BORGO VALLEBELLUNA (BL), frazione Lentiai. Chiesa di S. Maria Assunta, polittico con s. Antonio abate

Il comune è nato il 30 gennaio 2019 in seguito alla fusione degli ex comuni di Trichiana, Mel e Lentiai.

La chiesa è l’antica Pieve di Lentiai e il documento forse più antico che la riguarda è un codice pergamenaceo del 1204.
Nel 1515 fu completato il campanile e nel 1568, come documentato da un affresco, la chiesa fu riconsacrata; infatti proprio nel 2018 è stato indetto il giubileo per i 450 anni da quell’evento. Monumento Nazionale dal 1880.
La chiesa ebbe il suo momento di massimo splendore nella seconda metà del Cinquecento, durante l’episcopato di Michele Della Torre, uno dei protagonisti del Concilio di Trento. Gli inventari redatti durante le visite pastorali di questo periodo testimoniano la realizzazione tra il 1577 e il 1579 del monumentale capolavoro di Cesare Vecellio: l’imponente soffitto ligneo a cassettoni che deriva da un’idea dell’architetto Sebastiano Serlio per la libreria del Doge Andrea Gritti in Palazzo Ducale a Venezia: nei lacunari il pittore racconta in venti episodi le Storie della Madonna. Sulle pareti della navata centrale sfila la duplice schiera degli Apostoli, affrescati anch’essi da Cesare Vecellio verso la fine del settimo decennio del ‘500.
Il 19 luglio 1583 il vescovo Della Torre notòa che la preziosa pala dell’altar maggiore, a causa dell’umidità del muro soffriva e si rovinava (patitur et devastatur) per cui ordinò che dietro l’altare si fabbricasse il coro.
Dal 2000 al 2003 la chiesa è stata oggetto di lavori di restauro che hanno riguardato tutto il complesso, sia dal punto di vista strutturale che da quello artistico.

POLITTICO DELL’ASSUNTA. Fu realizzato verso la metà del ‘500 nella bottega tizianesca, ma l’immagine del giovane vescovo Tiziano reclama un intervento personale diretto di Tiziano Vecellio per l’alta qualità della materia pittorica, della forma, dell’espressione che non è condivisa da nessun altro elemento del polittico
La pala è formata da dieci tele raffiguranti la Madonna Assunta, al centro; Cristo morto sorretto da angeli nella cimasa. A sinistra in basso, San Tiziano vescovo e San Pietro; in alto a mezzobusto, Santa Corona e San Vittore. A destra in basso San Paolo e San Giovanni Evangelista, in alto a mezzobusto Sant’Antonio abate e Santa Maria Maddalena.

Sant’Antonio è di profilo, con abito scuro, appoggia le mani al bastone a tau cui è appesa una campanella.

 

Link:
https://www.progettostoriadellarte.it/2020/12/15/chiesa-di-santa-maria-assunta-a-lentiai/

FRANCICA (VV). Chiesa parrocchiale di Maria Santissima Annunziata con statua di s. Antonio abate

La statua di s. Antonio abate, conservata sul lato sinistro del presbiterio, presenta il Santo che indossa saio e mantello scuro, la mano destra nel gesto di benedizione e la sinistra che regge il bastone a tau cui è appesa una campanella e il libro chiuso su cui è il fuoco. Un maialino è ai suoi piedi, a sinistra
La statua è porta in processione in occasione della festa del 17 gennaio.
La statua è in gesso, alta 160 cm, ed è opera di bottega dell’Italia meridionale del XIX secolo.


La chiesa fu edificata nel 1789, su progetto dell’architetto napoletano Sanget, realizzata a seguito del terremoto del 1738. I lavori di ricostruzione del paese, distrutto dal sisma, comportarono la fusione delle chiese di Sant’Antonio abate – dedicata al Santo patrono – e dell’Annunziata. I terremoti del 1905 e del 1908 provocarono ingenti danni alla chiesa che fu ristrutturata nel 1929. P Presenta una facciata sezionata in due ordini decorati da lesene. L’ordine inferiore presenta un portale incorniciato da due colonne con capitello che sorreggono il timpano. La facciata inoltre presenta un’ampia monofora ed un orologio. E’ affiancata da due campanili con cupola che si innalzano su tre livelli.
Gli spazi interni sono scanditi dal susseguirsi di colonne con base quadrangolare che sezionano la chiesa in tre navate coperte da soffitto a capriate. Gli interni sono decorati dalla presenza di numerose statue (quella dell’Annunciazione risalente al Settecento, quella della Madonna con il Bambino risalente al periodo normanno, forse appartenente alla chiesa delle Tre Croci, oggi ridotta a rudere).

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1800029177

https://www.youtube.com/watch?v=mtJ50wqTcK4

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificios/edificio/67954/Francica+%28VV%29+%7C+Chiesa+di+Maria+Santissima+Annunziata

BUTTIGLIERA ALTA (To). Chiesa parrocchiale di San Marco Evangelista, Cappella dei Santi Antonio e Defendente (anche Cappella della Comunità).

La cappella fu fatta erigere nella parrocchiale dalla comunità nel 1715 per essere liberati dall’epidemia del bestiame grosso.
La cappella è ancora oggi ornata del suo quadro antico. L’opera rappresenta i due santi: a sinistra di chi guarda, sant’Antonio abate ed a destra, san Defendente martire.
Il primo è abbigliato con l’abito dei canonici antoniani e appoggia il braccio destro su un libro aperto, mentre con il sinistro regge il bastone con il “Tau” e il campanellino; san Defendente invece è vestito con il classico abito da guerriero romano e con la croce mauriziana che ricorda la sua appartenenza alla Legione Tebea. Nello sfondo si scorge un abbozzo di paesaggio. I due santi sono raffigurati con visi ed espressioni curiosamente infantili e grandi occhi attoniti.
Il quadro è di modesta fattura anche se il pittore risulta non digiuno di regole accademiche. Può essere attribuito con buona sicurezza al pittore Giovanni Antonio Mareni, nella prima metà del XVIII sec.

Fonte:
– Arabella Cifani, Franco Monetti. Buttigliera Alta – Tesori d’arte e di storia, Umberto Allemandi & C., Torino 2014, pp. 41-44.

TORINO. Duomo, Cappella dei santi Massimo e Antonio abate

Nella navata laterale sinistra, la terza cappella è la Cappella dedicata ai Santi Massimo e Antonio abate.
La cappella custodisce i resti del Beato Pier Giorgio Frassati beatificato da Giovanni Paolo II (1990), divenuto patrono delle Giornate Mondiali della Gioventù.
Sull’altare la Madonna col Bambino, Sant’Antonio abate e S. Massimo di Rodolfo Morgari (1860).

FRANCIA – VÉZELAY. Chiesa di Santa Maria Maddalena, capitello con “visione di sant’Antonio abate”, XII secolo

Il capitello del XII secolo è stato interpretato come la raffigurazione di una visone demoniaca che ebbe sant’Antonio abate, narrata nelle sue varie biografie.

(Per approfondire vedi https://www.santantonioabate.afom.it/biografie-di-s-antonio-abate/).

Il Santo è scolpito a sinistra e i vari demoni sulla parte centrale del capitello.

 

 

La chiesa di Santa Maria Maddalena è un’antica abbazia francese in Borgogna-Franca Contea, nel dipartimento dell’Yonne. Situato su un alto colle, chiamato ancora oggi il “colle eterno”. Fondata nel IX secolo come abbazia benedettina, la chiesa divenne famosa a metà del secolo XI quando si diffuse la convinzione che custodisse le reliquie di Santa Maria Maddalena. Divenne un luogo di pellegrinaggio, tanto più popolare perché si trovava su una delle strade che portavano a Santiago de Compostela, e Vézelay divenne un centro di grande importanza per l’Occidente. Nel 1146, San Bernardo vi predicò la Seconda Crociata davanti al re Luigi VII, alla regina Eleonora e ad una folla di nobili, prelati e popolo radunati sul colle. Nel 1190, Riccardo Cuor di Leone e Filippo Augusto si incontrarono lì per partire per la Terza Crociata. Nel 1217, Francesco d’Assisi scelse la collina di Vézelay per fondare il primo insediamento francescano in terra francese.
La chiesa di Santa Maria Maddalena è anche un capolavoro dell’arte romanica borgognona, come esemplificato dalla sua architettura, dai capitelli e dal portale scolpito. La navata centrale (1120-1140), leggermente distorta dallo slancio verso il basso delle volte a crociera, è scandita da grandi archi a ferro di cavallo a voussoir bicromi e da capitelli unici per stile e varietà di soggetti rappresentati (allegorie profane, scene bibliche e agiografiche). Ma è il portale scolpito tra la navata e il nartece che ha conferito a Vézelay la fama universale. Sul timpano è raffigurata la “Missione degli Apostoli“, che, partendo da un’ispirazione enciclopedica, è rivelatrice dello stato della scienza in questo periodo. L’intera scena è organizzata attorno a Cristo in gloria che benedice gli apostoli e assegna loro la missione di convertire le nazioni. Questo tema è piuttosto unico nell’arte romanica.
La Rivoluzione e le sue conseguenze portarono alla scomparsa della maggior parte dell’abbazia, ad eccezione della chiesa abbaziale. In uno stato prossimo alla rovina, questo fu il primo cantiere di restauro guidato da Eugène Viollet-le-Duc, uno dei padri del restauro monumentale, che riuscì a salvare l’edificio (1839-1848) ricostruendo parte delle sue volte.
Iscritta nel 1840 nel primo Elenco dei Monumenti Storici di Francia, la chiesa di Vézelay è uno dei primi edifici medievali la cui conservazione è stata intrapresa in modo proattivo, unicamente per i suoi meriti storici e artistici. Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2007.

 

 

 

 

 

Link e fotografie:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_V%C3%A9zelay

https://www.meisterdrucke.uk/fine-art-prints/Romanesque/1005666/The-vision-of-st-Anthony-of-Padua-%28carved-capital%29.html (Ovviamente per ragioni temporali, storiche e agiografiche si tratta invece di s. Antonio abate!)