MORBEGNO (SO). Ex chiesa e convento di Sant’Antonio abate con affreschi del Santo

Piazza Sant’Antonio
https://goo.gl/maps/hApw2NvWyXyxb2gFA

Il complesso di S. Antonio è composto da una ex-chiesa, ora diventata Auditorium, da due chiostri e da una serie di locali che compongono la struttura ancor oggi esistente e che occupa l’intero lato est della piazza.
Nel 1457 i frati Domenicani ebbero in dono dal Comune l’antica cappella di S. Marta e subito cominciarono ad ingrandirla. Contemporaneamente si avviò la costruzione del convento, articolato attorno a due chiostri e addossato alla chiesa che fu intitolata ad Antonio abate e che fu consacrata dal vescovo domenicano morbegnese Matteo Olmo nel 1504.
Tra Quattro e Cinquecento prese avvio la prima fase decorativa, durante la quale i cittadini più facoltosi scelsero pittori stimati per affrescare le loro cappelle familiari all’interno dell’edificio sacro. La chiesa cambiò aspetto e nel corso degli anni vennero anche realizzati nuovi affreschi che sostituirono i precedenti, sia in chiesa che nel chiostro nord, così che noi ora vediamo parte dei primi e parte dei secondi. Alcuni sono dei veri e propri cicli narrativi dove troviamo S. Caterina d’Alessandria, S. Antonio abate, il domenicano S. Pietro martire e S. Martino. Nel Seicento si commissionarono nuove pitture e stucchi, il soffitto della chiesa venne sostituito con volte a crociera e si dipinsero le Storie di S. Domenico nel primo chiostro, uno spazio luminoso valorizzato dai recenti restauri.
Nel 1798 i decreti napoleonici soppressero il convento e confiscarono la chiesa; in quegli anni venne messo all’asta quanto presente nel convento.
Durante la Grande Guerra il convento ospitò la caserma del V Reggimento Alpini. La struttura fu poi acquistata dal Comune di Morbegno; subì all’interno varie manomissioni, finché non fu riaperta al culto dal 1925, quando cominciarono i restauri.
Dal 1977 la chiesa, sconsacrata, è utilizzata come auditorium per convegni e spettacoli culturali di vario tipo. Dal chiostro nord si può accedere ad alcuni locali anche loro utilizzati per eventi culturali di minor affluenza.
Dell’adiacente convento rimangono integri i due chiostri recentemente restaurati.

 

La facciata della chiesa è caratterizzata da un protiro eretto da Francesco Ventretti nel 1571, poco dopo l’esecuzione da parte di Gaudenzio Ferrari della lunetta ad affresco della Natività e angeli, recentemente restaurata.

L’edificio della ex chiesa è ad unica ampia aula coperta da un tetto a doppia falda sostenuto da archi trasversali che non sono più visibili, perché nascosti dalle volte seicentesche. Ai lati, otto cappelle laterali affrescate. Il profondo presbiterio è ora parzialmente nascosto dalle strutture del moderno Auditorium. Non ci sono più gli arredi liturgici, spariti da tempo.
Rimangono i colorati affreschi riapparsi sotto strati bianchi di calce, che progressivamente nei secoli li avevano coperti. Qua e là immagini di santi e patroni; i più antichi, sulle pareti divisorie delle cappelle di destra, appartengono alla primitiva chiesa.
Uno dei cicli narrativi  più leggibili e meglio conservati riguarda S. Antonio abate: pregevoli le scene del Santo in Gloria  e  di S. Antonio e San Paolo eremita sfamati dal corvo (immagini sotto).

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1n110-00058/

BELLINO (CN), frazione Celle. Dipinto murale con sant’Antonio abate, 1864

L’affresco raffigura la Madonna con s. Cristoforo, s. Caterina, un’altra Santa e sant’Antonio abate, a destra in basso, riconoscibile per il bastone con campanello e la Tau sul mantello.

La data riportata è il 1864. Lo stile richiama quello di Giuseppe Gautieri (1805 – 1878), pittore itinerante di Busca che dipinse molte immagini anche in Valle Varaita.  Info: vedi scheda

 

Immagine da:
http://www.piemonteis.org/?p=6077

Rilevatore: Valter Bonello

ZINASCO (PV), frazione Zinasco Vecchio. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge nella parte più antica di Zinasco.
https://goo.gl/maps/SHoPtrKKsfKNUiuS6

 

La chiesa fu edificata nel 1757-73. Fu eretta a parrocchiale.
Nel 2012 fu restaurata la copertura.
Nel 2021-22 è stato effettuato un restauro conservativo della facciata principale della Chiesa

L’abside è rivolta ad est mentre la facciata è rivolta ad ovest ed è simmetrica: al centro si colloca l’unico ingresso principale costituito da un portale che dà accesso alle tre navate dell’interno della chiesa. E’ possibile distinguere le navate in facciata dalle partizioni verticali in mattoni alternate da rivestimenti esterni in intonaco.
Sopra il portale un bassorilievo con la figura di sant’Antonio..
I prospetti laterali nella parte centrale delle navate e nella parte absidale non sono rivestiti in intonaco ma con mattoni a vista e si congiungono con la parte absidale anch’essa rivestita esternamente da mattoni pieni a vista.
L’abside è costituita da 3 lati che determinano un semi-esagono. Il campanile è di forma quadrata in pianta ed è rivestito esternamente da intonaco e presenta in sommità una cella campanaria e un orologio.

All’interno una statua del Santo.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/19770/Zinasco+%28PV%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

PIACENZA. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio a Trebbia

Via Emilia Pavese, 198
https://goo.gl/maps/Qj6sChfKv69buPLo7

 

La chiesa primitiva di Sant’Antonio risale attorno al 1170. La costruzione della chiesa avvenne di fianco all’ospedale fondato dai frati Ospedalieri Antoniani. Il Ciampi accenna ad una precedente chiesa “piccola e antica che insieme con l’Hospitale di Sant’Antonio doveva aver avuto principio molti anni prima”.
Nel 1360 fu sostituita dall’attuale edificio gotico. Probabilmente l’arch. Pietro Vago contribuì alla ricostruzione.
Il complesso costituito da chiesa, ospedale, chiostro, sacrestia, giardino, peschiera, orto e cimitero, costruito come era consuetudine ad ovest rispetto al nucleo urbano (in contrapposizione al lazzaretto che invece soleva essere posizionato ad Est, San Lazzaro), fu gestito dai frati Antoniani fino al 1595.  Attorno al complesso ospedaliero si sviluppò il Borgo di Sant’Antonio.
Nel 1471 tutti gli ospedali al servizio della città furono unificati, tuttavia l’ospedale di Sant’Antonio, così come quello situato a San Lazzaro Alberoni, rimase escluso dall’accorpamento, mantenendo la propria autonomia.
Nel 1589 la chiesa di Sant’Antonio fu elevata a parrocchia.
Nel 1595 furono chiamati ad officiare la chiesa di Sant’Antonio i Frati francescani.
Nel 1805 il convento di Sant’Antonio fu soppresso con un decreto napoleonico; eccetto la chiesa, tutte gli edifici che componevano il complesso diventarono di proprietà del demanio che li cedette nel 1811 al comune di Sant’Antonio, costituitosi nel frattempo (il Comune sarà nel 1923 annesso a Piacenza).
Nel 1815 i Francescani lasciarono S. Antonio e la parrocchia fu amministrata da Rettori del clero secolare fino al 1839, poi per rinuncia dei Religiosi, vennero nominati degli ecclesiastici del clero secolare.
Sul finire dell’Ottocento fu abbattuto un pronao che ornava la porta laterale della chiesa verso la via Emilia.
Negli anni venti del Novecento si pensò a un progetto di restauro radicale di cui l’arch. Guidotti aveva già steso un progetto. Tutti gli interventi effettuati nel corso del XX secolo non intaccarono però l’aspetto originario della chiesa.
Nel 1931 fu rifatto il pavimento e restaurato il campanile al quale fu aggiunta una guglia. Nel 1933 fu risistemato il sagrato.

La Chiesa ha orientamento Nord-Sud. La facciata romanica, in mattoni a vista, è a capanna, rinserrata agli angoli da robusti contrafforti. al centro si apre l’unico portale, rettangolare, con gli stipiti in pietra. Al di sotto dei rampanti del tetto corre una cornice ad archetti pensili, in cotto. I fronti laterali sono scanditi in tre campate da robusti contrafforti. Al centro di ogni campata si aprono monofore a sesto acuto, strombate.
La torre campanaria sorge e si addossa sulla destra del presbiterio. In mattoni a vista, a pianta quadrata, con lesene d’angolo, termina con una cella aperta sui quattro lati da monofore a tutto sesto; la cella è coperta da tetto a cuspide conica in cotto.

All’interno, la chiesa ha schema planimetrico basilicale, a navata unica di due campate, voltate a crociera. con costoloni a vista. Le campate sono separate da archi a sesto acuto su pilastri murali in mattoni a vista. Il presbiterio, rialzato di un gradino, in marmo, sul piano della chiesa, è a pianta rettangolare, a unica campata, voltata a botte. la volta è forata dalle unghie dei finestroni del presbiterio.
I costoloni delle volte e la volta della seconda campata sono affrescati.
Sull’altar maggiore una statua di sant’Antonio che misura cm 185 di altezza, cm 50 di larghezza e cm 40 di profondità; è stata ricavata da un unico massello di legno di pioppo, successivamente scavato nel retro e dipinto. Il Santo indossa una cappa blu scuro, con cappuccio ripiegato, che cade sulla veste marrone. Nella mano destra tiene un bastone con l’estremità superiore a forma di Tau, da cui pende il campanello; nella mano sinistra reca un libro chiuso con la copertina blu. E’ possibile che la scultura risalga alla seconda metà del secolo XIV. Restaurata nel 2012.
La chiesa conserva un quadro a olio su tela, di 304 x 182 cm, che raffigura San Giuseppe e Gesù bambino con sant’Antonio abate e sant’Antonio di Padova. Dopo la recente ripulitura sono emersi la data e le iniziali dell’autore: “F.P.F. Firenze 1870”.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/63617/Piacenza+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+a+Trebbia

http://www.santantonioatrebbia.it/storia.html

GALLARATE (VA). Chiesa e cappella di Sant’Antonio abate

Chiesa, in Via Sant’Antonio, 2
https://goo.gl/maps/5tLRn488bFN9x2qG6

 

La chiesetta si trova nel centro storico. Non si hanno molte notizie sulla sua origine; si sa con certezza che già nel XV secolo esisteva in questo luogo un oratorio intitolato a Sant’Antonio abate.
La chiesa attuale è stata riedificata nel 1767, su un progetto in stile barocco misurato ed armonioso di Biagio Bellotti (Busto Arsizio, 26 febbraio 1714 – Busto Arsizio, 5 agosto 1789;  pittore, architetto, organista, scrittore, coreografo e canonico).
Il minuscolo edificio ha una pianta rettangolare, con corpo in mattoni a vista e ha la caratteristica di avere un doppio ingresso.

La facciata di Piazzetta Ponti è quella più antica. A capanna, in stile barocchetto e intonacata, presenta due paraste angolari con capitelli corinzi, vetrata policroma e ricercati stucchi su tutta la superficie. Sopra il portale un affresco del Bellotti che raffigura sant’Antonio, al di sopra una vetrata policroma  del 1938 che raffigura il Santo (foto in alto).

L’accesso da Corso Italia risale al 1962, quando vennero eseguiti i lavori di conservazione principalmente ad evitare che la chiesa si deteriorasse eccessivamente, fu inoltre abbattuto il campanile e venne aperta un’altra facciata. Il portale nord, posto all’estremità sinistra, è incorniciato da un breve protiro, con frontone spezzato e spioventi a ricciolo, del XVII secolo proveniente dalla chiesa parrocchiale di Lonate Pozzolo. Sul lato destro si trova una statua di san Carlo, collocata in una nicchia ricavata nel corpo del nuovo campanile a vela (foto a destra).

All’interno della chiesa, sulle pareti laterali quattro riquadri del Bellotti raffigurano: Incontro tra s. Antonio e s. Paolo eremita; Un Vescovo consegna un mantello per proteggere san Paolo; Il viaggio di ritorno scortato da un angelo; La scoperta del corpo di s. Paolo cui i leoni stanno scavando la fossa e, sulla volta Sant’Antonio in gloria circondato da angeli.
Nel presbiterio l’altare maggiore a tempietto, di marmi policromi è composto da un’edicola coronata da gruppi di angeli e, al centro, la statua di sant’Antonio abate.
Sulle pareti del coro vi sono altri affreschi del Bellotti: a sinistra Santa Marta prega Gesù di risuscitareLazzaro e, a destra, Gesù in casa di Marta; sulla volta, Santa Marta in gloria.
Chiude la parete del coro un cantoria barocca con un organo inserito in una cornice lignea policroma e dorata sormontata da un busto di s. Antonio abate
La chiesetta conserva una statua di santa Marta.
Gli interni sono illuminati da vetrate policrome, eseguite nel 1962 su progetto del pittore gallaratese  Silvio Zanella (9 ottobre 1918 – 23 giugno 2003) raffiguranti episodi della vita di Cristo: La moltiplicazione dei pani e dei pesci, Maria che spalma l’unguento sui piedi di Gesù, La lavanda dei piedi e l’Ultima Cena.

 

Altre info su: Gallarate-opuscolo chiesa SAA

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Gallarate)

 


Cappella di Sant’Antonio abate presso l’Ospedale

Via Bonomi
https://goo.gl/maps/17b2e3LCFhKG25hN6

A Gallarate un ospedale intitolato a s. Antonio abate esisteva nel Cinquecento, ma in precedenza doveva già dal XIII secolo esserci uno “xenodochio”.
L’attuale ospedale fu edificato a partire dal 1870 e con continui rimaneggiamenti e ampliamenti.
La cappella intitolata a Sant’Antonio abate ha struttura moderna.