti la chiesa di Bereguardo riportano che essa dipese, fino al secolo XVI dalla plebania di Trivolzio poi, nel 1565, ebbe diritti parrocchiali propri.
Le cronache dell’epoca riportano che era in precarie condizioni statiche fin dalla metà del XVIII secolo; quindi fu ricostruita intorno al 1762, assumendo la forma planimetrica attuale, con fronte rivolta a mezzogiorno e pianta a croce greco-latina.
La parrocchiale fu consacrata il 2 maggio 1875 dal cardinale Lucido Maria Parocchi, già vescovo di Pavia. In tale occasione fu insignita della dignità di Arcipretura e il parroco di Bereguardo ha il titolo di Prevosto.
Nel tempo si resero necessari adeguati restauri alla Chiesa anche per il fatto che era stata dichiarata nel 1914 monumento nazionale. A causa dello scoppio della prima guerra Mondiale, fu impossibile eseguire i lavori che furono attuati alla fine della guerra. Molto si dovette all’anziano parroco, don Baldassare Riffaldi che dotò il tempio di una bussola in noce per una porta simmetrica a quella centrale fatta costruire nel 1871 dal suo predecessore, don Clemente Carcano.
Il monumentale tempio fu arricchito da sei finestre istoriate policrome nel quadriennio 1956-1960, pregevoli opere del maestro vetraio Lindo Grassi.

La chiesa si presenta con una facciata a mattoni a vista che è formata da un corpo centrale aggettante e da due fiancate più basse, tagliate da due lesene laterali piatte e da una corposa modanatura orizzontale.
L’ampio sagrato accentua la volumetria della chiesa e ne staglia il profilo. Il campanile si eleva per oltre 40 metri sul fianco sinistro del tempio, coronato da una cella chiusa da quattro monofore con pinnacoli angolari; il tutto culmina con una cupola bizantineggiante che termina con un globo in rame su cui poggia una croce alta 2,80 m.

L’interno, che mostra una certa sproporzione tra altezza e larghezza, comprende l’altare maggiore e due cappelle che delimitano i bracci trasversali della croce latina. All’interno della chiesa si accede tramite tre portali muniti di bussola. Quello centrale si distingue per intagli in noce, fra cui si notano stemmi gentilizi in rilievo.
La prima cappella di destra è dedicata alla Madonna del Rosario e presenta una mensa in cotto, con paliotto dipinto a disegni floreali e sovrastante altare in marmo giallo-nero. La cappella che le sta dirimpetto è dedicata al Crocifisso.
L’altare maggiore fu fatto costruire nel 1814 dal parroco don Giuseppe Andreoni. Il presbiterio è sovrastato da una cupola a profilo ribassato. Ai lati dell’altare maggiore ne figurano due altri minori, dedicati rispettivamente ai santi Mauro abate e Bernardino da Feltre e a San Rocco. La chiesa è sovrastata da una bella cupola a pianta ottagonale, che sorge in corrispondenza del transetto.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/56134/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Bereguardo