TORINO. Duomo, Cappella dei santi Massimo e Antonio abate

Nella navata laterale sinistra, la terza cappella è la Cappella dedicata ai Santi Massimo e Antonio abate.
La cappella custodisce i resti del Beato Pier Giorgio Frassati beatificato da Giovanni Paolo II (1990), divenuto patrono delle Giornate Mondiali della Gioventù.
Sull’altare la Madonna col Bambino, Sant’Antonio abate e S. Massimo di Rodolfo Morgari (1860).

CROAZIA – HVAR / LÈSINA. Convento benedettino e chiesa di S. Antonio abate

Il monastero delle suore benedettine si trova sull’isola di Hvar.
https://maps.app.goo.gl/UvzijEfmSqyoYmYe9

 

Fu fondato nel 1664 presso la casa del poeta Annibale Lucio / Hanibal Lucić (1485-1553), lasciata in eredità ai benedettini da Giulia, la sposa del poeta, nel 1591 e fu intitolato a San Giovanni battista e Sant’Antonio abate.
Accanto al monastero si trova la chiesa barocca di San Antonio abate, del XVII secolo. Davanti alla facciata una statua presenta sant’Antonio inginocchiato mentre legge un libro.

All’interno della chiesa un dipinto raffigura la Madonna con Santi tra cui sant’Antonio abate con un libro in mano.


Nella parte più antica della casa dello scrittore rinascimentale Hanibal Lucić, che oggi ospita il monastero benedettino di Hvar, sono state selezionate opere d’arte della chiesa, oggetti liturgici e una preziosa collezione di merletti d’agave realizzato dalle monache. I pizzi di Hvar è realizzato solo nel monastero, secondo la tradizione di 100 – 130 anni fa. sono inseriti nel 2009 nella lista dei beni considerati patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO.

 

Link:
https://www.hvarheritage.com/it/cultural-heritage/benedictines
https://visithvar.hr/hr/see-and-do/hvarska-cipka/

SANTA LUCE (PI). Chiesa di Sant’Antonio abate a Macchiaverde

Via Rosignanina, 52. Poco dopo l’innesto della Strada Statale 206 Pisana-Livornese con la Strada Provinciale n° 50. https://maps.app.goo.gl/PxoJNqPYif9b8P7u6

 

La lapide in marmo, inserita in parete sopra l’ingresso principale, riporta la notizia che, in memoria di Costantino Principi (1906-1960), la famiglia donò nel 1960 il terreno dove oggi sorge la chiesa di Sant’Antonio abate a Macchiaverde.
Nel 1964 fu eretto il piccolo campanile.
Tra il 2008 e il 2010, furono eseguiti due interventi di consolidamento per cedimenti fondali sulle pareti laterali della chiesa, in corrispondenza della zona dell’attacco con la facciata.

Si tratta di una costruzione di piccole dimensioni, separata dalla strada da un breve sagrato, in parte pavimentato a cemento ed in parte tenuto a verde.
La facciata a capanna si presenta completamente intonacata e definita lateralmente da lesene realizzate con bozze di cemento splittate. Lo stesso materiale è stato utilizzato per la realizzazione dello zoccolo di base, del rivestimento dell’aggetto di gronda, del marcapiano da cui diparte il frontone triangolare e della cornice che profila il portale d’ingresso principale. Su ciascun fianco si aprono due finestre a monofora con cornice dentellata in laterizi.
Sul retro dell’edificio, è presente un corpo di fabbrica più basso, collegato alla chiesa, che ospita la sacrestia. Incastonato tra i due volumi, si erge un piccolo campanile a base quadrata, realizzato nel 1964 in muratura intonacata. La cella campanaria, dotata di quattro aperture rettangolari, termina con una copertura cuspidata a pianta ottagonale.
Schema planimetrico rettangolare ad aula unica coperta a capanna. Dietro l’area presbiteriale, a destra, si apre un vano retrostante utilizzato come sacrestia.
Le pareti sono tinteggiate e ornate da pochi quadri recenti.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/67866/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_a_Macchiaverde_Pieve_di_Santa_Luce,_Santa_Luce

GRUMENTO NOVA (PZ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Contrada Sant’Antonio, zona sud-ovest del perimetro extraurbano.
https://maps.app.goo.gl/jdBoR9D9t1rKxQks6

 

Non si conosce con certezza la data di costruzione della chiesa, ma dovrebbe risalire presumibilmente alla seconda metà del XVIII secolo.
Agli inizi degli anni 2000 la chiesa è stata interessata da una serie di lavori di manutenzione e restauro conservativo tra i quali il rifacimento della struttura lignea a capriate della copertura

L’area esterna è a ridosso di una zona verde e un piazzale pavimentato adibito a parcheggio
La chiesa presenta una la facciata a capanna che ha una semplice porta d’accesso sulla quale si apre un’apertura ad arco vetrata che ospita una piccola campana.
Al suo interno vi è un’unica navata con la zona presbiteriale delimitata da un arco e rialzata di tre gradini rispetto al piano di calpestio.
Sulla parete di fondo è addossato l’altare maggiore in pietra con al di sopra l’edicola e la statua di sant’Antonio abate, del XVIII secolo, ospitata in nicchia.
Sul soffitto del presbiterio è collocata una tempera raffigurante sant’Antonio databile al 1952.
La navata presenta una copertura con struttura lignea a capriate e sulla parete destra si aprono due finestre rettangolari per l’illuminazione.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/20007/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Grumento_Nova

ARDENNO (SO). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Cavallari, 30
https://maps.app.goo.gl/gWUGWGqY8ismUc3a7

 

La chiesa dedicata a Sant’Antonio sorse nel territorio di proprietà della mensa vescovile di Como, in zona isolata.
Non sono sicure le sue antiche origini; probabilmente fu fatta erigere dai feudatari del luogo o dal popolo che risiedeva nella zona. Nessun documento avvalora l’una o l’altra ipotesi; unico dato certo,  come risulta chiaramente in un documento, è che la chiesa esisteva già nel 1454 quando le fu assegnata il 29 giugno “una pezza campiva con un reddito”.
Fu ricostruita nel Seicento dai nobili Parravicini.
Un’altra rendita, ben più consistente, fu assegnata alla chiesa da alcuni esponenti della famiglia Parravicini a ricordo di Donna Lucrezia Travers d’Ortenstein l’otto agosto 1722; ma il grande beneficio fu ben presto distrutto a causa delle leggi di soppressione istituite da Napoleone durante la Repubblica Cisalpina.

La chiesa è orientata, vasta e vuota, e viene ufficiata qualche volta all’anno. Diventata sacrario dedicato alla memoria dei soldati caduti nelle due guerre mondiali è stata restaurata a cura del Gruppo Alpini di Ardenno.
Presenta una semplice facciata a capanna con due finestre rettangolari ai lati del portale e una al di sopra. Un campaniletto a vela è sulla parte sinistra del tetto.

Una tradizione legata a questa chiesa è quella della benedizione del bestiame il 17 gennaio di ogni anno.

 

Link:
http://www.paesidivaltellina.it/ardenno/chiese.htm#santantonio