VENIANO (CO). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Nostra Signora di Fatima, 3
https://goo.gl/maps/U3BiSgt2bxpnsSQ18

 

Si hanno notizie a partire dal 1504 di un piccolo oratorio dedicato a S. Antonio abate nell’area dell’attuale chiesa parrocchiale.
Un decreto di S. Carlo Borromeo stabilì nel 1583 che la chiesa dedicata a S. Antonio Abate nel centro abitato diventasse la parrocchiale di Veniano, vista “la sua migliore ubicazione e comodità per le anime, al posto di quella di S. Maria troppo isolata e senza case nelle vicinanze”.
Nel 1687 la chiesa risulta essere una semplice cappella a pianta rettangolare, di 14,80 x 9,20 m.
Tra il 1752 e il 1757 si ampliò l’unica navata esistente, con aggiunta del coro, della sagrestia e del campanile secondo il progetto dell’Ing. Arch. Carlo Astolfi.
Nel 1782 si costruì la scalinata d’ingresso. Nel 1787 il campanile fu sopraelevato.
Nel 1884 venne aggiunta la cappella di S. Antonio abate.
Nel 1904 venne edificata la navata laterale di sinistra con l’altare della Madonna del Rosario.
Nel 1908 si completò la navata laterale di destra comprendente la cappella di S. Antonio. Nello stesso anno si operò il rifacimento della facciata della chiesa.
Nel 1975 venne costruito l’altare maggiore rivolgendolo verso i fedeli e utilizzando elementi marmorei già facenti parte delle balaustre eliminate dall’area presbiteriale in quell’occasione.
Nel 1981 si realizzò un restauro conservativo della chiesa.
Nel 1997 si operò il rifacimento del tetto e la ristrutturazione del campanile, della facciata e delle pareti esterne.
Nel 2017 vennero restaurate le superfici decorate del presbiterio a seguito di infiltrazioni di acqua.

La chiesa di S. Antonio abate è rialzata dalla strada e dal piazzale antistante da otto gradini e la facciata è scandita in tre porzioni: quella centrale, che termina ai lati con due lesene per parte collocate su un basamento, è la più alta delle tre e si conclude superiormente con un timpano triangolare che ospita una raffigurazione dell’occhio della provvidenza; inferiormente al timpano una vetrata policroma inserita in una cornice illumina la navata centrale. Tutte e tre le porzioni della facciata presentano un portale di accesso trilitico in pietra con decorazioni superiori e cornici in rilievo; quello centrale, il più alto, è dotato di una raffigurazione in rilievo di S. Antonio. Le parti laterali della facciata sono collegate superiormente con quella centrale da elementi curvilinei di raccordo decorati con un motivo triangolare. L’intera superficie risulta essere intonacata: negli sfondati troviamo una colorazione ocra chiaro mentre nelle lesene, nelle cornici e nelle fasce marcapiano è stato utilizzato il colore grigio.

Il campanile sorge sul lato sud est della chiesa e presenta una pianta quadrata; coerentemente con la decorazione della facciata, è caratterizzato da sfondati di colore chiaro e da cornici e fasce marcapiano di colore grigio. Completamente intonacato, è dotato di quattro quadranti di orologio al di sotto della cella campanaria, visibile grazie a quattro aperture ad arco con parapetto in pietra; la sua sommità è decorata da una croce metallica e da quattro elementi lapidei collocati agli angoli della costruzione.

La chiesa è caratterizzata da una pianta a tre navate, con navate laterali voltate a crociera aventi altezza inferiore a quella centrale, dalla quale sono separate tramite aperture ad arco.
La navata laterale destra, tenendo le spalle all’ingresso, termina con l’altare dedicato a S. Antonio. Gli affreschi, firmati Luciano Bartoli ed eseguiti nel 1981, raffigurano a sinistra Gesù e S. Antonio nel deserto e a destra l’eremita Charles de Foucauld.
Sulla parete di destra si trova un dipinto su tela che rappresenta Cristo con la corona di spine.

Il presbiterio termina con un coro semicircolare; qui sono presenti due affreschi realizzati nel 1952 da Camillo Dossena (1900 – 1967) raffiguranti il Sacrificio di Isacco, a destra e l’Ultima Cena, a sinistra.
Gli affreschi della volta sovrastante l’altare sono stati realizzati da Luciano Bartoli (1912 – 2009) e rappresentano al centro la SS. Trinità con tre fiamme racchiuse da tre cerchi collegati tra loro, una corona di Angeli, i dodici Apostoli raffigurati da fiammelle rosse e, infine, i quattro simboli degli Evangelisti agli angoli.
La navata laterale a sinistra tenendo le spalle all’ingresso termina con un altare in marmo policromo con una statua della Madonna con il Bambino, intorno al quale sono stati rappresentati episodi della vita di Gesù opera di Luciano Bartoli.
A sinistra è collocato un dipinto su tela del pittore campionese Isidoro Bianchi (1581 – 1662) che raffigura il Cristo morto tra la Madonna, al centro, S. Antonio, a destra, e S. Carlo, a sinistra. Fu eseguita come prima pala d’altare nel 1687.

La volta a botte della navata centrale presenta affreschi allegorici di animali, in particolar modo l’agnello e il pellicano, nonché la rappresentazione della Gloria di S. Antonio.
Vi è anche una statua di S. Antonio abate.
Gli interni della chiesa risultano riccamente decorati e sono presenti finiture a finto marmo sulle lesene e sulle cornici. Gli ambienti sono illuminati da diverse vetrate policrome: nell’abside e nelle navate laterali vetrate di Michele Mellini del 1975 raffiguranti i sacramenti; nella porzione sommitale della navata centrale vetrate di Sara Puricelli del 1998 con episodi della vita di Gesù.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edifices/edifice/15492/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

COLLELONGO (AQ). Chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova, statua di s. Antonio abate

La chiesa, edificata dal 1557 sul sito della preesistente chiesa trecentesca, conserva varie opere d’arte.

La statua in pietra di sant’Antonio abate è collocata sull’altare omonimo nella navata destra.
Sul piedistallo si conserva la scritta incisa che ricorda un restauro avvenuto in occasione della visita del Vescovo Corradini nel 1692: “RDBRP-MDCLXXXXII” (Reverendo Don Biagio Rossi Procuratore – 1962).
La statua forse era stata commissionata dall’ordine Antoniano, in quanto sul piedistallo compare la Croce di Malta con graffito datato 1779. Il capitolo dell’Ordine degli Antoniani nel 1774 decise l’unione con l’ordine di San Giovanni o di Malta; in seguito alla bolla “Rerum humanarum conditio” di Pio VI del 16 dicembre del 1775, l’ordine Antoniano fu soppresso.

La chiesa conserva anche una pala d’altare raffigurante sant’Antonio abate, opera di Riccardo Tommasi Ferroni (1934 – 2000).

Le prime attestazioni storiche relative al culto di Sant’Antonio abate a Collelongo risalgono allo scorcio del 1600, periodo in cui verosimilmente venne eretto l’Altare dedicato al Santo nella chiesa parrocchiale.
Nei giorni della festa, il 16 -17 gennaio, la statua viene ornata con arance.

Per approfondire i festeggiamenti, vedi scheda.

 

Link:
https://collelongo-go.it/contenuti/325847/festa-sant-antonio-abate  e pagine collegate

https://collelongo-go.it/contenuti/317160/cenni-storici-culto

TAGLIACOZZO (AQ). Chiesa confraternale di Sant’Antonio abate

 

La chiesa è posta nelle vicinanze dell’antica porta Valeria.  Via Moro Celso
https://goo.gl/maps/AubBvtWXQFvQscxU6

 

La chiesa  risale probabilmente al 1425 come si evince dall’iscrizione sull’architrave del portale.
La chiesa fu sottoposta all’Ordine Costantiniano (Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio) che tuttora è rappresentato dalla Confraternita, come stabilito da un regolamento approvato con decreto reale del 1792. L’Ordine aveva la prerogativa di ospitare i viandanti ammalati.
Nel 1998 sono stati eseguiti i lavori di rifacimento del tetto ligneo, del manto di copertura e il consolidamento e tinteggiatura delle pareti esterne.

La facciata esterna è semplicemente intonacata, con un portale in pietra con architrave e sovrastante lunetta al cui interno è contenuto un affresco raffigurante la Madonna in trono col Bambino, s. Antonio abate e s. Sebastiano.
In alto, sull’arco, lo stemma dell’Ordine Costantiniano con l’iscrizione: SACELLUM S. CONSTANT. IMMEDIATE SUBIECTUM. La qualità degli intagli ed il carattere delle lettere dello stemma rimandano a un’epoca posteriore al 1425.
Nella parte retrostante della chiesa spunta un campanile a vela in pietra squadrata a faccia vista con due aperture.

L’interno a pianta rettangolare ad andamento longitudinale con due navate con abside rettangolare, Le navate sono scandite da pilastri rettangolari sormontati da quattro archi, con copertura piana in legno nella navata principale e capriate lignee a vista in quella laterale sinistra. Vi è la sagrestia retrostrante e un deposito laterale.
L’altare maggiore, posto sulla parete di fondo, contiene una statua lignea di s. Antonio abate racchiusa da una grossa cornice a stucco.
L’altare laterale di destra in stile barocco con puttini e volute contiene una tela raffigurante la Madonna della Congregazione.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/11693/Tagliacozzo+%28AQ%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://constantinianorder.net/cenni-storici/

AVEZZANO (AQ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via San Francesco, 300
https://goo.gl/maps/JaQqg5Pp3haD7bfv7

 

Nel 1866 la chiesa risultava già esistente (Di Pietro Andrea, Agglomerazione delle popolazioni. attuali della diocesi dei Marsi, Tipogr.  Marsicana, Avezzano 1869).
L’edificio fu distrutto dal terremoto del 1915 e completamente ricostruito nel 1925.
Nel 2008 sono stati eseguiti i lavori di rifacimento del manto di copertura con tegole in laterizio.
Nel 2013-14 sono state tinteggiate le pareti esterne ed è installata la cornice di marmo nel portone d’ingresso.

La facciata principale si presenta con un profilo a capanna e timpano. Vi è un portone d’ingesso in asse centrale della navata con due piccole finestre rettangolari a i lati.
Un piccolo campanile in ferro è ubicato sul tetto nel lato sinistro della chiesa.

L’interno è costituito da un unica navata rettangolare che termina con abside rettangolare e copertura piana.
Tetto a due falde rivestito con tegole in laterizio. Pavimento di mattonelle in cotto.

La chiesa conserva una statua di sant’Antonio abate che tiene nella mano destra il fuoco.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/89120/Avezzano+%28AQ%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

Rilevatore: AC

PIANELLA (PE). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Roma, 18
https://goo.gl/maps/CB2i46VN2p9Lcwes6

 

Dopo l’arco dell’antica “porta” d’ingresso alla città, l’unica rimasta a Pianella delle mura medioevali, dopo il Palazzo De Caro del tardo Rinascimento, sorge la chiesa di Sant’Antonio abate, sede parrocchiale, restaurata dopo il terremoto 2009.
La chiesa è stata realizzata tra il 1400 e i primi del 1500, incorporando costruzioni esistenti, come testimonia la presenza dei resti di un portale sul muro perimetrale destro.
Una lapide riferisce che nel 1484 padre Adamo De Camplo era abate della chiesa, attestandone così l’esistenza.
Tra il XVII e il XVIII secolo fu riprogettato l’interno, che ha assunto l’attuale aspetto, arricchito da stucchi e decorazione di scuola barocca napoletana.
Nel 1933 vi fu una richiesta di contributi al Ministero dell’Interno per lavori; concessi dalla Prefettura di Pescara.
Dal 1943 la parrocchia di Sant’Antonio abate è retta dal Padri Carmelitani.
Il 25 giugno 1962 la parrocchia di San Leonardo fu trasferita in quella di Sant’Antonio abate.
Il campanile è stato rialzato nel 1967. Nel 1968 sono state fuse le tre campane ad Agnone, in sostituzione di quelle più antiche, ormai rotte.
Nel 1971 c’è stata una richiesta di finanziamento al Provveditorato delle Opere Pubbliche per lavori di: parziale demolizione della copertura e rifacimento con struttura in laterocemento a sostegno del manto di coppi; demolizione e ripresa delle murature perimetrali e portanti per l’inserimento di cordoli di coronamento in cemento armato.
Nel 1979 la chiesa fu ristrutturata liturgicamente e restaurata con interventi riguardanti l’interno e la tinteggiatura della facciata.
Nel 2006 è stato redatto un progetto di restauro della facciata.

Semplice facciata rinascimentale che si articola su due livelli orizzontali, separati da un cornicione modanato e in tre partiti verticali sull’intera altezza, separati da semplici paraste che poggiano su un basamento leggermente in aggetto. Al centro, al livello inferiore un semplice portale con timpano preceduto da quattro gradini, al livello superiore un finestrone rettangolare, come chiusura superiore il timpano.
Sulla destra, il campanile in laterizio, a base quadrata con i primi due livelli ciechi con le buche pontaie dell’antica muratura di laterizio a vista. Gli ultimi due livelli, delimitati da semplici cornici marcapiano, si aprono in bucature con archi a sesto ribassato, per l’alloggiamento delle campane.

Pianta a navata unica con due cappelle laterali per lato coperta con volta a botte lunettata che termina con uno spazio cupolato e, in corrispondenza del presbiterio, abside rettangolare con un coro ligneo di noce con riquadri ad intagli nella cornice. Sulla sinistra, una grande cappella laterale coperta con volta a crociera. L’ingresso è filtrato da un endonartece che lascia lo spazio per i nove gradini interni per raggiungere il piano della chiesa. Al di sopra, la cantoria con l’organo. Al di sotto del pavimento l’antica cripta dove erano sepolti i morti, ora non più accessibile.
Lo spazio interno, di chiara impostazione barocca, con elementi architettonici rilevanti in bianco sulle pareti rosa, è scandito da lesene con capitelli compositi, sulle quali corre una doppia trabeazione continua che segue l’articolazione planimetrica.
Gli altari delle cappelle laterali, di fattura differente, sono realizzati in prevalenza con finto marmo policromo, rilievi e stucchi, separate da lesene di ordine composito, probabilmente risalenti alla scuola napoletana di fine Settecento. Tutti gli altari presentano tele di artisti locali dello stesso periodo.

Dopo l’ingresso, a sinistra, il battistero a forma di tempietto sormontato da cupole e bassorilievo del Battesimo di Gesù, in finto marmo incassato in una nicchia. Segue l’altare del Cristo Morto in legno e la statua in gesso della Madonna dei Sette Dolori, entrambi di arte popolare (secolo XIX).
La pala sopra l’altare raffigura San Giuseppe col bastone fiorito e Angeli e Santi Vescovi gli fanno corona (sec. XVIII, autore ignoto). Il secondo altare è decorato dalla pala della Pentecoste, offerta alla chiesa dai locali nobili Conti Verrotti come testimoniano, ai lati delle colonne, gli stemmi gentilizi della famiglia con il cinghiale rampante. In questa opera si avverte lo stile del pittore Salvatore De Rocco, nato a Pianella verso la fine del 700 e morto all’Aquila nel 1836. Sopra la nicchia che contiene la statua del Sacro Cuore è posto il pulpito in finto marmo.

Al di sopra dell’arco di accesso alla cappella di Santa Ciriaca, che conserva il suo corpo, vi è una pala di notevoli dimensioni raffigurante la Madonna Immacolata circondata da angeli tra sant’Antonio abate e san Giovanni da Capestrano, del secolo XVIII, di autore ignoto.
Sant’Antonio, a sinistra, ha nella mano destra il bastone a Tau, nella sinistra un libro con sopra il fuoco.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/13150/Pianella+%28PE%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate