NERVESA DELLA BATTAGLIA (Tv), fraz. Sovilla. Oratorio di Sant’Antonio abate.

Oratorio in zona periferica del paese, dipendente dalla Parrocchia di San Giovanni Battista.
Nel 1649 il Comune di Nervesa fece costruire l’Oratorio sopra il preesistente la cui datazione non è rilevata. In tale occasione fu dedicato a S. Antonio abate e all’Addolorata. La chiesa fu ricostruita tra il 1917 e il 1919 a seguito dei danni di guerra.
L’edificio è costituito da un’aula a navata unica a base prismatica, da un presbiterio quadrato rialzato rispetto all’aula di uno scalino e da una sacrestia che si sviluppa sul lato destro del presbiterio dalla quale si accede al campanile.

Sono presenti due iscrizioni che testimoniano interventi di restauro sulla costruzione.

All’altar maggiore una immagine di sant’Antonio abate.

 

Link:
/www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/64031/Oratorio_di_Sant’Antonio_Abate_Nervesa_della_Battaglia

CASTEL SANT’ELIA (VT). Chiesetta di Sant’Antonio abate

Il culto di sant’Antonio abate presenta a Castel Sant’Elia, paese eminentemente agricolo, tradizioni secolari e al Santo è stata dedicata la chiesa principale, vedi scheda, oltre alle ripetute immagini in affresco presso la basilica di Sant’Elia.
In tutte le stalle e nei locali di ricovero degli animali è presente il quadretto su carta della tradizionale effigie del Santo.
La religiosità degli abitanti, intorno agli anni ’60 del secolo scorso, ha eretto una piccola chiesetta in suo onore in via Sant’Elia, su un’area messa a disposizione dal Comune, nella quale si conserva il simulacro di Sant’Antonio abate contornato dagli animali.
La sera del 16 gennaio, vigilia della festa del Santo, la statua viene prelevata e in solenne processione condotta nella chiesa parrocchiale.
Il giorno successivo della festività sempre processionalmente viene ricondotta alla chiesetta, nel cui spiazzo antistante è stato acceso un grande fuoco “il focarone” che in precedenza, invece, veniva acceso sulla piazza davanti la parrocchiale, con enormi ciocchi di quercia trasportati sul biroccio dalla vetta di buoi maremmani, quasi in una gara tra butteri.
E’ scomparsa la mbenedizione degli animali, sostituita dalla benedizione delle macchine e dei mezzi agricoli.
Con la festività di Sant’Antonio si fa coincidere a Castel Sant’Elia l’inizio del carnevale.

Bibliografia:
– Vittorio Cati, Castel Sant’Elia, Comune di Castel Sant’Elia, 2004, pp. 113-114.

OLMO AL BREMBO (BG). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio abate
https://goo.gl/maps/c3UN7eJqgDEaVhDF8

 

La prima menzione di una chiesa intitolata a sant’Antonio abate risale all’11 settembre 1342. Nel 1446 la comunità parrocchiale di Olmo al Brembo si rese autonoma dalla pieve di S. Martino oltre la Goggia.
Nel 1737 l’edifico sacro fu interamente rinnovato e consacrato dal vescovo Antonio Redetti.
In occasione della visita pastorale del vescovo Dolfin avvenuta il 3 luglio 1780, nella parrocchiale figuravano la scuola (confraternita) del Santissimo Sacramento, presso l’altare maggiore, amministrata da sindaci, e la scuola del Rosario, presso l’altare omonimo.
Nel 1908 su progetto dell’architetto A. Pandini fu costruita la nuova chiesa, il cui asse longitudinale si sviluppò in senso ortogonale rispetto a quello della chiesa antica che era orientata liturgicamente; è rimasta l’antica facciata, decorata con nicchie e cornici in stile rococò, a sinistra della facciata moderna, in corrispondenza dell’ingresso laterale nella cappella battesimale.
Tra 1912 e 1914 furono affrescate la cupola centrale con i relativi pennacchi e le medaglie della volta. Nel 1919 la chiesa fu consacrata, insieme all’altare laterale di S. Antonio, il 9 agosto, dal vescovo Luigi Maria Marelli. Il campanile fu sopraelevato nel 1931 su progetto dell’ing. Fornoni.
17 gennaio 1946, per mano del vescovo Bernareggi, fu consacrato l’altare maggiore e in esso vennero sigillate le reliquie dei Santi Alessandro, Adriano e Antonio abate.

La chiesa è preceduta da un sagrato pavimentato con ciottoli di fiume. La facciata, in parte intonacata e in parte lasciata a rustico è divisa in tre settori da quattro lesene. Centralmente è posto il portale sagomato, sormontato da mensole e gocciolatoio. In alto e centrale è collocata una finestra con contorno in pietra, sormontata da gocciolatoio. Un timpano sorretto da una trabeazione conclude l’edificio. Sopra il timpano è posta la statua di sant’Antonio.

Internamente presenta una pianta a croce latina suddivisa in un primo tratto in due campate, da lesene che sorreggono il cornicione su cui si imposta la volta a botte. Nella prima campata è presente a sinistra il Fonte battesimale e a destra l’ingresso che conduce alla cappella dedicata alla Madonna Immacolata, già presbiterio della vecchia chiesa. Nella seconda campata è collocato a sinistra l’altare dedicato a S. Anna, mentre a destra è presente un confessionale.
Nel transetto, affiancati dagli ingressi laterali, a sinistra c’è l’altare dedicato alla Madonna del Rosario, mentre a destra l’altare dedicato a S. Antonio abate, che fu realizzato nel Novecento da Camillo Remuzzi e consacrato il 9 agosto 1919. Posta nella nicchia vi è la statua che lo raffigura.
Il presbiterio è rialzato di quattro gradini, presenta pianta rettangolare ed è coperto da volta a botte. Il coro è absidato coperto da catino. Il monumentale altare maggiore fu realizzato dalla ditta Remuzzi su disegno dell’ing. D. Fornoni, mentre le quattro statue degli Evangelisti che lo adornano sono opera dell’artista Elia Ajolfi.
La cupola è affrescata con la raffigurazione della Gloria di sant’Antonio abate con Trinità e angeli musicanti, il dipinto rappresenta anche il paese di Olmo. I pennacchi hanno le figure dei santi Evangelisti.

Dalla vecchia chiesa provengono la tela della Madonna del Rosario con i santi Domenico e Caterina da Siena di Gianpaolo Cavagna (1617); quella raffigurante S. Carlo in preghiera davanti alla Madonna con Bambino (nella prima cappella a destra), dipinta in seguito alla visita apostolica dell’arcivescovo del 1575 attribuita a Francesco Zucco (1627) e la seicentesca tela con Sant’Anna che istruisce Maria bambina, di incerta attribuzione.
In sacrestia sono collocati altri dipinti tra i quali un affresco strappato con San Rocco e San Sebastiano (secoli XV-XVI) e una tela di Vincenzo Angelo Orelli  (Locarno, 1751 – Bergamo, 1813) con Cristo che cade sotto la croce.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/31513/Chiesa+di+Sant%27Antonio+%3COlmo+al+Brembo%3E

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Olmo_al_Brembo)#CITEREFMedolago

SOVERE (BG). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

In frazione Piazza; Via Due Giugno, 12
https://goo.gl/maps/bcdyUNXwo6pBV1aa8

 

Nel XVI – XVIII secolo era già parrocchia. Da un decreto si legge: “sia costruita una sagrestia, vicino alla cappella della parte del Vangelo in modo che non si celebri in questa stessa cappella e a questo proposito vengano utilizzati i denari che sono già stati raccolti dagli abitanti”.
Nel 1750 la chiesa fu edificata utilizzando parte di murature di una vecchia cappella trasformata in presbiterio con parziale occlusione dell’abside. Tale operazione fu effettuata attorno al 1750, come riporta la data nell’iscrizione sopra il portale barocco.

La piccola chiesa presenta la sua facciata prospettante a sud, con il corpo principale centrale leggermente avanzato e delimitato da coppie di lesene poggianti su basamento in ceppo lombardo e reggenti la trabeazione sormontata da un timpano triangolare. Nel tratto centrale vi è un ampio portone settecentesco in pietra locale ben sagomata con architrave anch’essa sagomata e sormontata da medaglia sempre in pietra con iscrizione; superiormente una finestra con contorno in muratura dà luce alla navata.
Internamente la chiesa si presenta ad una sola navata a pianta rettangolare con tre rientranze di cappella per lato, tra cappella e cappella le murature sono tagliate così da lasciare un passaggio. Lesene in stucco con capitelli piuttosto grossolani decorano l’architettura, con trabeazione e cornicione. Tre piccole cupole a tazza poggianti ciascuna su quattro archi coprono la chiesa.
Nella prima campata trovano posto a sinistra un piccolo fonte battesimale mentre a destra un confessionale.
Nella seconda campata l’altare contenuto nella cappella di sinistra è dedicato a S. Antonio abate, la cappella di destra alla Madonna della Cintura con altare completamente in stucco.
La terza campata presenta a sinistra l’ingresso laterale mentre a destra in nicchia la statua di S. Rocco. Il presbiterio, più stretto della navata, presenta pianta rettangolare con piccolo coro con parete di fondo piano raccordato ad arco alle pareti d’ambito. Due aperture poste prima del presbiterio conducono a sinistra mediante piccolo disimpegno, alla sagrestia mentre attraverso quella di destra si accede al piccolo campanile.
All’interno una statua di sant’Antonio abate che viene celebrato durante la festa patronale.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/31919/Chiesa+di+Sant%27Antonio

SAN GIOVANNI BIANCO (BG), frazione Pianca. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate alla Pianca

Via Pianca, 4
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La chiesa della frazione in alta Val Brembana, è leggermente dislocata dal centro urbano della piccola località e preceduto dal sagrato in ciottolato delimitato da paracarri.
La facciata in stile neoclassico è composta da un pannello delimitato da due lesene e decorato da un’ampia struttura ad arco, una grande finestra rettangolare, atta a illuminare l’aula, e terminante con il timpano triangolare. Epoca di costruzione: 1890 – 1897.
Le strutture della antica chiesa dei secoli XIV e XV sono rintracciabili nell’abside e nei muri di destra sotto il portico. L’ampio porticato con tetto ligneo a falda unica, che con grandi aperture ad archi conduce al locale della sacrestia, ha ambienti sovrastanti cui si accede tramite una scala interna posta tra la canonica e la chiesa. Lo spazio conserva resti di pittura a fresco del ‘400. Sul lato opposto della chiesa, fiancheggiata dalla strada comunale, vi è la torre campanaria in pietra.

Chiesa a navata unica con cappelle laterali contenenti gli altari minori, la fonte battesimale e un accesso laterale; abside poligonale con paramento esterno in pietra. L’interno, a navata unica con cappelle, presenta il caratteristico aspetto barocco delle chiese settecentesche.

La chiesa conserva alcune opere d’arte pregevoli.
Statua lignea Sant’Antonio abate del secolo XV, che è stata restaurata e restituita al suo aspetto originale, dopo le numerose ridipinture dorate del Settecento e Ottocento, che hanno trasformato il monaco in un vescovo; si tratta di un’opera rara nella bergamasca sia per l’antichità che per la qualità, veramente alta. La grande barba, le spalle spioventi, la rigidità ne fanno un esemplare locale di scultura gotica.
Confessionale e pulpito sono di bottega dei Fantoni del XVII secolo.
L’olio su tela di Carlo Ceresa (San Giovanni Bianco, 1609 – Bergamo, 1679) misura 155 x 104 (in origine, 130 x 104), realizzato nel 1630,appresenta San Rocco tra San Sebastiano e San Bartolomeo ed è opera commissionata dalla comunità dei sopravvissuti alla terribile peste di quell’anno, come testimonia la scritta in basso “ex voto communitatis”.
Le altre tele sono tutte di buon livello e vanno dalla fine del ‘500 (Madonna della Pietà; Sant’Antonio abate e San Nicola di Bari), al ‘600 (Madonna con bambino, scuola milanese, sul presbiterio), al ‘700 (Madonna del Rosario e Sant’Antonio).
In sacrestia è conservato ciò che resta degli affreschi quattrocenteschi strappati sotto il portico, raffiguranti Madonna col Bambino e Santi e Giudizio Universale.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/BG020-00892/

https://www.itinerari.bergamo.it/chiesa-di-santantonio-abate-san-giovanni-bianco/

http://culturabrembana.com/la-valle-brembana-in-100-schede-san-giovanni-bianco/

http://www.valbrembanaweb.it/ceresa/comuni/san-giovanni-bianco/san-giovanni-bianco.html