All’inizio del paese, Via Cerreta Sant’Antonio, 1
https://goo.gl/maps/jovZhFdt8n4UiTCL7
La prima attestazione della chiesa di Sant’Antonio in Cerreta è contenuta in un estimo del 1320. L’esistenza di un oratorio e di una compagnia intitolata a Sant’Antonio abate è documentata nel 1576.
La chiesa attuale fu edificata dal 1590 e consacrata il 6 maggio 1603 da Giovanni Battista Selvago, vescovo di Luni e Sarzana dal 1590 al 1632. Nel 1683 la chiesa fu dotata di fonte battesimale. Intorno al 1798 passò dalla diocesi di Luni-Sarzana a quella di Pisa.
Dipendente dalla chiesa di Vallecchia, la chiesa di Sant’Antonio abate fu eretta a parrocchia nel 1805 dall’Arcivescovo di Pisa mons. Angelo Franceschi.
Il campanile fu costruito durante i lavori di ampliamento che interessarono la chiesa nella seconda metà del XIX secolo. In seguito, per volontà di don Luca Garfagnini, la torre fu restaurata fra il 1907 e il 1915.
Nella seconda metà del XIX secolo, la chiesa fu sottoposta a lavori di ampliamento e di restauro: furono aggiunte la navatella di sinistra, le due cappelle laterali e la cantoria per l’organo che fu inaugurato nel 1902.
Negli anni Settanta del Novecento il paese fu collegato alla strada carrozzabile che sostituì il sistema di mulattiere che univa tra loro i paesi di Cerreta, Basati, Ruosina e Minazzana. Nel 1988 la chiesa di Sant’Antonio in Cerreta fu unita alla parrocchia di Ruosina.
Nel 2009 furono eseguiti i lavori di risanamento degli intonaci interni ed esterni della Cappella della Madonna.
La strada principale che attraversa l’abitato costeggia il fianco della chiesa, mentre un piccolo sagrato, cinto da abitazioni private, introduce la facciata a capanna intonacata e priva di decorazioni. Al centro si apre il portone principale, profilato da una cornice liscia in marmo bianco, mentre al vertice il prospetto è coronato da un frontone triangolare. Il fianco destro dell’edificio presenta quattro finestre rettangolari e una porta adibita ad accesso secondario, mentre quello sinistro è dotato di due aperture, una rettangolare e una a forma di lunetta. Il campanile si erge nella zona tergale della chiesa, sul lato destro, parzialmente inglobato tra la sacrestia e la casa canonica contigua. La torre, a pianta quadrata, risulta intonacata nella parte inferiore e realizzata in pietra e laterizi in quella superiore. Costituita da due ordini successivi, ospita nel primo una bifora con colonnino in marmo centrale e nel secondo la cella campanaria, sormontata da una copertura a cuspide.
Internamente la chiesa, costituita originariamente da una navata unica, fu ampliata nel corso del XIX secolo con l’aggiunta della navatella sinistra, ospitante due cappelle laterali. L’area presbiteriale a pianta quadrangolare, rialzata di un gradino rispetto al resto dell’aula, accoglie al centro l’altare maggiore preconciliare e, alle sue spalle, lo spazio per il coro.
La copertura della navata è costituita da una volte a botte lunettata, intervallata da tre archeggiature che poggiano sulle lesene della parete destra e sui pilastri del lato sinistro. La navatella laterale risulta costituita da due campate: la prima, interamente occupata da una cappella laterale, è caratterizzata da una volta a cupola, la seconda da una volta a crociera. La cappella adiacente al presbiterio, invece, è dotata di una volta a botte lunettata. Tutte le volte descritte risultano completamente intonacate. La sacrestia è dotato di un solaio ligneo.
Lungo la parete del coro, vi è una grande tela raffigurante la Madonna con Bambino, gli angeli e sant’Antonio abate, santa Lucia, santo Stefano e sant’Apollonia; ai lati della tela si trovano due medaglioni di pregevole scultura, in altorilievo, raffiguranti il volto di Gesù e della Madonna.
La controfacciata è occupata dalla cantoria in legno, che accoglie al centro l’organo, raggiungibili attraverso una scala chiocciola in ferro. Sul lato sinistro, nella navatella laterale, si apre la cappella dedicata a Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, introdotta da una balaustra in marmo ricurva. Ospita al centro un altare in marmo, rimaneggiato nel XIX secolo, caratterizzato da un’edicola settecentesca in cui è esposto il dipinto della santa. Nella campata successiva, è inserito in parete un confessionale in marmo a tre fòrnici e rivestimento in legno nello scomparto centrale. La seconda cappella, adiacente all’area presbiteriale, è dedicata alla Madonna: l’altare ottocentesco, in marmo bianco e rosso di Francia, reca il monogramma di Maria al centro del paliotto ed ospita nella nicchia del dossale la statua della Madonna bambina. Sul lato sinistro dell’area presbiteriale si trova il prezioso fonte battesimale in marmo scolpito, opera delle maestranze apuoversiliesi e datato 1686. L’altare maggiore preconciliare, riconducibile al XVIII secolo, è realizzato in marmo bianco e breccia violetta. Ai lati di quest’ultimo due tende nascondono la parte restrostante, originariamente destinata ad ospitare il coro.
Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/69763/Seravezza+%28LU%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate+di+Cerreta+Sant%27Antonio
https://www.prolocoseravezza.it/localita-alta-versilia-it.php?nome=cerreta-sant-antonio