SPINEA (Ve). Oratorio di Santa Maria Assunta, con immagine di sant’Antonio abate.

L’oratorio racconta di guerre e devastazioni, di pestilenze, di devozione e speranza, di celebrazioni a cura del futuro S. Pio X, di un edificio di culto riconvertito in tomba di famiglia ed ora sede espositiva.

Nel X-XI sec. in questo luogo sorge un piccolo edificio, chiesa matrice del territorio di Spinea, danneggiato in seguito dal tempo e dalle battaglie, in particolare quella di Orgnani del 1320.
Nel 1382 l’edificio viene ricostruito completamente ma non torna all’originaria funzione di Pieve, divenendo chiesa campestre e centro di culto mariano.
Dopo lunghi periodi di incuria, la chiesetta viene restaurata negli anni 1767-85, come pure a metà dell’800.
Nel 1871 viene acquistato da tale Demetrio Pasqualetto che lo trasforma in tomba di famiglia e rimane tale fino al 1981, quando viene acquisito dal Comune.
Dopo un ulteriore restauro è stato destinato a sede espositiva.

L’oratorio è una semplice costruzione ad aula, con copertura falde, manto in coppi e travature a capriata.
La facciata principale è catatterizzata da lesene e coppie di archetti pensili, campanile a vela-
All’interno, un arco trionfale, la cui realizzazione ha determinato la distruzione degli affreschi della parete est, connette la navata con lo spazio absidale aggiunto nell’800.

Nell’aula interna, nella parete nord troviamo numerosi affreschi ben conservati eseguiti da più artisti tra la fine del trecento e gli inizi del quattrocento.
Si tratta di pittura devozionale, che riflette la funzione di chiesa campestre e centro di culto mariano che l’edificio ha assunto dal momento in cui è stato ricostruito.
La Madonna viene rappresentata più volte e in vari modi: Madonna della Rosa, Pietà, all’interno della Sacra Conversazione con S. Antonio da Padova e S. Antonio abate, Madonna dell’umiltà, Madonna con Bambino.
Gli affreschi presentano numerosi graffiti, opera dei pellegrini che in vari momenti hanno visitato questo splendido luogo per esprimere la loro devozione.
Sulle pareti est e sud somo sopravvissute solo tracce di affreschi e sinopie.

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

TRE VILLE (Tn), fraz. Irone. Chiesa di San Giacomo Maggiore, con immagine di sant’Antonio abate.

La cappella intitolata a San Giacomo nella località di Irone era inizialmente dedicata a San Filippo e a San Giacomo Minore ed era sussidiaria dalla pieve di Tione. Viene citata una prima volta nel 1537 in occasione di una visita del cardinale Bernardo Clesio ma è quasi sicuramente stata fondata in un periodo molto anteriore, cioè nel XIII secolo.
Il piccolo edificio sacro è in posizione distaccata rispetto all’antico nucleo storico di Irone.
La facciata è semplice a due spioventi con una parte del tetto che sporge in funzione di tettoia. Il portale è incorniciato e si raggiunge da una breve scala.
Nell’interno è presente una sola navata a pianta quasi quadrata. L’abside è leggermente elevata. Nel 1969 la piccola chiesa è stata danneggiata durante un furto, e sono state asportate le statue che ornavano l’altare.
L’altare è a portelle: in quella di destra è raffigurato sant’Antonio abate  che tiene nella mano sinistra un bastone cui è appesa una campanella e nella destra il fuoco; un piccolissimo maiale è ai suoi piedi.

 

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

CASTAGNOLE (Tv). Chiesa di San Mauro Martire, con immagine di sant’Antonio abate.

La chiesa di San Mauro viene costruita nel 1724 in luogo del precedente edificio di culto duecentesco. La chiesa viene consacrata nel 1768 dal Vescovo Giustiniani con le reliquie dei santi Vettore e Fortunato. L’edifico presenta pianta a croce latina, orientata est-ovest, con ingresso a ovest, navata unica e presbiterio. Quest’ultimo è caratterizzato da due aule laterali ed è concluso da un’abside semicircolare.
La facciata è scandita da quattro lesene su alti piedistalli, con capitelli corinzi. Sorreggono una trabeazione modanata con soprastante timpano dentellato. Il prospetto tripartito presenta ai lati due nicchie ospitanti le statue raffiguranti la Giustizia e la Pace. Al centro è collocato il portale, inquadrato da cornici ed edicola in pietra.
All’interno, in uno degli altari minori sono rappresentati santi ai piedi della Trinità con un sant’Antonio abate che intercede.

Info:
Piazza S. Mauro, 1, 31038 Castagnole TV

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

VILLORBA (Tv). Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano, con immagine di sant’Antonio abate.

La vecchia chiesa di Villorba venne costruita nel Seicento; tale struttura venne demolita nel 1948 per far spazio alla nuova parrocchiale.
La prima pietra di quest’ultima venne posta in quel medesimo anno; l’edificio, disegnato dall’architetto Luigi Candiani, fu portato a compimento nel 1952.
All’interno sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali una pala realizzata da Palma il Giovane e i quattro altari laterali, dedicati a San Sebastiano (e Santi, fra cui sant’Antonio abate), a San Pio X, alla Beata Vergine Maria e a San Giuseppe.

Info:
piazza Vittorio Emanuele II – Villorba.

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

VERONA. Quartiere San Michele, Chiesa di Santa Maria della Pace o della Madonna di Campagna con immagine di sant’Antonio abate.

Nel 1517 la Repubblica di Venezia ordinò la demolizione di tutti gli edifici presenti nel raggio di un miglio dalle mura cittadine di Verona; uno dei pochi oggetti sopravvissuto agli abbattimenti fu un piccolo muro si cui erano affrescati una Madonna col Bambino in trono tra i Santi Bartolomeo e Antonio Abate. Il vescovo Agostino Lippomano, visto l’alto valore che aveva assunto per la comunità veronese tale affresco, commissionò all’architetto Michele Sanmicheli la progettazione di una chiesa che potesse custodire l’immagine. L’edificazione della chiesa iniziò quindi nel 1559, anno della morte del noto architetto, e terminò completamente nel 1589, ma già nel 1561, a cantieri aperti ma ormai a buon punto, l’affresco venne collocato dietro l’altare maggiore.
La chiesa, essendo esternamente a pianta circolare, non presenta una facciata principale. L’accesso alla chiesa avviene da tre ingressi coperti dal porticato che circonda l’edificio, contraddistinto da colonne di ordine tuscanico.
Se l’esterno dello chiesa appare circolare (anche se in realtà è più simile ad un ovale) l’interno ha pianta ottagonale. L’impianto centrale presenta però un asse principale determinato dalla presenza del presbiterio sul lato orientale dell’edificio; esso presenta una pianta a croce greca, terminante con un fondale piatto ma con i bracci laterali dotati di absidi semicircolari.
Nel presbiterio si trova l’altare maggiore, dietro al quale si trova ancora l’antico affresco devozionale della Madonna col Bambino in trono tra i Santi Bartolomeo e Antonio Abate, datato alla fine del XIV secolo.

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com