SEDICO (BL), frazione Carmegn. Chiesa di Sant’Antonio abate.

In origine la chiesa (sita in via Carmegn), esistente sin dal XV secolo, era intitolata a San Girolamo, ma nella visita pastorale del 1883 viene indicata come di Sant’Antonio abate.

All’interno, che non ha subito nel corso del tempo modificazioni rilevanti, eccetto opere di piccolo restauro, conserva nell’abside un altare ligneo, che si conclude con due colonnine, due angioletti e nel fastigio il Padre Eterno ed è ornata con girali a tralci d’edera.
Sull’altare vi è una pala centinata, olio su tela di 150 x 90 cm, dell’ultimo quarto del XVI secolo, opera probabile della bottega di Antonio Frigimelica il vecchio ” (Camposampiero BL, 1570 – Belluno, 1649) che raffigura “Madonna con Bambino tra Sant’Antonio abate (a sinistra) e Sant’Ominino”(a destra in manto rosso).
La pala, con questa identificazione dei Santi, è ricordata nella visita Pastorale del 19 ottobre 1613 ed era collocata nella piccola cappella posta a Oriente. La relazione della visita Pastorale cita anche, nella cappella di fronte, un dipinto simile con la “Madonna col Bambino sant’Ominino e sant’Antonio di Padova”, tuttora esistente.

Sant’Antonio abate ha nella mano sinistra il fuoco e nella destra un bastone a tau. Il muso di un maiale spunta da dietro la figura, a destra.

 

 

 

 

 

 

Sulla parte frontale dell’altare una piccola raffigurazione del santo.


Link:

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500176105

 

Segnalazione:
Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

ARMO (IM), contrada Costa. Cappella di Sant’Antonio abate

La Cappella si trova al bordo della stretta a Via Dante Alighieri, accostata a destra, sul lato lungo, a una costruzione residenziale. Davanti all’ingresso della Cappella un piccolo spazio aperto triangolare ospita una panchina.
https://maps.app.goo.gl/Jo5t58h3DNsa8C5s7

Negli anno 1624-53 la cappella fu menzionata nel “Sacro e Vago Giardinello” (un manoscritto seicentesco realizzato tra il 1624 e il 1625; iniziato da Pier Francesco Costa vescovo di Albenga e continuato dal canonico Gio. Ambrogio Paneri suo segretario) dove si cita che la Cappella sia mantenuta grazie alle elemosine della cittadinanza “…è mantenuto di elemosine … com’anco l’Oratorio di Sant’Antonio della Costa, se bene vi sia un legato di fiorini 6 annui, con obbligo di due Messe annue, et il restante per riparatione”.
Nel 1776 l’oratorio è citato nei libri contabili.
Nel 1957 la cappella fu restaurata.

Ha aspetto e caratteristiche tipiche degli oratori di campagna. La facciata è intonacata e presenta due finestrelle quadrate poste ai lati dell’ingresso, dette “finestrelle devozionali”, oltre ad una finestra ovale nel frontone, tutte riquadrate da lastre di ardesia.
Al di sopra del tetto a due falde si trova un campaniletto a vela.
L’intero edificio è intonacato con intonaco “a frattazzo“ o grezzo.
La Cappella è composta da una piccola aula rettangolare coperta con volta a botte lunettata ottagonale e da un presbiterio con abside semicircolare schiacciata.
La volta è coperta da una cupola che reca al centro la colomba dello Spirito Santo e tutt’intorno una teoria di angioletti festanti.

L’altare è addossato alla parete di fondo dell’aula, ed è posto su due gradini in pietra; è in stucco policromo con il paliotto decorato da un medaglione a forma di cuore. Al di sopra della mensa si trova la pala d’altare con il fastigio ornato da volute vegetomorfe.

La Cappella conserva un polittico del 1619; la scheda del Catalogo dei Beni culturali recita:
«L’opera, nonostante il cattivo stato di conservazione, rivela affinità stilistiche e compositive con il polittico presente ad armo, in frazione Grenzolini, nella cappella di San Matteo (vedi scheda): affinità riscontrabili soprattutto nelle figure dei santi Antonio e Bernardo, pressoché identiche nell’impostazione e nella fisionomia. È pertanto possibile ipotizzare la presenza, in questa zona del Ponente ligure, di un artista attivo nei primi anni del XVII secolo, e riferire a questi anche l’esecuzione del polittico di san Matteo, databile alla stessa epoca. Dal punto di vista formale l’opera è ancora riconducibile ad una cultura di matrice tardomedievale. Per la struttura compositiva del polittico, l’artista si è ispirato ai modelli quattrocenteschi, rinunciando alle cornici cuspidate in favore di un disegno più lineare e classico.»

Nel polittico sono raffigurati (in basso a destra) San Bartolomeo; (in alto a sinistra) San Michele Arcangelo; (in alto a destra) San Bernardo.
 Sant’Antonio
è raffigurato stante in basso a sinistra, tiene nella mano sinistra un bastone cui è appesa una campanella; un maiale è ai suoi piedi.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/gebaude/gebaude/20660/Cappella+di+Sant%27Antonio+Abate

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700192224

STELLANELLO (SV), frazione San Damiano. Cappella di Sant’Antonio abate

Borgata Caio
https://maps.app.goo.gl/AogqKSuv5bfLunx57

La cappella è segnalata come oratorio nella visita pastorale di Mascardi nel 1586; poi ancora menzionata nel 1625.
Sulla facciata è riportata la data del 1932 che probabilmente si riferisce a dei lavori di restauro dell’edificio
Nel 1995 l’edificio fu sottoposto a restauro.

Si tratta di un piccolo edificio ad aula unica rettangolare con abside semicircolare coperta da volta a botte lunettata. Il prospetto principale è incorniciato da due paraste e da ali concave e termina con un timpano semicircolare su cui è posto un campanile a vela. Nella zona superiore della facciata si apre una grande finestra di forma ellittica.

L’edificio è formato da un’unica aula rettangolare con abside semicircolare. La volta è a botte lunettata. La zona presbiteriale è rialzata tramite un gradino. L’altare a muro, in gesso e stucco con due colonnette che delimitano lo spazio per la tela centrale, è dipinto a finto marmo e la pala raffigura la Madonna col Bambino due Santi: a sinistra sant’Antonio abate.
Il catino absidale e la porzione di muro dietro all’altare sono state dipinte di un celeste intenso. Sulla sinistra dell’altare c’è un armadio a muro, mentre sulla destra una piccola nicchia. Entrando nella cappella, sulla destra c’è una piccola acquasantiera a parete in marmo. Il pavimento è in ardesia.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/21186/Cappella_di_Sant’Antonio_Abate

SOLIGNANO (PR). Oratorio di Sant’Antonio abate e di San Bartolomeo

Monte Oriano. Strada Vicinale di Monte San Antonio
https://maps.app.goo.gl/PYddz8P8t7kbLRMA9

 

L’Oratorio fu costruito proprio sulla cima del Monte S. Antonio ed è citato in documenti del XIII secolo.
Una targa posta sopra il portale: “ORATORIO DI M. S. ANTONIO XII SEC. RESTAURATO NEL 1610 – NEL 1972 A.G. RICOSTRUÌ”.

In origine l’edificio era in stile romanico. Attualmente si presenta come un fabbricato con aula rettangolare, in pietra, con tetto a capanna e manto di copertura in lastre.

Di proprietà privata.

 

Link:
https://scn.caiparma.it/schede/oratorio-di-s-antonio/

https://www.tourer.it/scheda?oratorio-di-san-antonio-abate-monte-oriano-solignano

OSTANA (CN), borgata Sant’Antonio. Cappella di S. Antonio abate

La strada della borgata che sale a monte passa sotto il porticato della cappella.
https://maps.app.goo.gl/UCckxjJWp2rYL9Td8

Non si conosce la data di fondazione della piccola cappella; citata nel “Libro delle Valbe” del 1789, custodito nell’Archivio Storico del Comune di Ostana, dal quale risulta che all’epoca misurava 16 tavole e 24 piedi e presentava una forma simile a quella attuale, seppur priva di portico.
La chiesa subì diverse e importanti modifiche nel corso della prima metà dell’Ottocento. Nel 1822 il campanile fu ricostruito utilizzando la tipologia “a vela” e, nello stesso anno, furono anche effettuati lavori di intonacatura all’interno della cappella. Nel 1830 fu realizzato il porticato esterno e fu rifatta anche la facciata. Negli anni seguenti fu sistemato il piazzale del porticato, costruito l’altare e dipinto l’interno della chiesa. Le eccezionali nevicate del 1972 causarono danni per i quali si rese necessaria la ricostruzione del tetto e del soffitto, rifatto a soletta invece che a volta.

Fino agli anni ’50 del Novecento era possibile ammirare sulla facciata sotto il portico tre affreschi, raffiguranti S. Chiaffredo a cavallo a destra, Sant’Antonio accompagnato da un altro santo in centro ed un quarto santo a sinistra, forse S. Claudio, S. Bernardo o S. Sebastiano.
I dipinti che attualmente campeggiano sulla facciata risalgono al 2000 e sono opera del pittore Aldo Tufo che, basandosi sui resoconti degli abitanti e sulle poche tracce superstiti, ha voluto ridar vita alla scena. Attualmente sono rappresentati S. Chiaffredo a destra, S. Antonio abate al centro e S. Claudio a sinistra.

 

Nella cappella si festeggiava in origine solo S. Antonio abate il 17 gennaio; successivamente si è iniziato a ricordare anche Sant’Antonio di Padova il 13 giugno, ma la festa di gennaio era quella più importante e più sentita. La sera precedente si preparava il falò a la Crouxetto, all’incrocio tra la Vio de Scoste e la vio che scendeva alla Villa, presso il pilone votivo a valle della frazione. Il giorno seguente, dopo la celebrazione religiosa – durante la quale si distribuiva il caritoun (pane benedetto) – si festeggiava con canti, balli, giochi e intrattenimenti.

 

Link:
https://provinciadicuneoinfoto.blogspot.com/2019/12/cappella-di-santantonio-ostana.html?m=1

https://libroaperto.comune.ostana.cn.it/museo-diffuso/sulle-tracce-di-cattolici-valdesi-ebrei-ed-eretici/cappelle-e-santuari/s-antonio