VIGEVANO (PV). Chiesa di Sant’Antonio abate alla Sforzesca

La cascina Sforzesca sorge a sud-est del centro abitato di Vigevano.
https://maps.app.goo.gl/4nUCTdXrJb6e7JWo7

 

La cascina fu costruita intorno al 1486 da Ludovico il Moro  che la intese come centro di raccolta e organizzazione delle ricchissime entrate prodotte dal territorio, promuovendo attività sperimentali di coltivazione e allevamento, tra cui l’introduzione del gelso e del baco da seta. Guglielmo da Comino progettò la villa-cascina a pianta quadrata che è il cuore della vasta tenuta, e Leonardo da Vinci ideò la rete dei canali di irrigazione.
L’edificio presentava quattro padiglioni rettangolari disposti agli angoli e utilizzati come residenza; i segmenti di unione delle torri erano adibiti a stalle o depositi.
Era presente anche una chiesa intitolata a S. Antonio abate.

L’attuale edificio della Parrocchia di Sant’Antonio abate alla Sforzesca di Vigevano fu costruita nel 1855 per volontà del marchese Apollinare Rocca Saporiti che nel 1852 che aveva fatto costruire nei pressi la propria villa padronale. Benché sia stata eletta chiesa parrocchiale della piccola frazione, essa conserva ancora oggi lo status di chiesa privata, attualmente adibita a sepolcreto della famiglia dei principi Albani Castelbarco della Sforzesca.
La chiesa è sempre chiusa, ad eccezione dell’occasione di eventi della famiglia dei proprietari.

«La chiesa attuale sorge sulla stessa area sulla quale risulta (dal Catasto Teresiano) la precedente chiesa quattrocentesca, e fu ideata come completamento della villa padronale. La facciata principale sulla strada presenta colonne e lesene con capitelli corinzi, posati su un alto basamento di granito e sormontati da un timpano con bassorilievo che riproduce lo stemma della famiglia Rocca Saporiti; in alto, come coronamento, statue di santi in marmo di Carrara.

L’interno è a un’unica navata a croce greca, con due cappelle laterali e con una cupola centrale che sovrasta l’incrocio dei due bracci. Le decorazioni pittoriche sono opera del pittore torinese Francesco Gonin, che nel 1857 si trovava a Vigevano per realizzare gli affreschi della cattedrale. In quell’occasione il marchese Apollinare stipulò con Gonin un contratto per affrescare, nell’anno successivo, la chiesa della Sforzesca. Nel catino absidale il pittore rappresentò il Giudizio Universale, nelle lunette laterali la risurrezione di Lazzaro e del figlio della vedova di Naim, e nella cupola una schiera di angeli e profeti. Allo scultore Benedetto Cacciatori fu affidata la realizzazione del monumento funebre di Marcello Saporiti e a Giovanni Emanuelli il gruppo marmoreo dell’altare maggiore, con la Vergine affiancata da due angeli e posta su una base a bassorilievi che esaltano il potere salvifico di Cristo.»

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A050-00252/

https://www.comune.vigevano.pv.it/turismo/it/cosa-vedere/sforzesca

Parte del testo tratta dall’allegato: LA SFORZESCA-Opuscolo_Lions.pdf

VIGEVANO (PV), frazione Morsella. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

A sud-ovest dell’abitato di Vigevano, nella frazione Morsella.
https://maps.app.goo.gl/6K46ZDnTwMT9WCym9

 

La chiesa originaria, costruita nel 1692, fu abbattuta e ricostruita negli anni ’40 del Novecento conservando solo il campanile.
Consacrata il 25 agosto 1940, fu soggetta a diverse opere di restauro nei vari anni a seguire che hanno coinvolto principalmente le lavorazioni della facciata.

La chiesa presenta una navata unica, ampia  9,50 m, che si apre nel transetto fino a 10,90 m. Il presbiterio è sollevato di tre gradini rispetto alla navata e termina con il catino absidale in cui trova posto il coro. Nel transetto si innalza la cupola a base ottagonale su cui si aprono otto finestre ad arco.

Su ciascuna delle due pareti laterali della navata, al di sopra di tre finestrelle circolari, compaiono dodici tondi affrescati che rappresentano gli Apostoli.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/19743/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

BORGO VELINO (RI). Chiesa dei SS. Dionigi, Rustico ed Eleuterio, detta “di Sant’Antonio abate”

Sorge poco fuori dall’abitato, sulla riva sinistra del fiume Velino,
https://maps.app.goo.gl/NBMmhxmwXmGkhqES8

 

L’edificio è databile al secolo XII ma conserva frammenti scultorei murati in facciata risalenti ai secoli VII e VIII secolo.
Vi è anche una lastra con dedica alle ninfe di Diana.

 

Detta popolarmente “di Sant’Antonio abate”, conserva all’interno la statua moderna del Santo che viene portata in processione a Gennaio durante la sua festa.
La statua  raffigura sant’Antonio con saio chiaro, scapolare e mantello con la tau. Tiene nella mano sinistra un libro su cui è una fiamma; la destra impugna un bastone a tau cui è appesa una campanella. Un maiale scuro è accucciato ai suoi piedi a destra.

 

Link:
https://velino.it/la-nostra-terra/territorio/bellezze/173-chiesa-s-dionigi-rustico-e-eleuterio

GILDONE (CB). Chiesa di Sant’Antonio abate

Vico Via Municipio, 59
https://maps.app.goo.gl/FJurcEPA3w46r5ZF6

 

Le prime notizie del borgo di Gildone risalgono al 1079, quando venne citato in un Diploma di Donazione.
La chiesa risale probabilmente agli inizi del secolo XVIII, poiché fu consacrata il 18 Giugno del 1703 dal Cardinale Orsini. Risulta una precedente dedicazione a San Nicola o forse era di pertinenza della Cappella di San Nicola.
La chiesa, a navata unica rettangolare e con struttura in muratura ordinaria intonacata, presenta un fronte stretto fra altri edifici, caratterizzato da un portale squadrato, in pietra, dotato di un accenno di modanatura decorativa. Il portale è sormontato da una mensoletta aggettante con sovrastante finestra a lunetta con cornice modanata. La copertura, lignea, è a doppia falda.
L’interno è arredato con varie statue di pregio.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1400075049

LEVONE (TO), frazione Fornaci. Cappella di Sant’Antonio abate e di San Michele

La Frazione Fornaci è attraversata da una strada stretta che finisce con un bivio, al cui centro sorge la cappella.
Via della Libertà, 110
https://maps.app.goo.gl/HeAWFw2iFG5xskE47

 

La piccola cappella, di proprietà di una famiglia levonese, è posta all’imbocco della “Ponta dë L’von” ossia “Cima di Levone”, la parte più elevata dell’abitato.
Secondo l’archivio Beweb è intitolata a Sant’Antonio abate.

È una delle chiese in Piemonte che mostrino un affresco, recentemente restaurato, avente come soggetto la Sacra Sindone: lo stesso affresco rende possibile la datazione della cappella intorno all’inizio del ‘500, in quanto l’anonimo autore raffigurò il lenzuolo ancora privo delle bruciature conseguenti all’incendio di Chambery del 1532.

La facciata a capanna presenta in alto, sotto l’affresco, un oculo; in basso a fianco della porta due ampie finestre centinate il cui perimetro è decorato da mattoni, come l’oculo.

 

 

Link:
https://www.comune.levone.to.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/la-cappella-dei-santi-antonio-e-michele-31826-1-9059a8451fa8feeca838da58cf4071e5