GROTTOLE (MT). Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa si erge nella parte più alta del bosco di Fosso Magno, all’estremità di un altopiano naturale e dista dal centro del Comune circa km 14.
https://maps.app.goo.gl/WuRkyNN3C96DqdFH9

Edificata a partire dal 1371, la tradizione dice per volere della regina Giovanna I, fu completata in pochi anni e, successivamente, ad essa venne aggiunto anche un piccolo ospedale per la cura dei lebbrosi e degli affetti dal “fuoco di S. Antonio”. Questo insediamento faceva parte della complessa rete europea di ospedali fondati dai Canonici dell’Ordine Antoniano di Sant’Antonio abate di Vienne.
La Chiesa attuale e il corpo di fabbrica adiacente furono consacrati dal Vescovo di Irsina nel 1733.
Nel 1775 il Santuario passò all’Ordine Costantiniano di San Giorgio e dal 1860 fu affidato al clero Diocesano di Matera.

La chiesa ha una facciata a capanna ingentilita da un rosone, ormai chiuso, mentre sul portone d’entrata, in una piccola nicchia una statua policroma del Santo. Accanto alla chiesa vi è l’antico “conventino”.

La navata principale è arricchita da nicchie contenenti le statue di San Rocco e San Biagio. Entrando nel santuario, è possibile scorgere, sulla sinistra, un’antica acquasantiera in pietra di buona fattura e di incerta datazione, composta da una conchiglia sormontata da una testa di putto. Un’altra acquasantiera è posta sul primo pilastro destro della navata principale, realizzato con marmi policromi, raffigurante l’immagine di s. Antonio abate.

Sulla sinistra della navata principale, invece, ci sono altri due altari, di recente fattura. In fondo alla navata principale è situato l’altare maggiore, sul quale è posta un’antica statua di sant’Antonio, ed un moderno fonte battesimale. A destra dell’altare maggiore, la sacrestia custodisce una lapide del XVIII secolo, in cui si ricorda una particolare indulgenza concessa all’altare di San Francesco da Paola posto dentro la chiesa.
Prima di accedere al presbiterio, sulla destra, posta su un baldacchino di legno dorato del 1871 e donato dai fedeli di Craco (MT), c’è la statua del Santo che viene portata a spalla nel corso dei festeggiamenti in suo onore.

La piccola navata a destra presenta due altari realizzati con stucco, con un crocifisso settecentesco, mentre l’altro è vuoto perché ospitava la statua trafugata di san Vito. Numerosi sono i segni di devozione custoditi nel Santuario perché donati al santo quali ex-voto nel corso degli anni.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/71003/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

FERENTILLO (TR), frazione Macenano. Chiesa di Sant’Antonio abate

Nella parte alta dell’abitato.
https://maps.app.goo.gl/hcCwdtxk3yWAFuGr6

L’edificio, rifatto nel XVI secolo, ma di origini trecentesche, è caratterizzato da una facciata a capanna, portale architravato e campanile a vela a doppio fornice, collocato sul lato destro.
L’interno è a navata unica partita in tre campate da archi ogivali trasversi. e ancora conserva la struttura trecentesca, mascherata da recenti intonacature, da cui riemergono affreschi di stile rinascimentale ma risalenti al XVII e XVIII secolo.

Sulla parete sinistra si trova un altare settecentesco con una tela di scuola romana raffigurante San Giacomo Apostolo, nella parete presbiteriale di sinistra si scorge, in alto, malandato affresco dell’inizio del Seicento, raffigurante le Storie di Sant’Antonio, in basso una Santa non identificabile.

Sulla parete destra si trova un altare settecentesco con una tela coeva raffigurante “Madonna del Soccorso con le anime del purgatorio”.
L’altare maggiore è ornato da un olio su tela di 275 × 192 cm raffigurante “Madonna col Bambino e i santi Antonio abate, Agostino e Clemente”, datata 1688. Opera di Giacinto  Boccanera (1666 – 1746).


Link:

https://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-colleponte-macenano-di-ferentillo-tr/

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/51715/Boccanera%20Giacinto%2C%20Madonna%20con%20Bambino%2C%20sant%27Antonio%20Abate%2C%20sant%27Agostino%20e%20un%20santo%20Vescovo

FERENTILLO (TR), frazione Monterivoso. Chiesa di Sant’Antonio abate

Sotto la Rocca.   https://maps.app.goo.gl/boM7ZHHRv8Ze4A9S8

La chiesa risale al XIV secolo ma fu rimaneggiata verso la fine del XVI. Parrocchia dal 1630 al 1860.
La facciata a capanna presenta due colonne ai lati del portale.
Recentemente ristrutturata presenta un’unica navata, con copertura a capriate, che termina con un’abside abbellita dal quadro Orazione di Cristo nell’orto di Gethsemani del pittore Francesco Nardini di Sant’Angelo in Vado, risalente al 1650.
Lungo le pareti della navata sono disposti sei altari di patronato di famiglie del luogo: Mancinelli, Fiorelli, Paletti, Pacetti…, abbelliti da stucchi settecenteschi e pregevoli tele realizzate a cavallo tra gli inizi del XVII e i primi del XVIII. Tra i vari dipinti si è potuto attribuire a Nicola De Amicis di Macerata quello che ritrae la Madonna di Loreto tra Santo Stefano ed un altro santo francescano, datato 1725. Proprio sopra l’ingresso troneggia un organo, recentemente restaurato.

 

 

Un tempo sull’altare maggiore era un Ciborio ligneo, del 1625, anch’esso restaurato di recente (insieme alla Croce Pinta del XIV secolo). Le opere sono state portate al Museo diocesano di Spoleto negli anni 1970/75 per sottrarli ad eventuali furti e il ciborio è oggi visibile nella Sala Barberini.
Il pezzo, intarsiato e policromato, presenta loggettine e piccole sculture raffiguranti santi della tradizione popolare e i patroni del castello di Monterivoso, ossia Sant’Antonio abate e Santa Lucia. Sulla porticina è scolpito in rilievo il calice con l’ostia. Colonnine poste su stilobate decorano tutt’attorno il pezzo.

 

Link:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-monterivoso-ferentillo-tr/

https://umbria7.it/2023/01/il-ciborio-ligneo-della-chiesa-di-monterivoso-un-gioiello-del-museo-diocesano-di-spoleto/

LIMANA (Bl), frazione Ricomes. Chiesetta di Sant’Antonio abate

La piccola chiesa, dedicata a sant’Antonio abate, è situata nel nucleo abitato di Ricomes.
Via Ricomes, 20 https://maps.app.goo.gl/5YayuGj8N9LGdn4fA

Il nucleo antico della frazione colpisce per la sua forma semplice e geometrica: gli edifici sono infatti disposti lungo il perimetro di un quadrilatero che li contiene; la strada di accesso vi giunge da est e lo attraversa dilatandosi nella grande corte interna per poi uscire verso ovest, in prossimità della chiesetta.
La tradizione popolare del luogo chiama questa località “Col de la Fan” (Colle della Fame), riferendosi ai signori che un tempo possedevano queste terre, i quali avevano una chiara fama di tirchieria nei confronti della servitù e dei contadini che vi lavoravano.
Il palazzo dei signori si trovava all’interno del piccolo nucleo abitato ed era individuabile, fino a non molto tempo fa, in un grande manufatto che, pur avendo subito dei cambiamenti, permetteva ancora di intravvedere i segni di un antico splendore individuabile da solai decorati, vani affrescati e bei davanzali in pietra lavorata.
La chiesetta di sant’Antonio abate è situata all’estremo sud-est del quadrilatero formato dalle costruzioni del piccolo borgo.

Il dipinto ad olio su tela della pala d’altare rappresenta la Madonna col Bambino tra sant’Antonio abate e san Francesco. Esso è di ottimo livello qualitativo e databile alla metà del sec. XVI.
La cornice lignea dorata e scolpita, anch’essa del sec. XVI è di tipo sansovinesco, particolarmente raffinata con imponenti cartigli e nei capitelli alla base dell’arco e della cornice sono scolpiti degli ovuli allungati. Una cornice di foglie stilizzate conclude la parte interna: nella parte inferiore era stata aggiunta una cornice a golette.

 

All’interno tre statue lignee dell’artista Silvano Da Rolt, di cui una raffigurante sant’Antonio abate.

 

Segnalazione e immagini:
Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

SEDICO (BL), frazione Carmegn. Chiesa di Sant’Antonio abate.

In origine la chiesa (sita in via Carmegn), esistente sin dal XV secolo, era intitolata a San Girolamo, ma nella visita pastorale del 1883 viene indicata come di Sant’Antonio abate.

All’interno, che non ha subito nel corso del tempo modificazioni rilevanti, eccetto opere di piccolo restauro, conserva nell’abside un altare ligneo, che si conclude con due colonnine, due angioletti e nel fastigio il Padre Eterno ed è ornata con girali a tralci d’edera.
Sull’altare vi è una pala centinata, olio su tela di 150 x 90 cm, dell’ultimo quarto del XVI secolo, opera probabile della bottega di Antonio Frigimelica il vecchio ” (Camposampiero BL, 1570 – Belluno, 1649) che raffigura “Madonna con Bambino tra Sant’Antonio abate (a sinistra) e Sant’Ominino”(a destra in manto rosso).
La pala, con questa identificazione dei Santi, è ricordata nella visita Pastorale del 19 ottobre 1613 ed era collocata nella piccola cappella posta a Oriente. La relazione della visita Pastorale cita anche, nella cappella di fronte, un dipinto simile con la “Madonna col Bambino sant’Ominino e sant’Antonio di Padova”, tuttora esistente.

Sant’Antonio abate ha nella mano sinistra il fuoco e nella destra un bastone a tau. Il muso di un maiale spunta da dietro la figura, a destra.

 

 

 

 

 

 

Sulla parte frontale dell’altare una piccola raffigurazione del santo.


Link:

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500176105

 

Segnalazione:
Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com