CARAMANICO TERME (PE), frazione Decontra. Chiesa di Sant’Antonio abate

Decontra
https://goo.gl/maps/7LJ1CCp2u7ykZvHC8

Nella visita pastorale dell’arcivescovo Edoardo Menichelli del 6-9 maggio 1999, la chiesa è annoverata tra le sussidiarie della parrocchia di Santa Maria Maggiore quale chiesa rurale officiata nei giorni festivi di precetto.

La facciata in pietra locale squadrata presenta un portale rettangolare definito da stipiti e architrave in pietra e sormontato da una finestra rettangolare, il timpano triangolare contiene un oculo centrale. Sul lato posteriore in posizione centrale è collocato un campaniletto a vela.
La chiesa ha un impianto ad aula coperta da un soffitto piano; nicchie ricavate sullo spessore delle pareti contengono statue e pitture.
L’altare è sovrastato da un crocifisso all’interno di una cornice, ai alti due nicchie e in quella a sinistra una statua di sant’Antonio abate con bastone a tau e porcellino.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/9560/Caramanico+Terme+%28PE%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

CASALBORDINO (CH). Chiesa di Sant’Antonio abate

Situata in contrada Vidonni a circa otto chilometri ad ovest del centro abitato di Casalbordino.
https://goo.gl/maps/Eoj1pmtCAtPQY7n87

 

La chiesa fu edificata nel 1966.
La facciata, intonacata con paraste in laterizio, è caratterizzata dalla terminazione ricurva delle pareti laterali che definiscono il sagrato; il portale con arco a tutto sesto in laterizio è sormontato da un largo finestrone che segue l’andamento della copertura a vela di cemento armato. Il piccolo e snello campanile è realizzato a mattoni.
La chiesa presenta all’interno un’aula absidata con decorazioni a effetto marmo con volta a vela intonacata. Le aperture laterali disposte sopra la cornice ricalcano la forma della copertura.
Decorazione interna formata da un ordine di paraste con cornici e pittura muraria effetto marmo.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/9575/Casalbordino+%28CH%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

CORTONA (AR). Ex chiesa di Sant’Antonio abate

Via Bagno di Bacco
https://goo.gl/maps/icmZEcRL7wR8Tm1j9

 

La facciata della chiesa è a bozze di pietra serena rifatta posteriormente nella parte centrale. La pianta dell’antica chiesa era a navata unica. Tra il ‘500 e il ‘600 furono aggiunte due strette navate laterali, che corrispondono all’attuale oratorio e al sottostante campanile, che anticamente era a torre, ma nella prima metà del ‘600 fu sostituito con l’attuale a vela.

La chiesa – ora sconsacrata – non è visitabile, invece l‘edicola all’esterno a destra della chiesa, è normalmente aperta.
L’edicola ha all’interno una scultura con s Antonio abate (sullo scapolare ha una croce invece del tau). Un grosso maiale è accucciato ai suoi piedi. L’opera è risalente al secolo XVII – XVIII.

 


La chiesa sorge nei pressi del cosiddetto Bagno di Bacco, serbatoio di acqua di epoca romana, di forma rettangolare, di cui ancora si possono vedere i resti nella via di S. Antonio. L’area della cisterna è oggi occupata in parte da una via cittadina ed in parte da un orto dove si distinguono bene le pareti originarie N,E e O della cisterna realizzate in conglomerato simile a quello delle murature antiche della cisterna del Convento di S. Chiara. La cisterna complessivamente misurava m. 17,56 di lunghezza e m 17,85 di larghezza, pari a piedi 60 di lato. La muratura in conglomerato, visibile all’interno della porzione occupata dall’orto raggiunge, dal terreno, un’altezza che varia da m 2,03 a m 1,88. Azzardato sarebbe stimare la capacità dell’invaso, non conoscendone l’altezza e la profondità effettive. Tale cisterna doveva alimentare le terme di Piazza Tommasi.

Link:
https://www.cortona.ws/chiesa_antonio_it.html
http://wikimapia.org/18995435/it/Cisterna-Bagni-di-Bacco

SERAVEZZA (LU), frazione Cerreta. Chiesa di Sant’Antonio abate

All’inizio del paese, Via Cerreta Sant’Antonio, 1
https://goo.gl/maps/jovZhFdt8n4UiTCL7

 

La prima attestazione della chiesa di Sant’Antonio in Cerreta è contenuta in un estimo del 1320. L’esistenza di un oratorio e di una compagnia intitolata a Sant’Antonio abate è documentata nel 1576.
La chiesa attuale fu edificata dal 1590 e consacrata il 6 maggio 1603 da Giovanni Battista Selvago, vescovo di Luni e Sarzana dal 1590 al 1632. Nel 1683 la chiesa fu dotata di fonte battesimale. Intorno al 1798 passò dalla diocesi di Luni-Sarzana a quella di Pisa.
Dipendente dalla chiesa di Vallecchia, la chiesa di Sant’Antonio abate fu eretta a parrocchia nel 1805 dall’Arcivescovo di Pisa mons. Angelo Franceschi.
Il campanile fu costruito durante i lavori di ampliamento che interessarono la chiesa nella seconda metà del XIX secolo. In seguito, per volontà di don Luca Garfagnini, la torre fu restaurata fra il 1907 e il 1915.
Nella seconda metà del XIX secolo, la chiesa fu sottoposta a lavori di ampliamento e di restauro: furono aggiunte la navatella di sinistra, le due cappelle laterali e la cantoria per l’organo che fu inaugurato nel 1902.
Negli anni Settanta del Novecento il paese fu collegato alla strada carrozzabile che sostituì il sistema di mulattiere che univa tra loro i paesi di Cerreta, Basati, Ruosina e Minazzana. Nel 1988 la chiesa di Sant’Antonio in Cerreta fu unita alla parrocchia di Ruosina.
Nel 2009 furono eseguiti i lavori di risanamento degli intonaci interni ed esterni della Cappella della Madonna.

La strada principale che attraversa l’abitato costeggia il fianco della chiesa, mentre un piccolo sagrato, cinto da abitazioni private, introduce la facciata a capanna intonacata e priva di decorazioni. Al centro si apre il portone principale, profilato da una cornice liscia in marmo bianco, mentre al vertice il prospetto è coronato da un frontone triangolare. Il fianco destro dell’edificio presenta quattro finestre rettangolari e una porta adibita ad accesso secondario, mentre quello sinistro è dotato di due aperture, una rettangolare e una a forma di lunetta. Il campanile si erge nella zona tergale della chiesa, sul lato destro, parzialmente inglobato tra la sacrestia e la casa canonica contigua. La torre, a pianta quadrata, risulta intonacata nella parte inferiore e realizzata in pietra e laterizi in quella superiore. Costituita da due ordini successivi, ospita nel primo una bifora con colonnino in marmo centrale e nel secondo la cella campanaria, sormontata da una copertura a cuspide.

Internamente la chiesa, costituita originariamente da una navata unica, fu ampliata nel corso del XIX secolo con l’aggiunta della navatella sinistra, ospitante due cappelle laterali. L’area presbiteriale a pianta quadrangolare, rialzata di un gradino rispetto al resto dell’aula, accoglie al centro l’altare maggiore preconciliare e, alle sue spalle, lo spazio per il coro.
La copertura della navata è costituita da una volte a botte lunettata, intervallata da tre archeggiature che poggiano sulle lesene della parete destra e sui pilastri del lato sinistro. La navatella laterale risulta costituita da due campate: la prima, interamente occupata da una cappella laterale, è caratterizzata da una volta a cupola, la seconda da una volta a crociera. La cappella adiacente al presbiterio, invece, è dotata di una volta a botte lunettata. Tutte le volte descritte risultano completamente intonacate. La sacrestia è dotato di un solaio ligneo.
Lungo la parete del coro, vi è una grande tela raffigurante la Madonna con Bambino, gli angeli e sant’Antonio abate, santa Lucia, santo Stefano e sant’Apollonia; ai lati della tela si trovano due medaglioni di pregevole scultura, in altorilievo, raffiguranti il volto di Gesù e della Madonna.
La controfacciata è occupata dalla cantoria in legno, che accoglie al centro l’organo, raggiungibili attraverso una scala chiocciola in ferro. Sul lato sinistro, nella navatella laterale, si apre la cappella dedicata a Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, introdotta da una balaustra in marmo ricurva. Ospita al centro un altare in marmo, rimaneggiato nel XIX secolo, caratterizzato da un’edicola settecentesca in cui è esposto il dipinto della santa. Nella campata successiva, è inserito in parete un confessionale in marmo a tre fòrnici e rivestimento in legno nello scomparto centrale. La seconda cappella, adiacente all’area presbiteriale, è dedicata alla Madonna: l’altare ottocentesco, in marmo bianco e rosso di Francia, reca il monogramma di Maria al centro del paliotto ed ospita nella nicchia del dossale la statua della Madonna bambina. Sul lato sinistro dell’area presbiteriale si trova il prezioso fonte battesimale in marmo scolpito, opera delle maestranze apuoversiliesi e datato 1686. L’altare maggiore preconciliare, riconducibile al XVIII secolo, è realizzato in marmo bianco e breccia violetta. Ai lati di quest’ultimo due tende nascondono la parte restrostante, originariamente destinata ad ospitare il coro.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/69763/Seravezza+%28LU%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate+di+Cerreta+Sant%27Antonio

https://www.prolocoseravezza.it/localita-alta-versilia-it.php?nome=cerreta-sant-antonio

SERAVEZZA (LU), frazione Ripa. Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazza Europa, 78 – Ripa
https://goo.gl/maps/Rk9HpuvwwSXfksL28

 

La chiesa di Ripa, attestata dal XIII secolo, dipendeva dalla pieve di Vallecchia ed apparteneva alla Diocesi di Luni-Sarzana.
Nel 1787, passò alla Diocesi di Pontremoli e di seguito, nel 1798, a quella di Pisa.
Nel 1920, l’Arcivescovo Pietro Maffi elevò la chiesa a parrocchia.
La distruzione totale del paese di Ripa, provocata dagli eventi della Seconda guerra mondiale, non risparmiò nemmeno la chiesa. Un nuovo edificio venne costruito tra il 1950-1952, su progetto dell’architetto Lorenzo Iacopi.
Nel luglio del 1954, furono avviati i lavori di ricostruzione del coro, che fu benedetto dall’Arcivescovo Ugo Camozzo nel settembre dello stesso anno. Nello stesso anno la ditta Zanin di Trieste iniziò il montaggio del nuovo organo, mentre l’anno seguente la Ditta Henreaux di Pietrasanta offrì alla chiesa un altare in marmo giallo di Siena per la Cappella della Madonna.
L’Arcivescovo Ugo Camozzo consacrò la chiesa il 15 Maggio 1962.
Nel 1978-79 i lavori di rivestimento interno della chiesa furono realizzati dalla ditta edile Bazzichi con materiale marmifero proveniente da Vicenza. Inoltre, fu soffittato il tetto per nascondere le catene.
Nel 1980, l’area presbiteriale fu rinnovata completamente: furono rifatti l’altar maggiore, gli amboni e il pavimento. Lo scultore Giancarlo Deri donò alla chiesa un gruppo scultoreo, raffigurante i dodici Apostoli e il Cristo risorto, che trovò posto al centro del presbiterio.
Lo scultore e pittore Romano Cosci (Seravezza LU, 1939 – Lido di Camaiore LU, 2014) fu incaricato nel 1981 di lavorare al bozzetto preparatorio per il grande mosaico da inserire sulla facciata della chiesa. L’opera, realizzata dalla ditta Bacci e Ferrari di Pietrasanta, fu inaugurata dall’Arcivescovo Benvenuto Matteucci nel 1982.
Nel 1990, il catino absidale fu dipinto da Romano Cosci, che vi realizzò una pittura murale raffigurante Gesù e i Discepoli di Emmaus. L’opera fu inaugurata dall’Arcivescovo Alessandro Plotti il 13 Giugno 1991.
Sulla parete di controfacciata fu realizzata nel 1994-95 da Romano Cosci una seconda pittura murale raffigurante l’Ultima Cena. L’opera fu inaugurata dall’Arcivescovo Alessandro Plotti l’11 Luglio 1995.
La torre campanaria, a pianta quadrata, è addossata al fianco sinistro della chiesa ed è caratterizzata da una cella campanaria aperta su tutti i lati mediante aperture rettangolari e cimata da una balaustra in marmo realizzata nel 1998.

La Chiesa presenta una facciata a capanna completamente intonacata, fatta eccezione per il basamento in marmo bianco. Il corpo centrale è affiancato da due ali laterali aggettanti, ospitanti gli ingressi laterali. Al centro, si apre il portone d’ingresso principale, scolpito da Romano Cosci nel 2000 e sormontato da un grande mosaico dello stesso autore, realizzato nel 1982 e raffigurante l’episodio evangelico di Cristo che benedice i fanciulli.
Internamente la chiesa, a navata unica, è conclusa da un abside semicircolare e dotata, sul lato sinistro, di quattro cappelle laterali comunicanti tra loro.
All’interno, due pitture murali raffiguranti, in controfacciata, l’Ultima Cena e, nel catino absidale, Gesù e i discepoli di Emmaus, entrambe eseguite dal Cosci. Nell’area presbiteriale, oltre all’Altare maggiore, ai due amboni laterali e al fonte battesimale in marmo bianco, prende posto il gruppo scultoreo dei dodici Apostoli e del Cristo risorto, opera di Giancarlo Deri del 1980. Le cappelle laterali ospitano altari in marmo. La cappella più vicina all’altar maggiore, intitolata al Santissimo Sacramento, è introdotta da una balaustra realizzata con quattro pannelli in marmo e mosaico, smontati da quella che cingeva l’area presbiteriale, progettata e costruita nel 1980, è caratterizzata dalla presenza di un tabernacolo cilindrico in marmo bianco e giallo e da alcuni frammenti settecenteschi, resti dell’antico altare in marmo, andato distrutto nella Seconda guerra mondiale.

 

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https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/66415/Seravezza+%28LU%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate