COLLOCAZIONE IGNOTA. “San Rocco, San Sebastiano e Sant’Antonio abate” di L. Cambiaso, XVI secolo

Dipinto di Luca Cambiaso (Moneglia 1527 – El Escorial 1585).

Sant’Antonio è raffigurato a destra, si appoggia al bastone e tiene in mano una campanella.

 

Immagine da:
https://www.meisterdrucke.it/stampe-d-arte/Luca-Cambiaso/981806/San-Rocco,-San-Sebastiano-e-Sant’Antonio-il-Grande-(Pittura.html

FIRENZE. Oratorio della Compagnia di Sant’Antonio abate con varie immagini del Santo

Via degli Alfani, 47 bis
https://goo.gl/maps/ABiRwXNgguGx7MLf9

 

L’oratorio della Compagnia  è situato in un edificio civile, chiuso a sinistra dal monastero di Santa Maria degli Angeli, a destra aperto a un piccolo slargo che lo distanzia dalla così detta Rotonda del Brunelleschi. La facciata è organizzata su due piani con un mezzanino intermedio e caratterizzata da un portalino timpanato che fa da ingresso agli ambienti che, già facenti parte del complesso di Santa Maria degli Angeli, accolgono ora la compagnia di Sant’Antonio abate. Nata nel 1485, ebbe originariamente sede nella chiesa di San Cristoforo degli Adimari, quindi presso la Santissima Annunziata e ancora in borgo Pinti, in un edificio prossimo alla chiesa di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, per poi approdare negli attuali ambienti.
Soppressa nel 1785 fu ristabilita nel 1790 ed è ancora attiva. Sull’ingresso è un sole raggiato secondo la tipologia propria del trigramma bernardiniano, di fattura recente.
Nota con vari nomi: Compagnia di S. Antonio abate o Compagnia del Santo ritiro o Buca in Pinti o Buca di Sant’Antonio abate.

L’interno conserva parecchie opere d’arte e immagini di sant’Antonio abate.

Un dipinto con una Crocifissione del XV secolo su tavola sagomata, presenta ai piedi della croce Maria dolente, sant’Antonio abate, san Giovanni battista, san Bernardino da Siena e san Girolamo. L’opera è attribuita al pittore fiorentino Jacopo del Sellaio (1441 circa – 1493).
Sant’Antonio, in abito monastico, è ai piedi della croce.

 

Un dipinto raffigurante sant’Antonio abate attribuito al pittore fiorentino Jacopo Chimenti detto l’Empoli (1551 – 1640), nipote del Sansovino.

 

Un busto di sant’Antonio abate  è del XV secolo.

 

Uno degli altari ha una statua del Santo, ed è circondato da ex voto.

 

Immagini da Wikimedia e da:
https://www.youtube.com/watch?v=ARCDCvGKlXg

TAGGIA (IM). Basilica dei SS. Giacomo e Filippo, tela con “S. Antonio abate e san Paolo eremita” di L .Cambiaso, 1555-60

Nella terza cappella a destra una tavola, pittura a olio di 175 x 125 cm, opera di Luca Cambiaso (1527 – 1585) del 1555-60.
Il dipinto raffigura l’episodio di sant’Antonio abate e san Paolo eremita che sono sfamati da un corvo che porta loro un pane.

 

La chiesa, sita in piazza Gastaldi ed edificata nel 1675-89, è nota anche come Santuario della Madonna miracolosa.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700038078

http://www.confraternitasstrinitataggia.it/madonna_miracol_17.html

CASTELFIORENTINO (FI). Museo del Santuario di Santa Verdiana, “Madonna col Bambino, s. Antonio abate e santi”, 1430-35

Tempera su tavola raffigurante “Madonna col Bambino tra i santi Antonio abate, Lorenzo?, Pietro, Bartolomeo”, proveniente dalla Chiesa di Sant’Jacopo a Voltigiano. Probabilmente era una pala d’altare; realizzata nel1430 – 1435 da ignoto pittore toscano.

La tavola cuspidata conserva la sua cornice originale.
Al centro la Vergine col Bambino, a sinistra in alto sant’Antonio abate, in basso san Pietro; a destra i santi Lorenzo (?) e Bartolomeo.
Lo stile è vicino alle botteghe di Ventura di Moro o dello Pseudo Ambrogio di Baldese.

Sant’Antonio, nella consueta iconografia, presenta barba biforcata, abito monastico con mantello.

 

Il Museo, inaugurato nel 1999, è ospitato in una struttura rustica adiacente al santuario di Santa Verdiana e raccoglie numerose importati opere provenienti dalle chiese del territorio del Comune.

 

Info e immagine:
https://twitter.com/MuseoVerdiana

https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g663797-d11690391-Reviews-Museo_di_Santa_Verdiana-Castelfiorentino_Tuscany.html#/media-atf/11690391/?albumid=-160&type=0&category=-160

https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_di_Santa_Verdiana

http://www.santaverdiana.org/arte-e-cultura/il-museo-di-santa-verdiana/

CASTELFIORENTINO (FI). Santuario di Santa Verdiana, dipinto “La Vergine Assunta tra i santi Verdiana e Antonio abate” di J. Chimenti, 1600

Olio su tela in seguito riportato su tavola di 210 x 160 cm.
Opera del pittore fiorentino Jacopo Chimenti detto l’Empoli (1551 – 1640), nipote del Sansovino.

La spesa del dipinto fu sostenuta da Antonio Berrettari, pievano di S. Verdiana, con il denaro lasciatogli in eredità da una sua domestica. Il quadro fu consegnato nel 1601 agli Opera di Santa Verdiana per essere posto sull’altare maggiore ricostruito tra il 1600 e il 1601. L’opera è datata 1600 e non poté essere commissionata all’Empoli prima del 1599, anno in cui fu eletto pievano il Berrettari; originariamente la tela era centinata come si può riscontare dal disegno preparatorio conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, ma soprattutto priva delle giunte laterali settecentesche.
Nel 1708 la tela fu ingrandita e incollata su tavola. Alessandro Gherardini dipinse in alto due putti in volo che presentano alla Vergine rose e gigli e ne aggiunse un altro in basso sulla sinistra.
Restaurato dal 1963.

Sant’Antonio è raffigurato a destra, in abito monastico, con un bastone nella mano destra, libro e campanella nella sinistra.

 

Info e immagine:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900123144

https://www.beweb.chiesacattolica.it/heritage/work/6172170/Chimenti+J.+da+Empoli+%281600%29%2C+Madonna+tra+Santa+Verdiana+e+Sant%E2%80%A6

Info sulla chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Santa_Verdiana

https://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Verdiana