LEVONE (TO), frazione Fornaci. Cappella di Sant’Antonio abate e di San Michele

La Frazione Fornaci è attraversata da una strada stretta che finisce con un bivio, al cui centro sorge la cappella.
Via della Libertà, 110
https://maps.app.goo.gl/HeAWFw2iFG5xskE47

 

La piccola cappella, di proprietà di una famiglia levonese, è posta all’imbocco della “Ponta dë L’von” ossia “Cima di Levone”, la parte più elevata dell’abitato.
Secondo l’archivio Beweb è intitolata a Sant’Antonio abate.

È una delle chiese in Piemonte che mostrino un affresco, recentemente restaurato, avente come soggetto la Sacra Sindone: lo stesso affresco rende possibile la datazione della cappella intorno all’inizio del ‘500, in quanto l’anonimo autore raffigurò il lenzuolo ancora privo delle bruciature conseguenti all’incendio di Chambery del 1532.

La facciata a capanna presenta in alto, sotto l’affresco, un oculo; in basso a fianco della porta due ampie finestre centinate il cui perimetro è decorato da mattoni, come l’oculo.

 

 

Link:
https://www.comune.levone.to.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/la-cappella-dei-santi-antonio-e-michele-31826-1-9059a8451fa8feeca838da58cf4071e5

SONICO (BS), frazione Rino. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

All’interno della frazione Rino
https://maps.app.goo.gl/XohyQ3iA38fcdySD9

La chiesa fu ricostruita agli inizi del ‘700 sulle vestigia di una chiesa del XVI secolo. La costruzione del campanile in granito risalirebbe al XVII secolo.
Il fabbricato è orientato seguendo l’asse est – ovest, con il prospetto avente l’ingresso principale rivolto verso ponente. La facciata, di linee barocche con frontone mistilineo completo di acroteri in corrispondenza delle linee di colmo e di gronda, è composta da doppio registro scandito da lesene stilizzate: nell’ordine inferiore inquadrano in mezzeria il portale lapideo riccamente ornato e che riporta la data 1750; nel registro superiore fiancheggiano il finestrone collocato in corrispondenza del sottostante ingresso. Il campanile è collocato sul lato sud dell’edificio.

L’interno, avente superfici ornate a rilievo e pitture murali, è a navata unica, accompagnata da cappelle laterali, culminante nel presbiterio a pianta rettangolare. Lo spazio è scandito da lesene composite e da cornicione, leggermente aggettante, che segna il punto di innesto delle strutture di copertura.

Nella chiesa si trova la pala dell’altare maggiore opera del Corbellini, di grandi dimensioni, datato 1700. Alle pareti sono appese tre tele di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto (1698 – 1767): quella sulla parete di sinistra entrando, è stata la prima pala dell’altare maggiore e raffigura la Vergine con il Bambino e dietro di lei appoggiato ad un gomito S. Giuseppe. In primo piano i santi Lorenzo (patrono della parrocchia di Sonico dalla quale si è resa autonoma quella di Rino il 20 luglio 1639) che, rivolto ai fedeli, sembra indicare alla loro attenzione l’altra figura, Sant’Antonio il patrono della chiesa a lui dedicata.

Madonna con SS. Giuseppe, Lorenzo e Antonio – Giacomo Ceruti. Foto Luca Giarelli

La tela sulla destra della chiesa raffigura il SS. Sacramento adorato da S. Lucia, S. Carlo, S. Apollonia e S. Rocco. L’altra pala posta sulla parete di fondo, sopra la porta d’entrata, rappresenta la Madonna del rosario con S. Domenico e S. Caterina da Siena e attorno sono dipinti i 15 misteri del Rosario.
Oltre queste tele, sono stati attribuiti al Cerutti anche quattro affreschi: sulla volta del presbiterio: la Resurrezione di Cristo; sul soffitto della navata: Madonna Assunta; la Gloria di S. Antonio abate; S. Michele Arcangelo che precipita nell’inferno gli angeli ribelli.

Sulla parete sinistra della chiesa una statua di sant’Antonio abate nella consueta iconografia con libro, campanella e maialino.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/59307/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Rino,_Sonico

https://it.wikipedia.org/wiki/Rino_(Sonico)

FRANCIA. Luoghi antoniani

Segnaliamo il bel sito
https://www.les-amis-des-antonins.com/
che riporta molte notizie sull’Ordine Antoniano.

Nella pagina
https://www.les-amis-des-antonins.com/les-lieux-antonins/
sono reperibili le schede riguardanti alcuni siti e precettorie antoniane in Francia:

Saint Antoine de Pondaurat (Gironde) Nella cartina in alto n° 1

Saint Antoine de Pont d’Arratz (Gers)   n° 2

Saint Antoine d’Artiguelongue (Gironde)  n° 3

Saint Antoine de Ficalba (Lot et Garonne) n° 4

Saint Antoine de Goloni (Landes) n° 5

Commanderie antonine d’Avignon (Vaucluse)  n° 6

Prieuré de Marnans (Isère) n° 7

Saint Marc la Lande  (Deux-Sèvres) n° 8

Maison des Loives (Isère) n° 9

La Commanderie de Sainte Croix (Drôme) n° 12

La Commanderie de Saint Antoine de la Foucaudière (Vienne)  n° 13

 

GERMANIA – KEMPEN – TONISBERG. Chiesa cattolica di Sant’Antonio abate

Tönisberg è un quartiere della città di Kempen, sulla sinistra del Basso Reno, nella parte occidentale della Renania settentrionale-Vestfalia.
La chiesa è sita in Dr.-Laakmann-Gasse, 1
https://maps.app.goo.gl/VN2jdYQNPjM9J1dx7

 

Il nome Tönisberg deriva da Sant’Antonio abate (Sanct Antonis) e monte (Berg); lo stemma (a sinistra) dell’ex comunità autonoma è in uso solo dal 1955 e raffigura sant’Antonio – patrono contro le epidemie umane e animali – con i consueti bastone a tau, libro e maialino ai piedi; in alto a sinistra c’è un fiore di nespolo o rosa di Geldern, che indica la sua antica appartenenza al baliato di Geldern (il fiore deriva da una leggenda che narra che, intorno all’anno 878, i fratelli Wichard e Lupold von Pont combatterono contro un drago sputafuoco che viveva sotto un nespolo e lo uccisero; il drago prima di morire disse tre volte “Gelre!”, da cui il nome di un castello e poi della città di Geldern, oggi Gheldria, a circa 20 km da Tonisberg).

Già all’inizio del XIV secolo esisteva una cappella con altari in onore di Sant’Antonio e San Cornelio a Tönisberg presso Ryckendael o Ryckendoir nei pressi della odierna chiesa. C’era anche una donazione documentata di sessanta acri di terreno nel 1439 da parte del duca Arnoldo di Geldern per sostenere un sacerdote. Questa cappella fu utilizzata come camera mortuaria nel XIX secolo finché non fu distrutta da un incendio nel 1888.
Dopo la fondazione della parrocchia, nel 1537 iniziò la costruzione della chiesa, che era lunga 30 metri e larga 7. No n è chiaro quando fu completata. Nel 1662 l’arredo arricchito da un altare maggiore barocco con il tema dell’Ascensione di Cristo e s. Antonio nella struttura superiore, e da due altari laterali. Con la crescita della comunità alla fine del XIX secolo, il pastore Heinrich Laakmann, nominato nel 1891, iniziò un nuovo edificio, per il quale la vecchia chiesa fu in gran parte demolita nel 1893 sotto i capomastri Bernhard e Johann Laakmann. Solo la torre continuò ad essere utilizzata come torre occidentale di fronte, aumentata a 47 metri e adattata alla nuova costruzione della navata. Nell’aprile 1894 fu posta la prima pietra nell’area del coro nell’area del precedente cimitero, e in dicembre la chiesa a croce neogotica con un’estremità a cinque ottavi al coro era pronta per la messa solenne. Le nuove dimensioni raggiunsero una lunghezza di 31,5 m e un’altezza interna di 11,5 metri; le larghezze erano nella nella navata centrale 12,1 m; nel transetto 18,1 m e nel coro 9,5 m. Il vecchio organo e i banchi della chiesa continuarono temporaneamente ad essere utilizzati. Il 17 luglio 1898 la chiesa fu consacrata dal vescovo Hermann Jakob Dingelstad dopo che l’altare fu completato.
L’ arredo della chiesa fu ridisegnato dal pastore Wiegels dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Il nuovo altare in bronzo con scene della storia pasquale è stato realizzato da Karl Franke insieme all’ambone e al tabernacolo e posto di fronte ai fedeli. Il retablo dell’altare maggiore è stato posto sulla parete di fondo del coro, l’altare maggiore è stato nuovamente ristrutturato nel 2005 ed è incorniciato dagli stalli del coro. Il vecchio pulpito è stato rimosso. Il dipinto dell’interno della chiesa fu eseguito dal pittore della chiesa di Tönisberg Karl Heil nel 1919.
Dopo essere stata imbiancata nel 1960, gran parte è stata riportata alla luce durante i restauri dal 1982 al 1991.

Le tre finestre della chiesa in testa al coro hanno vetrate  disposte in due fasce che raffigurano sei episodi della vita di S. Antonio abate. Sono state create nel 1898/99 su progetto di Friedrich Stummel nel laboratorio di vetrate di Wilhelm Derix. Le due finestre laterali del coro dell’atelier di Peter van Treek hanno invece disegni astratti rossi e blu.

 

Link:
https://de.wikipedia.org/wiki/T%C3%B6nisberg

https://de.wikipedia.org/wiki/St._Antonius_(T%C3%B6nisberg)

BELGIO – JODOIGNE – frazione frazione Sart-Mélin. Cappella di S. Antonio abate

Rue Saint-Antoine, 71 – hameau de Sart-Mélin
https://maps.app.goo.gl/MgxRcwt3WTXtN1aX7

Sart-Mélin. Cappella di S. Antonio abate. prima della caduta del campanile

Questo piccolo oratorio di campagna ad un’unica navata rettangolare dedicato a Sant’Antonio è interamente costruito di pietra Gobertange (nome di una frazione di Jodoigne che ha dato il nome all’omonima pietra calcarea arenaria proveniente da cave ancora molto attive nel XIX secolo).
Menzionato già nel XVI secolo, questa cappella sarebbe legata alla presenza di una lebbrosario e originariamente era circondata da un cimitero.
Presenta due finestre circolari visibili nella parete sud. Adiacente a questo edificio principale c’è un presbiterio più stretto con tre pareti, costruito in mattoni e pietra Gobertange.
Abbattuto nel 2001, un pinnacolo della seconda metà del XVII secolo svettava sopra una semplice porta barocca sormontata da un cronogramma della prima metà del XVIII secolo.

Il coro, costruito in mattoni e risalente al XVI secolo, è in stile gotico (archi ogivali, decorazioni ornate, ecc.)
La navata invece è in stile tardo barocco con volumi imponenti e forme esuberanti.

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://villagemelin.be/la-chapelle-saint-antoine.html