SALE (AL). Chiesa di Santa Maria e San Siro con immagine di s. Antonio abate, 1452

Preesistente alla struttura attuale, la Chiesa di San Siro era una delle tre chiese “fuori le mura”. Ricostruita entro la cerchia muraria, forse verso il 1000, e probabilmente ampliata e rimaneggiata in epoca non precisabile, porta alcune date sicure, inerenti ad affreschi e altre opere e a fatti storici come il Trattato di pace tra Pavia e Tortona, stipulato alla presenza del Barbarossa in Santa Maria nel 1165. Altre due date sicure sono il 1452 ed il 1456, riferite ad affreschi e tutt’oggi visibili.
E’ probabilmente in seguito al “beneficio” della Cappella Maggiore, ottenuto col titolo di “Santa Maria” dal nobile salese Teobaldo Maggi nel 1456, che la Chiesa ha assunto l’attuale doppia dedicazione; a tale epoca risalgono pure gli affreschi della volta, realizzati per committenza dal Maggi.
Gli affreschi che coprono la volta absidale sono ampi oltre 100 mq. Nelle quattro vele, in raffinate edicole tardo gotiche, vi sono le figure dei quattro Evangelisti. Nel sottarco dell’arco trionfale sono affrescati, entro cornici mistilinee, dodici Patriarchi e Profeti a mezzo busto, recanti i cartigli con i nomi. Tra questi appare singolare la figura di Abacuc con un paio di occhiali a piece-nez. Altri cicli di affreschi ornano le pareti della navata sinistra, tutti databili al Quattrocento.Il più chiaramente leggibile è un ciclo della Passione di Cristo: vi sono rappresentate la Crocifissione e la Deposizione, mentre nell’intradosso della finestra compaiono due figure di Cavalieri o Santi. Compare lo stemma della famiglia Ricci: il ciclo è ascrivibile ad un pittore di formazione locale attivo nella prima metà del XV secolo.
Non appartenente a questo ciclo, vi è la rara raffigurazione, della la Vergine e sant’Elisabetta con i rispettivi bambini, Gesù e san Giovannino all’interno di una stanza; l’affresco presenta particolari caratteri stilistici che rivelano legami con la cultura nordica dell’epoca e che costituiscono un esempio unico in tutta la zona circostante.

Sulla parete destra interna della cappella terminale della navata sinistra compare un affresco di più ampio respiro, purtroppo con ampie lacune: La Madonna con il Bambino tra i Santi Sebastiano e Antonio abate e committenti raffigurati più in basso, un chierico e due oranti con manto di ermellino. L’opera è datata 1452.
Sant’Antonio tiene in mano il bastone a stampella e una campanella.
La cornice floreale ne ricorda altre analoghe a Cassine e le figure richiamano quelle presenti in affreschi della chiesa di Rivalta. Siamo comunque ancora in clima tardo gotico: i richiami alla cultura locale di metà quattrocento sono molteplici, a cominciare dall’abbigliamento.

 

Link:
https://santamariaesansiro.it/chiesa/gli-affreschi/

http://archeocarta.org/sale-al-chiesa-di-santa-maria-e-san-siro/

SOLONGHELLO (AL), frazione Fabiano. Chiesa cimiteriale di Sant’Eusebio con immagine di s. Antonio abate, XV secolo

La chiesa, esistente nel 1299, subì diversi rifacimenti.
Conserva affreschi quattrocenteschi: sulla parete dell’arco trionfale a sinistra un Santo vescovo benedicente (s. Gottardo, secondo una scritta che si leggeva in passato), a destra san Cristoforo (il volto forse fu ridipinto), inoltre una decorazione in finto marmo attorno all’arco e fregi a fioroni raccordati da racemi verdi. Nell’intradosso dell’arco trionfale a sinistra è dipinto san Sebastiano riccamente vestito e con capo inghirlandato; a destra san Fabiano, piuttosto rovinato; in alto una decorazione a grottesche intercalate da medaglioni con motivi decorativi [Cuttica 1983a, p. 148].
Nel catino absidale c’è un ciclo datato 1422 o 1423 che fu restaurato nel 1977: Cristo in mandorla e simboli del Tetramorfo su fondo decorato a quadrettini, alla cui base corre una scritta della quale rimane a malapena leggibile la data iniziale: «M CCCC XXII (o III)» e il nome «Matheus».

Nella parte inferiore dell’abside restano frammenti dipinti con figure di santi: sant’Eusebio in trono, sant’Antonio abate e san Lorenzo, mentre è andata perduta una Madonna in trono col Bambino, ancora visibile negli anni ’80 del Novecento tra la finestrella absidale di destra e san Fabiano. In una lacuna dopo la figura di sant’Antonio si intravedono tracce di un velario appartenente ad uno strato più antico.
La figura di sant’Antonio abate, a sinistra, è priva della parte inferiore e lo raffigura benedicente.

 

Per approfondire:
http://archeocarta.org/solonghello-fabiano-al-chiesa-cimiteriale-di-santeusebio/

ROCCA CANAVESE (TO). Chiesa di Santa Croce con immagine di s. Antonio abate

La chiesa era la cappella dell’antico “Castrum Rochae ad villam Curiae”, il castello cui era collegata da due grandi archi murati. La costruzione può risalire al 1250 mentre un ampliamento, con la ricca decorazione ad affresco, è del 1450 circa.
Nel secolo scorso la chiesa, intitolata antecedentemente a S. Giovanni Battista, passò alla “Compagnia di Santa Croce o dei Battuti” e perciò prese il nome di chiesa della Confraternita di Santa Croce. La chiesa è oggi sconsacrata e usata dal Comune come centro culturale. Interno ed esterno dell’edificio sono stati oggetto di restauri terminati nel 2011.
Sul soffitto, suddiviso in quattro parti da fregi che rappresentano angioletti, sono raffigurati i quatto Evangelisti e quattro Dottori della Chiesa: san Luca e san Gregorio Magno, san Giovanni e sant’Agostino, san Matteo e sant’Ambrogio, san Marco e san Gerolamo, disposti nell’ambiente raffinato di uno scriptorium medievale.
Sulla parete di fondo invece sono raffigurati Gesù e gli Apostoli e una Pietà (la Madonna e le Pie Donne); infine sulle pareti laterali sono dipinti sant’Apollonia, un Vescovo e una Madonna che allatta.
Dal restauro del 1998 sono state recuperate intere scene: la Madonna del latte con angeli musicanti; il Martirio di san Sebastiano; la Madonna della Misericordia con i membri della Confraternita di san Giovanni Battista.

Sulle altre pareti della navata, diverse figure di santi: sant’Apollonia (a cui piedi è inginocchiata la figura ormai poco leggibile del probabile committente), san Sebastiano (insolitamente raffigurato con la barba), sant’Antonio abate, santa Liberata con in braccio due infanti.
Sant’Antonio abate è raffigurato con in mano il bastone pastorale cui è appesa un grossa campanella.

 

Per altre info sulla chiesa, vedere:
http://archeocarta.org/rocca-canavese-to-chiesa-santa-croce-resti-medievali/

MARSAGLIA (CN). Municipio, polittico con s. Antonio abate, 1515-20

Nella sede comunale è conservato un polittico che era, sino al 1971, nella Cappella della Consolata a Marsaglia, opera attribuita a Rufino Grosso d’Alessandria, del 1415-20.
Ė un’opera di notevole interesse, perché è il più antico dipinto su tavola di autore piemontese che si conservi in provincia di Cuneo.

Raffigura la Madonna col Bambino, a sinistra san Giovanni battista e santa Caterina d’Alessandria; a destra un Santo (che reca la palma del martirio) non identificato e, all’estrema destra, sant’Antonio abate con nodoso bastone a tau cui è appesa una campanella e, nella mano destra, un libro.

Sulla predella i quattro dottori della Chiesa: Agostino, Gregorio (con la tiara papale), Ambrogio (con un oggetto che potrebbe essere uno staffile) e Gerolamo (in abito cardinalizio).

Info Comune tel. 0174 787112

 

Link:
https://www.castelnuovodiceva.com/san-ponzio-marsaglia/

MARSAGLIA (CN). Cappella di San Ponzio con immagine di s. Antonio abate

La cappella conserva una bella abside romanica, risalente all’XI-XII secolo. Fu chiesa parrocchiale di Marsaglia. Il ciclo di affreschi absidali è dovuto a Segurano Cigna eseguiti nell’ottavo decennio del Quattrocento.
Nel catino absidale è rappresentato il Cristo Giudice con i simboli degli Evangelisti. Lungo il cilindro furono affrescati i dodici Apostoli; al centro è raffigurato san Ponzio in abito quattrocentesco con lo stendardo della Legione Tebea a cui apparteneva. La sua immagine in piedi occupa lo spazio della monofora centrale che era stata chiusa e intonacata. Sopra le altre monofore, a sinistra il cartiglio che riporta la firma del pittore Segurano de Monteregalis e a destra lo stemma dei marchesi di Saluzzo, a cui apparteneva Marsaglia.
Sotto le figure degli Apostoli è dipinto uno splendido velario con un panneggio appeso con anelli a un reggitenda in legno.
Nell’imbotte dell’arco trionfale trovano posto i busti di re e profeti: a destra Davide con in mano la cetra; Salomone; in basso il profeta Natan; a sinistra altri tre profeti fra cui è riconoscibile solo Geremia e l’immagine dell‘Agnus Dei.
Sulla parte alta dell’arco, a sinistra vi è l’arcangelo Gabriele, che reca il cartiglio della Salutazione angelica. A destra si vede, davanti ad un inginocchiatoio, la Vergine Annunziata sulla quale converge un raggio di luce che si diparte da Dio Padre assiso nella mandorla, sulla cuspide del timpano. A metà strada è visibile nella mandorla un Gesù Bambino con in braccio una croce: il pittore ha così rappresentato l’incarnazione “per aurem”, tema presente anche a San Biagio Mondovì.

Sul muro rivolto verso la navata, a sinistra, è rappresentato sant’Antonio abate, con ai piedi il tradizionale maialino e il fuoco; invece il corrispondente santo, dall’altro lato, è andato perduto.
Purtroppo la figura del Santo è molto rovinata per vaste cadute di intonaco.

 

Immagini da Wikimedia

Link:
http://archeocarta.org/marsaglia-cn-cappella-di-san-ponzio/
https://www.castelnuovodiceva.com/san-ponzio-marsaglia/