ABBIATEGRASSO (VA), frazione Castelletto Mendosio. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Don Giovanni Croci, 24 , sulla punta dell’incile che divide il Naviglio Grande dal Naviglio di Bereguardo.
https://goo.gl/maps/knYFqcWXvJHrBr746

 

Menzionata in documenti del XV secolo.
Tra 1604 e 1609 la chiesa assunse l’aspetto attuale, dopo che una visita pastorale del cardinale Federico Borromeo diede l’autorizzazione ad abbattere la precaria struttura medievale (forse del XII secolo, contemporanea all’escavazione del naviglio) per riedificare la parrocchia con i materiali di riciclo. Il portico antistante la facciata ed il campanile con i quattro orologi sono invece frutto di rimaneggiamenti successivi.

Edificio a navata unica con pronao, due cappelle laterali, presbiterio, sacrestia e campanile (inglobato in parte nella chiesa e sacrestia). I muri perimetrali sono in muratura a corsi regolari in laterizio a mattoni pieni, mentre il pronao è sorretto da quattro colonne in granito. Il corpo principale è coperto da volte a botte e a crociera in muratura, il pronao da volta a schifo a pianta rettangolare e la sacrestia da volta a schifo lunettata.

All’interno della chiesa è custodita una pregevole statua in marmo risalente al XIV secolo raffigurante la Beata vergine col Bambino che originariamente si trovava presso l’oratorio di Santa Maria. Sulle volte e nelle lunette sono dipinte immagini di Santi e Martiri.

Addossata al fianco sinistro della chiesa, in un vano accessibile dall’aula, si trova la cappella del fonte battesimale. Sulle pareti esterne di quest’ultima sono ancora riconoscibili i resti di una antica “Danza Macabra“, mentre all’interno si conservano due affreschi del XVI e XVII secolo (recentemente restaurati), raffiguranti rispettivamente la “Madonna del Purgatorio” (XVI secolo) ed il “Battesimo di Cristo” (XVII secolo).

La chiesa con serva statue e dipinti raffiguranti s. Antonio abate.

 

Il 17 gennaio, il Santo patrono, come da tradizione, viene festeggiato con la benedizione degli animali, le frittelle e il falò.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI230-00004/

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=13188


Data compilazione scheda:
12-2-2022
Rilevatore: AC

DUMENZA (VA), frazione Runo. Cappella della Pianca, affresco con s. Antonio abate, 1517 circa

Su Via Verbano, la strada che da Runo porta a Colmegna.

 

La cappellina conserva un affresco, opera di Guglielmo Iotti detto “da Montegrino”, [Montegrino Valtravaglia (VA), seconda metà del XV secolo – 1527], realizzato nel 1517 circa, che raffigura: Madonna del latte tra i Santi Giovanni Battista e Antonio abate.
La figura di sant’Antonio è simile a quella che dipinse nella chiesa di San Michela al Monte a Porto Valtravaglia,  vedi scheda.

 

Bibliografia:
De Vittori C. (a cura di), Guglielmo da Montegrino, affreschista fra Tardogotico e Rinascimento, Associazione Culturale «Amici di Giovanni Carnovali detto il Piccio» di Montegrino Valtravaglia (VA), 2018

Link:
https://www.varesefocus.it/vf/dx/Semplicemente-“Guglielmo-da-Montegrino”-27-Jul-18

Data compilazione scheda: 11-2-2022
Rilevatore: AC

PORTO VALTRAVGLIA (VA). Chiesa di S. Michele al Monte, affresco con s. Antonio abate, 1517

Alpe San Michele.
https://goo.gl/maps/fCYAPjLN5XRU3LU57

 

L’attuale costruzione insiste sul perimetro di un’antica cappella alto medioevale testimoniata dal XIII secolo.
Chiesa d’alpeggio, fu adibita a lazzaretto durante la pestilenza del 1630. All’esterno altare longobardo probabilmente ricavato da precedente ara romana.
Il piccolo edificio ad aula divisa in due campate oblunghe voltate a crociera (6,30 x 5,50 m circa, con abside larga 4,40 m e profonda 2,90 m) mostra fasi costruttive databili dall’inizio del secolo XI alla metà del XII. Le volte cupoliformi insistono su grossi archi traversali.
L’abside, dove si trovano le parti più antiche della chiesetta, databili alla seconda metà dell’XI secolo, presenta all’esterno file di pietre e ciottoli ben allineati, con fasce ben evidenti a spina di pesce.
La sagrestia ed il campaniletto sembrerebbero aggiunte ottocentesche.
Con il crollo del tetto della sagrestia, nel 1965, ebbe inizio l’interesse moderno per l’antica chiesetta.
Nel 2000 venne rifatta interamente la copertura in beola e vennero consolidate pareti e fondamenta.
Seguirono le scoperte: nel 2001 vennero messi in luce e quindi restaurati importanti affreschi risalenti all’XI-XIV secolo. Descritti già nel Cinquecento, erano successivamente rimasti nascosti sotto nuovi intonaci, e la chiesa utilizzata addirittura come ricovero per attrezzi ed animali.
L’abside era decorata al centro da un Cristo in maestà con ai lati gli Evangelisti e al di sotto la teoria degli Apostoli (tra i quali il meglio conservato è san Giacomo).
Sulla parete sinistra i lavori di recupero hanno fatto riemergere l’affresco raffigurante il patrono, l’arcangelo Michele, seguito da altre figure angeliche.

Già visibile era invece il grande affresco della Madonna del latte e i santi Antonio abate e Bernardo, datato 1517, ma i lavori di restauro ne hanno fatto scoprire la paternità, grazie al ritrovamento dell’epigrafe: si tratta di un’opera di Guglielmo Iotti detto “da Montegrino”, (Montegrino, seconda metà del XV secolo –1527) [Montegrino Valtravaglia (VA), seconda metà del XV secolo – 1527].
La figura di S. Antonio è simile a quella che dipinse nella Cappella della Pianca a Rumo, frazione di Dumenza, vedi scheda.

 

Bibliografia:
De Vittori C. (a cura di), Guglielmo da Montegrino, affreschista fra Tardogotico e Rinascimento, Associazione Culturale «Amici di Giovanni Carnovali detto il Piccio» di Montegrino Valtravaglia (VA), 2018

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-00999/

https://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_da_Montegrino

Data compilazione scheda: 11-2-2022
Rilevatore: AC

CADEGLIANO VICONAGO (VA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Secondo lo statuto comunale, il territorio comprende le “comunità naturali” di Arbizzo, Cadegliano e Viconago.
La Chiesa è sita in Viconago – Via della Madonna, 4
https://goo.gl/maps/QeGYZB6vcCmKTywT7

 

L’edificio, originariamente dedicato a Santa Maria, risale al X secolo, era di ridotte dimensioni, a navata unica con abside rettangolare rivolta ad oriente e facciata a capanna con porta al centro sovrastata da una finestrella cruciforme, ancora visibile.
Fu ricostruito una prima volta più ampio, in stile romanico, orientato a nord, e successivamente, nel XV secolo fu nuovamente ingrandito, costruendo una nuova navata separata da una parete costituita da un robusto pilastro reggente due ampie arcate, con copertura costituita da volte a crociera. Il modello di chiesa doppia, per aggiunta di una seconda navata, ricorda San Pietro a Gemonio.
Fu la chiesa parrocchiale di Viconago finché non fu sostituita dalla parrocchia di San Giovanni Battista alla fine del Cinquecento.
Dichiarata Monumento Nazionale oltre un secolo fa.
Sopra il portale, un affresco con la figura di s. Antonio abate.

La chiesa dista circa una mezz’ora di cammino dal tracciato della Via Francisca del Lucomagno, un’antica via romana-longobarda, lunga 510 km, di cui 135 in Italia, che da Costanza, attraverso la Svizzera, porta a Pavia dove prosegue verso Roma con la Via Francigena. La Via può essere percorsa tutto l’anno, a piedi o in bicicletta, grazie al fatto che il passo del Lucomagno in Svizzera, con i suoi 1915 m s l m è il più basso dell’area alpina e difficilmente presenta condizioni avverse ai camminatori.

Inserito armonicamente nel cuore del borgo, l’edificio sacro  si presenta come un’aula quadrangolare coronata da due absidi a pianta quadrata, coperta da volte a crociera.
I restauri hanno portato alla luce affreschi interni collocabili tra il XII e XIX secolo.  I cicli pittorici di maggior valore si concentrano nelle absidi: quella di sinistra sulla parete frontale presenta una Crocifissione che rivela una grande ricchezza di particolari. Lungo la parete laterale una teoria di Santi e una Natività nella lunetta sopra la finestrella. La volta a crociera racchiude l’effige di Cristo Pantocratore attorniato dai simboli dei quattro Evangelisti. L’intero ciclo è attribuito a Guglielmo Iotti detto da Montegrino [Montegrino Valtravaglia (VA), seconda metà del XV secolo – 1527].
L’abside destra fu decorata per mano di Bartolomeo da Ponte Tresa (Confederaz. Elvetica, 1495 circa – 1557 circa), allievo di Bernardino Luini, che intorno al 1531 dipinse nella fascia centrale una teoria di Santi ed una bellissima Adorazione dei Magi nella lunetta sovrastante. La volta a crociera è affrescata con i Padri della Chiesa.
Recenti restauri hanno permesso la scoperta, sulla parete nord all’interno della chiesa, di una Trinità di pregevole fattura e con la rara peculiarità di rappresentare con la stessa immagine le tre figure.

Tra i Santi effigiati, anche la figura di s. Antonio abate; in particolare all’interno sopra l’altare della navata sinistra. Nella navata destra una statua del Santo.

 

A Viconago continua la tradizione della Sagra di sant’Antonio abate (nel 202o, fu la 287esima edizione).

 

Bibliografia:
Bianchi Alessia, La chiesa di Sant’Antonio Abate a Viconago, Francesco Nastro editore, Luino 2014

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Viconago)

https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-con-affreschi-della-scuola-del-luini

https://www.luinonotizie.it/2020/01/13/a-cadegliano-viconago-torna-la-sagra-di-santantonio-fuochi-falo-e-tradizione/264843

AVEGNO (GE), frazione Salto. Chiesa di Sant’Antonio abate

Salto – Via Don Ansaldo (angolo Via Rossini)
https://goo.gl/maps/nouMCkW7K8ER9zY99

 

La chiesa fu edificata nel 1464; due anni dopo fu edificato l’attiguo campanile.
Soggetta alle dipendenze dell’antica pieve di Sant’Ambrogio di Uscio, venne eletta al titolo di parrocchia con decreto dell’arcivescovo di Genova, cardinal Stefano Durazzo, datato al 22 dicembre del 1638. La consacrazione, come si è potuto apprendere dagli archivi parrocchiali, avvenne nel 1641.
In facciata, sopra il portale, in una nicchia, una statua di s. Antonio con porcellino ai piedi.

Internamente è ad aula conclusa da un’abside semicircolare, con cappelle laterali ricavate nello spessore della muratura.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=28102