CUBA – L’AVANA. Museo Nazionale di belle Arti, due pannelli con sant’Antonio abate, scuola di J. Huguet, metà XV secolo

Il Museo conserva due pannelli, presumibilmente appartenenti a un polittico smembrato.

1) Olio su tavola, di 174 x 90 cm, che raffigura: San Michele, san Giovanni battista e (in basso) sant’Antonio abate.
Inventario numero 93-67

 

2) Olio su tavola, di 171,5 × 87 cm , che raffigura: Santo Papa, san Sebastiano e tentazione di sant’Antonio abate, o più precisamente, sant’Antonio picchiato dai diavoli
Inventario numero 93-68

Scuola del pittore di origine catalana Jaume Huguet (1412 – 1492).

 

Immagini e info da:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Jaime_Huguet_-_San_Miguel_Arc%C3%A1ngel,_San_Juan_Bautista_y_San_Pablo_Ermita%C3%B1o.jpg

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Jaime_Huguet_-_Santo_Papa,_San_Sebasti%C3%A1n_y_tentaciones_de_San_Antonio_Abad.jpg

Data compilazione scheda: 10-3-2022
Rilevatore: AC

GERMANIA – KARLSRUHE. Staatliche Kunsthalle, “La tentazione di sant’Antonio abate” di J. van Craesbeeck, 1650 circa

Olio su tela di 78 x116 cm dipinto dal fiammingo Joos van Craesbeeck (1605/06 – 1660 circa).
Inventario numero 2764

Il Santo è seduto su una sponda sotto un albero e vuole dedicarsi alla lettura della Bibbia. Tuttavia, barche piene di spaventose creature ibridi uccelli-uomini si stanno avvicinando attraverso il mare. Una testa gigantesca giace sulla riva, gli occhi sbarrati dal terrore, la fronte e la bocca spalancate e abitate da mostri.

Craesbeeck – particolare

Anche un essere in forma di donna seducente porge una coppa e tenta il Santo.

 

 

La Galleria d’arte statale (Staatliche Kunsthalle), creata dall’architetto Heinrich Hübsch, fu inaugurata nel 1846 dopo nove anni di lavori in un edificio neoclassico accanto al Castello di Karlsruhe e al Giardino Botanico. Questo edificio storico con i successivi ampliamenti ospita oggi la parte della collezione che va dal XIV al XIX secolo mentre il XX secolo è esposto nel vicino edificio dell’ex aranceto dell’orto botanico.


Link:

https://www.kunsthalle-karlsruhe.de/kunstwerke/Joos-van-Craesbeeck/Die-Versuchung-des-Heiligen-Antonius/F9CD805745F2A888F9F7C3BD65DDEE11/

Data compilazione scheda: 10-3-2022
Rilevatore: AC

USA – LOS ANGELES. The J. Paul Getty Museum, miniatura con “Tentazione di sant’Antonio abate”, dal 1469

Libro di preghiere di Carlo il Temerario, manoscritto fiammingo e francese (miniature ad Anversa e redazione a Ghent, 1469-71 circa e 1480–90 circa).
Folio 33 , dimensioni: 12.4 × 9.2 cm
Miniatura di Lieven van Lathem (fiammingo, 1430 circa – 1493).
Tempere, foglia d’oro, pittura d’oro, pittura d’argento e inchiostro su pergamena.
Inventario numero Ms. 37 (89.ML.35). Non esposto

Sant’Antonio alza lo sguardo dal suo libro di preghiere e dal rosario per vedere una bella donna che offre un calice. Qui il miniatore, Lieven van Lathem, presentava il ritiro nel deserto del Santo come se fosse situato fuori da una prospera cittadina fiamminga del 1400, la donna è in abiti alla moda dell’epoca. Antonio indossa la veste monastica e ha accanto un maiale.

Link:
http://www.getty.edu/art/collection/objects/1653/lieven-van-lathem-the-temptation-of-saint-anthony-flemish-1469/

Data compilazione scheda:
10-3-2022
Rilevatore: AC

PIEVE DI TECO (IM). Museo Diocesano di Arte Sacra “Alta Valle Arroscia, “Tentazioni di sant’Antonio abate” di G.Benso, 1646

Nel Museo, che ha sede nella chiesa chiesa sconsacrata di Santa Maria della Ripa, si conservano oggi varie tele del pittore di Pieve di Teco Giulio Benso (1592 – 1668). Tra esse una raffigura le “Tentazioni di sant’Antonio abate” realizzata nel 1646 (Cat P 30)
Olio su tela di 600 x 250 cm
Proviene dalla vicina Collegiata di San Giovanni Battista, cappella Aicardi.
La tela fu eseguita su commissione della famiglia Aicardi che nel gennaio del 1646 aveva finanziato la costruzione della cappella, ampliandola e abbellendola.

«Essa rappresenta sant’Antonio, al centro della scena, raffigurato con il bastone a tau e la campanella, semi sdraiato e col volto rivolto verso il cielo; tentato e trascinato da dei demoni nudi con parvenze mostruose, che, in atteggiamenti vari e diversi, sembrano impaurirsi alla visione di Gesù che discende dal cielo sdraiato in posizione innaturale su una nuvola, come fosse un Deus ex machina di una pièce teatrale. […] L’aspetto spettacolare è messo in evidenza anche dalle nubi che alternano gli angioletti che inquadrano la parte superiore della tavola centinata, come una quinta di teatro. […] La composizione, come le altre opere per la Pieve, è bipartita. Nella parte inferiore sono raffigurati i demoni, mentre in quella superiore Gesù e la popolazione celeste. Le due si uniscono grazie a un movimento vorticoso centrifugo che ha al suo centro il volto del santo, protagonista della scena. I piani sono complessi così come i tagli di visione. A livello stilistico la tela mostra le caratteristiche della produzione della maturità, ma anche delle reminiscenze manieristiche, nella fantasia propositiva delle figure, nelle aperture soprannaturali e negli accordi cromatici.(1)»

 

Il Museo Diocesano di Arte Sacra “Alta Valle Arroscia” è situato nella ex Chiesa di Santa Maria della Ripa.
Monumento insigne del paese, con il suo svelto campanile cuspidato, si eleva a poca distanza dall’oratorio di San Giovanni. Fu probabilmente la prima chiesa costruita in paese intorno al 1233-43, in prossimità del preesistente borgo vecchio e del nuovo a cui garantiva il servizio religioso. Entrambi i due edifici sono allineati alla strada. Il tempio presenta una struttura gotica a tre navate fondate su colonne in pietra, un’abside piana e un ingresso laterale. La copertura del soffitto a ordito ligneo, danneggiata da un incendio, è stata rifatta in tempi recenti, così come il pavimento.
Officiata inizialmente dai Benedettini, poi dai Canonici regolari, assurse in passato a grande splendore. Espropriata dopo l’unità d’Italia, e tuttora sconsacrata, ebbe vari usi civili e militari: magazzino, dormitorio per soldati e cinema. Oggi è divenuta sede del Museo d’arte sacra e conserva varie opere d’arte provenienti da diversi luoghi, tra cui la Collegiata.

 

(1) Bibliografia, immagine e parte del testo da:
Lumetta Stefania Carola, The art of Giulio Benso: Genoese figure between mannerism and baroque, Art and art history, Université Paris sciences et lettres; Università degli studi di Roma ”Tor Vergata”,1972-… 2020, pp. 227-28 (reperibile in: https://tel.archives-ouvertes.fr/tel-02929317)


Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Benso

Rilevatore: AC

SPAGNA – MADRID. Biblioteca Nazionale, “Libro d’Ore di Carlo VIII”, 1494-97, con miniatura di sant’Antonio abate bastonato dai diavoli

Libro d’Ore di Carlo VIII è datato tra il 1494 e il 1497 e redatto a Parigi dal Maître de Jacques de Besançon
Codice manoscritto di 25 x 17 cm.
Inventario numero PIDbdh0000037462

Miniatura con sant’Antonio bastonato dai diavoli, folio 107v (p. 221 del pf digitalizzato)

Pare che Luigi XIII di Francia abbia dato il codice a un personaggio spagnolo, ambasciatore francese o confessore della regina Anna. Successivamente appartenne al conte di Peñaranda e al marchese di Mejorada, passando alla Biblioteca Reale nel 1708

Opera di straordinario interesse, realizzata per Carlo VIII nella bottega parigina di Antonio Verard, il cui ritratto compare nella pagina 112. Ha 16 miniature a pagina intera e altrettante a mezza pagina, oltre ad altre più piccole che illustrano il calendario e i bordi di tutte le pagine. Spicca quello che rappresenta Luis XII in preghiera, e dietro di lui, in piedi, Carlo Magno; la testa di Luigi XII sostituisce quella di Carlo VIII, originariamente apparsa nella composizione (13v)

 

Link:
http://bdh.bne.es/bnesearch/detalle/bdh0000037462

http://bdh-rd.bne.es/viewer.vm?id=0000037462

Data compilazione scheda: 10-3-2022
Rilevatore: AC