ALTA VAL TIDONE (PC), frazione Cicogni. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Il Comune è stato istituito il 1° gennaio 2018 a seguito della fusione dei comuni di Caminata, Nibbiano e Pecorara. La Chiesa faceva parte dell’ex comune di Pecorara. Via della Chiesa.
https://goo.gl/maps/Txd8TyKuaJwtFreDA

 

Citata per la prima volta alla fine del XVI secolo nei resoconti della visita episcopale condotta dal vescovo di Piacenza Rangoni, come alle dipendenze della pieve di Roccapulzana, la chiesa parrocchiale venne ricostruita completamente nel 1813.
La facciata è realizzata in pietra a vista in stile neogotico ed è preceduta da un sagrato lastricato di limitate dimensioni. Ai lati della facciata sono presenti due lesene che si estendono per tutta l’altezza dell’edificio, mentre una cornice decorata con archetti pensili è presente lungo i rampanti del tetto.
L’accesso all’interno avviene tramite un singolo portale, posto in posizione centrale, sormontato da un bassorilievo marmoreo in cui è rappresentato Sant’Antonio abate, al quale l’edificio è dedicato, e chiuso ai due lati dalla presenza di due lesene di ordine corinzio. Al di sopra del portale è presente un rosone di forma circolare.

L’interno presenta uno schema basilicale a navata singola la quale si divide in due campate con volta a botte. La navata presenta delle lesene di ordine dorico sormontate da una trabeazione. Ai lati della navata si aprono due nicchie generate da archi a tutto sesto all’interno delle quali si trovano degli altari. Il presbiterio, realizzato in marmo rosso di Verona, è sopraelevato rispetto alla navata ed è accessibile tramite due gradini. L’altare maggiore, anch’esso in marmo rosso, presenta un paliotto in scagliola. L’edificio termina nell’abside, dalla caratteristica forma semicircolare, che è tripartito da lesene di ordine dorico e coperto da una volta a vele. Esso venne decorato negli anni ’50 del XX secolo da parte dell’artista Paolo Novara.

 

A destra dell’altare, una statua lignea di s. Antonio abate, prodotto della prima metà del XX secolo dell’artigianato di Ortisei, di 130 x 40 x 22 cm.
La statua del Santo lo rappresenta con barba grigia e lunga, saio con mantello marrone. Nella mano destra regge la croce del pellegrino con campanella e nella sinistra il libro. La corona del Rosario è appesa al cordone. Un maialino è posto ai suoi piedi. Spiccano i caratteri, variati rispetto alla tradizionale iconografia, del volto, dei particolari degli oggetti e dell’animale.

 

Link e immagini:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cicogni

https://www.facebook.com/p/Parrocchia-di-SantAntonio-abate-di-Cicogni-diocesi-di-Piacenza-Bobbio-100064538627812/

https://www.tourer.it/scheda?chiesa-di-santantonio-abate-cicogni-pecorara-alta-val-tidone

Nei seguenti siti è ancora indicato come comune di Pecorara:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/61600/Pecorara+%28PC%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800236358

CASALMAGGIORE (CR), frazione Cappella. Cappellina di Sant’Antonio abate

Si trova all’incrocio tra Via Muratori e Via Brola, fronteggia l’antica intersezione di tre strade comunali che portano alle frazioni di Cappella e Camminata e al comune di Rivarolo del Re.
https://goo.gl/maps/vRqNMdB6CETEJRfU9

 

Si tratta di un pilone votivo privato, di proprietà della famiglia Barbiani, prima era dei Bongiovanni e in precedenza di altri proprietari.
L’opera risale probabilmente al secolo XIX.
“La raffigurazione interna fu ripristinata (probabilmente su una precedente andata irrimediabilmente perduta nel tempo) nel 1987 grazie al volere di Maurizio Araldi, Gianni Cagna e Primo Amadini. L’opera fu realizzata da Ambrogio Ghezzi da Cappella, artista, l’ultimo degli scalpellini.” Il bassorilievo – spiega la figlia di Ambrogio, Silvana Ghezzi – fu realizzato da mio padre nel 1987, 29 anni prima della sua morte, avvenuta nel 2016 e fu modellato in argilla in forme separate, cotto in fornace, montato ad incastro e dipinto a mano dopo la messa in posa.”

Un gruppo di cittadini di Cappella ne sta promuovendo il restauro.

Il bassorilievo raffigura sant’Antonio in piedi, con la mano destra nel gesto di benedizione, con la sinistra tiene una campanella; a sinistra vi sono un cavallo, un bue, una pecora, un cane e un’oca; a destra un maiale e in alto una casa in fiamme, a ricordare la protezione che il Santo accorda contro gli incendi.

 


Parte del testo e fotografie da:

https://www.oglioponews.it/2020/07/17/santantonio-abate-verso-nuova-vita-a-cappella-si-preserva-la-memoria/

CROAZIA – SVETVINČENAT / SANVINVCENTI. Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa è sita lungo la strada che attraversa il paese.
https://goo.gl/maps/WoBCAKv2N1aREufw6?coh=178571&entry=tt

 

L’edificio risale al 14° secolo e rispecchia lo stile gotico rurale.
A pianta irregolare, la chiesa ha un campanile a vela sul colmo della facciata e l’abside è ristretta e coperta.
All’interno domina la statua di sant’Antonio, risalente al 14° secolo, opera probabilmente di un artista locale.

 

Link:
https://www.istra.hr/it/esperienze/cultura/chiese/1305

CERVIA (Ra), fraz. Castiglione. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate.

Castiglione di Cervia. P.za Tre Martiri, 24
https://goo.gl/maps/3vd47n1GGEqr9qJ26

Da un elenco settecentesco di cui si ha notizia in un inventario redatto nel 1910 dal parroco Monti, si apprende il nome dei sacerdoti preposti alla chiesa di Sant’Antonio a partire dall’anno 1581. La chiesa sino al 1880 dipese direttamente dall’arcidiacono-parroco di Cervia e solo in quell’anno divenne parrocchiale a pieno diritto totalmente indipendente da Cervia.
Nel 1883 la chiesa e la canonica furono interamente distrutte da un incendio e il parroco passò ad officiare presso l’oratorio di San Lorenzo, costruito nel 1734 sulla strada Salara; solo dopo venti anni si ebbe una nuova chiesa, che fu inaugurata il 17 agosto 1902. La facciata della chiesa fu in seguito distrutta dai bombardamenti del secondo conflitto bellico.

La facciata è contrassegnata da lesene a separarla in tre moduli, di cui i due laterali, più ristretti, offrono collocazione a nicchie completamente spoglie. Un frontone di foggia triangolare orna l’intera larghezza dell’edificio ed identico motivo è ripreso a rimarcare l’ingresso, posizionato in maniera contrapposta ai dettami canonici che vogliono la parte più sacra rivolta a ponente e a oriente.
La chiesa, ad una sola navata di notevole luminosità, grazie a sei finestre a lunetta per lato, è segnata da lesene in mattoni a vista e si apre, nella parte mediana, in due cappelle con altare, dedicate rispettivamente alla Vergine e a S. Giuseppe con Bambino. Più oltre, in posizione quasi prospiciente il presbiterio, una cappelletta del S.S. Sacramento, seperata però da una porta dal corpo dell’aula ove è possibile ammirare un crocifisso del XVI secolo.
L’abside di forma semicircolare, completamente in mattoni a vista, ospita sullo sfondo la nicchia con la statua del Santo cui la chiesa è dedicata e trae ampia luce da due finestre rettangolari.

La controfacciata è impreziosita, nella parte superiore da un organo di pregevole fattura datato 1640 proveniente dalla chiesa di S. Maria in Vado di Ferrara, con coro a balcone, cui si accede attraverso una minuscola scala a chiocciola nascosta da una bussola.
La torre campanaria, di modesta altezza, nel corpo della quale spicca un’ampia apertura circolare, è in mattoni a vista e alla sommità di essa svetta un terminale a cupola.
Nel vano di un altare laterale si trova una statua dedicata a Sant’Antonio abate.

 

Info:
Telefono: 0544.952004 – 328.1793520
Email: diacanton@libero.it
Indirizzo: Piazza Tre Martiri, 24 – 48015 Castiglione di Cervia RA

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Castiglione_di_Cervia)

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

 

SLOVENIA – SEŽANA, fraz. Šepulie. Chiesa carsica e cappella di Sant’Antonio abate.

L’abitato di Šepulje vanta una delle chiese più antiche della zona. La chiesa si trova un po’ fuori dal villaggio in un bel boschetto tranquillo.

 Venne consacrata per la prima volta il 3 maggio 1470 dal vescovo di Trieste, Anton De Goppo.
Durante il periodo delle invasioni turche, i Turchi vi nascondevano i beni saccheggiati e, dopo essere partiti incendiarono l’edificio.

Successivamente i locali ampliarono la chiesa, cioè il presbiterio, che reca l’anno 1641.
Nel 1731 venne aggiunta una tettoia sul fronte e successivamente sacrestia, che ora non c’è più, perché è murato.

Nel XVI secolo, vennero realizzati affreschi raffiguranti l’arrivo di Re Magi a Betlemme. Secondo gli storici, questi affreschi dovrebbero appartenere all’epoca degli affreschi di Hrastovel.
Nella chiesa si trova anche un bellissimo altare ligneo intagliato, dipinto con vernice dorata, con una statua di S. Antonio abate, che si festeggia il 17 gennaio, a cui è dedicata anche la chiesa.

La chiesa venne abbandonata dopo la seconda guerra mondiale fino al 1986, quando i paesani la restaurarono parzialmente e la misero in condizione di officiarvi le funzioni religiose.
Nel 1996, in occasione della visita del Papa in Slovenia, gli abitanti del villaggio, con l’aiuto di amici e vari sponsor, hanno completamente rinnovato la chiesa.

Davanti alla chiesa c’è un bellissimo fossato naturale, un tempo utilizzato per abbeverare il bestiame.

 

Nei pressi di Sepulie si trova anche una cappella dedicata a Sant’Antonio abate.

 

Segnalazione: Davide Cecchi – lifemusicdavide@gmail.com