OLMO AL BREMBO (BG). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio abate
https://goo.gl/maps/c3UN7eJqgDEaVhDF8

 

La prima menzione di una chiesa intitolata a sant’Antonio abate risale all’11 settembre 1342. Nel 1446 la comunità parrocchiale di Olmo al Brembo si rese autonoma dalla pieve di S. Martino oltre la Goggia.
Nel 1737 l’edifico sacro fu interamente rinnovato e consacrato dal vescovo Antonio Redetti.
In occasione della visita pastorale del vescovo Dolfin avvenuta il 3 luglio 1780, nella parrocchiale figuravano la scuola (confraternita) del Santissimo Sacramento, presso l’altare maggiore, amministrata da sindaci, e la scuola del Rosario, presso l’altare omonimo.
Nel 1908 su progetto dell’architetto A. Pandini fu costruita la nuova chiesa, il cui asse longitudinale si sviluppò in senso ortogonale rispetto a quello della chiesa antica che era orientata liturgicamente; è rimasta l’antica facciata, decorata con nicchie e cornici in stile rococò, a sinistra della facciata moderna, in corrispondenza dell’ingresso laterale nella cappella battesimale.
Tra 1912 e 1914 furono affrescate la cupola centrale con i relativi pennacchi e le medaglie della volta. Nel 1919 la chiesa fu consacrata, insieme all’altare laterale di S. Antonio, il 9 agosto, dal vescovo Luigi Maria Marelli. Il campanile fu sopraelevato nel 1931 su progetto dell’ing. Fornoni.
17 gennaio 1946, per mano del vescovo Bernareggi, fu consacrato l’altare maggiore e in esso vennero sigillate le reliquie dei Santi Alessandro, Adriano e Antonio abate.

La chiesa è preceduta da un sagrato pavimentato con ciottoli di fiume. La facciata, in parte intonacata e in parte lasciata a rustico è divisa in tre settori da quattro lesene. Centralmente è posto il portale sagomato, sormontato da mensole e gocciolatoio. In alto e centrale è collocata una finestra con contorno in pietra, sormontata da gocciolatoio. Un timpano sorretto da una trabeazione conclude l’edificio. Sopra il timpano è posta la statua di sant’Antonio.

Internamente presenta una pianta a croce latina suddivisa in un primo tratto in due campate, da lesene che sorreggono il cornicione su cui si imposta la volta a botte. Nella prima campata è presente a sinistra il Fonte battesimale e a destra l’ingresso che conduce alla cappella dedicata alla Madonna Immacolata, già presbiterio della vecchia chiesa. Nella seconda campata è collocato a sinistra l’altare dedicato a S. Anna, mentre a destra è presente un confessionale.
Nel transetto, affiancati dagli ingressi laterali, a sinistra c’è l’altare dedicato alla Madonna del Rosario, mentre a destra l’altare dedicato a S. Antonio abate, che fu realizzato nel Novecento da Camillo Remuzzi e consacrato il 9 agosto 1919. Posta nella nicchia vi è la statua che lo raffigura.
Il presbiterio è rialzato di quattro gradini, presenta pianta rettangolare ed è coperto da volta a botte. Il coro è absidato coperto da catino. Il monumentale altare maggiore fu realizzato dalla ditta Remuzzi su disegno dell’ing. D. Fornoni, mentre le quattro statue degli Evangelisti che lo adornano sono opera dell’artista Elia Ajolfi.
La cupola è affrescata con la raffigurazione della Gloria di sant’Antonio abate con Trinità e angeli musicanti, il dipinto rappresenta anche il paese di Olmo. I pennacchi hanno le figure dei santi Evangelisti.

Dalla vecchia chiesa provengono la tela della Madonna del Rosario con i santi Domenico e Caterina da Siena di Gianpaolo Cavagna (1617); quella raffigurante S. Carlo in preghiera davanti alla Madonna con Bambino (nella prima cappella a destra), dipinta in seguito alla visita apostolica dell’arcivescovo del 1575 attribuita a Francesco Zucco (1627) e la seicentesca tela con Sant’Anna che istruisce Maria bambina, di incerta attribuzione.
In sacrestia sono collocati altri dipinti tra i quali un affresco strappato con San Rocco e San Sebastiano (secoli XV-XVI) e una tela di Vincenzo Angelo Orelli  (Locarno, 1751 – Bergamo, 1813) con Cristo che cade sotto la croce.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/31513/Chiesa+di+Sant%27Antonio+%3COlmo+al+Brembo%3E

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Olmo_al_Brembo)#CITEREFMedolago

SOVERE (BG). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

In frazione Piazza; Via Due Giugno, 12
https://goo.gl/maps/bcdyUNXwo6pBV1aa8

 

Nel XVI – XVIII secolo era già parrocchia. Da un decreto si legge: “sia costruita una sagrestia, vicino alla cappella della parte del Vangelo in modo che non si celebri in questa stessa cappella e a questo proposito vengano utilizzati i denari che sono già stati raccolti dagli abitanti”.
Nel 1750 la chiesa fu edificata utilizzando parte di murature di una vecchia cappella trasformata in presbiterio con parziale occlusione dell’abside. Tale operazione fu effettuata attorno al 1750, come riporta la data nell’iscrizione sopra il portale barocco.

La piccola chiesa presenta la sua facciata prospettante a sud, con il corpo principale centrale leggermente avanzato e delimitato da coppie di lesene poggianti su basamento in ceppo lombardo e reggenti la trabeazione sormontata da un timpano triangolare. Nel tratto centrale vi è un ampio portone settecentesco in pietra locale ben sagomata con architrave anch’essa sagomata e sormontata da medaglia sempre in pietra con iscrizione; superiormente una finestra con contorno in muratura dà luce alla navata.
Internamente la chiesa si presenta ad una sola navata a pianta rettangolare con tre rientranze di cappella per lato, tra cappella e cappella le murature sono tagliate così da lasciare un passaggio. Lesene in stucco con capitelli piuttosto grossolani decorano l’architettura, con trabeazione e cornicione. Tre piccole cupole a tazza poggianti ciascuna su quattro archi coprono la chiesa.
Nella prima campata trovano posto a sinistra un piccolo fonte battesimale mentre a destra un confessionale.
Nella seconda campata l’altare contenuto nella cappella di sinistra è dedicato a S. Antonio abate, la cappella di destra alla Madonna della Cintura con altare completamente in stucco.
La terza campata presenta a sinistra l’ingresso laterale mentre a destra in nicchia la statua di S. Rocco. Il presbiterio, più stretto della navata, presenta pianta rettangolare con piccolo coro con parete di fondo piano raccordato ad arco alle pareti d’ambito. Due aperture poste prima del presbiterio conducono a sinistra mediante piccolo disimpegno, alla sagrestia mentre attraverso quella di destra si accede al piccolo campanile.
All’interno una statua di sant’Antonio abate che viene celebrato durante la festa patronale.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/31919/Chiesa+di+Sant%27Antonio

SAN GIOVANNI BIANCO (BG). Varie chiese, tele con s. Antonio abate di C. Ceresa, XVII secolo

Chiesa parrocchiale di San Giovanni evangelista

Nella sacrestia, di Carlo Ceresa (San Giovanni Bianco, 1609 – Bergamo, 1679) ci è un olio su tela, 161 x 138 cm, anteriore al 1630.
Raffigura: “Madonna in gloria, sant’Antonio di Padova, sant’Antonio abate e un Vescovo“.


La composizione si sviluppa su uno schema piramidale ed è disposta simmetricamente; risale al periodo giovanile del Ceresa. Nella parte superiore del dipinto è rappresentata la Madonna con il Bambino circondata dai cherubini. In basso sant’Antonio di Padova tende il braccio per prendere il giglio che il Bambino gli dona; accanto a lui due Vescovi: quello di destra è sant’Antonio abate riconoscibile per la presenza del fuoco, della campanella sul bastone vescovile e del muso del maiale nero zannuto a i suoi piedi alla sua destra. Il Santo è seduto e assorto nella lettura di un libro.

 


Santuario della Beata Vergine della Costa in frazione San Gallo

Olio su tela di 250 x 150 cm, realizzato dal Ceresa nel 1653 circa. Collocato nell’altare a sinistra del presbiterio (vedi foto in alto).
Raffigura: “Madonna in gloria venerata da Sant’Antonio abate, San Giuseppe e Santa Monaca“.


Nella composizione la Sacra Famiglia è evidenziata dai colori caldi e chiari degli abiti; San Giuseppe tiene in mano il bastone fiorito, suo attributo perché facendo germogliare la sua verga secca Dio lo indicò come prescelto per sposare Maria, lo sguardo è rivolto alla monaca assorta in preghiera. Alle spalle di San Giuseppe, a sinistra, è rappresentato Sant’Antonio abate con il campanello, il maiale e il fuoco; la luce che proviene da sinistra evidenzia i bei volti dei tre Santi.
—————-

La cosiddetta “Stanza del Miracolo” conserva affreschi del XVI e XVII secolo, tra cui un’immagine di s. Antonio abate con campanella, bastone e fuoco.

Immagine a sinistra da: https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/BG020-00893/


Chiesa parrocchiale di San Pietro in frazione San Pietro d’Orzio

Un altare laterale della vecchia chiesa era dedicato a sant’Antonio abate, invece nella nuova, edificata dal 1899 al 1905e consacrata nel 1920, l’altare divenne quello del Sacro Cuore.

Olio su tela di 186 x 140 cm, realizzato dal Ceresa nel 1643.
Raffigura: “San Rocco invoca la Sacra Famiglia in un consesso di Santi” tra essi s. Antonio abate.


La tela rivela la maturità artistica del pittore. Organizzata su due registri, celeste e terrestre. Al centro campeggia il bel San Rocco con un bel panneggio albicocca, gli stanno accanto in simmetria San Sebastiano e San Carlo Borromeo dietro quattro frati: a sinistra Sant’Antonio abate con barba biforcata, bastone a T e campanella, Sant’Antonio di Padova (?), San Nicola da Tolentino con il sole rosso sul petto, San Francesco d’Assisi in preghiera.
Nel registro superiore la Sacra Famiglia con San Giovannino; alla destra della Vergine ci sono San Pietro con in mano una grande chiave e Santa Lucia, alle spalle di San Giuseppe sono raffigurati Santa Apollonia e San Luca che guarda lo spettatore. Secondo Luisa Verteva, San Luca potrebbe essere il ritratto del Ceresa stesso e la Madonna quello di sua moglie, infatti la leggenda attribuisce al pennello di San Luca il primo ritratto della Vergine. In alto la Colomba Spirito Santo.

 

Link e immagini:
www.valbrembanaweb.it/ceresa/comuni/san-giovanni-bianco/san-giovanni-bianco.html

SAN GIOVANNI BIANCO (BG), frazione Pianca. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate alla Pianca

Via Pianca, 4
https://goo.gl/maps/mxrakDTHa1Hypkcd6

 

La chiesa della frazione in alta Val Brembana, è leggermente dislocata dal centro urbano della piccola località e preceduto dal sagrato in ciottolato delimitato da paracarri.
La facciata in stile neoclassico è composta da un pannello delimitato da due lesene e decorato da un’ampia struttura ad arco, una grande finestra rettangolare, atta a illuminare l’aula, e terminante con il timpano triangolare. Epoca di costruzione: 1890 – 1897.
Le strutture della antica chiesa dei secoli XIV e XV sono rintracciabili nell’abside e nei muri di destra sotto il portico. L’ampio porticato con tetto ligneo a falda unica, che con grandi aperture ad archi conduce al locale della sacrestia, ha ambienti sovrastanti cui si accede tramite una scala interna posta tra la canonica e la chiesa. Lo spazio conserva resti di pittura a fresco del ‘400. Sul lato opposto della chiesa, fiancheggiata dalla strada comunale, vi è la torre campanaria in pietra.

Chiesa a navata unica con cappelle laterali contenenti gli altari minori, la fonte battesimale e un accesso laterale; abside poligonale con paramento esterno in pietra. L’interno, a navata unica con cappelle, presenta il caratteristico aspetto barocco delle chiese settecentesche.

La chiesa conserva alcune opere d’arte pregevoli.
Statua lignea Sant’Antonio abate del secolo XV, che è stata restaurata e restituita al suo aspetto originale, dopo le numerose ridipinture dorate del Settecento e Ottocento, che hanno trasformato il monaco in un vescovo; si tratta di un’opera rara nella bergamasca sia per l’antichità che per la qualità, veramente alta. La grande barba, le spalle spioventi, la rigidità ne fanno un esemplare locale di scultura gotica.
Confessionale e pulpito sono di bottega dei Fantoni del XVII secolo.
L’olio su tela di Carlo Ceresa (San Giovanni Bianco, 1609 – Bergamo, 1679) misura 155 x 104 (in origine, 130 x 104), realizzato nel 1630,appresenta San Rocco tra San Sebastiano e San Bartolomeo ed è opera commissionata dalla comunità dei sopravvissuti alla terribile peste di quell’anno, come testimonia la scritta in basso “ex voto communitatis”.
Le altre tele sono tutte di buon livello e vanno dalla fine del ‘500 (Madonna della Pietà; Sant’Antonio abate e San Nicola di Bari), al ‘600 (Madonna con bambino, scuola milanese, sul presbiterio), al ‘700 (Madonna del Rosario e Sant’Antonio).
In sacrestia è conservato ciò che resta degli affreschi quattrocenteschi strappati sotto il portico, raffiguranti Madonna col Bambino e Santi e Giudizio Universale.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/BG020-00892/

https://www.itinerari.bergamo.it/chiesa-di-santantonio-abate-san-giovanni-bianco/

http://culturabrembana.com/la-valle-brembana-in-100-schede-san-giovanni-bianco/

http://www.valbrembanaweb.it/ceresa/comuni/san-giovanni-bianco/san-giovanni-bianco.html

COLLOCAZIONE IGNOTA. “Tentazioni di s. Antonio abate” di T. Chassériau, 1850-55

Olio su carta di 88 x 73 cm.
Opera del pittore francese Théodore Chassériau (1819 – 1856).
In collezione privata.

 

Immagine da:
https://juraspeleo.ffspeleo.fr/divers/peintres/chasseriau/tentation.htm

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Théodore_Chassériau