VALBONDIONE (BG), frazione Fiumenero. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Dante, 26 (Via Sant’Antonio)
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La Chiesa a Fiumenero, in alta Val Seriana, fu edificata dall’8 maggio 1747, come riporta la scritta posta sopra l’ingresso principale, ma le sue origini sono molto più lontane e risalenti almeno al 1520 se non addirittura al 1400 come indicato in vecchi documenti.
La chiesa risulta essere parrocchia nel 1759: fu infatti consacrata il 4 luglio dal francescano Serafino Torriani, incaricato dal vescovo di Bergamo Antonio Redetti.
La chiesa attuale è la terza in ordine di costruzione.

La facciata della chiesa è volta a sud e ha la caratteristica di essere di misura inferiore rispetto all’interno, ed è raggiungibile dalla strada mediante quattro gradini. Preceduta da un ampio sagrato, si presenta tripartita da quattro lesene e composta su due ordini da una cornice marcapiano, la classica composizione architettonica d’uso nel Settecento. La parte inferiore presenta il portale con architrave in pietra che sorregge il timpano curvilineo spezzato. Il secondo ordine ha una grande finestra rettangolare che porta luce all’interno dell’aula La cornice sorregge il timpano triangolare. Oltre la facciata è ben visibile il prosieguo della chiesa di maggiori dimensioni.
La torre campanaria ha un base in pietra stilata e il castello sostiene cinque campane consacrate nel 1850.

L’aula si presenta di discrete proporzioni, da una campata leggermente minore si prosegue in spazi di misure più ampie. Il presbiterio accessibile da tre gradini di forma rettangolare e di misure leggermente inferiori rispetto all’aula.
L’altare maggiore è adornato da tre tele settecentesche. Una raffigura il Redentore che appare a sant’Antonio abate e un’altra l‘Educazione della Vergine con i santi Anna e Gioacchino.
Gli altari conservano tele di buon rilievo artistico. Di ignoto la Deposizione di Cristo con san Pietro sant’Antonio, san Giacomo e san Paolo lavoro del XVI secolo. Di notevole interesse sono i dipinti di Domenico Carpinoni (1566-1658): San Sebastiano e San Rocco, traslato dalla vicina chiesetta di San Rocco e la Trinità con la Madonna e le anime purganti e santi Lucia, Lorenzo e Antonio abate.

Sopra l’entrata è posta una bella Deposizione fra Santi del ‘600 di gusto manierista.
Le quattordici stazioni della Via Crucis sono state dipinte da Gaetano Peverada.
L’ancona dell’altare intitolato alla Madonna del Sacro Rosario è un lavoro di bottega fantoniana datato 1771. Del 1775 l’ostensorio dell’altare maggiore sempre dei Fantoni.
L’organo posto sul lato di destra del presbiterio è stato realizzato dalla bottega Bossi nel Settecento.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32159/Chiesa+di+Sant%27Antonio

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Valbondione)

https://www.itinerari.bergamo.it/chiesa-di-santantonio-abate-valbondione/

GRONE (BG), frazione Sant’Antonio. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Località Monte Grone. Via Provinciale, 19
https://goo.gl/maps/QgvqwqsHNHbLWDtF8

 

Sul territorio della località “Monte Grone” vi era un antico luogo di culto documentato dagli atti della visita pastorale del 1575 di san Carlo Borromeo arcivescovo di Milano, che citano, “supra montem Gronum”, un oratorio dedicato a Sant’Antonio abate sussidiario della chiesa parrocchiale di Santa Maria Vergine di Grone.
L’edificio attuale fu eretto nel 1921.
Il vescovo di Bergamo Adriano Bernareggi il 28 agosto 1937 consacrò la chiesa mantenendone l’intitolazione a sant’Antonio abate.
La chiesa fu oggetto di restauro nel 1975 con l’adeguamento liturgico e la costruzione dell’altare comunitario volto verso l’aula e la formazione di un nuovo vano interno alla navata.

Con decreto in data 12 maggio 1921, il vescovo Luigi Maria Marelli disponeva la separazione e smembramento dalla parrocchia di Santa Maria Nascente in Grone del territorio della frazione di Monte di Grone, elevandone la chiesa in parrocchiale sotto il titolo di Sant’Antonio abate (decreto 12 maggio 1921).
La parrocchia di Monte di Grone, fin dal momento dell’erezione, risultava inserita nella vicaria di Borgo di Terzo, nella quale rimase compresa fino alle successive modifiche dell’assetto territoriale della diocesi. Dal 1971, in seguito alla riorganizzazione diocesana in zone pastorali (decreto 28 giugno 1971), fu aggregata alla zona pastorale XVI, composta dalle parrocchie delle vicarie di Borgo di Terzo e di Trescore. Con l’erezione dei vicariati locali nella diocesi, è entrata a far parte del vicariato locale di Borgo di Terzo-Casazza (decreto 27 maggio 1979). Il 14 settembre 1984, alla parrocchia di Monte di Grone fu affidata la cura pastorale di una porzione della zona denominata “Colli di San Fermo”, non appartenente alla suddetta parrocchia; in tale circostanza il parroco di Monte di Grone fu costituito delegato vescovile “ad universa negotia gerenda” per quei territori.

 

La chiesa è preceduta da una gradinata che la collega al sagrato delimitato da un muretto.
La facciata è tripartita da quattro lesene complete di basamento e capitello in muratura e che reggono il grande timpano triangolare. Il settore centrale è di poco più ampio di quelli laterali ed ospita l’ingresso principale con portale in pietra. Sopra il portale vi è un affresco raffigurante Gesù crocefisso. Due nicchie ai lati contengono statue: quella a sinistra raffigura sant’Antonio abate.
La torre campanaria è tutta in pietra locale, ben lavorata e sagomata.

Internamente la chiesa presenta una pianta a croce latina piuttosto irregolare (probabilmente a causa di un ampliamento); infatti dopo un primo tratto di navata piuttosto larga segue un transetto con involto di copertura che presenta ai lati due vani di cappelle laterali. Il presbiterio con pianta rettangolare e coperto da volta a botte si conclude nel coro con pianta semicircolare. Dietro l’altare maggiore segue il coro con 11 stalli, dotati di sedile continuo, con fondelli di schienale in radica leggermente intarsiato
Sul presbiterio sono dipinti i quattro Evangelisti. La decorazione sulla volta del presbiterio fu eseguita da Muzio Compagnoni nel 1946.
Vi sono affreschi anche nella controfacciata e nelle due cappelle laterali.
La chiesa conserva all’interno una statua del Santo titolare.

 

Durante la festa patronale, il 17 gennaio, avviene la benedizione degli animali e delle macchine agricole.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Grone)

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/31647/

https://www.youtube.com/watch?v=Xotq5NGotPo

BOMBA (CH). Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge nel Borgo Sant’Antonio al Ponte, dove il fiume Sangro forma un guado e fu costruito un ponte a pedaggio; punto strategico e d’incontro di pellegrini, mercanti e pastori che percorrevano i tratturi che dall’Abruzzo conducevano in Puglia. La zona perse gradualmente importanza con lo sviluppo della rete stradale dopo l’Unità d´Italia.
https://goo.gl/maps/xrhSKNdE8vAL5y4f6

 

Nell’archivio storico del Comune del 1777, risulta edificata nel 1526 dal barone Antonio Annechino, anche se è probabile, come da uno studio sulle fondazioni, che precedentemente esistesse una cappella presso uno  stazzo per i molti viandanti dei tratturi della Valle del Sangro.
Un documento di Cassino risalente al 1339, cita uno “spedale di Sant’Antonio a Bomba” posto presso il ponte di Sant’Antonio. Anche la dedica a sant’Antonio abate si può giustificare il fatto che l’edificio era sito presso l’incrocio di vari rami di tratturo.
La storia della chiesa s’intreccia con i fatti antecedenti e seguenti la Controriforma. Il tentativo di controllare tutto ciò che apparteneva alla chiesa, senza tener in alcun conto le leggi che regolavano i rapporti economici e i diritti acquisiti in base alle norme esistenti, produsse molte liti con i feudatari. La chiesa, di Sant’Antonio rimase, infatti, coinvolta per ben due secoli in una di queste liti che sorse tra i feudatari di Bomba e gli Abati Commendatari di Sant’Antonio di Vienne di Napoli, per il diritto di nomina del prete. La chiesa perse così gradualmente la sua importanza e fu degradata, anche in seguito ad alterazioni, fino ad essere adibita a fienile.
L’ edificio fu ristrutturato nel 1777. Solo recentemente le è stata restituita la dignità di chiesa, ma chiusa al culto.

 

La facciata è in stile romanico ed ha un coronamento con timpano curvo con doppia fila di romanelle immerse nella muratura.
L’ingresso consta di un portale ligneo architravato con una decorazione al centro e due finestrelle votive con stipiti e architravi in pietra calcarea. Sopra l’ingresso vi sono una grande finestra con arco a sesto ribassato ed una finestrella-oblo circolare.
Ai presenta come una cappella di una sola stanza di 6 × 6 m. I quattro piedritti sorreggono la piccola e bassa calotta della cupola. Sui pennacchi sono rappresentati i simboli dei quattro Evangelisti. Di fronte alla porta d’ingresso si apre una nicchia, ora vuota, in cui era custodita la statua del Santo. La parete mostra residui di affreschi in pessimo stato di conservazione. Nella lunetta si intravvede l´immagine di un Santo (forse san Nicola vescovo).
Ai lati dell’abside due piccoli riquadri interessanti: a sinistra la Madonna del Sambuco, a destra san Rocco. Sulle pareti laterali sono visibili due pale con immagini di Maria Assunta e sant’Antonio di Padova. Sia la pala che la statua, posta alla sinistra dell’altare, non hanno niente a che vedere con il Santo abate titolare della chiesa.

 

Link:
https://www.comunedibomba.it/c069006/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/39

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Bomba)

TORNATA (CR). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate e Sant’Ambrogio vescovo

Via Chiesa
https://goo.gl/maps/S4EydFd92zb6vM7x7

 

Anticamente a Tornata esistevano due chiese, intitolate rispettivamente a Sant’Ambrogio (che era la chiesa madre, ubicata fuori dal centro abitato, sulla strada per Romprezzagno, quindi scomoda per i fedeli; demolita nel XIX secolo) e a Sant’Antonio abate, sorta come oratorio privato di casa Sommi, poi ceduta alla nobile famiglia Ripari, che fu eretta a parrocchiale nel 1675.
La chiesa di Sant’Antonio aggiunse l’intitolazione di Sant’Ambrogio vescovo nel 1805 quando vi fu traslato l’affresco della Madonna delle Grazie (vedi infra).
La parrocchiale fu interessata da un intervento di rifacimento nel 1929, dopo che erano state rilevate numerose infiltrazioni d’umidità e il cedimento di una trave. Furono riedificati la volta, la facciata e un terzo delle mura laterali; mentre si conservarono il campanile, il coro e il presbiterio (sec. XIV). L’interno, prima ripartito in tre navate, fu ripensato ad una unica navata su progetto dell’architetto Tancredi Venturini.
La parrocchia nel tempo subì vari spostamenti di vicariati e poi di zone pastorali.

La facciata a capanna della chiesa, rivolta a nordovest, di chiaro gusto romanico lombardo, rivestita in mattoni a faccia vista e coronata da tre pinnacoli, è scandita da due grosse paraste laterali e presenta due finestre a tutto sesto e il rosone; sotto gli spioventi corre una file di archetti pensili. Il portale maggiore è strombato; nella lunetta sovrastante vi è un mosaico raffigurante “il Buon Pastore”, opera eseguita su bozzetto dell’artista Misani (1969).
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora, affiancata da lesene, ed è coperta dal tetto a quattro falde.

L’interno dell’edificio si compone di un’unica navata, sulla quale si affacciano due cappelle per ogni lato e le cui pareti sono scandite da lesene sorreggenti la trabeazione, sopra la quale s’imposta la volta a botte ribassata; al termine dell’aula si sviluppa il presbiterio, chiuso dalla parete di fondo.
Le decorazioni pittoriche sono opera del restauratore e decoratore Silvio Lanfredini (1992) che sostituì la precedente tinteggiatura color avorio antico risalente al 1960 del pittore Palmiro Vezzosi.
Prima Cappella a sinistra: la cancellata di ferro battuto realizzata nel 1940 dai fratelli Nicolini, fabbri ferrai del paese, riproduce l’immagine stilizzata del fonte battesimale e chiude il battistero. Nel 1946 fu posto nella parete sopra il fonte battesimale, una tela a olio, donato alla chiesa dal pittore bergamasco Ernesto Quarti Marchiò (1907 – 1982) che rappresenta Il Battesimo di Gesù.
Seconda Cappella a sinistra:  si trova una statua lignea rappresentante il Sacro Cuore della fine del 1700. Sull’altare sono posti quattro reliquari lignei settecenteschi e altri quattro in bronzo argentato, d’artigianato napoletano moderno.
Prima Cappella a destra:  sull’altare la statua di gesso di sant’Antonio di Padova della fine del 1800. Sulla parete un quadro rappresentante san Rocco in primo piano, mentre sullo sfondo compare l’immagine della chiesa parrocchiale di Tornata opera della pittrice Silvia Lanfredini (2011).
Seconda Cappella a destra: racchiude l’opera più significativa e preziosa sia per motivo di devozione sia per l’aspetto storico-artistico. Alla parete l’affresco della Madonna col Bambino del XIII sec., “Beata Vergine delle Grazie-Madonna di Sant’Ambrogio” che in origine era conservato nell’antichissima Chiesa di Sant’Ambrogio (sec. X -XI) che fu demolita agli inizi del XIX secolo. Per salvare l’immagine venerata dai fedeli, il 18 aprile 1805 l’affresco fu staccato dalla parete e traslato alla parrocchiale di Tornata. All’esterno della chiesa sul lato destro vi è una lapide murata che ricorda l’evento. Nel 1976 l’allora parroco don Renzo Sbernini, costatando le cattive condizioni di conservazione dell’affresco, dovute all’umidità, al fumo delle candele, alla generale usura del tempo, si fece promotore del restauro della veneratissima effigie. Sotto il dipinto cinquecentesco comparve una regale e materna figura di Madonna, di scuola bizantina, databile intorno al XIII – XIV secolo, che era quello autentico della Beata Vergine delle Grazie, la Madonna di Sant’Ambrogio, ritenuta miracolosa perché la tradizione dice che apparve a un bambino il 07 maggio 1521.

Lungo tutte le pareti dell’edificio sacro si trovano antiche stampe della Via Crucis risalenti alla fine del 1700, inizio 1800.
Notevoli modifiche si sono succedute nel corso degli ultimi decenni nella zona del presbiterio. L’altare maggiore su disegno del Misani fu abbattuto nel 1994 e sostituito da un altare a mensa di marmo prezioso. Sulle pareti laterali, ci sono due quadri rappresentanti due Crocifissioni in stile neorealista moderno, dono del Maestro Giulio Salvatori di Mosio (1980). Nell’angolo di sinistra, la statua lignea della Madonna del Rosario, fine del 1700, che collocata su un carretto è trasportata nelle vie del paese in occasione della solenne celebrazione dell’apparizione della Madonna, il 7 maggio.


Nell’abside, imponente nella sua dimensione e bellezza, la pala d’altare dipinto a olio, Madonna e Santi, è un’opera del 1710 di Bernardino Dehò (1675 – 1729). Nel 1820 la fabbriceria di Tornata l’acquistò da una chiesa di Cremona. Nel dipinto la Vergine con il bambino è contornata da un gruppo di angeli tra nubi plumbee. Nella parte bassa, sant’Antonio abate, sant’Agostino e san Gaetano da Thiene. In primo piano un’incudine con maglio a testimonianza del fatto che il quadro fu commissionato dalla corporazione dei fabbri di Cremona, sopra, sul trono, la firma de pittore. Sant’Antonio è a sinistra, seduto sul basamento del trono, con saio rosso e mantello nero, tiene il bastone a Tau con la mano destra; ai piedi si vede il muso di un maiale zannuto.

 

A sinistra dell’abside, vi è una tela a olio di pittore ignoto raffigurante sant’Antonio abate dell’inizio del 1700, un tempo pala d’altare prima dell’acquisto del quadro del Dehò. Il Santo, in piedi in un paesaggio roccioso, tiene con la destra un bastone a “L” con appesa una campanella; la sinistra regge un libro aperto appoggiato al ginocchio; una fiamma è sul terreno a sinistra; a destra della figura, spunta un maiale.
Sul lato opposto dell’abside, vi è una tela a olio di pittore ignoto, raffigurante Santa Teresa d’Avila in estasi della seconda metà del 1700.

 

 

 

Immagini e link:
https://www.unitapastoralectr.it/tornata/

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_e_Sant%27Ambrogio_Vescovo

PALAZZO PIGNANO (CR), frazione Cascine Capri. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Torlino, 40
https://goo.gl/maps/Y67ERzQo2bAbkfQD8

 

La chiesa è sita nel borgo agricolo di antica origine ed è intitolata a Sant’Antonio abate.
Consacrata nel 1557 da Leonardo Lana, vescovo di Bida e ausiliare della Diocesi di Piacenza.

Facciata a capanna con finestra sopra il portone. Campanile a sinistra.
All’interno conserva dipinti e affreschi.

 

Link:
http://www.palazzopignano.info/index.php?section=capri&m=territorio&ln=it