BOSCO CHIESANUOVA (VR), frazione Valdiporro. Chiesa parrocchiale e cappella di Sant’Antonio abate

 

Chiesa Parrocchiale: Piazza 13 Comuni, 35
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Gli abitanti di Valdiporro, per le funzioni religiose, dovettero far riferimento alla parrocchiale di Roverè fino al 1375, e successivamente, fino alla metà del XVI sec., a quella di Bosco Chiesanuova, quando venne edificata la prima chiesa di Valdiporro, dedicata a S. Antonio abate.
I lavori iniziati nel 1549, ebbero compimento nel 1576 e fu eretta in Parrocchia l’anno successivo (1577) su decreto del vescovo di Verona Agostino Valier.

La facciata a capanna presenta quattro paraste con capitelli corinzi. Sopra il portale, in una nicchia, una statua di s. Antonio abate.

Di particolare interesse le volte del presbiterio e dell’abside sono decorate con un ciclo di affreschi realizzato nel 1898 dal pittore Rocco Pittaco (1822-1898).

 

Link:
https://www.visitverona.it/it/luoghi/chiesa-di-sant-antonio-abate-a-valdiporro

 

 

 

 

 

 



BOSCO CHIESANUOVA (VR), frazione Valdiporro. Cappella di Sant’Antonio abate

A circa 3,4 km a ovest della parrocchiale, Via Sant’Antonio, 38
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La cappella dedicata a S. Antonio abate venne eretta nel 1705 da Antonio Caneva, figlio del nobile Giovanni Battista, che nel 1684 aveva fatto costruire a sue spese in contrada Brolla un’altra cappella dedicata a S. Giovanni, nella quale si era poi fatto seppellire.
Sulla chiave di volta dell’ingresso è collocata un’epigrafe che ricorda l’evento; il testo recita: “D.O.M. ANT.CANEVA HA ADEMPITO L’INTENTION DELO GIO BATTA SUO PADRE ANNO 1705”.
L’ingresso si apre al centro della facciata, direttamente prospiciente la strada comunale, da cui è accessibile discendendo due gradini esterni. La chiesetta risulta addossata sul lato meridionale ad un fabbricato residenziale di altra proprietà.
I paramenti esterni sono privi di intonacatura. La facciata è interamente edificata in blocchetti irregolare di pietra calcarea locale incorniciati lateralmente da blocchi squadrati di grandi dimensioni, anch’essi di pietra calcarea.

L’interno è un unico ambiente di modeste dimensioni a pianta rettangolare, con altarino addossato alla parete di fondo. Lo spazio interno è coperto da una semplice volta a crociera intonacata e tinteggiata verso l’intradosso.
Pavimentazione in quadrotte di marmo rosso Verona e nembro rosato. Un lacerto di affresco con la raffigurazione della Vergine è conservato nella parete di fondo; anche le lunette del registro superiore presentano decorazioni ad affresco. Copertura a due falde con manto in lastroni di pietra della Lessinia.
La cappella di S. Antonio abate è priva di campanile.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/17234/Bosco+Chiesanuova+%28VR%29+%7C+Cappella+di+Sant%27Antonio+Abate

VENEZIA. Chiesa di San Sebastiano, statua di s. Antonio abate di A. Vittoria, 1564

Statua marmorea del Santo, opera dello scultore Alessandro Vittoria (Trento, 1525 – Venezia, 1608).
La statua fa parte di un gruppo di tre eseguite dal Vittoria per la cappella Grimani nel 1564.

La scultura raffigura S. Antonio abate in piedi, a figura intera, con il volto dalla fluente barba chinato verso il basso. Dalle spalle scende un mantello che lascia scoperte le sole mani e un piede. Il Santo indossa uno scapolare su cui è inciso il nome dello scultore.
Con la sinistra regge una campanella, mentre con la destra tiene stretto un lembo del mantello che cade con lunghe pieghe fino a terra. La statua poggia su un piedistallo di forma ottagonale su cui è inciso il nome del Santo.

Il Vasari nel 1568, parlando delle statue, si limitava a riferire che erano alte “tre piedi” l’una, mentre nel 1581 il Sansovino parlava solo del busto di Marcantonio Grimani. In seguito le statue furono menzionate raramente e con brevi note. Esemplari in tal senso sono il Sajanello e il Moschini che riprese il passo del Vasari senza commentarlo.

Secondo il Venturi, la statua di S. Antonio è ispirata ad un’opera precedente dello stesso Vittoria, oggi nella chiesa di S. Francesco della Vigna a Venezia, vedi scheda.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500137611

VENEZIA. Chiesa di San Francesco della Vigna, opere con s. Antonio abate: pala Giustinian del Veronese; dipinto del Salviati; statua di A. Vittoria; XVI secolo

La chiesa francescana, edificata per la prima volta nel 1300, in seguito fu ampliata e ornata di molti capolavori.

CAPPELLA GIUSTINIAN “della Salute”,  lato sinistro, quinta cappella

Pala Gustinian – 1551 – Paolo Veronese

Dedicata alla Beata Vergine della Salute, la cappella fu acquistata nel 1536 dal nobilomo Lorenzo Giustinian.

Sull’altare, in pietra d’Istria in stile corinzio con colonne scanalate, vi è il dipinto :Sacra Famiglia con san Giovannino, santa Caterina e sant’Antonio abate” detto anche “pala Giustinian”.

Olio su tela di 319 x 187 cm, del 1551, opera di Paolo Caliari detto il Veronese (1528 -1588) che si ispira alla “pala Pesaro” di Tiziano, in Santa Maria Gloriosa dei Frari. Restaurato nel 1980.

Sant’Antonio è a destra, col saio scuro, poggia u n piede su una colonna abbattuta, tiene con la mano destra un rosario e un bastone dritto; ai suoi piedi, al di là della colonna, spunta il muso di un maiale nero.

 


CAPPELLA DANDOLO, lato sinistro, quarta cappella

Cappella Dandolo-S. Francesco della Vigna – Vergine con il Bambino, s. Antonio abate, s. Bernardo – 1555 – G. Porta

Dedicata a San Bernardo, la cappella fu acquistata nel 1538 dal nobilomo Vincenzo Grimani, Procurator de San Marco, ed in seguito rivenduta a Elisabetta Dandolo che l’acquistò per ricordare Antonio Dandolo († 1554 ) e Bernardo Dandolo († 1555).

Sull’altare, di semplice fattura, in stile corinzio con colonne scanalate il dipinto olio su tela “Vergine con il Bambino, Sant’Antonio abate e san Bernardo”, del 1555, opera di Giuseppe Porta  detto il Salviati (Castelnuovo di Garfagnana 1520-Venezia 1575).

Sant’Antonio, a sinistra, seduto su un gradino del basamento del trono della Madonna, tiene il bastone nella mano destra, con la sinistra un libro.

 

 

 

 

 


CAPPELLA MONTEFELTRO, lato sinistro, seconda cappella

Nicola da Urbino, conte di Montefeltro, nel 1397 redasse un testamento in cui dispose che alla sua morte i Procuratori de San Marco spendessero un terzo dei suoi 2.000 zecchini per erigere una cappella nella chiesa di San Marco. La volontà non fu rispettata e solo 150 anni dopo la cappella venne eretta nella chiesa di San Francesco in occasione della ricostruzione della fabbrica e dedicata a Sant’Antonio abate.
L’altare, del 1561 di F. Smeraldi, ha colonne in marmo cipollino (di cui la terza da sinistra tagliata controvena); su di esso tre statue marmoree: al centro San Antonio abate, a destra San Sebastiano e a sinistra San Rocco opera di Alessandro Vittoria (Trento, 1525 – Venezia, 1608).

 

 

 

 

 

 

 


Link:
https://www.isevenezia.it/it/chiesa-e-convento/storia-della-chiesa-e-del-convento-di-san-francesco-della-vigna

http://www.veneziamuseo.it/TERRA/Castello/Giustina/giust_cie_vigna.htm

VERONA. Basilica di San Zeno, dipinto di s. Antonio abate, 1412 circa

Affresco opera di Martino Da Verona (notizie 1392 ca. – 1412 ca.), largo 155 cm.

Il Santo, stante, sotto un’edicola gotica, tiene nella mano destra un libro e nella sinistra un bastone.
Un piccolo maiale della cinta senese ai suoi piedi a destra.

Gli affreschi del catino absidale, della volta a crociera costolonata del presbiterio e dei sottarchi sono tutti databili al periodo 1399 – 1421, anni in cui Pietro Emilei fu abate di San Zeno: il suo stemma compare infatti più volte nella decorazione (centro della volta, sottarchi). Fa eccezione a questa datazione solo l’affresco raffigurante San Zeno, di poco più tardo.
Se si accetta l’ipotesi più probabile, che vuole artefice degli affreschi Martino da Verona, la data di esecuzione va ristretta entro il 1412, anno della scomparsa dell’artista (Vavalà 1926, p. 391; Cuppini 1969, p. 326), altrimenti è necessario pensare ad un suo stretto seguace (Da Lisca 1941, p. 262); ma le affinità stilistiche con la decorazione pittorica dell’arco trionfale spingono a pronunciarsi in favore dell’attribuzione a Martino.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500056231A-1

VERONA, frazione Chievo. Chiesa di Sant’Antonio abate, con varie immagini del Santo

Piazza Chievo, 24
https://goo.gl/maps/GQUCYc8sfMAPoEEZA

 

L’originaria cappella di Chievo, dedicata alla Beata Vergine Maria, risultava già esistente nel 1443; essa era filiale della chiesa di San Procolo che a sua volta dipendeva dall’abbazia di San Zeno.
Nel 1518 la cappella di S. Maria, allora situata in prossimità della cinta muraria, fu demolita perché la Repubblica di Venezia, al fine di adeguare alla guerra d’artiglieria le difese di Verona, ordinò l’abbattimento di qualsiasi fabbricato, civile e religioso, nel raggio di un miglio dalle mura cittadine.
L’ edificio fu ricostruito nel luogo attuale, in riva all’Adige, su un clivus o rilievo, da cui deriva il toponimo Chievo. In seguito, alla dedicazione originaria cominciò ad essere affiancata quella a S. Antonio abate.
La chiesetta, eretta a parrocchiale nel 1595, fu rimaneggiata e ampliata nel Settecento secondo il gusto neoclassico del periodo; nel 1770, anno di soppressione dell’abbazia di S. Zeno Maggiore, divenne di proprietà diocesana e nel 1778 fu consacrata e solennemente dedicata a S. Antonio abate. L’evento è ricordato da un’iscrizione incisa sull’architrave del portale d’ingresso, il cui testo recita: “D.O.M. DIVOQUE ANTONIO ABATI DICATUM MDCCLXXVIII”.
Fu poi riconsacrata il 30 settembre 1900 da monsignor Bartolomeo Bacilieri.
Nel 1937 la chiesa di S. Antonio abate fu ampliata in lunghezza con la costruzione di due campate e il conseguente rifacimento della facciata (che venne riedificata praticamente identica a quella demolita). Nello stesso anno venne anche posata la pavimentazione delle navatelle laterali in seminato veneziano. Tra il 1937 ed il 1946 l’interno fu decorato dagli artisti Agostino Pegrassi e Adolfo Mattielli.
Nel 1954 si provvide a costruire il nuovo campanile e il vecchio fu demolito nel 1956.
e nel 1980 la chiesa venne adeguata alle norme postconciliari.
Nel 2006 vi fu l’intervento di restauro delle facciate e delle statue acroteriali; nel 2008 la manutenzione straordinaria della copertura della chiesa.

Esternamente l’edificio si presenta con facciata a salienti. Al centro del corpo centrale, inquadrato da due coppie di paraste con capitelli corinzi, si apre il portale d’ingresso di forma rettangolare sormontato da un timpano. Più in alto una finestra di gusto barocco illumina la navata centrale. Nelle ali laterali, raccordate al corpo centrale tramite due volute, sono aperte due finestre di forma rettangolare, anch’esse di gusto barocco. Conclude verticalmente il prospetto il timpano semicircolare. Coronano il prospetto quattro statue acroteriali in tufo, recentemente restaurate, raffiguranti S. Carlo Borromeo, S. Giuseppe e Gesù Bambino, S. Pietro Martire e S. Antonio abate.

Una statua di S. Antonio opera di Romeo Cristani (1855 -1920), è collocata entro una nicchia in cemento (immagine a sinistra); originariamente essa si trovava all’interno della chiesa, dove ora c’è il dipinto del Pegrassi raffigurante Sant’Antonio abate  visita san Paolo... , vedi infra.

Distante alcuni metri dalla parrocchiale, sul lato sud, è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una bifora ed è coronata dalla guglia piramidale.

All’interno, la chiesa presenta un impianto planimetrico di tipo basilicale a tre navate separate da archeggiature a tutto sesto sostenute da tozzi pilastri impostati su un alto basamento; la navata maggiore si prolunga con il vano a pianta quadrangolare del presbiterio, rialzato di due gradini e concluso con il coro a sviluppo semicircolare; il presbiterio si apre su entrambi i lati verso due cappelline con altare, rialzate di due gradini e protette da balaustrata, collocate a chiusura della navate minori: la cappella di S. Giuseppe sul lato meridionale, la cappella della Madonna del Rosario sul lato opposto; da quest’ultima avviene l’accesso alla cappella feriale ed alla sacrestia.
L’ingresso principale della chiesa si apre al centro della parete di facciata; è presente un’entrata laterale sul fianco meridionale dell’aula (navata destra), su di esso un’altra statua di s. Antonio in vesti vescovili, di 100 x 45 cm, risalente al XVIII secolo, immagine a destra.

Gli immobili che completano il complesso parrocchiale (casa canonica e centro parrocchiale) insistono in corrispondenza dei lati orientale e settentrionale della chiesa.

L’ambiente interno della chiesa si caratterizza per l’intenso e sovrabbondante apparato decorativo che adorna le pareti con rivestimenti in marmi policromi e con il ciclo pittorico della “Via Crucis”, opera dei pittori Agostino Pegrassi e Adolfo Mattielli (XX secolo); l’invaso della navata centrale è coronato da una trabeazione sostenuta da lesene ioniche; nella parete absidale un’edicola in marmi policromi inquadra un affresco del XVI secolo raffigurante la “Pietà con S. Pietro martire e S. Antonio abate”, proveniente dalla primitiva chiesa parrocchiale.
Di Agostino Pegrassi (1900 -1957) anche alcuni affreschi con Storie di sant’Antonio abate (1937) tra cui Sant’Antonio abate visita San Paolo Eremita nel deserto e Tentazioni di sant’Antonio abate.

La navata maggiore e le navate laterali sono coperte da una teoria di volte a crociera in muratura, separate da costolonature lisce trasversali, intonacate e tinteggiate, decorate con cornici policrome a motivi floreali opera del pittore Pietro Negrini (XX secolo); dello stesso autore è la decorazioni della volta a botte unghiata che sovrasta il presbiterio; il catino absidale è ornato con un dipinto raffigurante “S. Cecilia tra angeli musicanti“.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/17748/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate</>

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500328393

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500328392

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500328421

https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5080458/Pegrassi+A.+%281937%29%2C+Tentazioni+di+Sant%27Antonio+abate