ROCCAVIVARA (CB). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Vittorio Veneto
https://goo.gl/maps/ZrEE6XWHCt9EHafB8

 

La chiesa di Sant’Antonio Abate, anticamente chiesa cimiteriale, risale al XIV secolo.
Il sacerdote di Roccavivara, don Duilio Lemme, nella prima metà del 1900, si impegnò per la conservazione e il restauro di questa Chiesa.
Nel 2017 sono terminati i lavori di risanamento della copertura, di consolidamento delle murature, di rifacimento del pavimento, con pietra locale, degli intonaci, della tinteggiatura e dell’impianto elettrico.
La facciata, intonacata fino al 1934, si presenta in pietra faccia vista. È in stile romanico abruzzese a forma quadrata con campanile a vela centrale. Di particolare pregio sono il rosone e il portale in pietra, finemente lavorati dallo scalpellino Elia Domenico dell’Aquila e messo in opera dallo stesso nel 1934. Il portone di ingresso è di noce rivestito con formelle di rame.

La chiesa, di forma rettangolare con superficie lorda in pianta di circa mq 116, si presenta ad una sola navata con soffitto formato da capriate lignee. Su ciascuna parete laterale sono presenti due piccole monofore. In fondo alla parete destra c’è la porta di accesso ai locali della sacrestia.

All’interno si trovano un’urna in legno quattrocentesca, restaurata nel 1936. Entro un dossale ligneo cinquecentesco vi è la statua di Sant’Antonio abate, della seconda metà del 1300, con alto bastone e libro. La base dell’altare fa parte di ruderi rinvenuti in località Canneto di Roccavivara.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/26935/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1400043600

AGNONE (IS). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Cavour, 70
https://goo.gl/maps/9nU3NM56QuQg6EL86

Situata extra moenia rispetto al primo nucleo urbano, la chiesa conserva il portale più antico della città, che per stile e decorazioni è inquadrabile nell’ambito della fine del XIII o inizi di XIV secolo.
Tuttavia, l’origine dell’edificio può essere ascrivibile agli inizi del XII secolo, per la presenza di un’incisione a rilievo 1118 (o 1128) posta sul capitello dell’imposta sinistra del portale.
Fino al 1692-95 la chiesa era posizionata ad un livello inferiore rispetto al piano stradale, per accedere si scendevano 9 gradini. Durante il restauro del 1695 si è accertato che al di sotto della pavimentazione esistevano delle sepolture; nell’inventario parrocchiale Inventarium solemne del 1686 si parlava della “Chiesa alquanto sotterranea”, probabilmente era riferito a queste.
Nella stessa descrizione si parla del campanile posto a destra dell’altare (oggi a sinistra) e che l’ingresso era posto all’interno della cinta muraria e tutto il resto fuori dalle mura cittadine. Nei pressi del campanile vi era il cimitero ed a destra la sacrestia.

La chiesa così come si presenta oggi sarebbe stata quasi integralmente ricostruita nel XVIII secolo su iniziativa del Parroco Don Andrea de Filippo di Belmonte del Sannio, della fabbrica originaria romanica rimane il portale ad ogiva intarsiato di ispirazione normanna.
Il pavimento dell’edificio fu portato al livello attuale, quindi l’intero edificio fu accresciuto in altezza e terminato nel 1790.
Dal documento del Parroco Don Andrea Iannicelli, custodito nell’Archivio parrocchiale si evince che il de Filippo avrebbe fatto edificare, tra 1720 e 1725, il maestoso campanile, con riferimenti vanvitelliani.
1791-92: fu stuccata la chiesa e rialzate e riquadrate all’esterno le finestre. Inoltre, furono realizzati gli stucchi sull’arco posto sopra l’altare maggiore, rimodernate e riempite le lunette sopra le aperture e tinteggiata l’intera chiesa. Furono eseguiti gli affreschi sulla volta ad opera dell’artista Francesco Palumbo di Napoli.
1856: restauro della parete sinistra. Stemma con Tau e scritta PROCURATORE ECCLESIE S. ANTONI SENIORIS MURUM/ VETUSTATE DILABENTEM A SOLO REE…/ CURARUND AN. M.DCCC.LVI
1903: lavori strutturali della muratura esterna e docce di scarico.

La pianta è longitudinale, ad aula e abside tronca, presenta 10 altari, il presbiterio è rialzato, ed è separato dal resto della chiesa da una balaustra in marmo e dall’arcone che poggia su due paraste sporgenti dalle pareti laterali con capitelli corinzi. Sopra l’ingresso vi è la cantoria l’organo, intagliato ed intarsiato, opera del XVIII secolo della famiglia D’Onofrio originaria di Poggio Sannita.

Le cappelle laterali sono arretrate rispetto agli archi a tutto sesto, in corrispondenza di ognuna c’è una finestra. la facciata è piana e rettangolare a cortina e nasconde il tetto a due falde. Sopra il portale si apre una finestra con timpano ad arco ribassato. Nel prospetto laterale sinistro si aprono tre delle cinque finestre che si vedono all’interno.

La chiesa conserva lo splendido affresco del Giudizio Universale, opera datata 1793 e firmata da Francesco Palumbo, così come il Sacrificio di Isacco, la Cacciata dal Paradiso Terrestre e la Presentazione delle Tavole dei Comandamenti a Mosè.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1400014525

PALESTRINA (Roma). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via del Carmine, 1
https://goo.gl/maps/wd25ewUTPMRcuoDD9

La presenza dei Padri Carmelitani in città ha origine nel 1467, quando Francesco Colonna, signore di Palestrina, fece edificare la prima chiesa e la affidò a loro e consentì che vi costruissero accanto un convento.
Nel 1620, P. Sebastiano Fantoni, Priore Generale dell’ordine e nativo di Palestrina, intraprese l’opera della costruzione di una nuova chiesa che fu progettata da Orazio Turriani, per fare ciò venne demolita la prima chiesa e alcune case adiacenti, e fu abbassato il terreno al fine di adeguare il piano della chiesa con quello del convento.
Il tempio, ultimato sotto il Generalato del Canali, nel 1623, venne consacrato il primo settembre 1626 da mons. Cacucci, a ciò deputato dal card. Domenico Ginnasi.
Probabili ammodernamenti furono effettuati nei secoli XVIII e XIX.
Nel XX alcuni lavori di restauro architettonico hanno interessato l’intero edificio.

La chiesa ha una sola navata a volta e sei cappelle laterali.
L’altare maggiore si alza sino all’altezza del primo cornicione della chiesa. Ha come pala il quadro della Vergine del Carmelo con ai lati angeli di bronzo dorato; è stata realizzata nel 1570 per l’antica chiesa e poi ricollocata in quella nuova. Invece il quadro dipinto su rame acquistato a Napoli da P. Fantoni è collocato della cappella feriale vicino la sagrestia.
Partendo dall’entrata della chiesa la prima cappella a destra, quella del battistero, racchiude tre dipinti: il centrale raffigura sant’Elia profeta; quello nella parete sinistra, San Vito martire, mentre l’Arcangelo Raffaele è collocato sulla parete di destra.

La seconda cappella è dedicata a sant’Antonio abate, titolare della Chiesa, e la pala dell’altare, raffigurante il Santo, è stata eseguita nel 1688 da Bernardino Balduino e commissionata dall’Associazione dei Mulattieri.
Una statua di s. Antonio abate benedicente è posta sopra l’altare.
Nelle pareti laterali i dipinti di santa Maddalena de’ Pazzi e di san Pier Tommaso, patriarca di Costantinopoli.

Conclude la serie di cappelle collocate a destra quella che reca la statua del Sacro Cuore di Gesù, ma originariamente era dedicata a San Nicola da Bari, San Biagio vescovo ed a San Guarino vescovo di Palestrina. Sono collocati sulle pareti laterali due dipinti; uno ritrae S. Simone Stock che riceve lo scapolare dalla Madonna, l’altro S. Alberto Avogadro di Gerusalemme, che dà la regola dell’Ordine a san Brocardo.
A sinistra, la prima cappella vicino l’altare maggiore quella della Confraternita del Carmine. Originariamente, la Cappella ospitava la statua dell’Addolorata, nel secondo dopoguerra la Confraternita deliberò di collocare la statua della Vergine del Carmine, precedentemente custodita nell’oratorio del sodalizio. Sull’altare è collocata la statua della Madonna del Carmine che viene portata in processione ogni anno, la domenica più vicina alla sua festa liturgica.
Sant’Alberto di Sicilia è il titolare della seconda cappella, ed è raffigurato sulla pala dell’altare. Sant’Avertano ed il Beato Franco da Siena, ambedue carmelitani, sono dipinti sulle pareti laterali della cappella.
La cappella del Crocifisso conclude le cappelle di sinistra. Sull’altare è collocata una tela raffigurante Gesù in croce, e vi è esposta alla venerazione della popolazione una statua di san Pio da Pietrelcina. Alle pareti laterali le immagini di sant’Anna e di Santa Brigida.

Altri preziosi dipinti cinquecenteschi e seicenteschi sono custoditi all’interno del convento.

 

La chiesa parrocchiale è tuttora gestita dall’Ordine religioso dei Carmelitani. Dalla chiesa ogni 17 gennaio parte il corteo di carri, animali e carretti che sfilano per la città in occasione delle celebrazioni di Sant’Antonio.

 

Link:
https://santantoniopalestrina.it/la-chiesa/

https://www.tibursuperbum.it/ita/escursioni/palestrina/ChiesaS.Antonio.htm

https://santantoniopalestrina.it/mulattieri-carrettieri-e-bovari/

CASTELSANTANGELO SUL NERA (MC), frazione Macchie. Chiesa di Sant’Antonio abate

È ubicata a un’estremità del paese, in via San Giovanni.
https://goo.gl/maps/HV7XtpzVUB7zVQL39

 

La chiesa fu costruita nel XIV secolo come cappella privata della famiglia Sili, ed è antecedente a quella di San Giovanni, situata anch’essa a Macchie.
Tra il XVII ed il XVIII secolo fu decorata internamente e a quel periodo risale anche l’altare ligneo intagliato. Il lato inferiore dell’arco trionfale fu dipinto con motivi a cassettoni e rosette e, sulla parete del presbiterio invece, furono rappresentate delle tende drappeggiate rosse, gialle e bianche.
Nel XX secolo è stata rovinata da un incendio. Per molti anni la chiesa è rimasta chiusa, ma è stata riaperta dopo un restauro degli affreschi interni.

L’esterno è in conci di pietra a vista e la facciata è semplice e a capanna.
La chiesa ha un soffitto a doppio spiovente ligneo, ed è divisa in due parti da un arco a tutto sesto.

Dietro l’altare un affresco rappresenta sant’Antonio abate circondato da animali; sullo sfondo è rappresentato uno scorcio del paese.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Macchie)

JESI (AN). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Piandelmedico, 2
https://goo.gl/maps/MKt4Mv1ftWcNud9M6

 

Nel XX secolo la prima sede della chiesa e dei locali parrocchiali fu in via Piandelmedico. Successivamente, specie in conseguenza dell’esodo dalle campagne, si preferìo spostarne la collocazione al centro di una zona che poi si rivelò sede di ulteriore sviluppo demografico ed edilizio. Fu costituita così la parrocchia il 25 marzo 1960, distaccandone il territorio da Santa Maria del Piano e da Mazzangrugno. Fu realizzato un complesso di nuova costruzione, con un vasto salone ad uso chiesa, una casa canonica e alcuni servizi pastorali.
Il 30 giugno 1966 il vescovo Giovanni Battista Pardini, insieme al decreto di ampliamento della parrocchia, provvide al trasferimento della sede parrocchiale in via Montegranale 2, poco distante dal Borgo Minonna, che rivelava segni di notevole incremento demografico.

Il 17 Gennaio 1975 fu posta la prima pietra della nuova chiesa e delle opere parrocchiali in Via Piandelmedico 2, al centro di Borgo Minonna. Il complesso venne ultimato nel 1978. La chiesa è un valido e notevole esempio di arte moderna.
La chiesa, aperta al culto il 9 Settembre del 1978, fonde armoniosamente funzionalità, sacralità e gusto estetico. E’ circondata da un buon complesso di strutture pastorali e ricreative.
Nel 1984, sono state aperte due porte esterne nel piano terra della parrocchia. Nel 1987 la sistemazione e modifica di parte del piano seminterrato delle opere parrocchiali.
Nel 2009 sono state tinteggiate le pareti interne della chiesa.

La chiesa, moderna e dal particolare volume, si affaccia in un ampio piazzale circondato anche da giardini. Il portale di ingresso principale e gli accessi laterali sono preceduti da una scalinata affiancata però da rampe di salita per disabili.
La facciata è caratterizzata da una parte inferiore più bassa, nella quale insistono gli accessi, divisi da pilastrature, e da una parte superiore, più slanciata, che termina con due elementi “a vela” simmetrici, di cemento e separati da un’alta vetrata posta in asse con il portale di ingresso.

La chiesa è a navata unica, a forma di ventaglio, con pavimento in leggera pendenza verso il presbiterio centrale, sopraelevato in modo da favorire al massimo la visibilità e la centralità dell’azione liturgica. Una cappella laterale sulla sinistra, ove si conserva l’Eucarestia, permette di celebrare le funzioni feriali in uno spazio più raccolto. Sul lato destro della navata si trovano tre cappelle: quella del battesimo, la cantoria con funzione di trait-d’union tra celebrante e assemblea, e la cappella dedicata ai Santi Protettori.
Il complesso parrocchiale, oltre alla chiesa, comprende la sacrestia e gli uffici del parroco, accessibili sia dall’esterno che direttamente dall’aula. E’ poi presente un piano seminterrato utilizzato per aule catechistiche, sale di riunioni e spazi per il gioco delle bocce.

L’interno è molto accogliente e luminoso; le pareti che precedentemente erano in cemento a vista color grigio, sono state tinteggiate di colore bianco nel 2009. Altare, ambone e battistero sono realizzati in marmo color nocciola e sono arredi fissi; alle spalle dell’altare è posizionata una boiserie in legno, decorata da elementi vetrati, con annessa sede presbiteriale, che funge da quinta di fondo alla chiesa. Molto particolari sono le alte e slanciate vetrate policrome ubicate sia alla destra dell’altare, dove è collocato il battistero, sia alle spalle del presbiterio.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/5684/Jesi+%28AN%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate