GRAN BRETAGNA – GLASGOW. Kelvingrove Art Gallery and Museum, dipinto con s. Antonio abate di P. Bordon

Olio su tavola di 61 × 82,9 cm raffigurante “Madonna con il Bambino, i santi Girolamo e Antonio abate e un devoto”, realizzato nel 1525 circa da Paris Paschalinus Bordón, o anche Pàris Bordone (Treviso, 1500 – Venezia, 1571).
Sant’Antonio è dipinto a sinistra tra s. Girolamo e il devoto/committente cui tiene la mano destra sulla spalla. Il Santo ha la barba bianca, il saio marrone e il bastone.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://artuk.org/visit/venues/kelvingrove-art-gallery-and-museum-3305

VENEZIA. Palazzo della ex-schola de Sant’Antonio abate dei luganegheri, con statua di sant’Antonio abate.

La Scuola dei Luganegheri è un’architettura di Venezia, ubicata nel sestiere di Dorsoduro ed affacciata sul Canale della Giudecca.
La struttura risale al XVII secolo; fu acquisita dalla confraternita dei Luganegheri (salumai), fondata nel 1497 ed avente sede liturgica a San Salvador.
Nel 1681, la schola de luganegheri fece di questo palazzo la loro nuova sede, che fino ad allora era stata in una piccola scuola a Rialto, e ne curò il restauro.
Dopo la soppressione della schola, in seguito agli editti napoleonici del 1806, l’edificio venne inizialmente adibito a deposito, quindi a luogo per rappresentazioni teatrali e verso la fine dell’800, come magazzino di pellami. Ad oggi vi risiedono attività commerciali.
Si tratta di un edificio a due piani, caratterizzato al piano terra da quattro ingressi rettangolari sovrastati da monofore quadrangolari; il tutto è fortemente rimaneggiato ed oggi gli ingressi sono funzionali all’attività ristorativa di cui sono sede gli ambienti interni del pian terreno, un tempo adibito a ospitare gli animali da macellare.
Di maggior rilievo gli elementi che compongono la facciata al primo piano: due grandi monofore a tutto sesto con mascherone in chiave di volta poste alle estremità, tra le quali, incorniciata da due lapidi, si trova un’ampia nicchia, disegnata su modello delle monofore, contenente la statua di Sant’Antonio abate, protettore della confraternita.

Ai lati della statua, su altrettante grandi lapide sono incise due iscrizioni, da una parte:
SCUOLA DELL’ARTE
DEI LUGANEGHERI COMPRATA
CON IL DINARO DI
DETTA ARTE L’ANNO
MDCLXXXI
e poi dall’altra parte:
RISTAURATA A MIGLIOR
COMODO DE’ CONFRATELLI
DI DETTA ARTE NELL’ANNO
MDCLXXX

 

MOENA (Tn), Passo San Pellegrino. Chiesa di sant’Antonio abate del deserto.

La chiesetta si trova presso il Passo.
https://goo.gl/maps/Pq9vLtYEW7B1HssEA

 

Vedi: https://chiesedifiemme.org/parrocchie/moena/san-pellegrino/

CISON DI VALMARINO (TV), località Campomolino. Oratorio di S. Antonio abate e della B. Vergine della Salute

Via Campomolino, 15
https://goo.gl/maps/cL6hjfhz7WHP2Jm39

L’Oratorio è una piccola costruzione con l’esterno intonacato di colore rosa.
Sul lato sinistro vi è un piccolo campanile con una cella campanaria. Quest’ultima ha delle monofore su ogni lato, la struttura è rettangolare ed è incorporata nell’edificio sacro. Sul lato a sud vi è una finestra che, assieme alla lunetta sul lato a nord e alle aperture sul fronte dell’oratorio danno luce all’edificio.
L’interno presenta due vani separati da una parete ad arco.
Sopra l’altare una pala raffigura la “Madonna con il Bambino, Sant’Antonio di Padova e San Giuseppe.”
Ai lati trovano spazio due dipinti novecenteschi. All’esterno dell’oratorio troviamo una cassetta per le offerte datata 1862.
L’edificio religioso viene aperto solo nei giorni delle messe per la festa di s. Antonio, il 17 gennaio ed il 21 novembre per quella della Beata Vergine.

 

Link:
https://www.microturismodellevenezie.it/scheda/cison-di-valmarino-oratorio-santantonio-e-beata-vergine-della-salute/

STRAMBINO (TO). Chiesa parrocchiale dei SS. Michele e Solutore o della Madonna del Rosario, dipinto con s. Antonio abate

La chiesa, iniziata nel 1764 in sostituzione delle due precedenti parrocchiali di San Michele (in castello) e San Solutore in rovina (e più tardi abbattuta), sorge in Corso Duca degli Abruzzi, 4/ P.zza don Luigi Vesco.

L’altare della Beata Vergine del Carmine è in marmo realizzato da Stefano Albuzzi e Giacomo Marchese su disegno di Carlo Andrea Rana, 1781-1784.
La pala è un olio su tela dipinto da Giovanni Domenico Molinari nel 1783-84 e raffigura “La Madonna del Carmine, Sant’Alberto da Vercelli e Sant’Antonio abate. Il Santo, in piedi a destra, si appoggia al bastone cui è legata una campanella.

 

Link:
https://www.ascs-onlus.it/la-chiesa-in-breve/