SANT’ANGELO LODIGIANO ( LO). Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate e S. Francesca Cabrini
Viale Umberto I, 9
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La chiesa, che porta il titolo di basilica, fu costruita nel 1928 – 38 sopra la precedente parrocchiale, la cui storia risale almeno al 1210 quando fu citata per la prima volta come ubicata al centro dell’abitato locale e già dotata di un arciprete nella figura di tale Gerardo.
La chiesa originaria fu demolita e ricostruita nel XV secolo sulla pianta della precedente e nel 1535 fu dedicata a Sant’Antonio abate.
Attorno al 1660, su proposta dei fedeli, il parroco don Domenico Longo s’impegnò per una nuova edificazione della chiesa “con maggior decoro”. I lavori ebbero inizio il 12 giugno 1662 e terminarono il 4 agosto del 1673: questa chiesa era dotata di tre navate con quattro cappelle a destra e tre nicchie a sinistra, oltre al battistero. Venne realizzato in quell’occasione anche il campanile ancora visibile che fu soprelevato nel 1787 in stile barocco e che fu ultimato nel 1826 con la costruzione di una terrazza dove porre una colonna scanalata di stile neoclassico sulla cui sommità svetta ancora oggi una statua di San Michele in marmo di Viggiù, opera dello scultore milanese Butti.
La chiesa attuale fu realizzata nel XX secolo in stile neo-rinascimentale bramantesco. Il primo progetto della basilica venne pensato già dal 1859 per iniziativa del parroco don Bassano Dedè (che fu a suo tempo anche padre spirituale di Francesca Cabrini) e venne messo a progetto dall’ingegnere Giovanni Vandoni di Milano, ma a causa della seconda guerra d’indipendenza italiana il progetto fu accantonato. Solo nel 1921, grazie all’operato del nuovo parroco monsignor Enrico Rizzi, si ripropose il problema della costruzione della nuova chiesa e per questo progetto definitivo venne scelto l’ingegnere milanese Spirito Maria Chiappetta. Il 7 luglio 1928 fu posta la prima pietra e la chiesa fu consacrata il 28 ottobre 1938 da mons. Pietro Calchi Novati, vescovo di Lodi. Il 13 novembre di quello stesso anno avvenne la beatificazione di Francesca Cabrini.
La chiesa si presentava molto spoglia e solo nel 1944 si decise la decorazione interna ad opera del pittore Taragni di Bergamo e della sua scuola, ad eccezione dei grandi affreschi delle lunette, delle tazze e degli absidi che furono affidati al pittore bergamasco Pasquale Arzuffi negli anni ’50 del Novecento. Successivamente furono aggiunte anche le vetrate istoriate realizzate dall’artista lodigiano Gaetano Bonelli.
Gli ultimi lavori di rifacimento all’interno della chiesa si compirono negli anni sessanta del Novecento quando fu ristrutturato il presbiterio. Nel 1969 l’antico altare della chiesa fu trasferito in quella dedicata a Santa Maria Regina nella frazione di Cogozzo e la cappella di Sant’Antonio venne ridedicata al Santissimo Sacramento. Nel 1976 fu rifatto il pavimento con lastre di granito.
La facciata si presenta movimentata e tripartita, con statue di Santi sul tetto e nelle nicchie a lato del portale centrale. Sant’Antonio abate è raffigurato nella statua sul tetto a destra.
La chiesa ha pianta a forma di croce latina con un caratteristico presbiterio a trifoglio; internamente è suddivisa in tre navate: quella centrale, alla corrispondenza coi bracci laterali, si allarga a formare un ottagono, mentre le navate laterali si torcono sino a girare attorno alle absidi stesse. Nel presbiterio ottagonale quelle che sono le volte si portano verso l’alto sino al tiburio, formando una cupola di altezza complessiva di 30 metri.
All’interno della basilica si sono conservate delle tracce della precedente chiesa parrocchiale come la Cappella della Madonna del Rosario, risalente al XV secolo e di pieno stile rinascimentale con altare originale ed affreschi del Morazzone sulla volta, affiancati a quelli recenti del pittore Arzuffi. La statua della Vergine presente nella cappella è realizzata in legno gessato ed è sovrastata da una piccola tela raffigurante Dio padre attribuita a Daniele Crespi.
Di rilievo è anche il battistero seicentesco, dove venne battezzata santa Francesca Cabrini il 15 luglio 1850.
Nella cappella del Sacro Cuore è presente una Madonna con Bambino e Santi del XV secolo, un affresco strappato dalla vecchia chiesa e poi qui ricollocato. In quella del Santissimo Sacramento, è presente invece una tavola lignea del Cinquecento raffigurante San Raffaele e attribuita a Bernardino Lanino in cui è chiaramente visibile l’influenza stilistica di Gaudenzio Ferrari presso la cui bottega il pittore lavorò negli anni della sua formazione artistica.
La più importante tra le cappelle è quella dedicata a santa Francesca Cabrini dove troneggia una grande tela centrale del pittore Galizzi affiancata da altri due quadri di Cesare Secchi.
Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Sant%27Antonio_Abate_e_Santa_Francesca_Cabrini
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO620-00079/











