BORGO CHIESE (TN), frazione Condino. Pieve di Santa Maria Assunta con immagini di s. Antonio abate

La chiesa conserva sull’altare dedicato a sant’Antonio abate, una bella statua lignea del 1510 opera dello scultore bresciano Stefano Lamberti (1482 – 1538) che raffigura il Santo in trono, con abiti vescovili.
Nell’ancona retrostante, vi è la tela del 1753 di Gaspare Diziani (italianizzazione del cognome De Cian; Belluno, 1689 – Venezia, 1767) con sant’Antonio vestito del saio monacale in estatica contemplazione della Vergine.

Si conserva anche un’immagine ad affresco che raffigura presumibilmente s. Antonio.

 

 

 

La Pieve, ricordata già nel 1189, fu ricostruita nel 1476.  Nei secoli successivi subì vari restauri.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_M_aria_Assunta_%28Borgo_Chiese%29

https://www.youtube.com/watch?v=ISKH9I6z4FI

SAN LORENZO DORSINO (TN), frazione Dorsino. Chiesa di San Giorgio con immagine di s. Antonio abate, XIV secolo

La chiesa intitolata a San Giorgio in Lemine è di antica origine (XIII secolo, in stile romanico). L’edificio fu rimaneggiato alla fine del XV secolo. Nel 1445  un anonimo maestro locale eseguì alcuni affreschi presenti sulla parete sinistra della prima campata. A completamento della ristrutturazione, nel 1500 Cristoforo di Simone Baschenis eseguì la decorazione a fresco della seconda campata.

La parete sinistra della prima campata conserva tracce di affresco di Giovanni di Costa Volpino, detto il maestro di Sommacampagna, databile tra il 1350 e il 1384, che raffigura la Madonna del latte con sant’Antonio abate, la cui figura è mutila della parte superiore, ma riconoscibile per le caratteristiche iconografiche.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/6000/San+Lorenzo+Dorsino+%28TN%29+%7C+Chiesa+di+San+Giorgio

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giorgio_(San_Lorenzo_Dorsino)

SAN MARTINO DI LUPARI (Pd), Duomo di San Martino Vescovo, due immagini di sant’Antonio abate.

Il duomo é formato da una grande navata centrale di m. 11,20 x 34,50, da due navate laterali larghe 5,50 m., da due transetti di m.11,20 x 38, dal presbiterio e dal retro coro che misurano m. 11,20 x 14. All’aula presbiterale sopraelevata si innesta il coro racchiuso da una grande abside e contro abside e delle ampie sacrestie laterali suddivise in due piani. Sotto il presbiterio e il coro si trova la grande cripta. La capienza del duomo si stima essere sulle 5.000 persone.
La facciata é grandiosa; su di essa si innesta un’ampia gradinata sopraelevata di circa un metro rispetto al piano stradale che da’ accesso a tre porte d’ingresso racchiuse in grandi pentafore ad archi ogivali. Sul muro della facciata si può ammirare un triplice ordine di fori ed un grande rosone centrale che illumina la navata interna.
Dalla facciata principale partono i muri perimetrali delle navate laterali, divise da quattro piloni ribassati che racchiudono una teoria di tre archi reali per ogni lato, realizzati con mattoni decorativi ad alto effetto visivo, sormontati da una bella cornice.
La parte terminale della chiesa racchiude con un doppio ordine di sacrestie laterali, il coro e il retrocoro, formando un piacevole movimento di corpi sporgenti e rientranti che danno una visione complessiva articolata, ma nel contempo ordinata.
Entrando nel tempio, l’aspetto scenografico é quanto mai suggestivo.
La visione d’insieme delle tre grandi arcate per lato, lavorate con mattoni a faccia vista, é di grande effetto scenico e di ampio respiro che suggerisce eleganza e ricercatezza nei particolari dei capitelli ornamentali in pietra d’Istria sui quali poggiano le arcate sostenute da imponenti colonne abbinate in marmo di Verona.
All’aula presbiterale centrale si accede oltrepassando una elaborata e moderna balaustra in marmo bianco che immette nell’ampia scalinata di marmo verde dove si trova l’altare mobile e in posizione più arretrata l’altare e il tabernacolo, concepiti con preziosi marmi policromi, che segnano la linea di divisione fra il presbiterio e il retrostante coro nel quale si trova l’organo.
Sempre nel transetto s’innesta l’arco trionfale e i quattro nicchioni per gli altari secondari.

(a cura del dott. Claudio Miotto – estratto)

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

SAN MARTINO BUON ALBERGO (VR), frazione Marcellise. Chiesa parrocchiale della Cattedra di San Pietro con immagini di s. Antonio abate


A sinistra dell’arco trionfale vi è l’Altare del Crocefisso con, a destra, la pala originaria dell’altare, una Madonna del Rosario con il Bambino e i santi Carlo Borromeo, Domenico e Antonio abate (a destra) attribuita a Santo Creara (Verona, 1571-1630) realizzata tra 1612 e 1630.
Olio su tela di 276 x 139 cm.


A sinistra entrando, il primo altare è dedicato a Sant’Antonio abate ed è contraddistinto dall’iscrizione dedicatoria D. O. M. et divo Antonio ab[ati] MDCCCXXXVIII (a Dio onnipotente misericordioso e a sant’Antonio abate 1838). Al centro ha un’Annunciazione di autore ignoto, copia dall’originale di Marcello Venusti (Roma, San Giovanni in Laterano).

A sinistra dell’altare, una pala, olio su tela di 340 x 187 cm, firmata e datata 1843 da Antonio Gaspari (Verona, 1810-1877), eclettico cittadino veronese possidente a Marcellise, che ha per soggetto Sant’Antonio abate disputa con i filosofi ariani sulla divinità di Cristo. In questo dipinto l’artista si avvalse di sperimentate forme accademiche unitamente a originali recuperi tiepoleschi. Vedi immagine a destra.

 

 

A destra dell’altare vi è una composizione di Giovanni Battista Caliari (Verona, 1820 – Verona, 1850) Madonna con Bambino e i santi Antonio abate e Pietro, per la quale l’artista attinse alla Madonna della quercia di Girolamo Dai Libri (Verona, Museo di Castelvecchio), al San Martino di Francesco Caroto (Verona, Sant’Anastasia), alla Apparizione di san Nicola ai santi Agostino e Antonio abate di Giovanni Battista del Moro (Verona, San Fermo Maggiore).

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500053627   (Tela di Santo Crearara)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500053620   (Tela di Antonio Gaspari. Il sito cita come autore un omonimo artista del XVI-XVII secolo.)

ALLORO Roberto-Guida-Chiesa-Marcellise.pdf

SPAGNA – MADRID. Museo Archeologico Nazionale, “trittico della Vergine” di J. Cabrera con s. Antonio abate, XV secolo

Trittico, tempera e dorature su tavola; misure 67 x 65 cm.
Risale al XV secolo, opera del pittore catalano Jaume (Jaime) Cabrera (1374/94 – 1435 ca).

Nello scomparto centrale, la Vergine in trono col Bambino, circondata da angeli; pannello sinistro con Angelo annunziante, san Francesco riceve le stimmate; in basso santa Caterina d’Alessandria. Nel pannello di destra, la Vergine annunciata, sant’Antonio abate e, in basso, san Sebastiano.

Sant’Antonio abate, con saio, mantello e cappuccio, tiene nella mano sinistra un bastone e nella destra un libro rosso chiuso. Alle sue spalle una chiesa e alberi.

 

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Jaume_Cabrera