ARRONE (Terni). Chiesa San Giovanni battista, varie immagine di s. Antonio abate

Sita all’interno del Castello, di costruzione gotica dei secoli XII e XIV, fu in seguito ristrutturata in modo consistente dal 1467 al 1476 da maestranze lombarde incaricate dal Comune.
Molti affreschi votivi ricoprono le pareti della chiesa; risalgono al XV secolo e sono di scuola umbra, con evidente influenza di Filippo Lippi e Piero della Francesca.
Gli affreschi, contenuti entro cornici di finto mosaico, rappresentano figure di Santi, fatti realizzare dalle famiglie arronesi per grazie ricevute o per essere protette dalle malattie e disgrazie; infatti ricorrono molto spesso le figure di sant’Antonio abate e san Sebastiano, considerati protettori dalla peste.

Sulla parete sinistra
1 S. Antonio abate con la barba forcata, bastone nella mano destra e libro e campanella nella sinistra, accanto santa Lucia col piatto degli occhi. Sotto vi è la scritta: “QUESTA F.F. COLA DE JOVAN DE NUNTIO … 1486”.


2 S. Antonio abate con bastone nella mano destra e libro e campanella nella sinistra, accanto san. Sebastiano con il corpo trafitto da 18 frecce. Ai piedi del santo, tra le due figure un piccolo maiale nero. Sotto vi è la scritta: “PAOLUCCIA DE TOMASSO F. F .”


Al termine dell’Arco
3 S. Antonio abate, con bastone e campanella. Regge con la mano sinistra un libro aperto su cui è scritto: “LASSATE LI VIZI E LE VIRTÙ PIGLIATE … 1486”.


4 Sull’altare era collocato un trittico, dipinto a tempera su tavola, dell’ultimo quarto del XV secolo, raffigurante la Madonna con il bambino e ai lati san Giovanni e sant’Antonio abate.
Trasferito nella Parrocchiale di Santa Maria Assunta, fu rubato nell’ottobre del 1970. Nella Chiesa rimane la predella, ove sono raffigurati, l’Angelo annunciante, Cristo in pietà e l’Annunciata. Si legge la scritta: …CONS FECIT HOC OPUS ANNO DOMINI MCCCCLXXXVII / HOC OPIS F.F. SPECTABILES VIRI DER PERANTONIUS ET MERLINUS BARTOLIEX COMMISSIONE COMMUNITATIS ARRONIS AC PREACLAR …
All’autore, al quale vengono attribuiti anche gli affreschi dell’abside, fu dato il nome convenzionale di “Maestro del trittico di Arrone”, ora identificato dai più in Bernardino Campilio.


Sulla parete destra un’altra teoria si Santi, in genere di qualità inferiore a quelli della parete opposta.
5 S. Antonio abate, con bastone e campanella nella mano destra, libro chiuso nella sinistra. Vi è la scritta “ …NELLO FECIT FARE A.D. 1486”.


6 – 7 Grande riquadro della Madonna in trono con Bambino a destra san san Sebastiano e ai due lati addirittura due figure, praticamente speculari, di sant’Antonio con in una mano un bastone a Tau con appeso un campanello e nell’altra un libro chiuso. Differiscono per l’acconciatura dei capelli e della barba, ma indossano lo stesso tipo di abito. Sotto la scritta: “…per l’anima della madre e dei suoi morti” e si legge l’anno 1483.”


8 Un frammento di dipinto con sant’Antonio riconoscibile per la campanella.

 

 

Immagini e info da:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giovanni_Battista_%28Arrone%29

http://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-san-giovanni-battista-arrone-tr/

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/28447/Anonimo%20umbro%20sec.%20XV%2C

 

SALE SAN GIOVANNI (CN). Pieve di San Giovanni Battista, due immagini di sant’Antonio abate

 

L’antica PIEVE, costruita nella prima metà del secolo XI e rifatta nel XIII, fu parrocchia fino al 1380, ora è chiesa cimiteriale.
Conserva affreschi dal XIII al XVII secolo.

1) L‘abside di sinistra fu affrescata a fine ‘500 o inizi del ‘600: in alto Dio Padre, in basso è raffigurata la Madonna in trono con il Bambino, a sinistra san Martino vescovo e san Rocco.
A destra la figura di sant’Antonio abate e san Sebastiano.
S. Antonio regge il bastone con la mano destra, con la sinistra tiene un libro e una campanella.

 


 

2) Del Quattrocento è invece l’affresco che si trova sulla parete destra che raffigura san Sebastiano e sant’Antonio abate.
La ripetizione delle figure dei santi guaritori (Antonio, Sebastiano e Rocco) indica che le pestilenze erano assai frequenti.
Sant’Antonio, stante, tiene nella mano destra un bastone a Tau di foggia particolare – sembra un tronco di palma (?) – cui sono appese due campanelle; nella mano sinistra un libro.

 

 

Link:
http://archeocarta.org/sale-san-giovanni-cn-pieve-di-san-giovanni-battista-e-castello/

https://www.chieseromaniche.it/Schede/206-Sale-San-Giovanni-San-Giovanni-Battista.htm

https://www.cittaecattedrali.it/it/bces/434-pieve-di-san-giovanni-battista

SALE SAN GIOVANNI (CN). Cappella di Sant’Anastasia (o Sant’Anna) con immagine di s. Antonio abate

L’antica cappella conserva interessanti affreschi dal XII al XVIII secolo, che sono stati restaurati nel 1991-92.

L’affresco absidale, datato 1493, è suddiviso in tre parti; quella di sinistra raffigura san Bernardo con il diavolo (a sinistra) e sant’Antonio abate.

L’iconografia del Santo è quella usuale: barba bianca, bastone nella mano sinistra e libro nella destra.

 

Link:
http://archeocarta.org/sale-san-giovanni-cn-cappelle-di-santanastasia-o-santanna-e-di-san-sebastiano/

SOAVE (VR), frazione Costeggiola. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Pigna, 10
https://goo.gl/maps/dheoVZmQzmPWrPMU6

 

La chiesa di Costeggiola, originariamente cappella soggetta alla chiesa parrocchiale di S. Maria Maddalena in Castelcerino, fu edificata nel corso del XV secolo.
La chiesa fu riedificata nel 1707.
Il 25 giugno del 1929 la chiesa di S. Antonio abate in Costeggiola fu smembrata dalla parrocchiale di S. Maria Maddalena ed eretta in Parrocchia autonoma. Decreto a firma del vescovo di Verona Girolamo Cardinale.
Nel 1927-36 l’edificio fu modificato e ampliato con la costruzione di due navatelle laterali e l’allungamento della navata di una campata (da 4 a 5). Conseguentemente la facciata, che prima dell’intervento era a capanna, venne spostata in avanti e riedificata come è oggi, a salienti e rivolta a occidente.

La torre campanaria è addossata al fianco settentrionale del presbiterio e parzialmente inglobata in esso; della struttura emerge solo parte del fusto tozzo e massiccio. Nei lati nord e ovest sono collocati due orologi. Cella campanaria ad edicola di gusto rinascimentale, caratterizzata da un’apertura a bifora per ciascun lato; copertura a pigna in laterizio.
La copertura della chiesa è a due falde, e ad unico spiovente in corrispondenza delle navate minori, con travature lignee portanti e manto in coppi di laterizio.
Sul lato settentrionale del presbiterio si collocano, oltre alla torre campanaria, l’ambiente della vecchia sagrestia; sul lato opposto la nuova sacrestia. Lungo il fianco meridionale della chiesa insiste l’edificio della casa canonica.

L’ingresso principale, con bussola lignea interna, si apre al centro della parete di facciata, verso il modesto sagrato antistante, preceduta da una breve scalinata esterna; è presente un’entrata laterale lungo il fianco settentrionale dell’aula (navata sinistra).
Un rosone e due oculi chiusi da croci in muratura illuminano la navata, mentre due monofore a tutto sesto aperte nelle ali laterali illuminano le navate minori. Sul vertice sommitale, infisso in un supporto litico, campeggia una croce in ferro, mentre sui vertici laterali dei quattro spioventi sono collocati altrettanti pinnacoli.

L’impianto planimetrico è a tre navate separate da due file di arcate a tutto sesto su pilastri; il presbiterio quadrangolare è rialzato di due gradini e concluso con il coro a fondale piatto. Lo spazio interno è coperto da controsoffittature piane con decorazione a finto cassettonato in corrispondenza della navata centrale e del presbiterio. La pavimentazione della navata è realizzata in piastrelle di marmi policromi; il piano del presbiterio è pavimentato in scaglie di marmo grigio.
Lungo le pareti d’ambito delle navate minori sono disposti gli altari laterali ed il fonte battesimale.
Le pareti interne sono intonacate e tinteggiate; i prospetti del presbiterio sono arricchiti con decorazioni pittoriche. Risale ai primi anni del XXI secolo la decorazione delle pareti laterali delle navate con il ciclo pittorico comprendente le Storie di Sant’Antonio abate, la Crocifissione, la Resurrezione e la discesa dello Spirito Santo.
Sulla parete di fondo dell’abside, l’affresco di Sant’Antonio abate è di autore ignoto.
La decorazione del soffitto con finti cassettoni a vista ha sostituito intorno alla metà del XX secolo i precedenti affreschi raffiguranti i quattro Evangelisti.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/17692/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate+%3CCosteggiola%2C+Soave%3E

https://www.soaveturismo.it/costeggiola

 

ACQUAPENDENTE (VT). Chiesa di Sant’Antonio e Santa Caterina, statua lignea di s. Antonio abate, XV secolo

Via Roma, 53, vicino alla Chiesa di Sant’Agostino.
https://goo.gl/maps/cXArA9pw4vje1bBn7

 

Il 17 gennaio 1875, il crollo del campanile della chiesa di Sant’Agostino devastò anche la sottostante antica chiesetta di Sant’Antonio abate che comprendeva l’oratorio di S. Caterina.
Nel luglio 1875 Guglielmo Meluzzi disegnò il nuovo prospetto della chiesa dedicata ai Santi Antonio abate e Caterina riprendendo i motivi plastici del piano terra del vicino campanile di S. Agostino.
Nel 1890-93, lungo il lato destro della navata, si costruì una cappella dedicata a S. Rocco. La commessa fu voluta da mons. Angelo Gessi.
Nel 1964-65, lo scultore Mario Vinci (1934 – 2018) decorò con graffiti l’altare maggiore; Ennio Luzzi (1922 – 1999) affrescò le volte della chiesa; entrambi i pittori erano nativi di Acquapendente.

La facciata si presenta austera e connotata da una formulazione a capanna valorizzata dal trattamento a bugnato della superficie. Una finestra termale domina il centro del prospetto e sotto, in asse, trovano posto un portale con timpano triangolare e la scritta dedicatoria della chiesa: “DOMINI HONOREM SS. ANTONII ABAT CATHARINAE V. M. AEDES DICATA”. Sopra, conclude in alzato l’affaccio un frontone triangolare liscio.
La struttura è in blocchi di tufo sommariamente squadrati e assemblati con giunti di malta.
All’esterno, la chiesa è coperta da un tetto a doppia falda spiovente con il manto in coppi.
Nel piccolo campanile della chiesa si trovano due campane, la più grande è stata fusa da Sebastiano di Acquapendente nel 1621.

Orientata secondo l’asse che da nord-est a sud-ovest, la pianta della chiesa si presenta impostata su uno schema a unica navata arricchito lungo l’asse trasversale dalla presenza sulla destra (nord-ovest) di una cappella con altare a muro dedicata a San Rocco (1890) e coperta da volta a botte; mentre, sul lato opposto (sud-est), si colloca una nicchia contenente una statua della Madonna protetta da una schermatura in vetro.
Un gradino e un arco trionfale semplificato segnalano l’inizio dell’area presbiteriale. In particolare, lungo l’arco, la scritta “FONS ACQUAE SALIENTIS IN VITAM AETERNAM” sottolinea il cambio di registro, ribadito poi più oltre da una maggiore opulenza decorativa. Infatti, se nella navata la copertura a volta a botte è nobilitata dalla presenza di affreschi simbolici posti a mimare inserti di stucco, nel coro la pittura occupa tutto lo spazio dell’abside secondo una raffigurazione metaforica della salvezza divina concessa per mezzo del battesimo.
A sinistra dell’altare maggiore c’è l’immagine di Santa Caterina con la ruota simbolo del suo martirio, e a destra la figura di Sant’Antonio abate. Lo stendardo della confraternita di San Rocco e un Crocifisso ligneo sono collocati nella zona antistante l’altare maggiore.
Nella parte bassa dell’abside vi sono le sedute del coro ligneo e l’ingresso alla sagrestia: una stanza rettangolare coperta con un soffitto piano con travi di legno a vista che, dotata di finestra sulla sinistra (sud-est), comunica frontalmente con un magazzino (sud-ovest) e sulla destra (nord-ovest) con la vicina “casa del pellegrino” (un’abitazione attualmente utilizzata come foresteria).
Una cantoria lignea con bussola si trova in controfacciata. L’illuminazione appare alquanto limitata poiché, oltre alla foratura della facciata, si registra la presenza di un’altra sola finestra in corrispondenza della parete sinistra (sud-est) dell’abside.

Sul lato destro della navata vi è la statua lignea di s. Antonio, del XV secolo, che viene portata in processione durante i grandiosi festeggiamenti fatti dagli aquesiani in onore del Santo ogni anno il 17 gennaio. Il “Signore della Festa”, per tradizione porta davanti alla statua tre mazzi di ceri devozionali e, precedentemente, sul sagrato della Chiesa stessa, ne distribuisce un mazzo al Signore dell’anno precedente ed uno a quello dell’anno successivo. La donazione rappresenta il persistere di una tradizione antica per cui, ad ogni festa, il popolo aquesiano faceva offerta di cera.

Il Santo viene raffigurato seduto su una semplice trono rivestito di stoffa rossa, con una lunga barba bianca e con un saio marrone con rifiniture dorate. La mano destra è nell’atto della benedizione, mentre la mano sinistra reca il bastone a forma di croce con il campanello. Appoggiato tra il ginocchio e mano sinistri, dipinto di rosso, è un libro. Ai suoi piedi è stato aggiunto in seguito un dipinto che raffigura la fiamma.
La restauratrice Roberta Sugaroni, che ha provveduto al ripristino della statua nel 2019, spiega: “La scultura è collocabile nell’area geografica che abbraccia il territorio tosco-umbro-laziale e databile entro l’ultimo quarto del secolo XV. Si tratta di una statua lignea policroma raffigurante s. Antonio abate benedicente. Di impianto piuttosto arcaico ma di interessante fattura, riporta i tratti tipici del santo pur non presentandone tutti gli attributi iconografici. … L’antica fattura, testimoniata già dalla posa, si ispira alla tradizione senese del XV secolo, traducendo in una semplificata realizzazione di ambito locale i rimandi stilistici. Di questa statua (che era in una delle nicchie dell’abside della vecchia chiesa) si parla al foglio 145 delle visite pastorali di mons. P. Mignucci, in data 2 settembre 1652, come riportato da da Don Antonio Agostini nel suo libro Le Chiese di Acquapendente.
Il restauro ha riportato alla luce le cromie originali degli incarnati, sia sul volto che sulle mani, quelle dei capelli e della lunga barba, ritrovate sotto 4 strati di ridipinture successive. Lo stato di conservazione di queste ultime, ad eccezione della mano sinistra dove sono presenti interventi ricostruttivi non del tutto adeguati, può dirsi senz’altro buono. Il manto e le vesti nascondono le cromie originali sotto uno strato preparatorio successivo. L’esiguità delle tracce originali riscontrate, e il degrado del supporto, rendono improponibile l’ipotesi di una rimozione completa.”
Altre antiche notizie riguardanti la statua possono essere rilevate dai registri dell’archivio della Curia Vescovile e sono pertinenti alla visita pastorale del Vescovo Leti nel 1657. Nei registri della Confraternita, l’unica notizia riguardante la stessa risale al 1882 documentata da una spesa di Lire 4,50 per la verniciatura e per la messa in opera di un architrave nella nicchia in cui essa era posta. Infatti dietro l’altare maggiore, nell’abside, vi è la nicchia che ospitava la statua lignea di sant’Antonio abate. La nicchia centinata, è arricchita da una decorazione lignea. Al di sotto, troviamo un’iscrizione dipinta che attesta la data del restauro realizzato da Gioacchino Rotili nel 1896. AERE JOACHIM ROTILI ET CONFR. REST. ANNO MDCCCXCVI.

 

Info sulla chiesa:
https://acquapendente.artecitta.it/chiesa-dei-santi-antonio-e-caterina/#descrizione

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/22380/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate+e+di+Santa+Caterina

Info sul restauro della statua:
https://www.newtuscia.it/2019/01/16/presentato-progetto-restauro-della-statua-s-antonio-abate-ad-acquapendente/

https://www.newtuscia.it/2019/01/11/acquapendente-restauro-della-statua-santantonio-martedi-15-gennaio-presentazione-presso-la-biblioteca-comunale/